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L ordinamento
delle armate
romane
Ermanno Ferrero
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L'ORDINAMENTO
DELLE
ARMATE ROMANE
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L'ORDINAMENTO
DELLE
ARMATE ROMANE
RICERCHE
DI
ERMANNO FERRERO
ROMA TORINO FIRENZE
FRATELLI BOOOA
Librai di S. M. il Re d'ltalia
1878.
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Propriety letteraria
Torino — VINCENZO BONA , Tipografo di S. M. e RR. Principi.
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1
AL COMMENDATORE
GIOVANNI BATTISTA DE ROSSI
L'AUTORE
CON ANIMO GRATO E REVERENTE
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Loftvvj
PREFAZIONE
I
ntorno all'ordinamento delle armate romane scarseggiano le notizie degli antichi
scrittori, e sebbene piii abbondanti siano quelle fornite dalle iscrizioni, tuttavia non &
ancor possibile Tinvestigare si fatto argomento interamente ed in tutti i suoi parti-
colari e con queirampiezza, che l'importanza di esso richiederebbe. Non pertanto mi
parve di qualche utilita un lavoro, in cui queste notizie fossero raccolte, esaminate e
discusse,ora che si accrebbero, specialmente per mezzo delle grandi collezioni epigra-
fiche, i sussidii, i quali agevolano le indagini sull'antichita classica, e quando riman-
gono omai ben pochi tratti inesplorati neH'ampio campo delle archeologiche discipline.
Alcune ricerche sopra Tordinamento della marineria militare romana vennero gia
da altri tentate in tempi, in cui piu scarsa era la suppellettile epigrafica, ed alia va-
stita della dottrina non sempre si accoppiava quel sentimento critico, che costituisce
il pregio piu importante della moderna erudizione. A' nostri giorni si compierono
ragguardevoli studii sulla costruzione e sulla forma delle navi, sull'arte nautica e
sulla tattica navale degli antichi ; non vide pero ancora la luce un libro, ove le armate
dei Romani fossero considerate nel loro ordinamento, con le stesse norme, con cui si
esaminarono e le istituzioni civili e quelle riguardanti gli eserciti del grande popolo
conquistatore,
II P. Raffaele Garrucci pubblicava nel 1852 la silloge delle epigrafi deH'armata.
di Miseno (*); ma la natura speciale del suo lavoro, concernente soltanto una delle
(1) Classis praetoriae Misenensis piae vin- quae extant studio collecta et commentariis
diets Oordianae Philippianae monumenta illustrata. Neapoli, 1852.
FlRRERO. . "
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annate romane, non richiedeva quelle ricerche, a cui deve intendere chi tolga ad
esame l'ordinamento generate della romana marineria. Inoltre si vennero ad aumen-
tare le scoperte epigrafiche anche per Tarmata misenense, per la quale or ci possiamo
valere di piu di un centinaio di monumenti lapidarii sconosciuti al Garrucci, ovvero
diseppelliti dopo la pubblicazione del suo libro. L'Accademia delle iscrizioni e belle
lettere dell'Istituto di Francia sceglieva nel 1866 ad argomento di un concorso lo
studio deU'ordinamento delle armate romane, proponendo quale modello la disserta-
zione, in cui Olao Kellermann tratto della milizia dei vigili, e riuni le epigrafl a questa
attinenti (1). Tre furono i lavori presentati, e merito la palma quello di Camillo de
la Berge (2). Egli non aveva ancor impreso a rendere di pubblica ragione il frutto
delle coronate sue fatiche, quando nel marzb di quest'anno, nella verde eta di otto
lustri, fu tolto alia scienza, che da lui si riprometteva importanti servigii (3). Felice
Robiou poi nel 1872 pubblicava nella Revue archeologique ( 4 ) uno scritto sopra le
recrutement de U6tat-major et des dquipages dans les ftottes romaines. Se tro-
viamo pregevole la prima parte riguardante le armate della repubblica (ed il lettore
la scorger& piu volte citata in appresso), non uguale giudizio possiamo portare per la
seconda, in cui e da lamentare che Tautore sia ricorso ad epigrafi ripudiate dalla
critica lapidaria, sicche vengono a trovarsi senza base parecchie delle sue afferma-
zioni. In fine Giovacchino Marquardt nel suo libro intitolato Romische Staatsver-
waltung (5), in poche pagine (ne piu gliene avrebbe consentito Teconomia dell'opera),
riepilogava i risultamenti degli studii anteriori sopra questo argomento.
Esortato dagli autorevoli consigli del comm. Giovanni Battista de Rossi, che a me
ripeteva quanto gia scrisse fin dal 1865, essere cioe desiderabile che con lo studio
delle iscrizioni si compilasse lo specchio piu esatto, che sia possibile, deU'ordinamento
delle varie armate romane (6), mi accinsi a si fatto lavoro. Poche, ho detto, sono le
(1) « Faire connattre, k V aide des reusei-
t gnements fournis par les auteurs et les in-
# scriptions grecques etlatines, rorganisation
t des flottes romaines, en prenant pour mo-
t dfele le m6moire de Kellermann sur les Vi-
t giles. » Academic des inscriptions et belles-
lettres* Comptes rendus des seances de Van-
nee 1866. Stance da 20 juillet, p. 231.
(2) Vedi i Comptes-rendus, 1871, stance du
29 d6cembre, p. 451 e seg.
(3) Leggo nella notizia necrologica data su
Camillo de la Berge nella Revue critique d'hi-
stoireet de litterature (n. 15, 13 avril 1878):
t M. L6on Renier, son maltre et le plus comp£-
t tent des juges, a concu le projet de publier
t cem6moire,dont il prise Tutilit6 et la valeur,
• en le mettant, s'il y a lieu, au courant de
t ce que la science a pu ajouter depuis dix
t ans aux mat^riaux r6unis par l'auteur. •
(4) Nouv. serie, 1872, vol. XXIV, p. 95-108,
142-156.
(5) Vol. II, Leipzig, 1876, p. 478-498.
(6) Bullettino delV Instituto di corrispon-
denza archeologica, 1865, p. 46.
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— XI —
notizie, che ci somministrano gli antichi scrittori, in maggior copia quelle, che dai mo-
numenti delTepigrafia si possono ricavare. Percio siccome i miei ragionamenti si fon-
dano in non piccola parte su queste ultime, e siccome talvolta mi fu necessario di
commentare parecchie epigrafi e di entrare intorno ad altre in discussioni, cosi pensai
che il mio lavoro sarebbe stato mancante di una parte essenziale, se non vi avessi
riunito tutte le iscrizioni riguardanti la marineria militare romana, le quali rag-
giungono quasi il numero di seicento. Non poche di esse trovansi gia raccolte nei vo-
lumi usciti del Corpus inseriptionum Latinarum pubblicato per cura dell'Acca-
demia delle scienze di Berlino, i quali volumi, ad eccezione del quarto contenente le
epigrafi parietarie di Pompei, mi fornirono, quale in maggiore, quale in minore copia,
iscrizioni per il mio argomento. Dal primo volume, dovuto al Mommsen, cioe da
quello delle iscrizioni anteriori alia morte di Cesare, non trassi che Tepigrafe della
colonna rostrata di Duilio e Telenco dei trionfi navali. Poche parimente furono le
epigrafi, che raccolsi ne' volumi secondo e settimo, compilati dall'Hubner e contenenti
Tuno le iscrizioni della Spagna, l'altro quelle della Britannia. Maggiore* fu il numero
di epigrafi classiarie rinvenute nel terzo volume e nel quinto, entrambi composti dal
Mommsen, e di cui questo abbraccia la silloge epigrafica della Gallia Cisalpina, quello
le iscrizioni del Norico, della Pannonia, della Dalmazia e delle altre provincie orien-
tali dell'impero, oltre alia collezione dei diplomi militari e ad altri insigni monumenti
epigrafici, de' quali e esposta un'analisi ampia ed accurata. Ma piu copiosa fu la messe
fornitami dalla parte uscita del sesto volume, ossia da quella delle iscrizioni scoperte
in Roma, raccolte dall'Henzen e dal de Rossi e pubblicate dal primo e dal Bormann.
Due iscrizioni poi trovai pure fra quelle, che di mano in mano si divulgano nella
Ephemeris epigraphica, supplemento ai volumi del Corpus.
La solerzia dei compilatori del Corpus, alia quale gi& dobbiamo che in breve vol-
gere di anni siano venuti alia luce i volumi accennati, ci assicura che non sar& molto
lontano il giorno,in cui, compiuta questa grande pubblicazione, la scienza archeologica
vedra il suo patrimonio arricchito di un'opera di valore inestimabile, e Terudito avra
sicura guida quando gli sara mestieri di ricorrere alle testimonianze dell'epigrafia.
Allora saranno a questo risparmiate ricerche faticose e talvolta per necessity incom-
piute; egli piu non avra d'uopo di quella diffidenza, senza cui ora non si possono
consultare le antiche collezioni epigrafiche. In queste in fatti Tesattezza nella lettura
dei marmi, la critica nel discernere e nel condannare quelli apocrifi e sospetti, la
cura nelle indicazioni particolari a ciascuna iscrizione non possono reggere al con-
fronto co' pregii, che per questi rispetti faranno del Corpus il codice degli epigra-
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— XII —
fisti. E i suoi perpetui supplement^ continuando ad accrescerlo, serviranno pure
a fare scomparire le mende inevitabili in lavori, per cui non e esagerato Tepiteto
di colossali.
Si stanno preparando le raccolte delle iscrizioni dell'Italia media e della inferiore,
delle isole italiane, deir Africa, della Gallia e di parte di quelle di Roma; di alcune
di queste raccolte gia e incominciata la stampa. Per singolare favore, di cui serbero
perenne riconoscenza, mi fu dato giovarmi dei fogli gia stampati , sebbene tuttora
inediti, contenenti le iscrizioni classiarie di Ravenna; serie di grande importanza per
il mio soggetto, la quale si trovera compresa nel volume decimoprimo del Corpus,
contenente le epigrafi dell'Italia media radunate dal dott. Eugenio Bormann. Per la
qual cosa buon numero delle epigrafi spettanti all'armata di Ravenna ha potuto da
me essere studiato con profitto maggiore di quello, che avrei potuto ritrarre soltanto
dalla silloge epigrafica ravennate compiuta da Camillo Spreti sul finire del secolo
passato.
Nel dare ie iscrizioni e nel supplirle ho seguito il sistema tipografico usato dagli
autori del Corpus. Ad ogni epigrafe, allorche mi fu possibile, ho notato il luogo dello
scoprimento, quello, in cui essa ora si trova, e le indicazioni che mi parvero maggior-
mente meritevoli di essere riportate. Se un'iscrizione e compresa nei volumi del Cor-
pus, e venne trascritta dai compilatori di esso, ovvero a loro comunicata da chi ne
meritava la fiducia, ho citato solamente il Corpus, omettendo gli editori precedents
eccetto che taluno di essi abbia particolarmente e distesamente ragionato di quest' iscri-
zione. Se poi un'epigrafe passo nel Corpus dalle pubblicazioni di piu antichi editori ov-
vero da manoscritti, ho citato soltanto tra i primi quelli di maggior con to e le cui
lezioni servirono principalmente per il Corpus, tralasciando per lo piu le notizie dei
codici, poiche non volli riempire il mio libro di una facile e per esso inutile erudi-
zione. In questo caso la citazione del Corpus e separata da una lineetta da quella
delle opere anteriori, indicando con questo segno che l'epigrafe non fu vista dai com-
pilatori della grande raccolta. Parimente, salvo poche eccezioni, non ho tenuto conto
delle variety delle lezioni, ed ho seguito quelle del Corpus. Siccome le epigrafi raven-
nati riunite neirancora inedito volume undecimo del Corpus furono gia tutte da altri
pubblicate, ad eccezione di un solo frammento, cosi ho citato le principali opere, in cui
esse trovansi, facendo seguire Tindicazione deli'accennato volume, separata pure da
una lineetta allorche la lapide ando perduta.
Una parte note vole delle iscrizioni dell'armata misenense proviene dal Napolitano,
e si trova nel volume stampato nel 1852, in cui il Mommsen raduno le epigrafi del-
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— XIII —
Tltalia inferiore (1); epigrafi, le quali saranno poi ripubblicate dallo stesso editore in
volumi del Corpus. Lapidi spettanti airarmata di Miseno si trovavano gia in quel
tempo nel museo Borbonico, ora nazionale, di Napoli, e vennero pure trascritte dal
Garrucci nel libro, di cui ho parlato. Altre appartenenti a varie collezioni e pubbli-
cate parimente dal Mommsen e dal Garrucci entrarono piu tardi nel museo napoli-
tano. Tutte poi furono descritte da Giuseppe Fiorelli nel catalogo della raccolta epi-
grafica di questo museo, stampato nel 1868. Per tali iscrizioni mi e bastato citare
questi tre editori; ho voluto pero notare le differenze delle loro letture, attenendomi,
nel ripetere le iscrizioni, al testo del Fiorelli.. Quanto a quelle, che il Mommsen ed il
Garrucci non videro, ma trassero da opere stampate o da manoscritti, ho seguito il
sistema tenuto in ugual caso per le mie citazioni del Corpus. Chiudo il volume eon
la serie delle epigrafi classiarie false o sospette.
Presso coloro, a cui ricorsi per trascrizioni o per verificazioni di epigrafi, trovai
sempre la piu squisita cortesia, per la quale sento Tobbligo di manifestare ad essi tutta
la mia riconoscenza, riser vandomi di ricordarli nelriportare le iscrizioni. Debbo anche
dichiararmi grato ai signori comm. Gaspare Gorresio e cav. Vincenzo Promis, per
avermi, l'uno nella biblioteca nazionale di Torino, Taltro in quella privata del re, alia
loro direzione affidate, concesso ogni agio a valermi di opere importanti; come
pure ai signori P. D. Luigi Bruzza e dott. Giacomo Lumbroso, che vollero essermi
cortesi di alcune ricerche in volumi esistenti nelle biblioteche di Roma.
Ponendo il mio libro sotto il patrocinio del comm. Giovanni Battista de Rossi, ho
cercato di dare a questo illustre personaggio, onore della scienza italiana,*la prova
maggiore che mi fu possibile della mia gratitudine per avermi incoraggiato ad im-
prendere un lavoro, attendendo ai quale ho sentito vieppiu accrescersi quell'amore,
che per lo studio dell'antichita ho provato fin dall'adolescenza.
Sono lieto in fine di scrivere queste parole d'introduzione da luoghi, in cui a dolci
rimembranze si associa in me il ricordo de'primi passi in questi studii, ed in cui in-
vitano a meditazioni e la distrutta Pollenzia ed i campi, ove alle armi romane rifulse
uno degli ultimi sorrisi della Vittoria.
La Morra, il di 29 settembre del 1878.
Ermanno Ferrero.
(1) Inscriptions regni Neapoltlani Latinae. Lipsiae, 1852.
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I N D I C E
Prefazione V a Q- IX
Parte Prima
REPUBBLICA
Ongine della marineria militare romana, p. 3. Prima guerra punica, p. 4. Notizie intorno aU'ordinameDto
delle armate romane nelle guerre del secolo sesto. Le ciurme. Socii navales ovvero remiges e nautae,
p. 5. Classici milites. Magislri navium. Gubernatores, p. 7. Hortatores o portisculi, p. 8. Comandanti
delle armate. Praefectus classis, p. 8. Duumviri navales, p. 8. Quaestores classici, p. 9. Trionfi na-
vali, p. 9. — La marineria trascurata dopo le guerre del sesto secolo. Guerra giugurtina. Prima guerra
mitridatica. Querra piratica, p. 12. Seconda guerra mitridatica. Navi allestite da Cesare nella Gallia.
Guerra civile, p. 13. Sesto Pompeo, p. 14. Vittoria di Agrippa. Monete di Sesto Pompeo, p. 15. Pre-
fetti dell'armata di Marco Antonio. Loro monete, p. 17. Guerra fra Marco Antonio ed Ottaviano.
Battaglia di Azio, p. 19. Iscrizioni n. 4-6 spettanti a prefetti dell'armata al tempo della repubblica,
p. 80.
Parte Seconda
IMPERO
Ordinamento dato da Augusto alia marineria. Le armate di Miseno e di Ravenna, p. 83. Altre armate
stanziate in varii luoghi dell'impero romano, p. 84. Specie delle navi componenti le armate, p. 84.
Nomi delle navi, p. 88. Comando delle armate. Praefectus, p. 38. Subpraefectus. Praepositus. Stolar-
chus, p. 33. Praepositus reliquationi, p. 34. Comandanti delle navi. Trierarchi. Navarchi. Prin-
cipes. Centuriones, p. 34. Navarchus archigybernes od archigubernus, p. 39. — Ufflciali secondarii e
soldati delle armate. Militi di mare o classiarii. Loro varie dnnominazioni al tempo dell'impero, p. 40.
Regioni che fornivano uomini a lie armate, p. 48. Eta in cui si principiava a servire nelle armate,
p. 45. Durata del servizio militare navale, p. 46. Condizione de' classiarii. Privilegii concessi dai
principi ai soldati, p. 47. Diplomi militari, p. 48. Diplomi concernenti le armate, p. 49. Condizione dei
classiarii rispetto al ius civitatis ed al connubium, p. 50. — Luogo di Vegezio accennante ad un or-
dinamento de* classiarii in legioni. Legioni costituite con" classiarii. Le legioni prima e seconda adiu-
trici, p. 54. — Vexillatio delle armate, p. 55. — Principals e munifices. Dupliciarii. Sesquipliciarii.
Evoeati. Missicii. Veterani, p. 56. Gradi de' principals nelle armate. Oubernator. Proreta, p. 57.
Nauphylax. Diaetarius. Hortator. Optio, p. 58. Suboptio. Nonagenarius. Armorum custos. Signifer.
Bene ficiar ius. Secutor trierarchi, p. 59. Pitulus. Architectus. Faber. Velarius. Caementarius. Su-
bline tor. Strigilarius. Scenicus, p. 60. Coronarius. Victimarius. Comicen. Symphoniacus. Medicus.
Exceptor. Librarius, p. 61. Scriba. Rationalis. Dispensator. Tabular tut. Optio navaliorum, p. 68.
Semplici soldati. Impossibility di ragionare delle promozioni, della disciplina e dello stipendio dei
classiarii, del loro numero e di quello delle navi componenti le armate dell'impero romano, p. 61.
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— XVI —
Classis Misenensis pag. 65
Classis Ravennas • 131
Classis Venetum (Aquileiae) » 159
Classis Foroiuliensis » 159
Milites muscularii (Massiliae) 160
Classis Alexandrina • 160
Classis Pontica • 168
Classis Syriaca » 170
Classis Britannica • 172
Classis Sambrica » 178
Classis Libyca • 180
Classis Germanica • 181
Numerus barcariorum (Confluentibus sive Brecantia) » 185
Classis Pannonica — Classis Moesica • 185
Armata dell'Eufrate • 192
Annate dei laghi e dei fiumi dell'Italia e della Gallia al tempo della Notitia dl-
gnitatum t 192
Numerus barcariorum Tigrisiensium (Arbeia) • 194
Classis incerta • 195
Indici delle Iscrizioni
I. Nomi di uomini e di donne.
II. Ufflcii classiarii
III. Nomi delle navi
IV. Patria dei classiarii .
Iscrizioni False o Sospette .
Aggiunte
203
216
218
218
219
228
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PARTE PRIMA
REPUBBLICA
Ferrero.
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G
{he i Romani fin da tempi antichissimi abbiano posseduto non solo navi mercantile
ma anche navi da guerra, e cosa da non potetei mettere in dubbio, ove si considerino
le relazioni, ch'essi ebbero con popoli del Mediterraneo pervenuti in eta vetustissima
ad alta potenza in mare. Dalla tradizione poi era attribuita ad Anco Marzio la fonda-
zione della colonia marittima di Ostia alia foce del Tevere (l). La prora di nave e il
tipo dell'asse e delle sue divisioni; e benche le prime monete del sistema dell'asse li-
brale non risalgano alia origine della moneta segnata in Roma , esse nondimeno sono
da ascriversi ad un tempo abbastanza antico: forse la loro introduzione, costituente il
principio di un vero sistema monetario, si deve alle riforme dei decemviri (303 di R. ;
451 av. C.) (2). Nel 360 di Roma (394 av. C.) sopra una nave da guerra (longa
navis) e mandata a Delfo Tofferta promessa da Camillo per la presa di Veio (3). Nel
406 (348 av. C), seeondo Topinione oggidi generalmente ammessa ( 4 ), Roma stipula
con Cartagine un trattato di navigazione e di commercio, in nome anche dei suoi al-
leati delle citt& marittime latine. Nel 416 (338 av. C), domato il Lazio, i Romani
vietano agli Anziati di navigare , tolgono loro le navi da guerra , abbruciandone una
parte e portandone Taltra negli arsenali (navalia) di Roma (5). Nel 443 (311 av. C.)
da un plebiscito e ordinata Telezione di due ufficiali (duumviri navales), con l'inca-
(!) Livio, I, 33; Dionisio, III, 44.
(2) Mommsen, Eistoire de la monnaie romaine,
trad, par le due de Blacas, t. I, Paris, 1865, p. 179 e
segg., p. 194. Egli dichiara, con ragione, insostenibile
1'opinione di quelli, che vollero nella prora di nave
scorgere un'allusione alia leggenda di Giano, da cui
venne ospitato Saturno, rifugiatosi nel Lazio sopra una
nave ; perocche la testa di Giano, la quale trovasi nel
diritto dell'asse, e negli spezzati sostituita da quella
di altre divinita, mentre rimane sempre nel rovescio la
prora di nave. II Mommsen pensa che in questo tipo
si possa vedere un simbolo dell'antica potenza marit-
tima, a cui il governo decemvirale voleva dare novello
impulso. Cid quindi si collegherebbe con la teoria sulla
antica potenza dei Romani in mare, dal Mommsen
sostenuta specialmente nella Storia romana: teoria
che qui non d il luogo di esaminare.
(3) Livio, V, 28.
(4J fi da accettarsi 1'opinione di quelli, i quali col
Mommsen (Die romische Chronologie bis auf Caesar,
Beil. XII; cf. Romische Qeschichte , 6* ed., vol. I,
p. 413) assegnano al 406 o verso tal tempo questo trat-
tato, che altri, seguendo Polibio (III, 22), attribuiscono
al 245 (509 av. C), cioe al primo anno dopo la cac-
ciata dei re.
(5) « Naves... longae abactae, interdictumque mari
« Antiati populoest... Naves Antiatium partim in na-
« valia Romae subductae, partim incensae, rostrisque
« earum suggestum in foro extructum adornari pla-
« cuit, rostraque id templum appellatum. » Livio, VIII,
14. Sui navalia di Roma vedi Jordan, Forma urbis
Romae regionum XIII1, Berolini, 1874, p. 45; Topo-
graphie der Stadt Rom im Alterthum, vol. I, Berlin,
1878, p. 435 e segg.
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— 4 —
rico di rifare ed ailestire Tarmata (1). Nell'anno seguente un'armata romana approda
in Campania (2). Nel 472 (282 av. C.) dieci navi da guerra romane, veleggiando
nelle acque di Taranto, sono assalite dai Tarentini , donde Torigine della guerra fra
essi e i Romani, e Tintervento di Pirro (3). L'istituzione dei quattro questori dell'ar-
mata (elassici quaestores), incaricati di provvedere all'apprestamento di armate in
caso di bisogno, appartiene air anno 487 (267 av. C), e corrisponde al tempo della
compiuta sottomessione dell' Italia media ed inferiore al dominio di Roma (4).
Da cid si scorge in qual modo si debba spiegare il fatto riferito da Polibio (5), e da
altri dopo di lui (6), che cioe i Romani, trovandosi in guerra coi Cartaginesi (493 di
Roma; 261 av. C), presa per modello una quinquereme nemica arenata sulla spiaggia,
abbiano per la prima volta costrutta e messa in mare un'armata. Le navi , anterior-
mente possedute dai Romani, erano insufficienti per tentare una guerra marittima,
specialmente con Cartagine, la cui forza consisteva nella potente marineria. In fatti,
alio scoppiare di questa prima guerra punica (490 di Roma; 264 av. C), il console
Appio Claudio, per traversare lo stretto di Messina e sbarcare in Sicilia i suoi soldati,
avea dovuto ricorrere a piccole navi dei Tarentini, dei Locresi, degli Eleati e dei Na-
politani ( 7 ). Principiata la guerra, i Cartaginesi con le loro navi ritoglievanoai Romani
le citta da costoro conquistate in Sicilia, e correvano a disertare le spiaggie deiritalia.
Per combatterli tornavano in tal modo inutili a Roma le agguerrite sue legioni ; per-
cio essa, potente in terra, voile diventare altresi potente in mare e contendere a Car-
tagine il marittimo impero. Con grande celerita e con quella tenacita, per cui presso
il popolo romano la volonta poteva ogni cosa, venne allestita un'armata di cento e
venti legni, di cui venti triremi e cento quinqueremi, costrutte secondo il modello car-
taginesee'tali da poter affrontare gli avversarii. S'insegno alle ciurme a maneggiare i
remi stando a terra (8), e, compiute le navi in breve spazio di tempo (che alcuni proba-
bilmente esagerarono restringendolo a soli due mesi (9)), i Romani si misero in mare.
Alle ciurme bastava il remare vigorosamente e condurre le navi all'arrembaggio con
le nemiche: l'opportuna invenzione del eorvo col ridurre il combattimento per mare
simile ad una battaglia terrestre e col dare cosi massima importanza al valore ed alia
disciplina dei soldati di terra, imbarcati sui legni, venne a rendere piu facili le vit-
torie dei Romani. Vincitori per la prima volta in mare con Duilio a Mile (494 di R.;
260 av. C), essi quattro anni dopo (498 di Roma; 256 av. C.) battevano i Cartagi-
nesi ad Ecnomo con un'armata di trecentotrenta navi, ognuna delle quali aveva in
circa trecento rematori e cento venti soldati (10).
Se mirabile e la prontezza, con cui la Repubblica nella prima guerra punica
surroga le molte navi perdute nelle battaglie o distrutte dai contrarii elementi,
ed apparecchia in brevissimo tempo nuove armate, piu mirabile ancora per chi
non consideri attentamente la cosa e la facilita, con cui pone riparo alle perdite,
(1) Livio, IX, 30. (6) Floro, I, 18 (II, 2). Cf. Zonara, VIII, 11.
(2) Id., IX, 38. (7) Polibio, I. c.
(3) Livio, Epit. XII; Appiano, Be reb. Samn., (8) Id., I, 21.
fragm. VII, 1, ed. Didot. (9) Plinio, Nat. Hist., XVI, 74; Floro, loc. cit.
(4) Vedi infra. (10) Polibio, I, 26-28.
(5) Polibio, I, 20.
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— 5 —
talora gravissime, fatte nelle ciurme. Cosi airassedio di Lilibeo (505 di R.; 249
av. C.) manda diecimila marinai per supplire quelli periti; marinai, i quali sono ben
distinti dai soldati imbarcati (Imft&rax) (1). Senonche queste ciurme per la loro impe-
rizia fecero trista prova nella battaglia combattutasi, immediatamente dopo il loro
arrivo, nelle acque di Drepano (2), ove i Cartaginesi riportarono Tunica grande
vittoria navale di questa guerra sui Romani. Questo ed altri disastri non sono
esclusivamente imputabili all* incapacity dei condottieri, siccome quello di Cama-
rina, ove per causa della ostinazione de'capi, i quali non vollero dare ascolto all'av-
viso dei piloti, una fiera tempesta distrusse quasi tutta l'armata romana, di trecento-
sessantaquattro navi non rimanendo salve che ottanta (499 di R. ; 255 av. C.) (3).
L'inesperienza dei marinai W abbastanza prova la poca cura, che Roma aveva nel
levare le ciurme, le quali certamente non si prendevano sempre fra le popolazioni
marittime (5). Nella sconfitta di Drepano non si fa menzione dei corvi, cio che
lascia supporre aver forse i Cartaginesi trovato qualche mezzo per renderli inutili.
Risorge quindi la marineria cartaginese, e i Romani abbandonano la guerra marit-
tima, che ripigliano solo quando Caio Lutazio Catulo scorge essere necessario un
grande combattimento navale per decidere l'esito della lotta, omai durante da venti-
quattro anni con grave nocumento all'una ed all'altra parte. Percio egli prima di
spingere a battaglia coi Cartaginesi Tarmata, che l'amor patrio dei privati aveva
dato alia Repubblica, pose ogni cura nell'addestrare le ciurme, dimodoche alle Egati
riporto quella segnalata vittoria, da cui fu posto termine alia lunga guerra (513 di R. ;
241 av. C). Se in questa battaglia Catulo diede prova di avvedutezza nell'assalire,
non ostante il tempo cattivo, le navi cartaginesi cariche di vettovaglie e prima che vi
si imbarcassero i migliori soldati dell'esercito di terra, i marinai dimostrarono altresi
molta valentia, lodata da Polibio (6).
Nelle grandi guerre seguenti del secolo sesto la marineria romana ha parte non
poco importante, sia per i combattimenti navali, sia per la difesa dell'Italia, sia per
il trasporto di eserciti nelle provincie , che di mano in mano si vanno invadendo e
conquistando. Se circa Tordinamento delle armate romane durante la prima guerra
punica nulla sappiamo, e siamo ridotti a sole congetture, alcune notizie, al contrario,
su tale argomento possiamo ricavare dagli scrittori per questo periodo cosi splen-
dido della storia romana. Nondimeno la scarsita di esse e la certezza che gli scrittori
non sempre adoperarono un linguaggio tecnico, parlando di cose concernenti I'ordi-
namento marinaresco, fanno si che intorno ad esso non ci e possibile avere cognizioni
certe, siccome abbiamo intorno alTordinamento degli eserciti (?).
(1) Polibio, I, 49. sesto delle sue Storie. Ma noi non abbiamo intiero tal
(2) Id., I, 49-51. libro, e dobbiamo lamentare la perdita delle notizie
(3) Id., I, 37. sulle armate, a cui certamente allude quando scrive :
(4) Vedi Polibio, I, 39, 53, 54. Cf. 46, 47. Kal t( q^ot* £axl t6 qItiov, dTropfiaai Tt<; dv, 6ti k£-
(5) Zonara (VIII, 11) ricorda, durante questa prima KpajyiK6T€<; twv 6Xujv, Kal TroXXairXaafav ?x<>vT€<; {jtt€-
guerra punica, Sanniti irp6^ t^v toO vciutikoO irapa- pox?|v vDv f\ TrpoaGev, oCj'av nXripujaai xoffauTou; vaOq,
OK€u^v oOt* dvcrrrXeOacu t^XikoOtok; otoXok; ouvr|6€t€v. 00 uf|v
(6) Polibio, I, 59-61. dXXa irepl |a£v Ta\)rr\$ rffc diropia^ aaqpO&c K&jtou xd<;
(7) Polibio, senza dubbio, tratt6 dell'ordinamento alxtaq Korravociv, 6tov £ttI t^jv £&r|Yri<Jiv aurObv Tfj^
delle armate, come tratto di quello degli eserciti, espo- ttoXitcIck; IX9uju€v (I, 64).
nendo la costituzione della repubblica romana nel libro
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— 6 —
Le ciurme delle navi romane appaiono composte di remiganti (remiges) e di ma-
rinai propriamente detti (nautae). Gli uomini di esse furono, senza dubbio, per Tor-
dinario dati primieramente dalle citta alleate ; cio al principio della seconda guerra
cartaginese appare come usanza stabilita (1). Quindi il nome di socii navales, con cui
erano chiamati; nome, che poi venne a designare gli uomini di mare in generale,
qualunque fosse il luogo, dov'erano stati presi. Gli alleati fornivano anche navi (2),
ovvero legname, attrezzi, armi e provvigioni per costruirne ed allestirne (3). I socii
navales poi, accettando tale vocabolo nel senso lato e piu comune di marinai , veni-
vano anche pigliati fra i cittadini piu poveri , esenti dal servizio militare nelle le-
gioni (4). Erano pure obbligate a dame le colonie marittime. In fatti, nel 563 (191
av. C), durante gli apparecchi della guerra contro Antioco, nacque grave contesa fra
il pretore Caio Livio Salinatore e gli abitanti delle colonie di Ostia, Fregene, Castrum
novum, Pirgi, Anzio, Terracina, Minturna e Sinuessa, i quali pretendevano di an-
dar esenti dal servizio marittimo. Appellatisi ai tribuni della plebe , vennero riman-
dati dinanzi al senato, che decreto non esistere per essi la vacatio rei naoalis (6).
Una questione analoga era gia sorta nel 547 (207 av. C.) f quando Annibale scor-
reva per 1 'Italia, e Asdrubale, giunto con rinforzi, tentava congiungersi col fra-
tello. Si costrinsero allora anche le colonie marittime a dare soldati : i richiami di
parecchie fra esse e la sentenza del senato, che da tale obbligo eccettuo Anzio
ed Ostia, mostrano come, astrette al servizio di mare, le colonie del litorale erano
libere da quello di terra ( 6 ). I libertini, i quali erano esclusi dalla milizia (?), vennero
poi ascritti aU'armata. Cosi nel 537 (217 av. C), dopo la sconfitta del Trasimeno ,
si chiamarono a prestar servizio i libertini cheavevano figli, e i minori di trentacin-
que anni si mandarono alle navi ( 8 ). Si levarono libertini come socii navales nel 563
(191 av. C), preparandosi la guerra contro Antioco(9); nel 573 (181 av. C.) per
reprimere i pirati liguri ed istrii (10); nel 582, nel 583 e nel 585 (172, 171, 169 av.
C), durante la guerra con Perseo (U). Nel 540 (214 av. C), mancahdo i nautae
per le numerose navi allora apparecchiate , si ordino che chiunque avesse da cin-
quantamila a centomila assi scritti nel censo desse un nauta pagato per sei mesi ;
tre nautae pagati per un anno fossero dati da coloro, che possedevano da cento a tre-
centomila assi; cinque daquelli, che ne avevanoda trecentomila ad un milione; sette
dai piu ricchi; otto pure con annuo stipendio dai senatori(l2). E questi nautae
erano schiavi, che, in tal modo liberati, prestarono servizio come libertini. Schiavi
per l'uffizio di remiges si dovevano pure somministrare talora dai privati; nel 544
(210 av. C.) alti lamenti si levarono dai cittadini per una si fatta contribuzione , che
(1) Questo sembra potersi dedurre da Livio, XXI, (8) Livio, XXII, 11.
49, 50. (9) Id., XXXVI, 2.
(2) Livio, XXVI, 39; XXXV, 16; XXXVI, 42; (10) Id., XL, 18: « duumviros in earn rem consules
XLII, 48. « creare iussi, per quos naves viginti deductae nava-
(3) Id., XXVIII, 45. « libus sociis civibus Romania, qui servifuteservissent,
(4) Polibio, VI, 19. « complerentur, ingenui tantum ut iis praeessent. »
(5) Livio, XXXVI, 3. (11) Id., XLII, 27, 31; XLIII, 12. Nel secondo dei
(6) Id., XXVII, 38. passi citati l'autore accenna pure ai socii navales
(7) Vedi la mia dissertazione Dei libertini, Torino, presi fra gli alleati.
1877, p. 26 e seg. (12) Livio, XXIV, 11.
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- 7 -
veniva ad accrescere le gravezze imposte dalla guerra desolatrice (*). Queste requi-
sizioni di schiavi di privati, per aggregarli alle ciurme, erano pero afFatto straordi-
narie e provocate dalle necessita della guerra: come straordinario appare il fatto di
Scipione, il quale, dopo la presa di Nova Carthago (Cartagena) (544), accrebbe il
numero dei remiges della sua armata con abitanti e con ischiavi di quella cittk (2).
Nella prima guerra cartaginese gli stessi soldati delle legioni pugnano sulle navi,
quindi il grande numero dei combattenti nelle battaglie marittime di questa guerra.
Piu tardi si fa menzione di classiei milites (3), distinti dai socii navales, cio& di
soldati scelti senza dubbio fra i legionarii per il servizio di mare, e che ne' combatti-
menti marittimi non solo, ma negli assedii e negli sbarchi potevano prestare opera
utilissima. Mentre poi i remiges, come lo indica lo stesso nome, remavano, i
nautae attendevano alle vele, al timone, ecc. Talora i socii navales venivano anche
adoperati negli sbarchi e negli assalti ( 4 ) ; anzi nella presa di Nova Carthago (544
di R.; 210 av. C.) un socius navalis meritd la corona murale per essere salito in-
sieme con un centurione della quarta legione sulle mura della citta (5).
Eranvi poi sulle navi magistri navium e gubernatores (6), questi inferiori a
quelli, poich& nel trionfo di Cneo Ottavio (587 di R.; 167 av. C.) i socii navales
ricevettero ciascuno settantacinque denarii, i gubernatores il doppio e i magistri il
quadruplo ( 7 ). I gubernatores erano piloti o timonieri, i magistri probabilmente capi
delle ciurme, incaricati di provvedere le vettovaglie ed il necessario per la naviga-
zione (8), piuttosto che capi-timonieri (9), o capitani di nave (10), i quali ultimi trovansi
(1) Livio, XXVI, 35, 36.
(2) Id. , XXVI , 47. Cf. Polibio , X , 17. La distin-
zione fra i remiges e i nautae chiaramente risulta
dai luoghi, in cui gli imi e gli altri sono insieme no-
rainati ; coal , p. es., Cicerone , In Verr., II, v, 34 ;
Cesare, Bell. Gall., Ill, 9; cf. Appiano, Be reb. Pun.,
122. Che poi i nautae ed i remiges fossero compresi
sotto la generica denominazione di socii navales si
pub, fra altre prove, dedurre dai confronto tra i passi
di Livio citati nelle due note antecedents Nel primo lo
storico conchiude : c Ex hoc edicto dati nautae armati
u instructique ab dominis cum triginta dierum coctis
« cibariis naves conscenderunt. Turn primum est factum
« ut classis Romana sociis navalibus privata impensa
o paratis compleretur. » E nel secondo scrive: « Senatum
«( postero die habuerunt de rem i gum supplemento; ubi
•( cum multa disseruissent, cur aequa plebis recusatio
t es8et, verterunt orationes eo, ut dicerent privati s id
« sou aequum seu iniquum onus iniungendum esse :
« nam unde, cum pecunia in aerario non esset, para-
« turos navales socios ? » Quindi si vede come nel primo
pas so nauta e nel secondo remex equivalgono a socius
navalis. Si osservi ancora che al fatto, da Livio ri-
cordato colle parole : « socios navales libertini ordinis
a in viginti et quinque naves ex civibus Romania
a C Licinius praetor scribere iussus » (XLII , 27) ,
accenna il pa 8 so di Catone (ap. Festo, v. portiscu-
lus): a C. Licinio pr. remiges scribti cives Rom an i
« sub portisculum , sub flagrum consciibti veniere
« passim. » E Servio, commentando il verso di Vir-
gilio: « socii, nequi enim ignari sumus ante malo-
• rum » (Aen., I, 198), nota : « Quidam socios, pro, re-
c miges accipiunt ; sed illi socii navales appellantur. >>
(3) Livio, XXI, 61. — Milites in classem scripti
[id., XXII, 57). — Soldati scelti £k toO ttcZikoO OTpa-
t€Uuoto<;... irp6<; t^v £mftaTiK?|v xpctav (Polibio, III,
95. Cf. Livio , XXII , 19 : a delecto milite ad naves
a imposito >). Questi soldati grecamente sono detti
Imfidrai : e la voce epibatae s' incontra pure in tal
senso presso scrittori latini (Bell. Alex., 11; Bell.
Afr., 63; Vitruvio, II, 8).
(4) Livio, XXII, 31; XXIII, 40; XXVII, 17;
XXXVII, 16.
(5) Id., XXVI, 48.
(6) Id., XXIX, 25.
(7) Id., XLV, 42.
(8) I magistri navium piu non compaioco nella
marineria militare deirimpero. Ulpiano, acconnando
a navi mercantili : « Magistrum navis accipere debe-
« mus cui totius navis cura mandata est. » Fr. 1,
§ 1 D., De exercit. actione (XIV, 1). Talvolta magi-
ster d detto chi ha Tufficio di dirigere il timone, ciod
il gubernator. Cos! Virgilio, Aen., I, 115; V, 176;
Valerio Flacco, Arg., I, 18. Una pittura murale di
un sepolcro di Ostia rappresenta una nave , su cui
viene caricato frumento, ed alia poppa sta il timoniere,
e sopra, per designarlo, l'iscrizione Farnaces magi-
ster[G.L. Visconti negli Ann. delVInsU dicorr. arch.,
1866, p. 323 e seg., tav. d'agg. T, n. 2).
(9) Robiou, Le recrutement de Vdtat-major et des
iquipages dans les flottes romaines, nella Revue ar-
che'ologique, nouv. se'rie, 1872, vol. XXIV, p. 100.
(10) Scheffer, De militia navali veterum, Ubsaliae,
1654, p. 291.
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- 8 —
designati col nome di praefecti navium (1). Si fa anche raenzione di deeuriones (2),
che sembrano essere stati capi di squadre di remiges. E sulle navi si mercantili
come militari eranvi hortatores o portisculi per regolare il remeggio (3), con
ufficio corrispondente a quello dei KeXeutftal de' Greci.
II comando delle armate spettava da principio a chi aveva il comando supremo degli
eserciti : percio i consoli come di queste cosi avevano la direzione di quelle. Anche i go-
vernatori delle provincie ebbero armate sotto i loro ordini W. I generali in capo affi-
davano poi talora il comando delle navi ad un loro luogotenente, che prendeva il
nome di praefectus elassis. Cosi Caio Lelio fu ammiraglio di Publio Cornelio Sci-
pione in Ispagna, e, quando questi porto in Africa la guerra contro i Cartaginesi per
costringere Annibale ad abbandonare Tltalia, Lelio ebbe il comando deirarmata, sulla
quale traversarono il mare i soldati futuri vincitori di Zama (5). Trovasi pure il capi-
tano deirarmata nominato dallo stesso senato; per esempio,nella guerra contro Filippo
di Macedonia, Lucio Quinzio Flaminino ebbe questo comando sotto gli ordini del fratello
Tito (6). Nelle grandi guerre del secolo sesto il comando deirarmata costituisce
talvolta un ufficio speciale (provincia) di un pretore, a cui tocca nella sortitio
provinciarum, e a tale ufficio egli adempie sotto gli ordini del console. Cosi alio
avvicinarsi della guerra con Antioco (562 di R.; 192 av. C.) il comando dell'ar-
mata spetta in sorte ad Aulo Atilio Serrano, mentre i pretori della citta debbono
provvedere airarmamento di navi per difendere Tltalia da una temuta invasione dei
Sirii (?) ; durante la stessa guerra ebbero il comando deirarmata Caio Livio Salina-
tore nel 563 (191 av. C.) e Lucio Emilio Regillo nelPanno seguente; e dopo costui
l'armata tocco a Quinto Fabio Labeone ( 8 ). II nome stesso di praefectus elassis viene
usato per indicare questi ammiragli (9) .
Fin dalFanno 443 (311 av. C), vale a dire mezzo secolo circa innanzi alia prima
guerra punica, secondo la proposizione del tribuno della plebe Marco Decio, si era con
un plebiscite ordinal Telezione di due ufficiali (duumviri navales) incaricatidi soprin-
(1) Livio, XXXVI, 44; Fioro, I, 21 (II, 5). Livio
per 6 accenna a capitani di navi nemiche.
(2) Livio, XXVIII, 45.
(3) PJauto, Mercat., IV, n, 5. Cf. Catone ap. Festo,
s. v. portisculus ; Nonio Marcello, II, s. h. v. Di questi,
come del proreta, menzionato daPlauto (Rud., IV, in,
75), si tratterk pin distesamente nella seconda parte.
(4) Vedi, p. es., Livio, XXI, 49; XXII, 37;
XXX, 2.
(5) Polibio, X, 3, 9, 12; Livio, XXVI, 48 ; XXIX,
1, 25.
(6) Livio, XXXII, 16; XXXIV, 50. Lucio Quinzio Fla-
minino ricevette il comando del naviglio nel 556, e lo
aveva ancora nel 560. Nel 555 era stato pretore ur-
bano, nel 562 ottenne il consolato ( id., XXXII, 1;
XXXV, 10).
(7) Id., XXXV, 20, 21, 23. Venti navi si manda-
rono a proteggere le spiaggie della Sicilia : « et ut
a cum imperio esset qui classem earn duceret, duxit
« L. Oppius Salinator, qui priore anno aedilis plebei
c fuerat. »
(8j a Item de provinces praetorum decretum est,
a prima ut sors duae, urbanaque et inter civis ac pe-
« regrinos iurisdictio esset , secunda Bruttii , tertia
o elassis, ut navigaret quo senatus censuisset, quarta
« Sicilia, etc. » Livio, XXXV, 41. Con questo ordi-
namento si fece la sortizione delle provincie : c pro-
a vincias... praetores sortiti sunt... evenit... C. Livio
c Salinatori elassis. » Id., XXXVI, 2. — a Praetores...
« provincias sortiti sunt L. Aemilius Regillus clas-
« sem... L. Aemilius, cui maritima provincia erat. —
c L. Aemilius Regillus, cui navalis provincia evenerat.a
Id., XXXVII, 2, 4. « Praetores deinde sortiti... Q. Fa-
« bius Labeo classem. » Id., XXXVII, 50.
Talvolta ad un pretore non toccava in sorte una pro-
vincia determinata, ma di rimanere a disposizione del
senato, per essere da esso preposto a qualche comando,
cbo poteva anche essere quello deirarmata. Cos! nel
583 (171 av. C.) : « C. Lucretio Gallo, quo senatus cen-
c suisset, sors obvenit », ed il senato gli affid& l'ar-
mata (Livio, XLII, 31, 35, 48).
(9) Livio, XXXVI, 20, 42, ecc.
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— 9 —
tendere airarmata (1). La nomina di questi ufficiali, il cui numero ha certamente rela-
zione con quello dei consoli, supremi comandanti in quel tempo degli eserciti e delle
armate, si faceva, senza dubbio, proponenti gli stessi consoli, nei comizii tributi (2).
I duumviri navales venivano nominati, almeno nei tempi posteriori, solo stra-
ordinariamente ; e di essi hannosi pochissime memorie. Occupava probabilmente
questa carica Publio Cornelio, che, nell'anno seguente all'istituzione di essa, guidd
in Campania un'armata romana (3). E chiamato duumvir Tammiraglio romano uc-
ciso dai Tarentini nei 472 (282 av. C.) (4). Nei 573 (181 av. C.) si fa menzione dei
duumviri Caio Mazieno e Caio Lucrezio, i quali erano stati nominati, a cagione dei
pirati liguri ed istrii, per difendere il primo la spiaggia tra Marsiglia ed il promon-
torium Minervae (punta della Campanella), il secondo quella da tale promontorio a
Bari, ciascuno avendo dieci navi a' suoi ordini ( 5 ). Nei 576 (178 av. C.) sono duum-
viri navali Caio Furio e Lucio Cornelio Dolabella (questi gia ricordato due anni prima
come avente tale ufficio). Con venti navi essi debbono proteggere il litorale del mare
superum, uno da Aquileia ad Ancona, Taltro da Ancona a Taranto (6). II silenzio poi
degli elenchi delle cariche nei settimo secolo (?) lascia supporre che quella dei duumviri
fosse stata abolita.
Con la sottomessione deiritalia a Roma vennero creati nei 487 (267 av. C.) quattro
nuovi questori, che, per essere destinati principalmente airapprestamento di armate,
alia ricerca di navi e alia leva di uomini presso gli alleati, ebbero il nome di classici W.
Come aiutanti dei consoli, i questori classici od italici avevano con essi le medesime
relazioni che i questori provinciali, piu tardi istituiti, avevano co'pretori delle pro-
vincie. Dei questori classici uno risiedeva in Ostia, ed aveva anche la soprintendenza del
frumento, che giungeva in quel porto (9) ; il secondo stava in Cale nella Campania (10);
il terzo nella Gallia Padana (H), probabilmente in Ariminum (Rimini); del quarto e
sconosciuta la stanza, ma e verosimile che dopo la conquista dei possedimenti cartaginesi
di Sicilia stesse a Lilibeo, e che piu tardi divenisse un questore provinciate; il gallico
e Tostiense furono aboliti da Claudio (12) ? e prima gia doveva aver cessato il campano.
II trionfo navale era la massima ricompensa concessa ai vincitori di battaglie
marittime. II primo che lo ebbe a celebrare fu Caio Duilio, condottiere dell'armata
(1) « Et duo imperia eo anno dari coepta per po-
tt pulum, utraque pertinentia ad rem militarem: unum,.. .
« alterum, ut duumviros navales classis ornandae re-
c ficiendaeque causa.... populus iuberet; lator huius
« plebisciti fuit M. Decius tribunus plebis. » Livio,
IX, 30.
(2) Intorno ai duumviri navales vedi Mommsen,
Romisches Staatsrecht, 2* ed., vol. II, Leipzig, 1877,
p. 565-567.
(3) « Classis Romana a P. Cornelio, quern senatua
« maritimae orae praefecerat , in Campaniain acta »
Livio, IX, 38.
(4) « Cum a Tarentinis classis Romana direpta esset,
« duumviro, qui praeerat classi, occiso » Livio, Ep.
XII. Cf. Dione Cassio, fr. 39, 4: Aoukun; OuaX^pioc
vouapxujv T€ 'PujuaioK.
(5) Livio, XL, 18, 26, 28.
(6) Id., XL, 42; XLI, 1.
Ferrero.
(7) Mommsen, op. cit., vol. I, p. 542, nota 1.
8) Livio, Ep. XV; Tacito , Ann., XI, 22; Dione
Cassio, LV, 4, da cui falsamente questa istituzione &
attribuita ad Augusto; Lido, De mag., I, 27, il quale
ci conservd la denominazione di tali questori (oi kcx-
XoOuevot KXaaaiKol (otovel vaudpxai) Tq> dpiG|ntb buo-
xdbexa xuaiaTiupcc;), ma che erroneamente fa ascendere
il numero dei questori classici a dodici. Vedi intorno
ad essi Mommsen, Rom. Gesch., 6 a ed., vol. I, p. 415;
e Rom. Staats., vol. II, p. 556-559.
(9) Cicerone, Pro Sext., 17 (cf. De harusp. resp.,
20); Velleio Patercolo, II, 94..
. (10) Tacito, Ann., IV, 27. E lo stesso che Cicerone
ricorda in Formia (Ad. Attic, II, 9), e che risiedeva
anche a Brindisi (Tacito, /. c).
(11) Plutarco, Sertor. y 4. Cf. Svetonio, Claud.,24.
(12) Svetonio, Claud., 24; Dione Cassio, LX, 24.
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romana a Mile (494 di R.; 260 av. C), in onore del quale s'inalz6 nel Foro una
colonna adorna di rostri di navi (1). I resti deiriscrizione della colonna rostrata (n. 1),
scopertril 17 giugno 1565 e collocati
nel palazzo dei Conservatori in Campi-
doglio, non appartengono che ai primi
tempi dell'et& imperiale e probabilmente
a quelli di Claudio. In fatti non solo la
forma delle lettere 6 di questi tempi ;
raa lo scorgere neU'epigrafe affettati, e
non perfettamente imitati, i modi arcaici
della lingua latina (2), dimostra ch'essa
venne composta nel primo secolo del-
Tera volgare. Quindi non si deve con-
siderare come una copia posta in luogo
della primitiva iscrizione, ristaurandosi
la colonna rostrata: giacche, se la co-
lonna ebbe fin da quando fu inalzata
un'epigrafe, questa fu certamente sem-
plice, secondo I'antico costume.
Dopo il trionfo di Duilio, i Fasti trion-
fali, da cui tolgo Telenco de' trionfi na-
vali (n. 2), ricordano quelli del console Caio Atilio Regolo (497 di R. ; 257 av. C.)
per la vittoria di Tindari sui Cartaginesi (3) ; del console Lucio Manlio Vulsone (498
nEXEMET • LECIONb
XIMOSQVE* MACIST/TO& i,
)VEM • CASTREIS • EXFOCIONT • MAGbu
'CNANDOD • CEPET • ENQVE • EODEM • MAO
EM • NAVEBOS • MARId • CONSOL • PRImOS •
LASESQVE • NAVALES • PRiMOS • ORNAVET • PA I
~VMQVE • EIS« NAVEBffiS • CLASEIS • POENICAS • OM1
VMAS • COPIAS • CARTACINIENSlS • PRAESENTE
3ICTATORED -01 OM • IN ALTOD • MARlP • P^ -
rQVE • J?* ^ T • CVM • SOCIEIS • SEPTEK
OSJVE • TRIRESMOSQVE • NAVEIS • X
M • CAPTOM • NVMEI • ©©©DC^.
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OQVE • NAVALED • PRAEDAD • POPLO*
^ARTACT mt p NVOS • I
El ** a ™
(1) Cicerone, De senect. , 13; Livio, Ep. XVII;
Silio Italico, Pun,, VI, 663; Plinio, N. H., XXXIV,
11; Tacito, Attn., II, 49; Quintiliano, Inst. Orat., I,
viii, 12; Floro, I, 18 (II, 2); Servio, Ad Georg., Ill, 29.
(2) Non sono mai omesse le m e le s finali; la c e
Bempre usata in vece della g ; in o en sta scritto in
luogo dell'antica forma endo.
(3) Polibio, I, 25.
1861; Mommsen, Corp. inscr. Lett., I, n. 195; Gaiw
rucci, Syll. inscr. Lat. aevi Rom. reip., n. 474. Ul-
timamente venne ripubblicata nel Corp. inscr. Lat.,
VI, n. 1300. II Mommsen e 1'Henzen ne diedero pres-
soche identica restitazione :
1. Fra le opere, in cui quest'iscrizione e pubblicata
ed illnstrata, o ne e dato il disegno vedi Ritschl,
Inscriptio quae fertur columnae rostratae Duel-
lianae, Berolini, 1852; Priscae Latinitatis monum.
epigr., col. 85, 86, tab. XCV; De titulo columnae
rostratae Due I liana e commentatio altera, Berolini,
. . . Secest]ano[sque op
sidione~\d exemet lecione[sque Cartaciniensis omnis
ma]ximosque madstr[a]tos l[uci palam post dies
n]ovem castreis exfociont , Macel[amque opidom
p]ucnandod cepet. Enque eodem mac[istratud bene
r]em navebos marid consol primos c[eset copiasque
c]lasesque navales primos ornavet pa[ravetque
cumque eis navebos claseis Poenicas omn[is y item ma-
x]umas copias Cartaciniensis praesente[d Hanibaled
dictatored ol[or)om in altod marid pucn[an.dod t>icet
ajtque nave[is cepe]t cum socieis septer\esmom unam, quin-
queresm]osque triresmosque naveis X[xx, merset xiii.
Aur]om captom : numei (tria milia septincenti)
arcen]tom captom praeda: numei
omne] captom aes: (plus vicies semel). Pri-
mos qu]oque navaled praedad poplom [donavet pri-
mosque] Cartacinie[nsis ince]nuos d[uxit in
triumpod]
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di R.; 256 av. C.) per quella di Ecnomo (*); dei proconsoli Sergio Fulvio Petino
Nobiliore e Marco Emilio Paolo (500 di R. ; 254 av. C.) per quella di Ermeo, ri-
portata Tanno antecedente (2); del proconsole Caio Lutazio Catulo e del propretore
Quinto Valerio Faltone (513 di R. ; 241 av. C.) per quella delle Egati (3) ; del pro-
console Cneo Fulvio Centumalo (526 di R.; 228 av. C), vincitore degl'Illirii (4); e
del propretore Cneo Ottavio (587 di R.; 167 av. C), il quale, comandando Tar-
mata romana nella guerra contro Perseo, piglio prigioniero in Samotracia il re
vinto (586), e celebrd quindi un trionfo navale dopo quello splendidissimo di Lucio
Emilio Paolo, duce in capo della guerra macedonica ( 5 ).
z
Anni di Roma Anni
Varron. av. C.
494 260 c • dvIlivs • m • f • m • n • cos • prImvs • an • cdxcih
NAVALEM • DE • SICVL • ET • CLASSE POENICA • EGIT
K • Interkalar .
497 257 C • ATlLIVS • M • F • M • N • REGVLVS • COS • An • cdxcvi
DE • POENEIS • NAVALEM • EGIT • VIII • K
498 256 L • manlivs • a • f • p • n • vvlso • long •
COS • DE • POENEIS • NAVALEM • EGIT • VII
AN • cdxcvii
500 254 SER • FVLVIVS • M • F • M « N • PAETlNVS • A • CDX«\r
NOBILIOR • PRO • COS • DE • COSS V RENSIBVS
ET • POENEIS • NAVALEM • EGIT • XIII • K • FEBR
M • AIMILIVS • M • F • L • N • PAVLLVS • AN • CDXCIX
PRO • COS • DE • COSSVRENSIBVS • ET • POENEIS
NAVALEM • EGIT XII • K • FEBR.
513 241 c • LVTATIVS • C • F • C • N • CATVLVS PRO A DXII
COS • DE • POENEIS • EX • SICILIA • NAVALE (sic)
EGIT • IIII • NONAS • OCTOBR
Q • VALERIVS • Q • F • P • N • FALTO • PRO • PR • A • DXII
EX • SICILIA • NAVALEM • EGIT • PRlD • NON • OCT
526 228 CN • FVLVIVS • CN • F • OX • N • CENTVMALVS • A • DXXV
PRO • COS • EX • ILLVRIEIS • NAVAL • EGIT • X • K • QV1NT
587 167 en • oCTAVIVS • CN • F • CN • N • PRO PR • AN • DXXCV i
ex • mACEDON • ET • REGE • PERSE • NAVAL • EGIT • K • DEC
(1) Polibio, I, 26-28.
(2) Id., I, 36. A Marco Emilio Paolo s'inalzd pure
in Campidoglio una colon na rostrata (Livio, XLII, 29).
(3) Polibio, I, 60, 61. Alia vittoria di Catulo sono al-
lusivi due denarii della gente Lutazia (Cohen, Descr.
gin. des tnonn. de la rip. rom. , p. 193, n. 2, 3,
pi. XXV, Lulatia, n. 2, 3).
Vedi in Mommsen, Rom. Staatsr. , vol. I, p. 94,
nota 1, e pag. 125, nota 2, le osservazioni intorno a
questo caso, in cui un proconsole ed un propretore
trionfano per la medesima vittoria, ed intorno ai
trionfi di Lucio Emilio Regillo o di Cneo Ottavio,
comandanti dell'armata, ma non duci supremi della
guerra.
(4) Polibio, II, 11-12.
(T>; Livio, XLIV, 17; XLV, 5, 6, 33, 42.
Z. Acta triumphalia Capitolina, xv, xvi, xix, in Corp. inscr. Lat., I, p. 458, 459.
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Una delle molte lacune delle tavole trionfali comprende il periodo tra il 559 e il
579 di Roma (t), durante il quale si celebrarono due trionfi navali; quello cioe di Lucio
Emilio Regillo (565 di R.; 189 av. C), vincitore dell'armata di Antioco nella bat-
taglia di Mionneso (564) (2), e quello di Quinto Fabio Labeone per la guerra felice-
mente condotta nell'isola di Creta (565) (3). La vittoria del primo era pure ricordata
da due iscrizioni uguali, poste una nel tempio dei Lari, l'altra in quello di Giove in
Campidoglio; iscrizioni, il cui testo fu riportato, benche con inesattezza, da Livio (4).
Soggiogate la Spagna, la Macedonia, la Grecia, TAsia Minore, distrutta Carta-
gine, indeboliti gli altri Stati dell'Oriente, Roma, la quale non ha piu nulla da te-
mere da nemici forti per mare, abbandona le armate, ch'era stata costretta di tenere
fino allora. Percio al principiare della guerra giugurtina (643 di R.; Ill av. C.) le
legioni ftirono condotte per terra fino a Reggio, e, passato lo stretto, vennero imbar-
cate in Sicilia per Y Africa (5), probabilmente su navi da trasporto appartenenti alle
citta deH'isola. Allorquando Mitridate penetro nell'Asia Minore (666 di R. ; 88 av.
C.) un'armata romana si trovava a Bisanzio, per custodire Tentrata del Ponto Eus-
sino; ma essa, debole certamente, non pote competere con quella poderosa del nemico,
e venne dispersa (6).
Avendo poi Mitridate invaso la Grecia, Silla, che, venuto per combatterlo (667),
trovavasi senza un'armata da opporre a quella del re del Ponto, e con cui gli fosse
possibile trasportare in Asia le legioni, fece, per mezzo del suo legato Lucullo, ricer-
care navi presso i popoli alleati dell'Oriente. Lucullo con non pochi stenti e con
gravi pericoli, specialmente a cagione dei pirati, che infestavano quei mari, riusci a
raccogliere navi in Cipro, in Fenicia, in Rodi ed in Panfilia, con le quali, compiute
>ajcune imprese favorevoli, batte anche Tarmata nemica in due scontri presso le coste
jdella Troade C 7 ). Terminata questa guerra, fra le condizioni di pace imposte al vinto
dtnonarca eravi altresi quella di dare agli alleati di Roma settanta grosse navi. A
'questa domanda, come pure alPabbandono della Paflagonia, opponevasi Mitridate;
ma alia fine si dovette piegare ad entrambe le richieste (8).
Intanto i pirati desolavano il Mediterraneo, incendiavano un'armata in Sicilia (9),
(1) Nou abbiamo che un insiguificante frammento
tra il 559 e il T63, scoporto nel 1872 e pubblicato dal-
l'Henzen nella Ephemeris epigraphica, I, p. 158 e seg.
(2) Livio, XXXVII, 2, 4, 14 e segg., 28-32, 58.
(3) Id., XXXVII, 50, 60. CL XXXVIII, 47. Allude
alia vittoria di questo pretore un denario della gente
Fabia (Cohen, op. cit., p. 132, n. 6, pi. XVII, Fabia,
n. 2).
(4) Duello magno dirimendo, regibus subigendis,
caput patrandae pads haecpugna exeunti L. Aemilio
M. Aemilii filio * * auspicio imperio felicitate du-
ctuque eius inter Ephesum Samum Chiumque inspec-
iante eos ipso Antiocho, exercitu omni, equitalu ele-
phantisque, classis regis Antiochi anted sic victa fusa
contusa fugataque est, ibiquc eo die naves longae
cum omnibus sociis captae quadraginta duae. Ea
pvgna pugnata rex Antiochus regnumque** eius rei
ergo aedem Laribus permarinis vovit. Livio, XL, 52.
Nota il Mommsen (C. 7. L., 1, p. 40) che le frasi
di quest'iscrizione inspectante . . . ipso Antiocho e
naves longae cum omnibus sociis captae quadraginta
duae vennero imitate da chi neU'eta imperiale com-
pose l'epigrafe della colonna di Duilio nelle frasi:
praesente[d Hanibaled] dictatored e nave[is cepe]t
cum socieis etc.
(5) Sallustio, Bell lug., 28.
(6) Appiano, Bell. Mithr., 17, 19.
(7) Plutarco, Lucull, 2, 3; Appiano, Bell. Mithr.,
33, 56.
(8) a Praeterea naves LXX tectas instructas sociis
« daret (Mithridates) et frumentum eis et stipendium
a ipse praestaret. » Granio Liciniano, p. 35 (ed. Bonn).
Cf. Plutarco, Sulla, 22-24; Appiano, Mithr., 58; Mem-
none, Fragm., XV, 35, ap. Muller, Graec. hist, fragm.,
vol. Ill, p. 544.
(9) Cicerone, In Verr., II, v, 35.
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predavano le stesse coste dell'Italia, e, apoche miglia da Roma, Ostia non era salva
dalle loro scorrerie. Si dovette percio venire a straordinarii comandi sul mare. Dap-
prima ne fu investito nel 680 (74 av. C.)> probabilmente con un senatoconsulto, il
pretore Marco Antonio, padre del triumviro. Ma la guerra venne fatta con inet-
tezza, non diede alcun risultamento, e i pirati continuarono ad essere sempre piu
minacciosi (*). Poscia dalla legge Gabinia (687 di R. ; 67 av. C.) ebbe Pompeo tale
comando illimitato (imperium infinitum) sul mare per tre anni. Con cinquecento
navi e con numerosi soldati si preparo alia guerra ; divise il Mediterraneo in parec-
chie sezioni, assegnando a ciascuna di esse un capo con navi ed uomini; ed assaliti
nello stesso tempo da tutte le parti i pirati, purgo in tre mesi i mari da questo
flagello (2).
Pompeo non era ancor tomato dalla guerra piratica, _quando gli giunse la notizia
che dalla legge Manilia eragli stato affidato il comando della guerra contro Mitridate
e Tigrane (3). Pertanto egli ando con Tarmata a prendere il posto di Lucullo, da cui
fino allora la guerra era stata felicemente condotta, mentre le navi, comandate da
Marco Aurelio Cotta erano state distrutte presso Calcedonia da Mitridate (680 di R. ;
74 av. C.) ( 4 ): a queste perdite Lucullo aveva rimediato con navi asiatiche, mediante
cui egli ed i suoi legati ottennero per mare alcuni felici successi (5).
Nelle guerre galliche Cesare fece piu volte costrurre navi, che pro wide di rema-
tori, di marinai e di timonieri; e, imbarcativi soldati, con esse vinse i Veneti della
Armorica, e tento due spedizioni nella Britannia (698-700 di R. ; 56-54 av. C.) (6).
Nella guerra civile tra Cesare e Pompeo, questi diede opera a raccogliere in Grecia,
in Egitto ed in Asia una grande armata, tornandogli insufficienti le navi che, alio
scoppiare della guerra, aveva a sua disposizione. Comandante in capo di questo na-
viglio, composto di piu di cinquecento legni ( 7 ), era Marco Calpurnio
Bibulo: preposti poi alle navi asiatiche stavano Decimo Lelio e Caio
Valerio Triario, alle egizie Cneo Pompeo figlio, alle siriache Caio agkmonaaiaion
Cassio Longino, alle rodie Caio Claudio Marcello e Caio Coponio, a€kmoyyion
alle liburniche ed alle greche Lucio Scribonio Libone e Marco Ot- eYNOi^C€N^K€N Y
tavio (8). A Lucrezio Vespillone ed a Minucio Rufo diciotto navi,
(1) Livio, Ep. XCVII; Velleio Patercolo, II, 31; (5) Appiano, Mithr.,77. Cf. l'elogio aretino di Lu-
Pseudo-Asconio, In Divin., 55 , II, p. 122, ed. Orelli cullo in Ritschl, Pr. lat. mon., tab. XCVIc; C. I. L ,
e Baiter; In Verr., II, n, 3, p. 206. I, p. 292, n. XXXIV.
V (2) Cicerone, Pro lege Manilia, 15; Livio, Ep. (6) Cesare, Bell. Gall., Ill, 9-16; IV, 20-36; V,
XCIX; Velleio Patercolo, II, 31; Plutarco, Pomp., 1-23. Cf. Napoleone I, Prdcis des guerres de Ce'sar,
24-28; Appiano, Mithr., 94-96; Dione Cassio, XXXVI, Paris, 1836, p. 47 e seg., p. 58 e Beg., p. 72 e segg.;
5e segg. Cf. Mommsen, Rom. Staats., vol. II, p. 635 Napoleone III, Hist, de Jules Ce'sar, t. II, p. 107 e
e seg. Sul trionfo celebrato da Pompeo nel 693 (61 segg., p. 135 e Begg., p. 159 e segg.; Desjardins
av. C) e sulla epigrafe, che tra le altre vittorie ricor- Giographie historique et administrative de la
dava pure quella riportata sui pirati, vedi Plinio, Gaule romaine, t. I, Paris, 1876, p. 281 e segg.,
N. H„ VII, 27. Cf. Plutarco, Pomp., 45; Appiano, 116. p. 357 e segg.
(3) Plutarco , Pomp. , 30. Cf. Cicerone , Pro lege (7) Plutarco, Pomp., 64. Cf. Appiano, Bell, civ.,
Manilia. II, 49.
(4) Sallustio, Fragm. Hist., IV, 61; Memnone, (8) Cesare, Bell, civ., Ill, 3, 5. Cf. I, 25 e segg.
Fragm., XV, 39.
3. Corp. inscr. Graec, III, n. 4536"; Le Bas et Waddington, Voy. arche'ol. en Grice et en Asie Mi"
neure, t. Ill, n. 1841.
'O 6/}uo<; A£ku6v Aa(\iov A^kuou ulov, Cirapxov ar6Xou, €uvo(a<; £v€K€v.
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stanziate in Orico, erano state affidate da Decimo LelioO), a cui appartiene una
epigrafe greca di Arado (Siria) (n. 3).
La poderosa armata torno pressoche inutile a Pompeo, poiche Cesare riusci, sal-
pando da Brindisi, a sbarcare con poche navi nell'Epiro; e, sebbene queste venissero
poi distrutte dalle pompeiane, tuttavia Fufio.Caleno ed Antonio con altri legni pote-
rono recare nuove legioni a Cesare, che, allontanato Temulo dal mare, nei campi di
Farsaglia lo poneva in piena rotta (706 di R.; 48 av. 0.) (2). Bibulo si trovava a
Corcira con centodieci navi quando avvenne il passaggio di Cesare, e non avendolo
saputo impedire, ed essendogli riuscito soltanto di abbruciare le navi, che ritornavano
a Brindisi per imbarcare altri soldati, si diede ad una tale vigilanza, che per il freddo
e la fatica cadde aramalato e mori. In luogo di lui non venne creato alcun altro coman-
dante supremo, ma ciascuno dei singoli condottieri menzionati continuo a dirigere le
proprie navi (3), ed alcuni compierono imprese favorevoli, i cui vantaggi furono pero
resi vani dalla vittoria di Farsaglia. Cneo Pompeo figlio incendiava navi cesariane
in Orico ed in Lisso W. Lelio s'impadroniva di un'isola rimpetto al porto di Brin-
disi, e non la sgombrava che all'annuncio della sconfitta di Pompeo (5). Cassio presso
Messina appiccava il fuoco ad una parte dell'armata di Cesare, posta sotto gli ordini
di Marco Pomponio, e tentava distruggere con ugual mezzo l'altra parte, stanziata
a Vibona nel Bruzzio e comandata da Publio Sulpicio ; ma non pot6 totalmente man-
dare ad effetto il suo disegno, ed anch'egli, alia notizia della vittoria di Cesare, ab-
bandono le acque della Sicilia (6). Incontrato poscia da Cesare, che su piccole barche
traversava TEllesponto, ubbidi airintimazione di arrendersi (?). Intanto l'armata di
Ottavio era battuta dai Cesariani presso le spiaggie deU'Epiro (8). Ottavio con pochi
e piccoli legni fuggi neir Africa, ove con Publio Azio Varo comando il naviglio dei
Pompeiani nella guerra, che costoro dopo la morte di Pompeo proseguirono in quella
contrada (9).
Spento il dittatore, a Sesto Pompeo, tornato daU'esiglio, il senato diede il
comando dell'armata (711 di R. ; 43 av. C.) ( 10 ). Sesto signoreggio per qualche
tempo i mari, opponendosi ai triumviri, coi quali invano si venne ad accordi (715),
ch'ebbero brevissima durata. Dei due comandanti dell'armata de' repubblicani,
la quale non pochi danni aveva recato ai triumviri, uno, Lucio Stazio Murco,
dopo la battaglia di Filippi, si uni con Sesto Pompeo, da cui piu tardi venne fatto
perire; l'altro, Cneo Domizio Enobarbo, tenne ancora per qualche tempo il mare,
e poscia si congiunse con Antonio (H). Sesto per luogotenenti aveva suoi liberti,
alcuni valorosi, altri che diedero brutti esempii di tradimento ( 12 ). Ottaviano, il
(1) Cesare, Bell. Civ., Ill, 7. (10) Appiano, Bell, civ., Ill, 4.
(2) Id., Ill, 8 e segg. (11) II nome di Domizio Enobarbo si trova in monete
(3) Id., Ill, 7, 8, 15, 18. d'oro e d'argento di Marco Antonio (Cohen, Monn.
(4) Id., Ill, 40. de la rdp., p. 125, n. 14-17, pi. XVI, Domitia, n. 4-6).
(5) Id., Ill, 100. (12) SulParraata di Sesto Pompeo comandarono Me-
(6) Id., Ill, 101. nodoro (Appiano, B. c, V, 56,66,70-73, 77-82), cbia-
(7) Svetonio, Caes., 63; Appiano, Bell. cir.,11, 88; mato anche Mena (Velleio Patercolo, II, 73, 77; Sve-
Dione Cassio, XLII, 6. Egli fu poi il celebre eongiurato. tonio, Oct,, 74; Plutarco, Anton., 32; Dione Cassio,
(8) Bell. Alex., 42-47. XLV1II, 30,38); Menecrate (Velleio Patercolo, I. c. ;
(9j Bell. Afric, 44, 62 e segg. Appiano, B. c, V, 81-83; Dione Cassio, XLVIII, 46);
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— 15 —
quale si trovava in Italia, tento di assalirlo; ma al suo naviglio con marinai ine-
sperti tocc6 la peggio , e Pompeo continuo ad essere temuto sul mare (1). Final-
mente Ottaviano, con la generosity di amici, col concorso di citta, con imposte
straordinarie di schiavi remiganti sui senatori, sui cavalieri e sui cittadini piu
ricchi, raduno navi ed uomini, e di questa nuova armata, a cui aggiunse legni
avuti da Antonio, affido il comando a Marco Vipsanio Agrippa, il quale dopo
varii eventi sconfisse Sesto Pompeo in una grande battaglia nelle acque di Nauloco
presso le spiaggie della Sicilia neiranno 718 (36 a v. C.) (2). Agrippa ebbe in ricom-
pensa la corona navale (eorona navalis, o rostrata, o classicaj, e cinta con essa
la sua testa & impressa sulle medaglie (3). Di Sesto Pompeo poi si hanno monete, nelle
quali egli 6 designate col titolo di praefectus classis et orae rnaritimae } ed i cui
tipi talvolta sono allusivi alia vittoria sull' armata di Ottaviano.
1 (Oro). mag • pivs • imp • iter • Testa nuda di Sesto Pompeo a destra; una corona di
quercia circonda la leggenda.
Rv. praef • clas • et • orae • marit • ex • s • c • Teste nude e riguardantisi di Cneo
Pompeo Magno e di Cneo Pompeo figlio: a sinistra, un lituo; a destra, un
Iripode.
Cohen, Descr. gdndrale des monn. de la r4p. romaine communement appeUes md dailies con-
sulages, p. 263, n. 27, pi. XXXIV, Pompeia, n. 10; Descr. hist, des monn. frappe'es sous Vemp.
rom. commune' ment appeUes mid. impSriales, t. I, p. 20, n. 1 (4).
2 (Arg.). mag « pivs • imp • iter • Testa nuda di Pompeo a destra tra un vaso per i sacri-
fizii ed un lituo.
Rv. praef • clas • et • orae • marit • (oppure maritim •) ex • s • c • Anapo ed Anfi-
Democare (Appiano, B. c, V, 83-86, 105 e sogg.;
Dione, XLIX, 2,7, 10); Apollofane (Appiano, B. c. ,
V, 84, 105 e segg.; Dione, XLVIII, 47, 48; XLIX,
10); Papia (Appiano, B. c, V, 104, 106). Lo stesso
Menodoro, dopo aver tradito Sesto Pompeo, ed il li-
berto Eleno comandarono divisioni dell'armata di Ot-
taviano (Appiano, B. c. , V, 66, 80 e segg.; Dione,
XLVIII, 65 e segg.).
(1) Appiano, B. c, IV, 84 e segg. ; V, 18 e segg. ;
Dione Cassio, XLVIII, 17 e segg.
(2) Velleio Patercolo, II, 79; Svetonio, Oct., 16;
Appiano, B. c, V, 92 e segg.; Dione, XLVIII, 49-61;
XLIX, 1-11. Cf. Plutarco, Ant., 35. Vedi inoltre Ro-
biou, Le recrut. de Vdtat-major et des iquxp., nella
Revue arch., n. s., XXIV, p. 105.
Alle imposizioni per la guerra contro Sesto Pompeo
accennerebbero, secondo alcuni, le parole deH'iscri-
zione ostiense (ora piu non esistente) di Publio Lucilio
Gamala, cbe ricordano avere questi fatto un dono alia
citta di Ostia cum... praedia sua vender et ob polli-
citationem belli navalis. Altri porrebbero questo bel-
lum navale nel secondo secolo delFimpero. Vedi C. L.
Visconti negli Annali delVInst., 1857, p. 323 e segg.;
Mommsen nei Sitzungsberichte derkon. s&chs. Gesch.
der Wissenschaften, 1849, p. 296, e nella Ephem.
epigr., Ill, p. 330.
(3) Livio , Ep. CXXIX ; Velleio Patercolo, II, 81 ;
Dione Cassio, XLIX, 14. Cf. Virgilio, ken., VIII, 684;
Servio, ad h. I.; Ovidio, Ars am., Ill, 392; Seneca,
De benef. , III, 32; Cohen, Descr. des monn. de la
rip. rom., p. 335, n. 8, pl. LXIX. Vipsania. In
altre medaglie, insieme con la corona rostrata, Marco
Agrippa ha pure la raurale (Cohen, p. 335, n. 6, 7,
pl. XV, Cornelia, n. 29, pl. XXXVIII, Sulpicia, n. 8).
Secondo un passo delFepitome di Festo, fatta da
Paolo Diacono (v. navali corona. Cf. Gellio, V, 6), la
corona navale si concedeva a chi primo, armato, avesse
posto il piede sopra una nave nemica : « Navali corona
a eolet donari, qui primus in hostium navem armatus
<x transilierit. » Maggiori notizie si sarebbero potute
avere dal testo integro di Festo ; ma di esso non ab-
biamo per tal luogo che pochissimi frammenti nel co-
dice Farnesiano (vedi Tedizione di C. O. Muller, p. 162).
Sotto la repubblica abbiamo ricordo della corona clas-
sica concessa a due ammiragli, cioe a Marco Agrippa
(a cui Ottaviano, giusta Svetonio (Oct., 23), don6
pure uno stendardo ceruleo) ed a Marco Terenzio
Varrone nella guerra piratica (Plinio, N. ff., VII,
31; XVI, 3). Dai citati frammenti del codice Farne-
siano si pu6 congetturare che l'ebbe an cor a qualche
altro ammiraglio, forse un Atilio, che, secondo il
Muller, sarebbe stato il vincitore di Tindari.
(4) Per la descrizione della maggior parte di queste
medaglie e delle seguenti a pag. 17-19, mi sono giovato
degli esemplari esistenti in Torino nel museo d'anti-
chita e nel medagliere di S. M., o da me posseduti.
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— 16 —
nomo (i fratelli Catanesi) portanti i loro genitori sulle spalle; tra di essi Net-
tuno a sinistra con un acrostolio nella destra ed il piede sopra una prora dinave.
Cohen, Mdd. cons., p. 263, n. 25, pi. XXXIII, Pompeia , n. 8; Mdd. imp., t. I, p. 3, n. 12;
Boutkowski, Dictionn. numism., col. 7, n. 17 (1).
3 (Arg\). Diritto simile a quelle dclla precedente.
Rv. praef • orae • marit • et • clas • ex • s • c • (oppure s • c •) Lo stesso tipo della
precedents.
Cohen, M4d. cons., p. 263, n. 26, pi. XXXIII, n. 9; Mdd. imp., t. I, p. 3, n. 13.
4 (Arg.). mag • pivs • imp • iter • II faro di Messina (2); ivi presso, una nave che porta
un'insegna con 1'aquila; alia poppa, un acrostolio, un tridente ed un tirso; sul
faro, la statua di Nettuno col tridente.
Rv. praef • clas • et • orae • marit • ex • s • c • II mostro Scilla col corpo terminante
in due code di pesce, e sotto, tre cani. II mostro h in atto di percuotere con
un timone di nave.
Cohen, Med. cons., p. 262, n. 23, pi. XXXIII, n. 6; Mdd. imp,, t. I, p. 19, n. 2.
5 (Arg.). Simile alia precedents ma nella leggenda del rovescio:
PRAEF • ORAE • MARIT • ET • CLAS • S • C-
Cohen, Med. cons., p. 263, n. 24, pi. XXXIII, n. 7; Mdd. imp., t. I, p. 20, n. 3.
6 (Arg.). mag • pivs • imp • iter • Testa di Nettuno a destra; dietro un tridente.
Rv. praef • clas • et • orae • marit • ex • s • c • Trofeo navale.
Cohen, Mdd. cons., p. 262, n. 22, pi. XXXIII, n. 5; Mdd. imp., t. I, p. 19, n. 1.
E da aggiungersi la seguente, che ha relazione con le precedenti :
7 (Oro Quinario). s • pomp • Testa nuda di Sesto Pompeo (?) (secondo altri, di Nettuno)
a destra; dietro, un tridente.
Rv. s • c • Nave a destra con la vela spiegata, con sopra la triquetra.
Cohen, Med. cons., p. 264, n. 28, pi. XXXIV, n. 11 ; Mdd. imp., t. I, p. 20, n. 4.
Le due monete seguenti, pure allusive alle vittorie navali di Sesto Pompeo,
vennero coniate da Quinto Nasidio, il quale fu prefetto delTarmata di Sesto
Pompeo, e poscia passo al servizio di Marco Antonio, da cui ricevette un co-
mando simile, e venne nel 723 sconfitto da Agrippa presso Patrasso (3).
8 (Arg.). neptvni • Testa nuda di Cneo Pompeo Magno a destra; dinanzi, un tridente;
sotto, un delfino (4).
Rv. q • nasidivs (oppure nasidiv) • Nave a destra con la vela spiegata e con remi-
ganti, col timoniere e col proreta; nel campo superiore, a sinistra, una stella.
Cohen, Mdd. cons., p. 226, n. 1, pi. XXIX, Nasidia, n. 1; Med. imp., t. 1, p. 4, n. 15.
(1) Di questa medaglia vi e pure una restituzione romane ritrovate in tre antichi ripostigli delVagro
di Traiano. Cohen, Med. cons., p. xxxv; Mdd. imp., Modenese, Modena, 1829, p. 144, uota 31).
t. I, p. 5, n. 19; Boutkowski, col, 8, n. 19. (3) Appiano, B. c, V, 139; Dione Cassio, L, 13.
(2) Borghesi, Oss. num., dec. I, oss. n, in (Euvres, (4) Secondo il Riccio ( Mon. delle ant. fam. di
t. I, p. 142 e segg. — II Cavedoni dubit6 che in questo Roma, p. 154) la imagine, nella quale l'Eckhel [Doctr.
tipo si debba piuttosto vedere la colonna di Reggio num. vet., t. VI, p. 29) ed il Visconti [Iconographie
[Saggio di osservazioni sulle medaglie di famiglie romaine, t. I, Paris, 1817, p. 74) riconobbero positi-
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— 17 -
9 (Arg.). Medesimo diritto, ma con la testa rivolta a sinistra.
Rv. q « nasidivs • Quattro navi a destra con remiganti.
Cohen, Mid. cons., p. 226, n. 2; pi. XXIX, n. 2; Mid. imp., t. I, p. 4, n. 16.
Mentre in Italia combattevano Sesto Pompeo ed Ottaviano, neirOriente Marco
Antonio aveva molti legni da guerra, sotto il comando dei suoi luogotenenti,
alcuni dei quali coniarono monete di bronzo destinate, senza dubbio, per lo sti-
pendio delle ciurme e dei soldati. In queste monete e rappresentata con la testa
del triumviro quasi sempre una testa muliebre, nella quale alcuni archeologi
vollero scorgere Teffigie di Cleopatra, mentre altri, con ragione, la dichiararono
quella di Ottavia (*). Tali monete in fatti vennero emesse nel tempo, in cui Ot-
taviano ed Antonio si erano apparentemente riconciliati, per consacrare il quale
accordo il primo aveva dato al secondo la mano della sorella Ottavia (2).
• LUCIO CALPURNIO BIBULO
10 (Med. BiO. m • ant • imp • ter • cos • des • iter • et • ter • in • vir • r • p • c • Testa nuda
di Marco Antonio a destra.
Rv. l • bibvlvs • m • f • praef • class • f • c • [Jlandum curatit). Nave senza vela a
destra.
Cohen, Mid. cons., p. 73, n. 34; Mid. imp., t. I, p. 31, n. 81.
Di lui vi e un'altra moneta ov' e detto PRaetor DESlQnatus (Cohen, Mid. cons., p. 73, n. 33,
pi. L, Calpurnia, n. 7; Mid. imp., t. I, p. 31, n. 82).
MARCO OPPIO CAPITONE
11 (M. B.). m • ant • imp • tert • cos • des • iter • et • tert • in • vir • r • p • c • Teste nude
riguardantisi di Marco Antonio e di Ottavia.
Rv. m • oppivs • capito • pro • pr • praef • class • f • c- Due figure in una quadriga
tirata da ippocampi a destra, nel campo a sinistra hs; sotto, A ed un altare
{sesterzio).
Cohen, Mid. cons., p. 237, n. 7, pi. LXI, Oppia, n. 7.
12 (P. B). • • • • cos • desig • iter • et • • • • Testa nuda di Antonio a destra.
Rv. m • oppivs • capito • pr • • • • class • f • c • Nave senza vela a destra; nel campo
in alto, s (semisse).
Cohen, Mid. cons., p. 236, n. 4, pi. LXI, n. 4; Mid. imp., t. I, p. 31, n. 83.
vamente queUa di Cneo Pompeo, sarebbe Teffigie di piano, B. c, V, 100; Dione Cassio, XLVIII, 19, 48.
Sesto Pompeo. Anche il Mancini (nel Giornale degli Cf. Orazio, Epod., IX, 7).
scavi di Pompei, nuova serie, vol, II, n. 17 (1872), (1) Borghesi, Oss. num., dec. XIII, oss. n, in (Euvr.,
col. 248, nota 11) segul quest'opinione, e pensd che il t. II, p. 88 e segg. Cf. ibid. , p. 92 e segg., 415 e
genitivo Neptuni della leggenda del diritto possa es- aegg., 425 e segg. Queste monete vennero coniate fra
sere retto dal nominativo Q. Nasidius del rovescio, il 716 e il 7J9 (Mommsen, Hist, de la monn. rom. ,
quindi si dovrebbe leggere Q. Nasidius Neptuni, sot- t. Ill, p. 7, trad. Blacas).
tintendendo praefectus o simile. II nome e gli attri- (2) Appiano, B. c, V, 64; Plutarco, Anton., 31;
buti di Nettuno erano stati pre si da Sesto Pompeo (Ap- Dione Cassio, XLVIII, 31.
Ferrero. 3
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— is-
is (P. B.). « • • • in • vir • r • p • c • Teste di Autonio e di Ottavia disposte come la figura
bicipite di Giano.
Rv. • • • • cap • praef • cl- Prora di nave con due globuli [sestante).
Rauch negli Ann. dell' Inst, di corr. arch., 1847, p. 283. Cf. Cavedoni nel Bull. dell'Inst.,
1848, p. 175; Mommsen, Hist, de la monn. rom., t, III, p. 34, nota 1; Boutkowski, Diet,
numism., col. 186, n. 453 bis.
14 (G. B.). m • ant • imp • cos • desig • iter • et • tert • in • vir • r • p • c • Testa nuda di An-
tonio congiunta con una virile (probabilmente di Ottaviano) a destra, riguar-
dante quella di Ottavia a sinistra.
Rv. m • oppivs • capito • pro • pr • praef • clas • f • c • Nave con vela a destra, sotto
T e la triquetra.
Cohen, Me'd. cons., p. 237, n. 9, pi. LXI, n. 8; Med. imp., t. I, p. 35, n. 7.
In un esemplare pubblicato nel catalogo del medagliere Pembroke (cf. Boutkowski, Diet, num.,
col. 190) la leggenda del diritto sarebbe: M • ANTONI • IMP • COS • DBS • III • VIR • R • P • C*
15 (M. B.). M • ANT • IMP • TER • COS • DESIG • ITER • ET • TER • III • VIR • R • P • C • Teste nude H-
guardantisi di Antonio e di Ottavia.
Rv. m • oppivs • capito • pro • pr • praef • class • f • c • Nave con vela a destra;
sotto, B; nel campo, ai lati della vela, i pilei dei Dioscuri.
Cohen, He'd, cons., p. 237, n. 6, pi. LXI, n. 6.
Probabilmente uguale alia medaglia precedente, ma meno conservato e r esemplare descritto nel
Catalogue de la collection Sabatier, Saint- Pelersbourg, 1852, p. 62, n. 774. Cf. il catalogo deUa
stessa collezione, Londra, 1853, p. 41, n. 446,- Boutkowski, col. 186, n. 453.
16 (P. B.). M • ANT • IMP • TER • COS • DESIG • ITER • ET • TER • III • VIR • R • P • C • Teste nude
congiunte di Antonio e di Ottavia a destra.
Rv. m • oppivs • capito • pro • pr • praef • class • f • c • Nave con vela a destra;
sotto, A e la triquetra con la testa di Medusa.
Cohen, Me'd. cons., p. 237, n. 5, pi. LXI, n. 5; Mdd. imp., t. I, p. 35, n. 6.
LUCIO SEMPRONIO ATRATINO
17 (G. B.). m • ant • imp • ter • cos • des • iter • et • ter • in • vir • r • p • c • Teste riguar-
dantisi di Antonio e di Ottavia.
Rv. l • atratinvs • avgvr • praef • class • f « c • Due figure in una quadriga tirata
da ippocampi a destra; nel campo, a sinistra, hs; sotto, A ed un altare (se-
sterzio).
Cohen, Me'd. cons., p. 290, n. 13, pi. LXVI, Sempronia, n. 6; Mdd. imp., t. I, p. 34, n. 4.
Alquanto diversa e la leggenda del rovescio presso Boutkowski, col. 183, n. 447:
L • ATPATINVS • AVGVR • COS • DESIG • PRAEF • CLAS • F • C •
II Cohen {He'd, cons., p. 290, n. 15, pi. LXVI, n. 8) aggiunge la seguente dal Riccio (Mon.
della ant. fam., p. 205, n. 13, tav. XLII, n. I):
(G. B.). m • ant • imp • ter • cos • in • vir • r • p • c • Teste riguardantisi di Antonio e di
Ottavia.
Rv. l • atratinvs • avgvr • praef • class • f • c • Due navi con le vele a destra.
Vedi inoltre presso Cohen {ibid. , n. 12, 14, 16) le monete di Lucio Sempronio Atratino senza
il titolo di praefectus classis.
Mi sembra che si debbano congiungere con le precedenti le due monete se-
guenti di
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— 19 —
CAIO FONTEIO CAPITONE
18 (M. B.). m • ant • imp • cos • des • iter • et • ter • Teste nude e congiunte di Antonio e
di Ottavia a destra.
Rv. • • • fonteivs • capito • pro • pr • • • Nave con vela a destra.
Cohen, Mid. cons., p. 141, n. 17, pi. LV, Fonteia, n. 6; Mid. imp., p. 35, n. 3. Egli note:
€ La legende de cette medaille est incomplete des deux c6t£s sur ^toua les exemplairej que j*ai
« VU8. »
19 (M. B.). c • fonteivs • capito • pro • pr • • • Medesime teste.
Rv. m • ant • imp • cos • desig • iter • et • tert • in • vir • r • p • c • Nave con vela a
destra.
Dal Riccio [op. cit., p. 94, n. 14, tav. LVII, n. 5) Cohen, Mid. cons., p. 141, n. 18, pi. LV,
n. 7).
Fra le monete di Marco Antonio co' nomi delle legioni vi e la seguente :
20 (Arg.). ant • avg • in • vir • r • p • c • Nave con remiganti a destra.
Rv. leg • xvii • classicae • Aquila legionaria tra due insegne militari.
Cohen, Mid. cons., p. 35, n. 90, pi. V, Antonia, n. 59; Mid. imp., t. I, p. 25, n. 30.
La legione XVII ebbe il nome di classica forse perche destinata particolar-
mente al servizio deirarmata (*), owero perche formata con soldati di mare(2).
Gli accordi fra tristi ambiziosi non hanno lunga durata; quindi scoppio tosto fra i
due triumviri fierissima contesa,che doveva finire conlo sterminio deirunoodeiraltro.
Una battaglia navale decise a chi sarebbe toccato Timpero del mondo. Piu numerosa
della nemica era Tarmata di Antonio, che aveva oltre a cinquecento navi , date in
gran parte dalle citti e dai re deH'Oriente. Senonch6 per Timperizia delle ciurme,
composte di gente qua e \k raccolta , e per la troppa grossezza delle navi , che impe-
diva i celeri movimenti, essa rimase inferiore a quella di Ottaviano, la quale contava
solo ducentocinquanta legni, ma con marinai e soldati resi esperti dalla guerra ma-
rittima, combattuta contro Sesto Pompeo, e con un valente capitano qual era Marco
Agrippa (3).
Con questa battaglia, avvenuta nelle acque di Azio il 2 settembre dell' anno 723
(31 av. C), termina la storia delle guerre marittime dei Romani: giacch& propria-
mente sotto Timpero non se n'hanno esempii. Nondimeno le armate ai tempi della
repubblica non costituiscono veramente una parte delle milizie stabili : esse ven-
gono allestite solamente quando la necessity lo richiede : ed 'abbiamo veduto come
anche dopo il periodo glorioso delle guerre del secolo sesto, in cui sovente si e in
mare combattuto , Roma si trovo sprovvista di navi e di uomini di mare , e dovette
(1) Eckhel, Doctr. num. vet., t. VI, p. 51. (3) Sulla battaglia di Azio vedi Plutarco, Ant., 65-
(2) Cavedoni negli Ann. dell'Inst., 1850, p. 167. 67; Dione Cassio, L, 15-35. Cf. Floro, 11,21 (IV, 11).
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— 20 —
ricorrere per cio agli alleati. Al contrario, sotto Timpero le armate divengono per-
manent^ hanno stanze determinate, comandanti ed ufficiali proprii, e la suppellettile
epigrafica, che andremo esponendo, ci porgera sulTordinamento della marineria im-
periale notizie piu compiute di quelle, che abbiamo potuto raccogliere per l'eta repub-
blicana.
Soggiungo tre iscrizioni, le quali sono anteriori airordinamento delle armate
fatto da Augusto.
CIVES • ROMANI • QVI
MYTILENEIS • NEGOTIANTVR
M • TITIO • M • F • PRO • COS
PRAEF • CLASSIS • COS
DESIG • PATRONO
HONORIS • CAVSA
A-CASTRICIVS- MYRIO
TALENTI • F • TR • MIL • PRAEF • EQ
ET • CLASSIS • MAG • COLLEG
LVPERCOR • ET • CAPITOLINOR
ET • MERCVRIAL • ET • PAGA
NOR • AVENTIN • XXVI . VIR
. . . MONI • PER • PLVRES
SORTITIONIBVS
IS • REDEMPTIS
C • CLAVDIVS • C • F • C-R
SARDVS
PRAEFECT VS • CLA
II personaggio , a cui e deditata la prima iscrizione , partigiano di Antonio e poi
di Ottaviano, fu console con quest'ultimo nel 723 (31 av. C.)> e da essi ebbe nome la
lex Iulia et Titia, concernente la tutelaO). La menzione del vigintisevirato nella se-
conda la dimostra anteriore al 734 (20 av. C.) (2), e probabilmente anche all'ordina-
mento marinaresco di Augusto. La terza poi mi sembra appartenere a tempi anteriori
airimpero.
(i) Velleio Patercolo, II, 79, 83; Dione Cassio, XL VIII,
30; XLIX, 18; L, 3, 18.
4. Mitilene. In una grande base. In pareccbi codici
e in Panvinio, Fast., ad a. 723, donde Smetius, fol.
84, 11; Gruter, p. 474, 8; Orelli, n. 4111. — C. I.L.,
III, n. 455.
ft. Civita Lavinia (Lanuvium). Scoperta nell'anno
1826. Borghe8i nel Bull. dell'Inst. di corr. arch., _- r .„_.._. ,
1842, p. 104; Garrucci, Class is pr. Misenensis monum. VI, n. 3166.
(2) Mommsen, C. /. L., I, p. 186, n. 637. Cf. Rom.
Staatsr., vol. II, p. 5.
quae extant, n. 11 ; Orelli-Henzen, n. 6010; Detlefsen
nel Bull., 1861, p. 52; Wilmans, Ex. inscr.,n. 1603.
C. Roma. Tavola di travertino con lettere di forma
antica, scoperta in Transtevere nel 1849 insieme oon
un cavallo di bronzo e con altri monumenti. Nel museo
Capitolino. Canina nel Bull., 1849, p. 167; C. I. L. %
-*--^«>CL^C5ICaPKO^0'>^>—
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PARTE SECONDA
IMPERO
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A,
.ugusto, impadronitosi deirimpero, rivolse le sue cure a provvedere che un saggio
e forte ordinamento militare nello stesso tempo, in cui servisse a proteggere le provincie
da nemici, fosse pure gagliardo strumento per tenerle in soggezione. Gli eserciti ebbero
stanze determinate in varii luoghi deirimpero, specialmente sui confini, sicch6 nel
23 dell'era volgare, nove anni cioe dopo la morte del fondatore della monarchia im-
periale, di venticinque legioni otto si trovavano nelle due provincie della Germania,
inferiore e superiore, due nella Mesia, due nella Pannonia , due nella Dalmazia , tre
nelle Spagne, due nella provincia di Africa, due in Egitto e quattro in Siria. E tale
numero si accrebbe in appresso, come variarono altresi le stanze delle singole legioni,
alle quali devonsi ancora aggiungere le molte coorti ed ale ausiliarie, e le milizie
specialmente destinate per il presidio della capitale e per la guardia del sovrano.
Augusto si occupo parimente della marineria; e sebbene il Mediterraneo fosse di-
ventato un mare romano, # giacche le regioni da esso bagnate erano provincie del
vasto impero, eppero non si avevano piu da temere guerre marittime, fu nondimeno
prudente consiglio quello d'istituire armate permanenti a Miseno ed a Ravenna, la
prima a tutela del mar Tirreno,la seconda deirAdriatico, ed amendue cooperanti alia
difesa generale della penisolaf 1 ). Oltre a queste due armate principali, che tra il 71
e il 127 dell'era volgare ebbero il nome di praetoriae , se ne stanziarono altre in
varii punti deirimpero, non solo sui mari, ma anche sui maggiori fiumi. Queste
armate, piu o meno forti, non soltanto servivano per difesa da nemici esterni, spe-
cialmente allorche poste a' confini, e per tutelare la sicurezza della navigazione;
ma si adoperavano pure per trasporti militari, e quantunque, siccome dissi, guerre
(1) < Ex militaribus copiis legiones et auxilia provin-
ce ciatim distribuit : classem Miseni et alteram Ravennae,
a ad tutelam superi et inferi maris collocavit.) Svetonio,
Oct.y 49. « Italiam utroque mari duae classes, Misenum
« apud et Raven nam . . . praesidebant. » Tacito, Attn.,
IV, 5. a Apud Misenum igitur et Raven nam singulae le-
ft giones cum classibus stabant, ne longius a tutela urbis
« abscederent : et, cum ratio postulasset, sine mora, sine
c circuitu ad omnes mundi partes navigio pervenirent.
a Nam Misenatium classis Galliam, Hispanias, Mau-
« retaniam, Africam, Aegyptum, Sardiniam atque Si-
< ciliam habebat in proximo. Classis autem Ravenna-
a tium Epiros, Macedoniam, Achaiam, Propontidem,
< Pontum, Orientem, Cretam, Cyprum petere directa
a navigatione consueverat, quia in rebus bellicis cele-
a ritas amplius solet prodesse quam virtus. » Vegezio,
EpiU rei mil. y IV, 31. Delle inesattezze di questo passo
trattero al trove.
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- 24 -
per mare propriamente piu non siansi combattute durante Yetk imperiale, tuttavia
le annate furono di non piccolo giovamento nelle spedizioni, le quali, o per brama di
estendere i confini delTimpero, o per necessita della difesa furono compiute ne' tempi
di cui ragioniamo. I trasporti di frumento venivano fatti da navi non dipendenti
dairamministrazione militare; per Tannona della capitale questo servizio spet-
tava ai navigli frumentarii alessandrino ed africano, dei quali non occorrera di
occuparci, perche non appartenenti alia marineria militare. Tuttavia per iscortare i
trasporti di frumento ((moironiTiai) e probabile che si destinassero anche navi da guerra,
specialmente per quello tra la Britannia e la Germania, attraverso il mare Germa-
nico e risalendo il Renoi 1 ). I soldati poi delle armate di Miseno e di Ravenna com-
pievano ancora ufficii speciali, che saranno esposti a loro luogo.
Nel porto di Forum Iulii (Fr^jus), sulla spiaggia meridionale della Gallia, Au-
gusto diede stanza a navi prese nella battaglia di Azio ; ed agl' inizii dell' et& impe-
riale risalgono Y armata del Reno , designata col nome di elassis Germanica , e
quelle del Danubio, le quali dalle provincie ove si trovavano furono cbiamate Pan-
nonica e Moesica. D'incerta origine, ma da assegnarsi anche ai primi tempi dell'im-
pero, sono l'armata di Egitto (elassis Alexandrina) e quella del Ponto (elassis
Pontiea), forse pure quella di Siria (elassis Syriaea). Con la spedizione della Bri-
tannia sotto Claudio, principiata nel 43, si connette Tistituzione deir armata britan-
nica (elassis Britanniea) . Probabilmente a' tempi di Marco Aurelio venne istituita
la elassis Libyea. Un'armata sull'Eufrate e ricordata nel 363; ma e probabile che
questo fiume di confine, come il Reno ed il Danubio, abbia avuto molto tempo prima
un'armata speciale. Alcune di queste armate sono ancora menzionate nel quinto
secolo dalla Notitia dignitatum dei due imperi (2), nel qual prezioso documento
trovansi enumerate altre piccole armate su fiumi e su laghi. Molte di esse special-
mente stavano sul Danubio e sui suoi affluenti con particolari prefetti, e furono evi-
dentemente originate dalle armate piu antiche Pannoniea e Moesiea, le quali
erano appunto stanziate in parecchi luoghi sul Danubio, ma avevano sol tan to un
prefetto speciale per ciascuna di esse due. Dal trovarsi poi alcune di queste arma-
tette ricordate soltanto nel quinto secolo non si deve conchiudere che esse antecedente-
mente gia non esistessero. Ad ogni modo, riser van domi di trattare piu oltre partico-
larmente di ciascuna delle armate imperiali, si delle piu antiche come delle piu re-
centi, mi restringero qui ora a raccogliere in un quadro comparativo (p. 26-27) le
prime e quelle che dalla Notitia sono indicate ; notando pero non essere improbabile
che nuove armate, anche dell'eta piu antica, vengano a palesarsi , come accadde per
la elassis Libyea, la quale prima di un'epigrafe scoperta quattro anni or sono
(1874) era affatto ignerata.
I legni componenti le armate romane erano o da guerra (naves longae) o da
(1) Giuliano, durante la guerra di Germania, fece co- perta nel 1874, vi sembrano essere state usate, vedi
strurre per questo trasporto ottocento navi (6icTaKdoia... Henzen nel Bull. deWInst., 1875, p. 10 e segg.
irXofa ncfZova XejiPwv. Zosimo, III. 5. Cf. Libanio, Epit. (2) Senza trascurare Tedizione della Notitia digni-
in Iulian., vol. I, p. 549, 550, 551). tatum del BOcking (Bonna, 1839-5i<), importantissima
Intorno all'esistenza del servizio della posta marit- per i commeuti, mi sono servito per *questo lavoro
lima e intorno alle navi, che, secondo un'epigrafe sco- di quella piu recente di Otto Seeck (Berlino, 1876).
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— 25 —
trasporto (naves onerariae). Sotto la repubblica si adoperavano grosse navi con pa-
recchi ordini di remi : alia battaglia di Azio Antonio aveva navi con otto, nove e
dieci ordini di remi, ma esse, come abbiamo veduto, rimasero inferiori a quelle piii
piccole e piu leggiere di Ottaviano. Sotto Timpero non si hanno dalle iscrizioni esem-
pii di navi oltrepassanti i sei ordini di remi ; e ancora di queste, con greco vocabolo
dette hexeresj non vi sono che due esempii, uno nell'armata di Miseno 0), Taltro
nella pontica (2) . In amendue le armate di Miseno e di Ravenna troviamo quinqueremes
openteresj ma quelle note finora non sono che tre. Di quadriremes o quadrieres
abbiamo piu esempii nelle stesse armate ; per6 le specie piu comuni delle navi erano
quelle delle triremes o trier es e delle bir ernes. Le prime tuttavia sono ricordate daun
numero di epigrafi maggiore di quello, che abbiamo per le seconde. Tra le biremi
eranvi le liburnae o liburnicae ^cosi chiamate dai Liburni,popolo deirilliria, le cui
agili navi a-due ordini di remi erano state di grande giovamento ad Ottaviano nella
battaglia di Azio( 3 ). La voce liburna fu poi col tempo usata a designare qualuil^ue
nave da guerra , cosicche Vegezio , sul finire del secolo quarto , chiama con questo
nome le navi ad uno, a due, tre, quattro, cinque ordini di remi( 4 ), e di liburne dice
essere state composte entrambe le armate pretorie(S). Ed Eutropio, scrivente qualche
anno prima di Vegezio, dk il nome di liburne alle navi, che combatterono nella prima
guerra punica, in cui si adoperarono eziandio quinqueremi(G). Le biremi grecamente
venivano dette uXola biripn, fciKpota; quest'ultimo nome (dicrotum), mutatoin bicrota.
s'incontra in una epigrafe latina, e per essere in questa indicata pure una liburna ( 7 ),
si scorge come tra Tuna e Taltra specie esisteva qualche differenza. Aetuariae si
chiamavano le navi di varia forma ad un sol ordine di remi (ttXoToi novnpn, novoKpoxa),
le quali sono distinte e dalle naves longae e dalle onerariae (8). Di esse le iscrizioni
non fanno menzione. Lusoriae poi si dissero le piccole navi che si adoperavano nelle
armate de' fiumi(9): ed un plcroma, specie di nave da trasporto, 6 menzionato in
un'iscrizione dell'armata germanica (10).
(1) Vedi la tavola de 1 nomi delle navi a pag. 28-31.
(2) N. 499.
(3) « Sed Augusto dimicante Actiaco proelio, cum
« Liburnorum auxiliis praecipue victus fuisset Anto-
« nius, experimento tauti certamiuis patuit Liburuo-
< rum naves ceteris aptiores. Ergo similitudine et no-
<r mine usurpato ad earumdem instar classem Romani
« principes texuerunt. Liburnia namque Dalmatiae pars
« est Iadertinae subiacens civitati, cuius exeraplo
a nunc naves bellicae fabricantur et appellantur li-
« burnae. » Vegezio, IV, 33. Cf. Appiano, Be reb.
lllyr., 3 ; Luciano, Amor., 6 ; Lucano, Phars., Ill, £34 :
Ordine contento gemino crevisse Liburnae..
Per maggiori particolari intorno alia forma delle navi ro-
mane vedi, tra gli alti i, Thiersch, Ueber rien Schiffbau
und die nautischen Leistungen der Griechen und
Romer y Mai burg, 1851; Graser, Be veterum re na-
tali, Berolini, 1864, e nel Philologus , III, Supple-
mentband, Heft II (1865).
Ferrero.
(4) a Quod ad magnitudinem pertinet, minimae li-
< burnae remorum habent singulos ordines, paulo ma-
tt iores binos, idoneae mensurae ternos vel quaternos
a interdum quinos sortiuntur remigio gradus. » IV, 37.
(5) Ep., IV, 32.
(6) Brev., II, 20.
(7) N. ZQ6.
(8) Sallustio e Sisenna ap. Nonio, XIII, s. v.; Bell.
Alex., 44. Cf. Livio, XXXVIII, 38; Graser, op. cit.,
p. 54.
(9) Vegezio (II, 1) le contrappone alle liburnae:
« Classis item duo genera sunt, unum liburnarum,
v aliud lusoriarum. > Cf. Vopisco, Bonosus, 15; Am-
miano Marcellino, XVII, 2; XVIII, 2; c. un. (Onorio
e Teodosio II) Th. C, Be lusoriis Danubii (VII, 17),
e il commento del Gotofredo.
(10) N. 531. Cf. Marquardt, Rom. Privatalterth&mer,
vol. II, p. 18.
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- 28 —
Ogni nave, secondo un' usanza praticata pure presso i Greci (1) e conservata ne'
tempi moderni, era designata con un nome speciale o di divinity (Iupiter, Iuno, Mi-
nerva, Nereis , ecc), o allegorico (Constantia, Fides, Iustitia, Spes, ecc), odi
fiume (Danubius, Euphrates, Rhenus, ecc.),o di \>oip6\o(Dacicus,Parthicus,ecc.),
o di animale (Aquila, Taurus, ecc), ecc. Di nomi delle navi romane diedero liste,
tra gli altri, il Gori (2), il Ruhnken (3), il Cardinali (4), T Aschbach (5). Nell'elenco
seguente riporto, distribuendoli per armate, i nomi di tutte le navi nominate nelle epi-
grafi comprese in questo lavoro. Osservero che non sempre nelle iscrizioni de'soldati
di mare vien designata Tarmata, in cui essi si trovavano, ma talvolta e soltanto indi-
cato il nome della nave. E poi noto che le armate di Miseno e di Ravenna ebbero
navi con nomi uguali: taccio delle armate minori, la cui suppellettile epigrafica,
scarsa rispetto a quella delle due armate pretorie, non ci fece conoscere che un nome
solo di nave per Y armata siriaca ed uno per la britannica. Ora dalla semplice desi-
gnazione della nave riesce impossibile attribuire a questa od a quella delle armate
pretorie le iscrizioni, in cui Tindicazione di queste 6 omessa. Nondimeno se conviene
relegare fra le epigrafi d'incerta armata quelle, che, anche col nome di navi note,
si scoprirono in paesi lontani dalle stazioni principali delle armate misenense e ra-
vennate, £ pero plausibile cosa Tattribuire rispettivamente a questa od a quella le
iscrizioni rinvenute in luoghi, dove Tuna o l'altra ebbero stanza, specialmente se il
ritrovamento avvenne presso Miseno o Ravenna, oppure a Roma nei sepolcreti dei
militi misenensi o dei ravennati. Ho quindi seguito questo sistema nella distribuzione
delle epigrafi tra le armate di Miseno e di Ravenna, e per conseguenza nella compi-
lazione delpresente catalogo dei nomi delle navi,nel quale mi piacque, per maggiore
precisione, di segnare con un asterisco i numeri corrispondenti alle epigrafi, che,
sebbene tacciano l'indicazione dell'armata, tuttavia per il luogo dello scoprimento
si ha ragione di assegnare ad una od all'altra delle armate pretorie.
CLASSIS MISZJNENSIS
Hexeres
Qmdriremes
Ops, 56b *, 166*, 177*, 299*.
Quinqueremes
Victoria, 94 *, 101*, 168*, 184
266, 313*, 344
*
*
Ann(ona), 105*.
Dacicus, 149, 210*, 242, 322*.
Fides, 10, 11, 64*, 187.
Fortuna, 286, 287, 310.
Mercurius, 234*.
(1) Boeckh, Die Staatshaushaltung der Alhener,
dritter Band, Urhunden fiber das Seewesen des At-
tischen Staates, p. 84 e segg.
(2) Inscriptions antiquae inEtruriae urbibus.Flo-
rentiae, 1743, pars III, p. 69 e segg.
(3) De tut e Us et insignibus navium, in Opusc. %
p. 267 e segg.
(4) Catalogo delle navi romane, nelle Memorie
romane di antichitd e belle arti t vol. I, p. 79 e segg.;
Diplomi imperiali di privilegi accordati ai militari %
Velletri, 1835, p. 7-14, 73-75.
(5) Die lateinischen Inschriften mit den Namen
romischer Schiffe ton den beiden pratorischen Flotten
xu Misenum und Ravenna, nei Silznngsberichte der
phil.-hist. Classe der kais. A had. der Wissenschaf-
ten, Band LXXIX, Wien, 1875, p. 153-210. Di questo
lavoro incompleto discorse il Klein, facendovi alcune
aggiunte, nella Jenaer Liter at ur zei tun g, 1876, n. 24.
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Perseus, 96*, 353*(?).
Pietas, 276, 279*.
Pollux, 151 *, 207 *.
- 29
Minerva, 102*, 319.
Olivus (?), 279*.
Venus, 118*, 130*, 247*, 265.
Vesta, 48, 53a*, 74*, 101*, 105*, Procidentia, 312.
Rhenus, 80*, 103*, 239, 329.
Salamina, 191, 226.
Salvia, 53b*, 153, 173*, 230*.
Salus, 315, 317, 351*.
112*, 134*, 209, 328.
Triremes
Apollo, 88*, 332, 336*.
Aquila, 202*, 205*.
Asclepius, 165.
Athenae, 100*, 346*.
Aug(usta), 68*, 273*, 324
Capricornus, 156.
Castor, 146, 232.
Satyra, 148.
Siloanus, 97*.
SoZ, 140, 262*, 288*, 342*.
S/>es, 10, 11, 228*, 285.
Taurus, 71 *, 323.
Tiberis, 87*.
Tieris, 334.
Triumphus, 195
Ceres, 155*, 185*, 187, 193, 255*. Ve/ias, 76, 83*, 89*, 184*, 221
Concordia, 78*, 114b*, 153, 295, 235*. 236*, 326*. ' '
348.
Cupido, 66 *, 129 *, 260, 347.
Danuoius, 143, 187.
Diana, 168*, 228*.
Euphrates, 66*, 335*.
Fides, 124 * (?), 128*, 250, 256, 282*,
290*, 302*.
Fortuna, 217, 248*, 312.
Vesta, 67, 159, 174, 240*.
Victoria, 69*, 258*, 278*.
Virtus, 327.
Liburnae.
Aesculapius, 325
Hercules, 61*, 142*, 188, 219*, 237*, Aquila, 44*, 206
269*, 345
Isis, 213*, 281 *, 274, 316
Iuno, 54 *.
lucent us, 208.
Liber Pater, 178 *, 185 *, 204 *, 229, Minerva, 268 *.
Armata, 248*, 311*, 349, 356*.
Clemenlia, 147*, 284.
Fides, 10, 114 a*, 308*.
Iustitia, 254*, 308*, 341*.
233*.
Libertas, 180*, 243*.
L«c«>r, 92*, 98*, 229, 253*.
Maia> 303*.
Mars, 238*, 305*.
Mercurius, 73*, 104*, 261, 352
Minerva, 70, 170*, 291, 293.
Neptunus, 55*, 164*, 340.
Mtas, 222.
Oceanus, 65 *.
Parthicus, 74*, 197,' 267. .
Poa;, 82*, 135*, 201.
Neptunus, 86, 109*, 322
Nereis, 77*, 215.
V*Was, 95*, 102*.
Ineertae
Minerva, 333.
Ops, 257.
Venas, 58 b*.
Vesta, 77*.
Victoria, 81 *, 358.
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— 30 —
CLASSIS RAVENNAS
Quinqueremes
Aug(u$ta), 440*.
Victoria, 381 *, 396 *, 405 *, 430 *.
Qmdriremes
Fortuna, 384*, 395, 400*, 442*, 452*.
Mereurius, 458 *. „
Neptunus, 428*.
Padus, 448*, 470*, 480*.
Vesta, 401 *, 455 *.
Victoria, 399*, 461.
Virtus, 463*.
Triremes
Aesculapius, 446 *, 451 *, 454, 479 *.
Apollo, 416, 472*, 479*.
Aquila, 459 *.
Arc . . ) 387.
Arein . j 471 *.
Armena, 473 *.
Aug(usta), 422, 429*, 432.
Castor, 427*, 434*.
Constantia, 436*.
Danae, 403* j Da(nae) vel Z>a-
Danubius, 398* { (nubius), 431.
i)mna, 386*, 456*.
Hercules, 438.
Mars, 398*, 415, 433*, 453, 482* (?).
Mereurius, 411 *.
Mineroa, 420*, 421, 449*.
Neptunus, 462*, 467*, 478.
Nereis, 431.
Paa;, 474.
Pinnata, 390*.
Procidentia, 425, 460*.
Triumphus, 441 *, 475.
Venas, 458*.
Victoria, 392*, 406*, 481*.
ViWas, 398*(?), 410, 475.
Liburn&e
Ammon, 387.
D^ana, 413*, 466*, 476.
lucertae
Dan(ae) vel Dan(ubius), 490 *.
Danubius, 439.
Z>*ana, 486*.
Galeata, 379*.
Mereurius, 492*.
Minerva, 489 * (?).
Victoria, 423*.
CLASSIS SYRIACA
Liburnae
Grypus, 501.
CLASSIS BRITANNICA
Triremes
Radians, 512.
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31 -
CLASSIS INCERTA
Quadriremes
For tuna, 556.
Padus, 570.
Venus, 558.
Triremes
Capricornus, 563.
Corcyra, 554.
Diana, 578.
Iupiter, 564.
Neptunus, 567.
0/>s, 573.
Quadriga, 559.
So/, 579.
Ve/ias, 577.
Liburnae
Armata, 575.
Clupeus, 566.
Murena, 572.
Mars, 566.
Dicrota
Incertae
Clement ia, 568.
Da questo elenco si conferma che le arraate pretorie ebbero navi con nomi uguali (1) .
II Cardinali credette che le navi passassero dall' una all' altra armata , perocche se
in entrambe vi fossero state navi col medesimo nome, cio avrebbe cagionato confu-
sione(2). Si penso pure che le nuove navi sostituite alle antiche non ritenessero il
nome di queste, ma che esso venisse cambiato a piacimento ; e si puo anche credere
che nello stesso tempo esistessero nelle due annate navi ugualmente denominate,
senza voler cercare di ci6 alcuna spiegazione. II fatto pero 6 cosi poco sicuro, che
meglio conviene lasciarlo in sospeso ed attendere, per quanto siavi poco da sperare,
che ulteriori scoperte di epigrafi gettino qualche luce su questo argomento.
(1) II tiome della nave, il quale trovasi in molte
iscrizioni di soldati (piu raramente di ufficiali) di mare,
s'incontra con o senza l'indicazione dell* armata. Per
designare le specie delle navi si usano quasi sempre
le note seguenti:
vi = hexeris.
v = quinqueremis.
nil = quadriremis.
HI = tr ire mis.
LIB. = liburna.
La specie della nave e anche indicata con le parole
intiere, cosl: quadrieri Fide (n. 10, cf. 11), trieris
Spei (n. 10, cf. 11), triere Quadriga (n. 559), trierae
Castorae (n. 146), Capricorno triere (n. 156), liburna
Fidei (n. 10). In un solo caso abbiamo la nota CID,
che sembra equivalere a in e designare una trireme
(n. 239). Una liburna e indicata con la voce Libyrnica
(n. 215).
In un'epigrafe, che attualmente piu non esiste, ab-
biamo un soldato ex II Fide (n. 124), ove pud forse essere
stata notata una bireme o liburna, ma e lecito anche
supporre che il lapicida o Teditore abbia omesso un
I, perci6 vi sara da scorgere una trireme. Al nome
particolare della nave precede generalmente l'indica-
zione specifica di essa; vi sono per6 eccezioni, come
nei n. 156 {Capricorno triere), 193 (ex Cerere III),
428 (Neptuno triere), 565 (Marte bxcrota). Manca l'in-
dicazione della specie della nave nei n. 77 (ex Vesta)
e 380 (de Galeata). 11 nome della nave e poi o al ge-
nitivo, o airablativo, preceduto dalle preposizioni ex
o de y owero con una di queste sottintesa.
II nome della nave segue per lo piu quello del sol-
dato; qualche volta lo precede, per esempio: Ex III
Libero Patre C. Claudius Agricula (n. 204).
(2) Diplomi, p. 14, 15. Cf. G. B. de Rossi nei Bull.
delVInst., 1865, p. 46.
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— 32 —
II comando supremo delle armate, come quello degli eserciti, erariservato alPimpe-
ratore, il quale per le prime nominava rappresentanti speciali col titolo di praefecti.
Questi appartengono alTordine equestre, e giungono alia carica di prefetti deirarmata
dopo aver occupato impieghi procuratorii , ovvero militari neir esercito di terra ;
perocche dalle iscrizioni, in cui & notato il corso degli onori di parecchi prefetti delle
armate si dell'Italia, come delle provincie, si puo anzitutto stabilire che a questa
carica non pervennero mai ufficiali della marineria. Eppero dal grado di capitano di
nave non salivasi a quelli di sottoprefetto o di prefetto. Ma , siccome noteremo , fu-
ronvi capitani di nave, i quali passarono a militare nell'esercito; n6 e quindi impossi-
ble che , raggiungendo poi in tal modo gradi piu elevati , siano ritornati col tempo
nella marineria in quality di vice-ammiragli o di ammiragli. Non si puo provare che
cio sia avvenuto: pero non era improbabile che accadesse.
Imperanti Claudio, Nerone ed Otone, sono comandanti deirarmata di Miseno
liberti imperiali, cio6 Tiberio Giulio Optato Ponziano sotto il primo(l), Aniceto sotto il
secondo(2), Osco sotto il terzo(3). Ma questi erano i tempi di maggior potenza de'liberti
della corte: inoltre strette erano le relazioni fra gl'imperatori e l'armatadi Miseno,
specialmente^ per il soggiomo che quelli facevano nella Campania. La concessione
poi del diritto dell'anello d'oro (ius aureorum annulorum) dava ai liberti un'appa-
renza d' ingenuity,: per la qual cosa essi potevano occupare tale carica , come gi& i
liberti di Sesto Pompeo e di Ottaviano avevano avuto simili comandi ( 4 ). Salvo perd
queste eccezioni, la carica di prefetto deirarmata fu sempre occupata da persone non
libertine, n6 credo fosse libertino quel Quinto Marcio Ermogene, il quale nel 134
comandava Tarmata alessandrina(S). La carica di prefetto delUarmata sembra equi-
valente a quella di tribuno di legione, o di comandante di ala o di coorte, o ad altri si-
mili ufficii militari, a cui giungevano persone dell'ordine equestre (6). Dalla prefettura
di un'armata si passava o ad impieghi finanziarii o ad altri puramente della milizia.
Cornelio Fusco , che sotto Vespasiano comando Tarmata di Ravenna, fu prefetto
del pretorio a' tempi di DomizianoC 7 ). Publio Elvio Pertinace, sorto da umilissimi
natali, dopo aver percorso varii gradi nella milizia, fu comandante di un'ala nella
Mesia, poscia prefetto deirarmata germanica, e dopo diversi altri ufficii ebbe la pre-
fettura di Roma, quando nel 193 fu rivestito della porpora imperialeM. Cneo Marcio
Rustio Rufino fu prefetto dall'armata di Ravenna e di Miseno dopo essere stato suc-
cessivamente tribuno di una coorte de' vigili, di una urbana e di una pretoria. Dopo
rammiragliato, fu preposto all'annona sotto Settimio Severo e Caracalla, e final-
mente prefetto dei vigili ( 9 )- Introdottisi nell'impero romano i titoli onorifici, che
(1) Isci*. n. 13, 23. litti militari dalle disposizioni della lex Iulia de vi
(2) Tacito, Ann., XIV, 3, 62. publica [Sent., V, xxvi, 2). Vedi le iscrizioni de'pre-
(3) Tacito, Hist., I, 87. fetti di ciascuna delle armate.
(4) Vedi la mia dissertazione Dei libertini, p. 83 e (7) Vedi il capitolo sulParmata di Ravenna,
aegg. (8) Capitolino, Pertinax , 1-4. Per il corso delle
(5) N. 495. caliche procuratorie e da leggersi lo studio di Olto
(6) «. Lucilius Bassus post praefecturam alae Ra- Hirschfeld, Dieprocuratorische Carriire, nelle Unter-
« vennati simul ac Misenensi classibus a Viteilio prae- suchungen auf dem Gebiete der roemischen V*r-
o po8itus. » Tacito, Hist., II, 100. Paolo enurr.era a tri- waltungsgeschichte, vol. I, Berlin , 1877, p. 240-277.
« buni... militum et praefecti classium (ad. cohortium) (9) N. 17.
« alarumve » come non colpiti per la punizione di de-
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- 33 —
si attribuivano alle persone di vario grado, i prefetti dell'armata ebbero quello di
vir perfectissimus, che incontriamo in tre epigrafi, Tuna dei tempi di Gordiano Pio
(238-243), l'altra di Diocleziano (302), la terza di data incertaO).
Nel quinto secolo , dalla Notitia dignitatum i prefetti delle annate dell' Oriente
appaiono posti sotto la dipendenza (sub dispositione) dei duchi (daces) delle pro-
vincie, in cui esse erano stanziate. Quelli delle armate dell'Occidente, le quali stavano
nelle due Pannonie , nella Valeria ripense , nel Norico ripense , nella Savia , nella
Rezia, nella Belgica seconda e nella Britannia, sono sotto i duchi di queste provincie,
cioe dux Pannoniae primae et Norici ripensis , dux Valeriae ripensis , dux
Pannoniae secundae rlpariensis et Saviae, dux Raetiae, dux Belgicae se-
cundae e dux Britanniarum (2). I prefetti delle armate dell'Italia e della Gallia sono
annoverati tra le praepositurae magistri milt turn praesentalis a parte pedi-
tum (3) .
I luogotenenti dei prefetti (subpraefecti) appartenevano ugualmente all'ordine
equestre. Di essi l'epigrafia ci serb6 pochi ricordi: non conosciamo che un sottopre-
fetto dell' armata misenense , tre sottoprefetti della ravennate , di due de' quali ci e
noto il corso degli onori, in cui la sottoprefettura dell'armata e vicina alia prefettura
di un'ala ed al tribunato di una coorte ausiliaria o di una legione (4). Di un quinto
sottoprefetto abbiamo una lapide mutilata; cio non ostante sappiamo ch'egli fu tribuno
di una legione , sottoprefetto di una delle armate pretorie , procuratore e preside di
una delle provincie delle Alpi, prefetto di alcune armate provincialH 5 ).
II nome di praepositus, siccome dimostro i'Henzen(6), non designava nella milizia
romana un grado speciale , ma era titolo straordinario e probabilmente provvisorio,
che serviva ad indicare ufficiali di grado diverso, come si puo dedurre da un fram-
mento del giureconsulto Modestino ( 7 ) e dalle lapidi esaminate dal detto epigrafista.
Un praepositus all'armata di Miseno ci e fatto conoscere da un'epigrafe: questi per-
venne a tale ufficio dopo essere stato primopilo di una legione, e poscia fu prefetto di
una legione (8). Un'epigrafe dell' Algeria ricorda un praepositus classibus Syriacae
et Augustae, il quale fu prefetto, tribuno e preposito di coorti e di ale, e quindi pre-
fetto dell' armata mesica(9) Un'altra iscrizione deir Algeria fu posta da un prae-
positus classibus, il quale parimente fu prefetto di una coorte ausiliaria (10). E pro-
babile che le classes, senz' altra denominazione accennate in quest' epigrafe , siano
pure la siriaca e l'alessandrina (od Augusta).
Un'epigrafe menziona un beneficiarius stolarchi (11). Nello stolarchus il Momm-
sen 02) ed il Garrucci (13) vollero scorgere designate grecamente il praefectus classis
(<TT6Xapxos, (TToXdpxn?); ma l'Henzen (14), seguito dal Marquardt (15), prefer! di vedervi
un comandante di una divisione dell'armata. Lascio la questione indecisa.
(1) N. 18, 19, 20. (7) Fr. 3, § 6, 22 D., De re milit. (XLIX, 16).
(2) Not., Occ, XXXII, XXXI11, XXXIV, XXXV, (8) N. 30.
XXXVIII, XL. (9) N. 543.
(3) Ibid., XLII. (10) N. 546.
(4) N. 22, 365, 366, 367. (II) N. 107.
(5) N. 518. (12) Inscr. Regni Neap. LaL, n. 2685.
(6) Jahrbftcher des Vereins der Alterthumsfreun- (13) Class, praet. Mis. mon., n. 47. *
den im Rheinland, 1848, e Ann. deWInst., 1850, (14) In Orelli, III, n. 6870 e pag. 521.
p. 39 e segg. (15) Rom Staatsterw., vol. II, p. 496. II comandante
Ferrkro. 5
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- 34 —
II comandante di un deposito dell'armata prendeva il nome di praepositus reli-
quationi. Ne abbiamo due esempii per l'armata misenenseW, e forse un terzo per
la britannica (2) . Caio Sulgio Ceciliano da centurione legionario passo a questa carica,
dopo la quale ebbe quella di primopilo nella legione XX. Egli era gia stato nel ser-
vizio di mare, poiche prima del centurionato nell'esercito aveva occupato Tufficio di
navarchus nell'armata di Miseno.
Tra gli ufficiali dell'armata troviamo menzionati i trierarchi, i navarchi, i prin-
cipesed i centur tones. Quale era la loro posizione rispettiva? Dai testi, sia degli scrit-
tori, sia epigrafici, cio non si puo stabilire con certezza ; nondimeno esaminiamoli
attentamente, e tentiamo di ricavarne qualche conseguenza. II vocabolo trierarchus
propriamente dovrebbe designare il comandante di una trieris. Pero gi& in Grecia
il vocabolo Tpifjpapxo^ (o Tpinpdpxns) si adoperava per indicare il capitano di qualunque
nave; onde in un' iscrizione di Alicarnasso e cosi detto il comandante di una quadri-
reme( 3 ), ed in Atene si chiamavano con tal nome anche i comandanti di piccole navi
inferiori alle triremi( 4 ). Presso i Romani sono menzionati in epigrafi un trierar-
chus de liburna Aquilafi) ed un trierarchus classis Syriacae liburna Grypifi).
Tacito ricorda Claudium Pyrrhicum trierarchum liburnicarum ... naoium, che
stavano in Corsica (7); ma e evidente che questo trierarco avr& avuto solo eccezional-
mente il comando di piu liburne , poiche in altro luogo lo stesso storico scrive : datae
e classe Misenensi duae triremes ad prosequendum, cumquibus Cythnum in-
sulam tenuit: nee defuere qui trierarchos nomine Neronis accirentfi), ove si
parla di due triremi e la parola trierarchi e al plurale. Svetonio, raccontando il ten-
tativo di uccidere Agrippina, dice che i trierarchi avevano urtato e rotto, come per
caso fortuito, la liburna, da cui era stata portata la madre deir imperatore , affinche
essa fosse costretta a salire su quella preparata per il suo annegamento : datoque
negotio trierarchis, qui liburnicam qua advecta erat, veluti fortuito concursu,
confrigerent{$). Galeno poi (2° secolo di Or.) scriveva che « gli antichi chiamavano
« trierarchi i comandanti delle trieri : ora con tal nome si appellano i capitani ma-
« rittimi, sebbene Ie navi non siano trieri ( 10 ). » In parecchie iscrizioni i trierarchi
sono semplicemente indicati, omesso il nome della nave (giacche con quest'ultima in-
dicazione non abbiamo che i due esempii citati ) , e con o senza la designazione del-
l'armata (H). Di un trierarco dell'armata di Ravenna e notato (esempio raro per gli
ufficiali) la patria (Dalmazia) e gli anni (venticinque) di servizio (12). Due trierarchi
delle navi atanziate nel Ponto in un'iscrizione poetica tck; twv Tpinptuv , vGv b'i\br) irdvTat oi)tw<; xaXoGoi
greca e detto aToXdpx»K (n. 499). to<k diriuaoOv ifrou^vous (Jt6Xou voutikoO, kSv \xi\
(1) N. 31, 32. Cf. Henzen nel Bull., 1850, p. 126 e Tpinpcu; rtaiv at vfc<;. Galeno, vol. V, p. 897, ed. Kuhn.
segg. (11) Ecco tutti numeri corrispondenti aUe epigrafi,
(2) N. 519. nelle quali sono menzionati trierarchi:
(3) Le Bas et Waddington, Voy. archdol., t. Ill, Classis Misenensis, n. 7, 23, 34, 39-46, 90, 249. —
n. 504. CI. Ravennas, 372-375. — CI. Pontica, 498. — CI.
(4) Boeckh, Urk. fiber den Att. Seew., p. 120. Syriaca, 501. — CI. Britannica, 507-509. — CI. Li-
(5) N. 44. byca % 520. — CI. Germanic a, 524, 528, 529. - CI.
(6) N. 501. Pannonica, 536-5S8. — CI. incerta, 547-553.
(7) Hist., II, 16. Cf. riscrizione n. 7. La sigla tb si usa per indicare il trierarchus.
(8) Hist., II, 9. Trovasi anche la forma triarchus (547, 552).
(9) Nero, 34. (12) N. 375.
(10) Tpuipdpxcu; jui^v div6|ma£ov ol itoXmol to0^ fipxov-
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— 35 —
sono detti tr(ierarchi) Aug(usti)(l), appartengono evidentemente ad una delle ar-
mate d' Italia, e la ragione di questa denominazione sara riferita dove parleremo
particolarmente di esse annate e delle loro relazioni con grimperatori. In un altro
documento sono ricordati i trierarchi; cioe in un diploma delF anno 52 , in cui , im-
perante Claudio, si concessero la cittadinanza ed i privilegii dei veterani trierarchi*
et remigibus qui militaverunt in classe quae est Miseni . . . et sunt dimissi
honesta missioned). Si noti che qui il vocabolo remiges non ha piu il significato
ch'esso un tempo ebbe sotto la repubblica, e che deve intendersi percio nel senso lato
di militesj siccome diremo in appresso. Ne debbe destar meraviglia che la cittadi-
nanza sia stata concessa ai trierarchi insieme co' soldati solo dopo che gli uni e gli
altri vennero dimissi honesta missione. E d'uopo riportarci ai tempi del diploma,
nei quali il diritto di cittadinanza era ancora parcamente concesso , ne credere che,
per essere stato questo diritto dato genericamente trierarchis , tutti coloro, i quali
occupavano a quel tempo tale ufficio, ne fossero privi. Siccome poi ne' primi tempi
deirimpero liberti imperiali furono comandanti di armate, cosi troviamo in iscri-
zioni trierarco, senza dubbio neirarmata di Miseno, un liberto di Tiberio, due liberti
di Claudio o di Nerone, che hanno uguale ufficio in quella del Ponto e nella britannica,
ed in un'epigrafe d'incerta armata e notato un trierarco, pure liberto imperiale (3).
I navarchi sono ricordati da parecchie iscrizioni. In una si trova la menzione del-
l'armata pretoria misenense (4) ; in un'altra questa menzione e poco certa (5) . Una terza
iscrizione appartiene ad un navareho arehigyberni (§) . Nella epigrafe gia ricor-
data di Caio Sulgio Ceciliano, comandante del deposito (praepositus reliquationi)
deir armata di Miseno , scorgesi che questi da navarco della stess'armata divenne
centurione nelle legioniC 7 ). A Caracalla fu dedicata un'iscrizione dai navarchi e trie-
rarchi classis praetor iae Misenensis (8) . Un Publio Petronio Afrodisio & detto ex
trierarc[ho] navarc[ho] et principe cl. pr. Raven. (9). Dal che appare come i na-
varchi won erano identici co' trierarchi, anzi gerarchicamente li precedevano, e
come agli uni ed agli altri antecedevano i principes. A cio si aggiunga ancora il
passo di Ulpiano, in cui si dice che i navarchi ed i trierarchi hanno diritto di testare
secondo il modo privilegiato dei soldati : item navarchos et trierarchos classium
iure militari posse testari nulla dubitatio estW) . La preminenza poi dei principes
sui navarchi viene ancora dimostrata dal confronto tra Tiscrizione due volte citata
di Caio Sulgio Ceciliano, comandante del deposito deir armata misenense (U), il quale
da navarco passo nello esercito di terra in quality di centurione, con T iscrizione di
Tito Flavio Antonino , che fu primopilo ( grado piu alto nel centurionato ) nella le-
gione I adiutrice, dopo essere stato ex n(umero) princ(ipum) cl(assis) (12). E notisi
(1) N. 40, 549. chus nella seguente epigrafe: SALVIS DD • NN | PRO-
(2) N. 23. CONSS • MARI • • • | VINDICI • V • €f- VSI • • • | ARIVS
(3) N. 41, 498, 507, 553. RUSTICV • • • | P • ET NAV • SECVNDO « sur un pid-
(4) N. 37. a destal brise\ pr&s de la route qui conduit de Nabel
(5) N. 36. « a Nabel-Kedim (Neapolis). » Gu^rin, Voy, archtol.
(6) N. 38. dans la rigence de Tunis, t. II, p. 248.
(7) N. 31. (10) Fr. un., § 1 D., De bon.poss. ex test. (XXXVII,
(8) N. 34. * 13).
(9) N. 372. II Robiou (Revue arch., n. s., XXIV, (11) N. 31.
p. 151) crede sia nominato un praefectus et navar- (12) N. 35.
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che questa epigrafe non si pud assegnare ai tempi di Galba, sotto cui venne ordinata la
legione I adiutrice composta di classiarii (l). Questa epigrafe, l'iscrizione citata di
Petronio Afrodisio, un'altra, in cui forse sono menzionati due volte (2), e un frammento
di lapide del rauseo di Napoli( 3 ) sono i soli monumenti, che ricordano i principes
nelle annate : ma non si puo porre in dubbio ch'essi fossero superiori ai navarchi.
II vocabolo vauapxoq (o vaudpxns) poi era presso i Greci usato in doppio significato,
cioe di comandante di un'armataW e di capitano di una sola nave( 5 ). Presso i La-
tini nel primo senso lo adopera Cicerone ( 6 ) ; ma nel secondo significato lo troviamo
presso Vegezio. Questi, dopo aver accennato che le navi stanti nei porti della Cam-
pania ubbidivano al prefetto dell'annata misenense, e quelle stanti nei porti del mar
Ipnio (e deirAdriatico) al prefetto della ravennate, riportandosi senza dubbio ad un
ordinamento vigente a' suoi tempi (fine del quarto secolo) e che sembra non esistesse
antecedentemente , afferma che ogni prefetto aveva a' suoi ordini dieci tribuni, cia-
scuno de' quali comandava una coorte; e soggiunge: Singulae autem liburnae
singulos nacarcJios, id est quasi navicularios, habebant , qui exceptis ceteris
nautarum officiis gubernatoribus atque remigibus et militibus exercendis coti-
dianam curarn et iugem exhibebant industriamO). Ed in altro luogo: in na-
varchis diligentia, in gubernatoribus peritia, in remigibus virtus eligitur (8).
Da questi passi adunque si vede che al tempo di Vegezio naoarchi si dicevano i ca-
pitani di navi, mentre prima si designavano co' nomi di trierarchi o di navarchi.
Nelle epigrafi dei soldati di mare sovente, siccome vedemmo, e indicata la nave, a
cui essi appartennero; talora quest' indicazione e espressa nel seguente modo: miles
centuriae hexeris } o quadrieris 9 o trieris } o liburnae col nome della nave (9), op-
pure miles centuriae (segue il nome del centurione) (10) ; ed abbiamoancheun marmo
appartenente ad un C. Caecilio Volenti centuriae Valerii Rufi trieris Ne-
ptuni (11). Di centurioni dell'armata poi si hanno piu esempii, alcuni con o senza la
semplice indicazione dell'armata (12), altri, ma piu raramente, col nome della nave (13).
Tacito narra che all'uccisione di Agrippina presero parte il trierarchus Herculeius
ed il centurio classiarius Obaritus (I 4 ), ed altrove fa menzione di un VolusiusPro-
culus navarchus (15); donde si ricava che a que' tempi eranvi navarchi, trierarchi
(1) Garrucci, CI. pr. Mis. mon., p. 36, n. 32.
(2 N. 335.
(3) N. 58.
(4) Polibio, I, 53, 54; V, 43, 59, ecc. Cf. Wadding-
ton, III, n. 504.
(5) Polibio, I, 21.
(6) In Verr., II, v, 24.
(7) Ep. rei mil., IV, 32.
(8) Ibid. % 43.
(9) N. 135, 149, 164, 165, 166, 228, 253, 269, 272,
336, 352. In due epigrafi dedicate dai vigili e dai sol-
dati dell'armata misenense, stanziati a Roma, si trovano
i nomi dei vigili divisi in coorti e in centurie, designate
dai nomi dei tribuni e dei centurioni, e quelli dei
classiarii divisi in centurie, indicate dai nome della
nave (n. 10, 11).
(10) N. 158, 162, 196, 251, 270, 309, 318, 330, 337,
338, 443. Cf. n. 220.
. (11) N. 567. — La centuria (od il centurione) si in-
dica con le solite note: >, O, e anche con cbnt. o
distesamente CENTURIA.
Non abbiamo mai esempii di soldati trieris centu-
riae col nome del centurione in vece di quello della
nave. Quindi non credetti dover ammettere tra le clas-
siarie l'epigrafe palermitana, presso Garrucci, CLpr.
Mis., n. 224, sull'autenticita della quale, od almeno
sulla sua corretta lezione, mi sembra poaaa sorgere
qualche dubbio.
(12) CI. Misen., n. 47, 49-52, 56 a, 295 (veteranus
ex centurionibus). — CI. i?at?., n. 368, 377-379.
(13) CI. Mis. % n. 48, 53-55. — CI. Rav., n. 376.
(14) Ann,, XIV, 8.
(15) Ibid., XV, 51. Le antiche edizioni leggevano chi-
liarchuSy donde si voile argomentare l'esistenza di
tale ufficio nell'armata, che per6 non e provata da
altri testi (Garrucci, CI. pr. Mis., p. 10).
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- 37 -
e centuriones classiarii, e che questi ultimi erano ben distinti dai primi e dai se-
condi. Forse tale distinzione sara durata anche in appresso; ma i monumenti non
sono sufficient ed abbastanza eloquenti per farci abbracciare con sicurezza questa od
un'opposta opinione.
Nonpertanto Tosservare che in iscrizioni di tempi , certamente posteriori al primo
secolo, la centuria corrisponde esattamente ad una nave puo far nascere qualche dubbio
neiramraettere su una nave due comandanti, Tuno col titolo di trierarco e l'altro con
quello di centurione. Un'epigrafe poi, benche mutila, ci puo dare qualche barlume
su questo argomento. Essa e quella riportata al n. 33, di cui il Mommsen(l) e l'Hen-
zen (2) proposero pressoche nel medesimo tempo restituzioni differenti , sebbene non
sostanzialmente contrarie. Mancano le prime linee dell'epigrafe, nondimeno si vede
ch'essa era stata posta in onore di Marco Aurelio e di Lucio Vero, dopo i cui nomi il
Mommsen leggerebbe : centuriones trier arehi nav ARCHI . CLASSIS • PRAETOR .
MISEN | devoti n(uminibus) m(aiestatibus)q{ue) e(orum) quod ad binos eeNTV-
RIONATVS . QVIBVS . DIVVS . PlVS\navesclassispraet. Misen. ornAVERAT .
ADIECTO . TERTIO . ORDINE | optimum princiPEM AEQVAVERINT. E sog-
giunge: Quae supplevi, ineerta quidem sunt, sed fortasse non improbabilia;
aceipio de principibus classis turn insiitutis vel eerte centurionum prioilegiis
munitiSj ut deinceps in singulis naoibus sioe centuriis terni essent centuriones,
trierarchus navarchus princeps. L'Henzen poi di essa lapide scrive: « Le note
« genealogiche sul principio della lapide, disgraziatamente rotta, in un col plurale
« del vefbo aequaverint, ovvio in fine di essa, la mostrano appartenere a M. Au-
< relio e L. Vero Augusti, a' quali fu eretta da certi ufficiali della flotta misenate,
« inferiori nel loro grado a' centurioni ; giacche rileviamo dai probabile supplemento
« de' vv. 3 e 4, aver loro Antonino Pio accordato gli ornamenti del centurionato.
« Ora vediamo nelle lapidi militari, che i navarchi classici per promozione saliscono
« al centurionato (cf. la lapide di C. Sulgio Ceciliano), ne puo esservi dubbio che non
« abbia da supplirsi qui la voce nav ARCHI (3) , alia quale , vista la lunghezza mag-
« giore che appare ne' vv. seguenti, sono inclinato a far precedere la parola trie-
€ rarchi. Che ad essi si conferissero non la stessa dignity del centurionato, ma i soli
« di lui ornamenti, lo rende probabile non solamente il costume generale de' Romani,
« osservato pero non tanto nelle cose militari , quanto negli onori civili ( giusta il
< quale uno soleva onorarsi degli ornamenti d'un grado superiore, senza esserne real-
« mente rivestito), ma eziandio qui specialmente la parola QVIBVS, relativa in ogni
« modo ad un plurale precedente, che ben s'aggiunge eAYipsos honorAVERAT della
« penultima riga. Mostra quindi il verbo finale AEQVAVERINT, contenere le ultijne
< tre righe la ragione che indusse quegli ufficiali ad ereggere siffatto monumento ; il
« perche comincieremo con un quod la linea 3. - — La sillaba PEM contiene Tobbietto
« dipendente dai verbo aequaoerint, e spontaneamente si supplisce con la parola
« princiPEM. Le parole ADIECTO . TERTIO . ORDINE infine fanno credere che
(1) J. R, N., n. 2653. siccome congettura, dai Garrucci, CI. pr. Mis. mon. y
(2) Bull. dell'Inst., 1851, p. 174 e segg. Egli man- p. 16, n. 3.
tenne nei supplement alTOrelli, III, n. 6874, la sua (3) Noter6 che il Guarini, primo editore di questa
restituzione, che e pressoche uguale a quella esposta, epigrafe, leggeva: v ARCHI {Comtn. IX, ed. 2 a , p. 33).
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— 38 -
< nel v. 3 leggessesi una volta ornamentis, oppure ad ornamenta, dimodoche tutta
« l'iscrizione, con ommissionede' conosciuti nomi degli imperatori, pressoch6 in questa
« guisa possa restituirsi : trierarehi . et . navARCHL . CLASSIS . PRAETOR .
« MISEN | quod . ad . ornam . ceNTVRIONATVS . QVIBVS . DIVVS . PIVS I
« ipsos . /wnorAVERAT . ADIECTO . TERTIO . ORDINE | optimum . prin-
< e/PEM . AEQVAVERINT. > II chiaro epigrafista poi accetta la spiegazione del
sig. Giorgi'che il tertius ordo sia quello dei decurioni municipali (il primo ordo
sarebbe quello dei senatori, il secondo quello degli equiti) , ricordando come Otta-
viano, dopo la sconfitta di Sesto Pompeo, promise a' suoi centurioni di ascriverli
fra i decurioni dei rispettivi loro municipii (1). < E vero > soggiunge « che all'epoca
« degli Antonini i decurioni de' municipii erano in uno stato ben diverso da quello
< de' tempi augustei ; ma checch& ne fosse loro condizione d'allora, e' pare che sempre
« Timperatore doveva avere il potere di dare il diritto, ossia il censo dell'ordine
« decurionale a chi gli piaceva, sebbene dipendesse dallo stesso ordine, oppure da'ma-
« gistrati censorii municipali di rendere attivo siffatto diritto facultativo per l'ele-
< zione, o coattazione della persona onoratane. »
Ho voluto esporre le due restituzioni per mostrare come essenzialmente i loro
autori vanno quasi d'accordo circa un punto d'importanza: cio& che Antonino Pio
pareggio ai centurioni i navarchi e i trierarehi dell'armata misenense (Mommsen),
ovvero confer! a loro gli ornamenti del centurionato (Henzen). Discordano poi sulla
spiegazione deWadiecto iertio ordine , in cui il primo vede Tistituzione dei prineipes
classis per opera di Marco Aurelio e di Lucio Vero, il secondo pensa che questi impe-
ratori agli ornamenti del centurionato abbiano aggiunto per i navarchi e i trierarehi
il grado di decurione. L'argomento e troppo congetturale, perche si possa seguire
questa o quella opinione con sicurezza, benche piu mi sorrida Tinterpretazione hen-
zeniana (2). Che i navarchi ed i trierarehi poi abbiano ottenuto da Antonino Pio il
grado o solo gli ornamenti del centurionato e cosa di minor conto : basta sapere che
dalFiscrizione si puo dedurre con probability che essi ebbero questo titolo. Quindi
non mi sembra improbabile che ne J centurioni menzionati dalle epigrafi si debbano
vedere navarchi o trierarehi con tal grado o con gli ornamenti di questo grado. Che
Antonino Pio abbia concesso il titolo di centurione a tutti i navarchi e trierarehi,
o che anche in appresso ve ne fossero senza tal titolo, e cosa che, a parer mio, non
puo sapersi: come pure s'ignora se prima di Antonino cio siasi gia praticato; e quindi
se nel centurio classiarius, mentovato da Tacito, si debba vedere un comandante
di centuria (o nave), e cosi parimente nel centurione Platorio, al quale spetta il di-
ploma dell'anno 71, in cui da Vespasiano si concessero la cittadinanza ed il connubio
veteranis qui militaoerunt in classe Ravennate (3).
II princeps poi 6 noto fra i centurioni legionarii; per la qual cosa nei prineipes
classis sembra sianvi da considerare navarchi assunti a tal grado, siccome ilPetronio
Afrodisio deH'iscrizione ravennate. E che la centuria indicasse la nave, e che in essa
[)) Dione Casaio, XLIX, 14. sideri che nell'armata misenense abbiamo Vordopro-
[2) Nondimeno anche l'interpretazione della frase retarum, costituito in forma collegiale.
adiecto tertio ordine, data dal Mommsen come di un (3) N. 368.
terzo ordine di ufficiali, non e improbabile, ove si con-
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— 39 —
fossero compresi non solo un drappello di soldati, comandati da un particolare centu-
rione, diverso dal capitano della nave, ma tutti i marinai, lo prova ancora unalapide
di un gubernator o piloto (ufficio strettamentemarinaresco), il quale si dice guber-
nato[ri] centur(iae) Ar[rif] (1).
Ritornando ai nacarchi ed ai trierarchi, altri potra credere che in ciascuna
nave si trovassero un navarco ed un trierarco, Tuno comandante in primo, l'altro
in secondo. Ma io amo meglio supporre che, siccome nella marineria militare
moderna abbiamo comandanti di nave con grado diverso secondo la diversita delle
navi, cosi presso i Romani siavi stata differenza tra i capitani delle varie navi.
I trierarchi avranno comandato solo alle triremi ed alle liburne (le lapidi e gli scrit-
tori per ora non contraddicono a tale ipotesi), i naoarchi avranno avuto il comando
di navi maggiori, quadriremi, quinqueremi, hexeres. Gli uni e gli altri poi avranno
ottenuto o particolarmente o tutti insieme il grado, ovvero solo gli ornamenti del
centurionato ; quindi i centuriones classiarii saranno stati divisi in due classi:
navarchi e trierarchi; ed alcuni saranno pure stati designati col nome di prin-
eipes. La denominazione di trierarchi sar& scomparsa col tempo: quindi Vegezio
chiama navarchus il capitano di una singola liburna, o legno da guerra in genere.
Se poi il vocabolo navarchus e stato da questo scrittore usato in senso strettamente
tecnico per i suoi tempi, non sappiamo, mancandoci il confronto con altri documenti
sincroni. Io enuncio queste idee come semplici ipotesi, che sarei il primo ad abbando-
nare se nuove scoperte epigrafiche ne dimostrassero la insussistenza.
Un'iscrizione appartiene ad un Aurelio Candido navarcho archigyberni chas-
sis) pr{aetoriae) Misen(ensis) (2). Fu letta male e peggio interpretata dal Mura-
tori (3); ma il D' Orville (4) rettamente vi trovo indicate Y archigubernus. Per6 di
questa carica si diede una doppia interpretazione; giacche alcuni, considerando la
parola archigyberni come genitivo di archigybernus, pensarono ad un ufficio di-
stinto da quello del naoarchus e certamente ad esso superiore, imperocche si sarebbe
trattato di un navarchus, capitano della nave dell' archigubernus , questi avrebbe
avuto piu navi a' suoi ordini , e sarebbe stato comandante di una divisione dell'ar-
mata(5). Si vide anche nella forma archigyberni un dativo alia greca da archigy-
bernes (6), uguale percio air<ipxiKup€pvrjTrrc, il quale presso i Greci era un ufficiale su-
periore, capo dei piloti ( 7 ). In questo caso tale voce nella detta epigrafe si riferirebbe
a navarcho, e si avrebbe cosi navarchus archigybernes. L'&pxiKupepviynis de' Greci
comandava anche talora una divisione deirarmata(8); ed e probabile che il navar-
chus archigybernes de' Romani fosse parimente un capo od ispettore dei piloti (gu-
bernatores) dell'armata ( 9 ).
(1) N. 58. (7) Strabone, XV, n, 4, ed. Didot; Plutarco, Alex.,
(2) N. 38. 66. Cf. Arriano, Anab., VI, 1.
(3) Thes. inscr. % p. 796, 8. Cf. Gori, Symbol, lilt., (8) TTXciot(o<; 6 K$o<;, dpxiKU0€pvTjTn<; . . . toO ouh-
I, 79. iravTO{ 0t6\ou, comand6 con Egesippo da Alicarnasso
(4) Animadv. in Charit. Aphrod. y Amstelodami, il como destro dell'armata di Demetrio Poliorcete nella
1750, p. 600. battaglia contro l*armata di Tolemeo Sotere, combat-*
(5) Garrucci, CI. pr. Mis., p. 13. Cf. Marquardt, tuta presso Cipro (Diodoro Siculo, XX, 50).
Rom. Staatsverw., vol. II, p. 496. (9) La Berge, art. archigubernus, in Da rem berg et
(6) Mommsen, J. R. N., n. 2664. Saglio, Diet, des ant. grecques et romaines.
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Un Seius Saturninus archigubernus ex classe Britannica e ricordato dal
giureconsulto Giavoleno per aver istituito erede fiduciario Valerio Massimo trie-
rarco della stess'armata 0). Ad un arch(igubernus) piuttosto che ad un arch(ite-
ctus) deirarmata il Momrasen assegno una lapide rotta trovata a Baia(2). Carlo
Promis, al contrario, la voile considerare siccome appartenente a Marco Vitruvio
Pollione, architetto ed autore del celebre trattato di architettura (3), e con lui mi as-
socio nel dubitare che quest'epigrafe appartenga alle classiarie.
Esposte queste notizie intorno ai comandanti delle armate e delle navi, corrispon-
denti agli uffiziali generali e superiori della moderna marineria da guerra, veniamo
a discorrere di quegli ufficiali secondarii, di cui abbiamo memoria nelle armate
romane , e degli uomini costituenti cio, che con vocabolo odierno poco corretto
si direbbe la bassaforza. Sotto la repubblica, almeno dalla seconda guerra punica
al principio del settimo secolo, abbiamo trovato le ciurme composte di remiganti
(remiges) e di marinai nel senso stretto del vocabolo (nautae) , gli uni e gli
altri designati col nome di socii navales; ed abbiamo osservato che sulle navi eranvi
anche soldati (classici milites , lm$aja\) , coi quali sia ne' combattimenti , sia negli
sbarchi, sia negli assedii si unirono talora i socii navales. NeU'eta dell'impero non
troviamo piu usato il vocabolo socius navalisW; e fin dai primi tempi di essa ci
si presenta la parola remiges, che comprende talvolta non solo i remiganti e i ma-
rinai, ma gli stessi soldati di mare ; anzi tra questi e quelli non vi e piu alcuna diffe-
renza. Nell' iscrizione ancirana, contenente Y indice delle geste di Augusto , e detto
che in una grande naumachia combatterono circa tremila uomini oltre ai remiges,
col quale nome sono evidentemente designati senza distinzione gli uomini delle ciurme;
e nel testo greco dell' iscrizione abbiamo la parola corrispondente a remiges, cioe
£p€Tcu(5). Dal diploma di Claudio, gia menzionato, si vede concessa la cittadinanza
trierarchis et remigibus qui militaveruntfi); e il diploma appartiene ad un gre-
galis, cioe ad un miles. Di Claudio Apollinare afferma Tacito essere stato prefetto
deirarmata di Miseno: praeerat classi Claudius ApollinarisV). Piu sotto: praee-
rat, ut supra memoravimus, . . . Apollinaris remigibus (8) . E Clodio Quirinale,
che lo stesso storico dice praefectus remigum, qui Ravennae haberentur^), e in
una lapide appellato praefectus classis (1°). Donde si scorge come non e necessario di
(1) Fr. 46 D., Ad S. C. Trebell. (XXXVI, 1).
(2) J. R. N. % n. 2665.
(3) Gli architetli e V architettura presso i Romani,
nelle Mem. della R. Ace. delle science di Torino ,
serie II, t. XXVII, 1873, Science mor. stor. e filol.,
p. 141 ; Vocaboli latini di architettura posteriori a
Vitruvio, oppure a lui sconosciuti, ibid., t. XXVIII,
1876, p. 235. Ecco l'epigrafe con la restituzione del
Promis : m. bitrvvio | m. f. pollioxi. arch | caius
iuli\Q. CLASSIC | us amiG[o]B. M.
(4) Non e prova contraria Taverla usata sovente Li-
vio, sotto Augusto, discorrendo di fatti anterior!, at-
tinti a fonti piu antiche.
(5) a Navalis proeli spectaculum popufo [dedi tr]ans
u Tiberim , in quo loco nunc nemus est Caesarum,
« cava[to solo in] longitudinem inille et octingentos
« pedes, in latitudine[m mille et] ducentfo^]. In quo
« triginta rostratae naves triremes [et &i><?m]es, plu-
c ris autem minores inter se conflixerunt. [In quibus
o c]las8ibus pugnayerunt praeter remiges millia ho-
•.' [minum tr]\& circiter .» E nella versione greca: i]v
t[o0tuj] Tip oto[X]iu ^[tJwviaavTO Kui tCjv ip[€]Tu)v
[ireptiroju fivop€<; T[pi]a[xl([Xio]i. Mon. Ancyr., c. 23,
in C. I. L., Ill, p. 780, 794.
(6} N. 23.
(7) Hist., Ill, 57.
(8) Ibid., 76.
(9) Ann., XIII, 30.
(10) N. 359.
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— 41 —
supporre per Tarmata un nuovo ufficio, quello cio& del praefectus remigumW, che e
evidente non essere altro cheil praefectus elassis. Svetonio, discorrendode'classiarii,
che Nerone aveva compreso nella milizia terrestre, li chiama classiarios quos Nero
ex remigibus iustos militesfecerat (2) ; e, accennando al medesimo fatto, Plutarco (3)
adopera la parola iplmu Che remiges e nautae poi fossero soldati, espressamente
lo dichiara Ulpiano : in elassibus omnes remiges et nautae milites sunt(*). Daci6
si pud affermare che il vocabolo remiges , bench6 siasi ancora adoperato nel signifi-
cato proprio di remiganti ( 5 ), tuttavia, per essere i remiganti considerati come soldati,
si e in senso piu largo usato per definire tutti gli uomini di mare. Dalle liburnae,
nome comune nei tempi piu recenti deir impero a tutti i legni da guerra , abbiamo i
milites liburnariifi); e dai musculi, specie di navi pure usate in quei tempi C 7 ), si
denominarono i milites musculariiify. TTXripuiyaTa dissero i Greci tutti coloro, che
servivano sulle navi da guerra; e alia parola pleromarii di un'epigrafe ostiense
Ennio Quirino Visconti voile dare uguale significato (9). Pero nei pleromarii di
quest'iscrizione sono da vedere i marinai delle navi da trasporto (pleromata), come
nei lenuncularii della medesima epigrafe sono designati i marinai di navi di altra
specie, dette lenunculi; ne vi e alcuna contrapposizione fra la prima e la seconda
parola, siccome penso Tarcheologo romano. Egli segui il Vossio nell'interpretare la
glossa di Esichio: TTXripuijua, f| vaOs TpaTiKfi, correggendo in aTparriYiKfi Tultima parola
guasta, mentre si deve mutare in cpopnicfi; perci6, secondo il lessicografo greco, il
TrXfauujua sarebbe stato una nave da trasporto (navis oneraria) (10).
Essendo tutti gli uomini delle ciurme considerati come militi, si puo asserire che
piu non si ponevano schiavi e prigionieri di guerra sulle navi romane al tempo del-
Timpero: giacche ci e noto come dal servizio militare andavano esclusi gli schiavi, i
quali vennero armati rarissimamente e solo in istraordinarie occasioni (H). L'usanza
seguita nel medio evo, ed anche dopo, d'imbarcare per il remeggio condannati a gravi
pene non praticavasi dai Romani; poiche presso di essi quelli, che per sentenza crimi-
nale divenivano sermpoenae^ erano sottoposti a lavori forzati nelleminiere (in metal-
lum) 9 od a lavori analoghi (in opus metalli), oppure nei ludi venatorii (in ludum
venatorium). L'essere poi i componenti delle armate tutti milites ci spiega perch6 un
piloto in un'epigrafe sia detto miles gyber(nes) o gyber(nator) (12), e perche tutti co-
ll) Scheffer, Be mil. nav. vet., Ubsaliae, 1654,
p. 290; Bronzi di Ercolano, t. I, p. xxvi.
(2) Galba, 12.
(3) Galba, 15.
(4) Fr. un., § 1 D., De bon. poss. ex test. (XXXVII,
13).
(5) Vegezio nel passo riportato a pag. 36 pari a
dei navarchi a qui exceptis ceteris nautarum officii a
« gubematoribus atque remigibus et militibus etc. »
E trattando dei combattimenti marittimi (IV, 43):
« in remigibus virtus eligitur propterea, quia navalis
a pugna tranquillo committitur mari liburnarumque
a moles non ventorum flatibus sed remorum pulsu
(t adversarios percutit rostris eorumque rursum impe-
« tus vitat, in quo opere lacerti rem i gum et ars clavum
« regentis magistri victoriam praestat. » Cf. Tacito,
Ferrero.
Hist., IV, 16: a pars remignm . . . officia nautarum
c propugnatorumque impediebant », ove manifesta e
la distinzione tra i remiges, i nautae e i propugna-
tores, col qual ultimo pome talvolta s'indicarono anche
i classici milites.
(6) Not. dign., Occ, XXXIV, 26, 27, 37, 40, 41.
(7) S. Isidoro, Orig., XIX, 1.
(8) Not. dign., Occ, XLII, 16.
(9) Opere varie, vol. II , Milano, 1829, p. 56.
(10) Vedipag. 25; Forcellini, Lexic., v. pleromarius.
(11) Fr. 11 (Marciano) D., De re militari (XLIX,
16). Cf. Dione Cassio, LXVII, 13; S. Isidoro, Be Orig.,
IX, 3; Servio, Ad Aen., IX, 546.
(12) N. 64.
Cos! un naufylax e detto mil. cl. pr. Mis. nauf\y]l.
IILMinerv. (n. 70).
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— 42 —
loro, che sulle navi adempievano ad ufficii di vario genere, indichino gli anni di ser-
vizio con la voce militamt. La medesima considerazione ci di ragione del non trovar
mai la voce remex nei titoli sepolcraJi, ma solo in un documento ufficiale, qual e il
diploma di Claudio. Al titolo piu nobile di milites avendo diritto remiges e nautae,
certamente seppero valersene essi e i pietosi congiunti ed amici, che in loro memoria
posero quei titoli sepolcrali, per lo piu male scritti e meschinamente lavorati, che
Tarcheologo ora pazientemente ricerca e studia ; e da cui puo scorgere quanto misera
era la condizione dei elassiarii e delle loro famiglie.
Come al tempo della repubblica uomini di umile condizione, specialmente libertini,
erano addetti al servizio navale, eppercio questo era meno pregiato del terrestre,
cos! durante Timpero i soldati di mare erano per lo piu peregrini, e la milizia marit-'
tima meno onorata della terrestre (*); e questa inferiorita dei elassiarii durava ancora
al tempo della Notitia dignitatumft).
Sebbene manchino prove dirette, e tuttavia lecito supporre che il sistema della co-
scrizione marittima fosse in vigore ne* tempi di cui discorriamo: ma probabilmente
volontarie iscrizioni avranno aumentato il numero de' elassiarii. Gli epitafii di essi
ne indicano sovente la patria, l'et& al tempo della morte e gli anni di servizio (3).
Con queste notizie io ho composto due specchietti: Tuno della patria de* elassiarii,
Taltro delTeta, in cui i elassiarii, menzionati nelle epigrafi da me studiate, principia-
rono a militare. Per il primo ho diviso le iscrizioni secondo le armate. Per i numeri
delle iscrizioni, nelle quali non compare il nome dell'armata di Miseno o di quella di
Ravenna, ma che all'una o all'altra si debbono attribuire a cagione del luogo del ri-
trovamento, ho seguito il sistema gia usato nell'elenco dei nomi delle navi, segnando
cioe questi numeri con asterisco, e cio per amor di esattezza, che altri dirk forse so-
verchia ed inutile. Ma la distribuzione delle regioni, che furono patria de' elassiarii,
secondo le armate ha non lieve importanza per il nostro argomento, in quanto che ci
fa tosto vedere come tali militi non si levavano in provincie determinate per questa o
per quelFarmata, ma una medesima regione forniva uomini ad armate diverse.
CLASSIS MISENENSIS
Aegyptus
Aegt/ptius, 82*, 93*, 100*, 112*, 134*, 151*, 170*, 173*,
174, 221, 228*, 229, 237*, 248*, 250, 261, 280,
284, 287, 310, 336*.
(1) Honoratior militia chiama Tacito (Hist., I, 87)
la milizia di terra in confront*) della marittima. Of.
Svetonio, Galba, 12.
In un'iscrizione poetica un classiario, che appare
cittadino romano , dichiara di essere nato in estrema
poverta : natus sum summa in pauperie (n. 576).
(2) Vedi Backing, Not. dign., Occ, p. 993* e segg.
(3) La patria, secondo le regole comuni nella latin a
epigrafia , d indicata o col solo aggettivo etnico , o
con questo, preceduto da natione , per es. : Panno-
nius o natione Pannonius ; in una iscrizione (n. 106)
fuit natione Bessus. Qualche volta e aggiunta la citta
come I talus domo No la (n. 85), oppure Delmata ca-
stri Planae (n. 393), ovvero Bithynus civitate Prw
siade (n. 433). Abbiamo esempii di vernae^ ossia in-
digeni della regione, in cui era stanziata l'armata,
cioe per quella di Miseno un milite natione verna
Misenas (n. 81), un altro verna Ostensis (n. 331), ed
un terzo che e detto natione verna , senz'altra ag-
giunta (n. 321) ; per quella di Ravenna due elassia-
rii parimente natione verna (n. 392, 406).
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— 43 —
Alexandria™, 120*, 152*, 158, 175*, 178*, 179, 205*,
226, 281*, 288*, 334.
Africa Afer, 63*, 180*, 224*, 306, 311 *, 350.
Arabia v. Syria.
Asia Asiaticus, 143 (?), 316 (?).
Bithynia Bithynus, 242, 254 *.
Nicaensis, 102*, 117, 125.
Cappadocia .... Cappadox, 150.
Cilicia Cilix, 53a*, 69*, 74*, 115*, 165, 198*, 227, 265, 274,
291, 325*, 346*, 356*.
Corsica Corsus, 202*.
Corsus Vinacenus, 25.
Cyprus Cyprius, 154.
Dalmatia Dalmata, 86, 185*, 212*, 215, 260, 286.
Germania Germanus, 243*.
Graecia Graecus, 183*, 188, 262% 278*(?), 319, 330, 347.
At(ticusf), 73*.
Italia Italieus, 109*.
Italicus domo Miseno, 28.
Formianus, 48.
Misenas, 81* (verna, 321*).
Italus domo Nola, 85.
Ostensis, 331 *.
Libya Libycus, 317.
Cyrenensis, 239.
Pannonia Pannonius, 210*, 217, 268*, 307&**, 315, 353*.
Pannonius domo Flavia Sirmio, 55*.
Pontus Ponticus, 76, 95*, 116, 153, 231*, 345.
Sardinia Sardus, 114a*, 124*, 181, 201, 267, 279*, 296*, 305*,
312, 314, 323.
Fifensis ex Sardinia, 26.
Syria Syrus, 58b*, 103*, 110, 121, 234*, 326*, 329.
Syrus natione Arabas, 187.
Surus Garasenus, 24.
Seleuciensis, 123.
Thracia Bessus, 23, 53 b*, 54*, 56, 106, 159, 177*, 190, 195*,
196*, 208, 211*, 219*, 251, 270, 290*, 295, 302*,
320, 328, 332, 337, 338, 340, 341 *, 344, 349.
Agradie(n)sis, 2231 1 ).
(I) Abbiamo Agraei nelFEtolia e nell'Arabia, Agriani nella Tracia.
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CLASSIS RAVENNAS
Aegyptus Aegyptius, 404*, 431, 461, 486* 493.
Alexandrinus, 423*.
Bithynia Bithynus, 448*.
Bithynus cioitate Prusiade, 433*.
Cilicia Cilix, 480 *.
Corsica Corsus, 463, 479*.
Dalmatia Dalmata, 375, 396*, 399*, 408*, 413*, 427*, 434*,
446*, 447*, 454, 456*, 459*, 469*, 471*, 488*.
Delmata castri Planae, 393 *.
Maezeius, 368.
Germania Germanus, 463*, 470*.
Graecia GraeeiiSy 441 *.
Actiaeus Nicopolitanus, 424*.
Italia Italus, 442* (verna, 392*, 406*).
Camunnus, 426 *.
Liburnia Liburnus Varoarinus, 407.
Libya. ....... Libycus, 400*, 416, 485*.
Pannonia Pannonius, 369, 376*, 419*, 425, 445, 449*, 467*.
Sardinia Sardus, 475, 481 *, 491 *.
Syria Syrus, 382, 402*, 412*, 421, 422, 438.
Aradeus, 430*.
Thracia Bessus, 384*, 414*, 440*, 452*, 468, 474.
Agra ... (v. pag. 43), 460 *.
CLASSIS ALEXANDRINA
Aegyptus Coptita, 494.
CLASSIS BRITANNICA
Pannonia Pannonius, 511.
Syria Surus . . . enus, 510.
CLASSIS GERMANICA
Aegyptus Alexandrinus, 530.
CLASSIS INCERTA
Aegyptus Alexandrinus, 563.
Africa Af er > 555, 575.
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— 45 —
Cilicia Cilix, 560.
Corsica Corsus, 578.
Opino ex Corsica, 581.
Dalmatia Dalmata, 569.
Ditto, 570.
Graecia Axo natione Graecus, 573.
Libya, Paraetonius, 556.
Sardinia Sardus, 577, 579.
Si consideri che i militi della marineria, de' quali abbiamo memoria nelle lapidi
note finora, non sono che una minima parte del numero grandissimo degli uomini,
che dagl'inizii dell'eta imperiale servirono successivamente nelle annate per ben tre
secoli, cio6 fino al tempo, verso cui generalmente cessano le epigrafi dei soldati.
Sarebbe quindi assurdo il voler trarre corollarii assoluti dairassenza di provincie
neli'elenco esposto ed affermare che in esse non si levavano soldati per la milizia na-
vale. Nonpertanto Tosservare che le regioni deH'occidente, vale a dire Spagna, Gallia,
Britannia, non s'incontrarono fin qui tra quelle, le quali furono patria dei classiarii,
chelaGermania e in due sole epigrafi indicata, che daquesti paesi poi si traevano molte
coorti ed ale ausiliarie induce a credere ch'essi fornissero alTarmata un numero di sol-
dati molto minore di quello de'paesi posti ad oriente dell'Italia. In questi ultimi le
milizie ausiliarie a piedi ed a cavallo sono piu scarse, onde sembra che da essi si traes-
sero piu specialmente uomini per la marineria. Osservisi eziandio che Tacito lascio
scritto Tarmata di Ravenna ai tempi di Vitellio (69 di C.) essere stata in gran parte
composta di indigeni della Pannonia e della Dalmazia (*), e che soldati dell'uno e del-
Taltro paese, e particolarmente del secondo, si trovano piuttosto frequentemente
in quest'armata. Infine mentre si levavano per le armate uomini in paesi marittimi
ed in isole, quali la Corsica e la Sardegna, pur se ne traevano da paesi non ba-
gnati dal mare, siccome dalla Pannonia, ed anche dai popoli alpini, siccome dal paese
dei Camunni, Todierna Valcamonica.
Con la differenza tra gli anni di eta al tempo della morte e quelli di servi-
zio (2) ho compilato il secondo specchietto, degli anni cioe, in cui i classiarii delle
nostre epigrafi principiarono a servire, segnando quanti esempii abbiamo per cia-
scuna et&.
Ad anni 14 principiarono a militare classiarii 1
> 15 > 3
» 16 » 4
> 17 > 10
(1) Hist., Ill, 12.
(2) La forma piu ovvia per la designazione degli
anni di eta e di servizio e la seguente: N. N. tnili-
tavit annos (o annis)..., vixit annos... Alcune volte
gli anni di milizia sono indicati dal numero degli sti-
pends senza gli anni di eta (n. 230, 323, 351 , 416,
422, 425, 453), o con essi accompagnati (n. 95, 110,
145, 313, 325, 341, 421, 468, 511). Notisi per un vote-
rano l'espressione : milit[av\t) in II LI Venere an-
nos XXVI, vixit annos L1III (n. 247).
Gli ufficiali superiori indicano piu raramente questi
particolari. Ne abbiamo alcuni esempii per trierarchi
e per centurioni (n. 52, 53, 55, 56a, 375, 379).
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Ad anni 18 principiarono a militare classiarii 19
» 24
» 48
28
> 18
19 '
7
11
3
7
3
2
5
1
» 1
> 5
3
» 1
»
19
»
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»
21
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22
»
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>
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25
>
26
>
27
»
28
>
29
»
30
»
32
>
33
>
35
>
37
>
43
A diciassette anni principiava presso i Romani Yetk atta alle armi. La nostra
tavola mostra pure come dai diciassette ai ventitr6 anni si ha il maggior numero di
esempii di uomini entrati nel servizio navale. Piu rari sono gli esempii di classiarii,
che abbiano incominciato a servire prima dei diciassette anni, dai quattordici cioe ai
sedici: i due casi che abbiamo di giovani ascritti aU'armata a nove e a dieci anni,
Tuno da una lapide napolitana, Taltro da un'iscrizione ravennate, ora piu non esi-
stente (1), provengono, senza fallo, da errori dei lapicidi, come ebbero a riconoscere
gli editori di queste iscrizioni. Che vi fossero giovanetti sulle navi romane come i
nostri mozzi e cosa probabilissima; ma non 6 da credere che il loro servizio fosse
considerato come un vero servizio militare.
Maggiore che per gli altri soldati era la durata del servizio per quelli delTar-
mata: in fatti mentre i pretoriani militavano sedici anni (2), i soldati delle coorti ur-
bane (3) e delle legioni venti ( 4 ) e gli ausiliarii venticinque ( 5 ), i soldati delTarmata
dovevano servire dapprima ventisei e poscia ventott'anni. Ignorasi quando fu sta-
bilito questo aumento di due anni; ma si pud dai diplomi dedurre che al tempo di
Antonino Pio bastavano ancora ventisei anni (6), e che, un secolo dopo, ventotto
gia n'erano richiesti sotto i due Filippi e sotto Traiano Decio ( 7 ). I soldati talora
militavano oltre al tempo prescritto per il congedo: cio fu pretesto alia sollevazione
(1) N. 193, 375.
(2) Tacito, Ann., I, 17; Dione Cassio, LV, 23.
(3) Ulpiano ap. Modestino, fr. 8, § 9 D., Be excus.,
(XXVII, 1).
(4) Tacito, Awn., I, 78 ; Dione Cassio, I.e. ; fr. cit. D.;
c. 9 (Diocleziano e Massimiano) C. I., Quando prov.
(VII, 64); Suida, v. BeT€pav6^; diploma di Vespasiano
in C. I. L., Ill, priv. vet. , n. VI, p. 849.
(5) C. I. L„ III,prtt>. vet.,n. II, IX, XI, XII, XIV,
XVI, XVIII-XXVII,XXX, XXXIII, XXXIV,XXXIX,
XLIV, XLVI, LXI. Cf. n. LI.
(6) Vedi il diploma di Antonino Pio (del 145) al n.
27 di questa raccolta.
(7) Dipl. dei Filippi (del 247); dipl. di Traiano De-
cio (del 249) ai n. 28 e 371.
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47
delle legioni della Pannonia, allorche Tiberio successe ad Augusto neirimpero (l);
e molte iscrizioni ci mostrano soldati di varia milizia, i quali stettero sotto le armi
per un numero di anni maggiore del consueto. Per i classiarii ne abbiamo altresi
parecchi esempii, che riunisco nel seguente elenco :
ilitaron
o 27 anni
classiarii 2
>
28 >
> 5
»
29 >
6
»
30 »
> 1
»
32 »
2
»
35 »
1
Si avverta inoltre che ne' diplomi appartenenti a soldati delTarmata occorre tal-
volta la formola qui sena et vieena stipendia aut plura meruerunt (2) , mentre
in altri Yaut plura e omesso.
I soldati deirarmata, essendo levati per l'ordinario fra i peregrini, si trovavano
in condizione uguale a quelli delle coorti e delle ale ausiliarie, i quali venivano in
grande parte presi nelle nazioni soggette aU'impero romano, non godenti del diritto
di cittadinanza. Percio tra le milizie deirimpero, almeno ne* suoi tempi migliori, si
puo stabilire una duplice divisione, di quelle cioe composte soltanto di cittadini ro-
mani, come le legioni, le coorti pretorie ed urbane, e di quelle composte per lo
piii di peregrini, siccome le armate, le coorti e le ale ausiliarie, gli equites sin-
gular es } ossia soldati a cavallo scelti fra gli ausiliarii e destinati al presidio di
Roma, ecc.
Principio fondamentale della politica dei Cesari fu il largheggiar co' soldati, con-
cedendo loro diritti, privilegii, donativi. Per la qual cosa ai veterani aventi la cit-
tadinanza si soleva talora dagrimperatori conferire ii diritto di connubio con donne
trovantisi nella condizione diLatine o di peregrine. Quindi i figli, nati da tale unione,
venivano ad acquistare la romana cittadinanza e ad essere soggetti alia potest^ del
genitore; poiche e noto che, secondo il diritto romano, il figlio seguiva la condizione
materna. II diritto di connubio non si concedeva a questi soldati che dopo Yhonesta
missio, vale a dire dopo il congedo ottenuto per aver compiuti gli anni di servizio (3) ;
poichd tre erano le specie di congedo, Yhonesta missio, cioe, la causaria, per
infermita di animo o di corpo, e Y ignominiosa, per delitto commesso ( 4 ).
A* soldati poi non godenti del diritto di cittadinanza, come pure ai loro figli e
discendenti, si conferiva tale diritto, e nelio stesso tempo a quelli si concedeva il con-
(1) Tacito, Ann., I, 17. « sta, causaria, ignominiosa. Honesta est, quae tern-
(2) Diplomi di Vespasiano (an. 71) n. 24, 368, 369; « pore militiae impleto datur; causaria, quum quia vi-
di Domiziano (an. 86)*n. 494, (an. 92) n. 540. * tio animi vel corporis minus idoneus militiae re-
(3) Gaio, Inst., I, 57. Vedi nel C. I. X., Ill i di- « nuntiatur; ignominiosa causa est, quum quis pro-
plomi X, XLVII-XLIX, LI1, LIV, LVII, LXII, ap- « pter delictum sacramento solvitur. » Fr. 13 (Macro),
partenenti a soldati delle coorti pretorie ed urbane, e § 3 D., Be re militari (XLIX, 16). Vedi inoltre fr.
il commento del Mommsen, ibid., p. 905, e seg. 2 (Ulpiano), § 1 D., De his, qui not. inf. (Ill, 2).
(4) a Missionum generates causae sunt tres : hone-
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— 48 —
nubio con le donne, che avessero con loro al tempo delTottenuta cittadinanza, o, se
erano celibi, con quelle, con le quali fossero per congiungersi in appresso, ma con la
condizione che cio valesse solamente per una sola donna di ciascuno. Queste conces-
sion! di privilegii si facevano con leggi (1), che, incise in tavole di bronzo, erano fino
al regno di Domiziano afflsse nel Campidoglio presso il tempio della Fede del popolo
romano e nei luoghi a quest* edifizio circostanti. Sotto questo principe ed i suoi
successori tali tavole si esponevano dietro al tempio di Augusto, vicinoal Foro (2).
Richiedendosi per ogni concessione di privilegii ai soldati di uno o di piu corpi una
legge speciale, questi non venivano ad essere privilegii, a cui i veterani avessero di-
ritto, come, per esempio, accadeva per i Latini, i quali ipso iure divenivano cit-
tadini romani, se avevano militato nei vigili per sei anni, secondo le prescrizioni
della legge Visellia (anno 24), e poscia per tre, secondo le modificazioni di un senato-
consulto posteriore ( 3 ).
Una serie importante di monumenti epigrafici & quella dei cosi detti diplomi mili-
tari, un tempo impropriamente chiamati tavole di honesta missio. Questi diplomi
consistono in copie della legge di privilegio, le quali i soldati si facevano fare per
avere una prova, ritornando ne' loro paesi, dei diritti da essi e dai loro figli acqui-
stati. Quindi in tali copie, che dovevano servire ad individui particolari, si omette-
vano i nomi di coloro, che nello stesso tempo avevano ricevuto i medesimi privi-
legii. Si fatti diplomi consistono in due tavolette o laminette di bronzo di forma
rettangolare (della larghezza di circa m. 0,12 per m. 0,15 di lunghezza), unite
mediante due piccoli anelli di metallo, passanti entro due fori alle due estremita di
un lato di ciascuna tavoletta ; sicche esse venivano ad avere la forma di un dit-
tico. Nelle due faccie interne (e nel secolo terzo anche solo in una) scrivevasi la
copia della legge del privilegio: cio6 il nome e i titoli deirimperatore; i nomi delle
milizie, in favore delle quali la legge era stata promulgata ; la stanza di esse e il
nome del comandante (prefetto deU'armata, o tribuno degli equiti singolari, o pre-
side della provincia, in cui si trovavano milizie ausiliarie) ; le disposizioni concer-
nenti il privilegio ; la data ; il nome del soldato, che si era fatto incidere il diploma,
con le altre indicazioni, che lo riguardavano, del padre, del grado, del corpo e del
comandante di questo e della patria. Seguiva la formola: descriptum et reco-
gnitum ex tabula aenea (e poscia aerea) quaejixa est Romae, con Tindicazione
del luogo. Chiuse le tavolette, esse venivano assicurate mediante fili di rame o di
ferro, che passavano per due fori all' estremita della linea mediana di entrambe le la-
minette (4). In una poi delle faccie esterne era ripetuto in carattere piu piccolo la scrit-
tura interna, che dopo Traiano 6 sempre meno accurata dell'esterna, ed e talora cosi
degenerata da renderne difficilissima, e in certi punti impossibile, la lettura. Suiraltra
faccia esterna stavano scritti i nomi di sette testimonii (in un diploma di Nerone ed
in uno di Galba nove) ; ciascun nome veniva diviso dal filo di metallo congiungente
(1) Mommsen, Stadtrechte von Salpensa und Ma- 1845, p. 119-127. Cf. Ann., 1858, p. 202 e segg.
laca, in Abhandl. der kon sacks. Gesch. der Wiss., (3) Gaio, I, 32 b ; Ulpiano, III, 5.
Ill, p. 392; C. J. X., Ill, p. 902. (4) In alcuni diplomi mancano i fori, in cui erano
(2) Veggasi sui luoghi, dove stettero queste ta- gli anelli, e vi sono solo questi del filo metallico.
vole, il discorso del Mommsen nel Bull. deWInst.,
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— 49 -
le due tavolette; tra le due parti di ogni nome eravi un intervallo, nei quale il teste
imprimeva in cera, sul filo, il proprio sigillo. Nei diplomi anteriori alia seconda meta
deirimpero di Vespasiano i nomi dei testimonii sono per lo piu di persone amiche
e sovente conterranee del soldato, a cui spetta il documento, le quali enunciano
pure la loro patria. Nei diplomi posteriori i testimonii sembrano individui apparte-
nenti alia plebe urbana, e in parte libertini, che gli stessi incisori dei diplomi richie-
devano per tale servizio. II trovarsi ripetuti medesimi nomi di testi in diplomi diversi
fece congetturare al Borghesi (!) Tesistenza di un collegio di artefici, che incides-
sero le copie dei privilegii e provvedessero nello stesso tempo i testimonii; e Tepigra-
fista savignanese voile trovare questo collegio nei sodales aerari a puloinari di
un'iscrizione (2). Tale opinione pero non e condivisa dal Mommsen (3).
Questi estratti delle leggi di privilegio, composti con la forma richiesta per docu-
ment^ che dovevano avere un valore legale ( 4 ), e col numero di testimonii voluto dalla
legge, cio& di sette cittadini romani puberi (5),- servivano, come abbiamo detto, a
provare i diritti acquistati dal soldato e dalla sua famiglia. Quanto poi al contenuto
dei diplomi si puo stabilire ch'essi non erano gia tavole di honesta missio ; poiche
soltanto in tre di Galba (copie della medesima legge) Y honesta missio appare data
insieme con la cittadinanza e col connubio ai veterani della legione I adiutrice (6), ed
in uno di Vespasiano gli stessi diritti sono concessi ai veterani della legione II ('), la
quale ebbe il medesimo nome della precedente, e com'essa venne composta di soldati
dell'armata. I diplomi che abbiamo si dividono in due classi. L'una comprende quelli
appartenenti a soldati delle coorti urbane e pretorie; soldati, che gia godevano della
cittadinanza, ed a cui dopo il congedo si conferi dal principe il connubio con donne
non cittadine (8). L'altra classe di diplomi consiste in quelli spettanti a soldati di con-
dizione peregrina, a cui si concessero la cioitas ed il connubium. Senonche mentre
ai primi il connubio e dato dopo V honesta missio , per i secondi, fino a Traiano, la
cioitas ed il connubium sono concessi non solo oeteranis o iis qui militaoerunt . . .
et sunt dimissi honesta missione, ma altresi its qui militant, compiuti pero gli
anni, che per il servizio erano necessarii, senza essere stati congedati. Nei tempi
posteriori la concessione di questi diritti 6 sempre in favore di soldati, che ricevet-
tero Y honesta missio.
II numero dei diplomi militari fu raddoppiato per fortunate scoperte dopo il 1835,
nelqual anno Clemente Cardinali pubblicava la sua opera intitolata Diplomi impe-
riali di congedo accordati ai militari, in cui raccolse e dottamente illustr6 trenta
di tali monumenti. Ben sessantatre ora se ne conoscono, alcuni intieri, e di altri si
hanno solo frammenti. 1/ ultimo, il quale li riuni, ne diede esattissima edizione e
(1) (Euvr., t, IV, p. 329. a interior servet. » Paolo, Sent., V, xxv, 6. Cf. Sve-
(2) Orelli, n. 4061. tonio, Nero, 17.
(3) C. /. Z., Ill, p. 917. (5) Gaio, I, 29.
(4) Ai tempi di Nerone t amplissimus ordo decre- (6) C. I. L., Ill, priv. IV, V, p. 847, 848; Eph.
« vit... tabulas.... adhibitis testibus ita signari, ut in ep\gr %% II, priv. LIX, p. 454456.
« summa margin is ad mediam partem perforatae tri- (7) C. I. L., Ill, priv. VI, p. 849.
« plici lino costringantur, atque impositae supra linum (8) Vedi pag. 47.
« cerae signa imprimantur, ut exteriori scripturae fidem
Fkrrero 7
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— 50 —
disputo intorno ad essi ed alle important! notizie, che se ne possono ricavare, fu
Teodoro Mommsen nel volume terzo del Corpus inscriptionum Latinarutn (1), in
cui aduno cinquantotto diplomi, ai quali ne aggiunse altri quattro, da pochissimo tempo
venuti alia luce, nella Ephemeris epigraphiea (2), supplemento perpetuo alia rac-
colta delle latine iscrizioni. Nel corrente anno (1878) si scopriva presso Monteu da
Po (provincia di Torino), nel sito deirantica Industria, un diploma, il primo che sia
stato diseppellito in queste regioni subalpine , il quale ora si trova in Torino nel me-
dagliere del re. II ch. Vincenzo Promis ne dava comunicazione airAccademia delle
scienze di Torino ; ma , per essere le pagine si fattamente tra loro aderenti , ripie-
gate e contorte, non si pote ancora aprire e conoscerne il contenuto. La pagina visi-
bile e quella co' nomi dei testi , i quali tutti per la prima volta si leggono in questo
diploma, e mancano delPindicazione della patria; onde il nuovo diploma 6 da credersi
di tempo posteriore a Vespasiano. Militi originarii del Piemonte compaiono piu volte
nei latercoli dei soldati delle coorti urbane e delle pretorie ; percio, se il diploma appar-
tenne ad un soldato morto in patria, e probabile che questi abbia servito nelle une o
nelle altre. Attendesi poi tuttora la silloge dei diplomi militari promessa da Leone
Renier, opera che, siccome le altre dell'insigne epigrafista francese, riuscira profitte-
volissima agli studiosi della romana archeologia.
Dei diplomi ora noti quindici riguardano soldati delle armate. II piu antico di
questi, che e primo pure cronologicamente nella serie generale dei diplomi, spetta al
regno di Claudio (52); il piu recente a quello di Traiano Decio (249). Sei apparten-
'gono all'armata misenense, quattro alia ravennate, tre alia mesica, uno all'alessan-
drina, di uno non resta che un piccolo frammento, laonde riesce impossibile assegnarlo
ad un'armata certa. I diplomi spettanti ai militi delle armate misenense, ravennate e
alessandrina e ad uno della mesica sono estratti di leggi speciali fatte in favore di ogni
singola armata ; dagli altri due diplomi impariamo che furono concessi la cittadinanza
ed il connubio ai soldati delle ale e delle coorti ausiliarie, stanti nella Mesia inferiore,
insieme co' classiei trovantisi nella medesima provincia. Questi due diplomi non
appartennero a soldati dell'armata mesica, ma Tuno ad un milite dell'ala I degli
Asturi (3), l'altro ad un fante della coorte III dei Galli ( 4 ). Piu innanzi, tra la sup-
pellettile epigrafica di ciascun'armata, si troveranno riportati questi diplomi, di cui
intanto porgo Tindice cronologico con le disposizioni riguardanti i privilegii, intorno
alle quali e d'uopo esporre alcune brevi osservazioni, che stimo qui non superflue,
come non sembrommi inopportuno riepilogare nelle pagine antecedenti Targomento
concernente i diplomi con la scorta dell'erudito commentario mommseniano.
(1) Pag. 843 919 (Berolini, 1873). (3) N. 541.
(2) Vol. II, Berolini, 1875 t p. 454-460. (4) N. 542.
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51 —
B 5
ST! 2
^
I
23
II
368
III
24
IV
369
V
494
VI
540
VII
541
i
Claudio
Vespasiano
11 die. 52
5 aprile 71
Id.
Id.
Domiziano
Id.
Id.
14-30 apr. 71
17 febbr. 86
14giuguo92
Traiano 1 14 agosto 99
Id fame di chi venne fatta
la legge di privilegio
Veteranis, qui militaverunt in
classe Ravennate . . . qui sena
et vicena stipendia out plura me-
ruerunt et sunt deducti in Pan-
noniam.
Veteranis, qui militaoerunt in
classe Misenensi . . . qui sena
et vicena stipendia aut plura me-
ruerant et sunt deducti Pae-
stum.
[ Veteranis, qui militaoerunt in
classe (Ravennate) . . . ] qui
sena et [vice]na sti[pendia au]t
plura meruissent, [item is qui]
ante emerita stipen[dia eo, qud\d
se in expeditione belli fortiter
industrieque gesserant, exaucto-
rati sunt.
Classieis, qui militant in Ae-
gypto item dimissis ho-
nesta missione ex eadem classe
senis et vicenis pluribusve sti-
pendiis emeritis.
lis qui militant in classe Fla-
via Moesica . . . qui sena [et]
vicena plurave stipendia merue-
runt, item dimissis honesta mis-
sione.
Equitibus etpeditibus, qui mi-
litant in alis tribus et cohortibus
septem, quae appellantur (nome
delle ale e delle coorti) et classi
. . . item dimissis honesta mis-
sione, qui quina et vicena plu-
rave stipendia meruerunt.
sizioni
Trierarchis et remigibus, qui
militaverunt in classe, quae est
Miseni. . . . et sunt dimissi ho-
nesta missione.
Ipsis liberis poster is-
que eorum civitatem
dedit (rimperatore) et
conubium cum uxori-
bus, quas tunc habuis-
sent , cum est civitas iis
data, aut, siqui caeli-
bes essent, cum iis quas
postea duxissent dum
taxat singulisingulas.
Id.
Id.
Id.
Id.
Id.
Id.
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52
VIII
IX
X
XI I 26 j Id.
XII ; 27 AntoninoPio
XIII t 28
Filippo padre
e
Filippo figlio
15 sett, 134
145
28 die. 247
XIV 371
XV . 581
Traiano Decio
(Anton. Pio?) 25 die.
28 die. 249
lu favore di chi veooe falta
la legge di privilegio
Equitibus et peditibus, qui mi-
litant in alls tribus et eohortibus
septem, quae appellantur (nome
delle ale e delle coorti) et sunt
in Moesia inferiore . . . qui
quina et vicena plurave stipen-
dia meruerunt, item dimissis ho-
nesta missione et classic is.
lis qui militaverunt in classe
praetoria Ravennate . . . qui
sena et vicena stipendia merue-
r[u]nt.
lis qui militaverunt in classe
praetoria Misenensi , . . sex et
viginti stipendis emeritis dimis-
sis honesta missione.
Id.
Id.
lis qui milita[ver]unt in classe
praetor(ia) Philippian[a p(ia)]
v(indice) Misenense . . . octo-
nis et vicenis stipendis {emeritis']
dimissis h{onesta) m(issione).
lis qui militaverunt in classe
prae[torid] Deciana p(ia) v{in-
dice) Ravennate . . . octonis et
vicenis stiplendis] emeritis di-
missis honesta missione.
DisposiziODi
Ipsis liber is poster is-
que eorum civitatem
dedit (rimperatore) et
conubium cum uxori-
bus, quas tunc habuis-
sent, cum est cioitas its
data, aut, siqui caeli-
bes essent, cum Us quas
postea duxissent dum
taxat singulisingulas.
Id.
Id.
Id.
Ipsis liberis posieris-
que eorum civitatem
Romanam, [qui eo-
rum] non haber(enf),
dedit et conubium, etc.
Ipsis Jilisque eorum,
quos susceperint ex
mulieribus, quas se-
cum concessa consue-
tudine vixisse proba-
{p]e[r\int, civitatem
Romanam dederunt
(grimperatori) et co-
nubium) cum isdem,
quas tunc secum ha-
buissent, cum est civi-
tas iis data, aut, siqui
tunc non habutssent,
cu{m) is quas postea u-
xores d[u]xissent dum
taxat singulisingulas.
Id.
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— 53 —
Oltre alia gia accennata notizia del prolungamento del servizio navale da ventisei
a ventott'anni, prolungamento stabilito nel tempo corso fra Antonino Pio ed i Filippi,
ed oltre allealtre informazioni circa i privilegii concessi prima odopo Yhonestamissio,
si deduce da questi diplomi che i soldati di mare continuarono ad essere peregrini,
anche dopo la concessione della cittadinanza, fatta ai provinciali da Caracalla (21 1-217) .
In tale condizione si trovavano pure gli equites singulares, ad uno de* quali appar-
tiene un diploma del tempo di Severo Alessandro (230) (!). Al contrario, Tultimo
diploma appartenente a militi ausiliarii e del 167 (Marco Aurelio e Lucio Vero) (2);
forse questi ebbero il ius cimtatis con la legge di Caracalla.
I diplomi dei pretoriani e de' militi di coorti urbane (mancano i diplomi per soldati
delle legioni, fuorche per quelli delle due adiutrici, composte pero di peregrini) ac-
cennano al ius connubii con le donne non cittadine, con cui questi fossero per con-
giungersi. In fatti ai soldati non era lecito di prender moglie; ve ne potevano pero
essere di ammogliati, quando il matrimonio era stato celebrato prima che ii marito
entrasse nella milizia. Ma ci6 accadeva raramente per la giovane et&, in cui si prin-
cipiava a militare ; inoltre in questo caso il matrimonio bona gratia si poteva scio-
gliere ( 3 ).
Pare che, mentre i soldati cittadini non potevano aver seco le mogli loro, quelli
peregrini all'opposto, fra cui i classiarii, potessero continuare a convivere con le
donne sposate, secondo le leggi loro particolari, prima di en t rare in servizio; sembra
anzi ch'essi potessero altresi torre in moglie quelle donne, meretrici e simili , che
seguivano gli accampamenti, Tammogliarsi con le quali era vietato ai soldati go-
denti della cittadinanza romana. Per la qual cosa i diplomi dei soldati peregrini men-
zionano in primo luogo la cioitas attribuita a costoro, ai loro figli e posteri, quindi il
eonnubium con le mogli (uxores), quas tunc habuissent, cum est cioitas Us data,
o con quelle, che fossero per isposare, siqui caelibes essent. Settimio Severo permise
a tutti i soldati raver concubine (4) ; percfio in vece del nome di uxores nei diplomi
posteriori dei classiarii troviamo quello di mulieres quas secum concessa consuetu-
dine vixisse probaverint, e quello di eas quas tunc habuissent, cum est civ Has
Us data. Ai figli nati dalle prime, (Jilisque quos susceperint ex mulieribus etc.) si
concede la cittadinanza nello stesso tempo che al genitore, a cui & dato il connubio
con la donna seco convivente al tempo dell'ottenuta cittadinanza, o, se celibe, con
quella, che sar& per condurre in moglie ( 5 ). E qui troviamo nuovamente usato ii
vocabolo uxor nel senso giuridico. Adunque sino a Settimio Severo furono permessi
i matrimonii fra i soldati peregrini e donne di eguale condizione, le quali potevano
(1) C. I. L., Ill, priv. LI, p. 893. Settimio Severo abbia permesso ai soldati di aver
(2) Ibid., XLVI, p. 888. moglie. Vedi su ci6 Mommsen, op. cit. , p. 908.
(3) Dione Cassio, LX, 24; fr. 32 (Ulpiano), § 8, fr. (5) Nel diploma dei Filippi del 247 (n. 28) sono
61 (Gaio), fr. 62 (Ermogeniano), pr. D., De div. et menzionati il padre (ex optione T. Fl(avio) T. fil. Ale-
rep. (XXIV, 1); fr. 6 (Ulpiano), fr. 8 (id.) D„ De xandro n(atione) Ital(ico) d(omo) Misen(o)\ la donna
castr. pec. (XLIX, 7). Cf. Mommsen in C. /. L., Ill, con la quale costui conviveva (Marci(ae) Proculae
p. 906. ux(ori) ei(us) ) e quattro figli (Afarc(io) Ale xandro
(4) Kal Y&p t6 attriptoiov aoxot^ (rots aTpaTitiixais) et Fl(avio) Marco et Ulp{io) Sabino [et] Aurel(iae)
.... r\Glx]ae... tuvaigi T€ ouvoucctv. Erodiano, III, 8, Faustae fil(iis) eius) , di cui il primo era nato da
donde non si deve dedurre, siccome fecero alcuni, che Marcia Procula, gli altri tre erano figli di altre donne.
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— 54 —
convivere co' loro mariti; matrimonii, che dalle leggi di privilegio acquistavano gli
effetti di quelli contratti secondo il diritto romano fra cittadini. Dopo Settimio Severo
queste unioni assumono l'aspetto di concubinati (l) : il nome di focaria> col quale si
designava la concubina di un soldato (2), s'incontra pure in una lapide dei tempi di
Caracalla o di Elagabalo, appartenente ad un milite deirarmata di Ravenna (3). La
designazione piu comune per entrambi i coniugi e quella di coniux (meno frequente-
mente la donna & detta uxor) co' soliti epiteti, ovvii nella sepolcrale epigrafia, di be-
nemerens, incomparabilis, pientissimus e simili espressioni piu o meno sincere
deiraffetto coniugale. Alcune volte nelle iscrizioni dei classiarii si trova la liberta et
coniux; i nomi stessi delle donne dei classiarii accennano ad un'origine peregrina;
di esse incontrasi anche talvolta menzionata la patria, lontana pure dal luogo, in cui
venne scoperto Tepitafio destinato a ricordare che ivi riposavano le ceneri di una
donna stata compagna ad un milite deirarmata.
Scrisse Vegezio che apud Misenum . . . et Ravennam singulae legiones cum
classibus stabant ( 4 ), e quest* affermazione potrebbe far pensare ad un ordinamento
dei classiarii in legioni, dimodoche una si componesse di quelli di Miseno, e un'al-
tra di quelli di Ravenna. Pero rettamente gia ebbe ad osservare Giusto Lipsio che
Tautore deWepitoma ret militaris impropriamente accenno ai soldati delle armate
di Miseno e di Ravenna, distribuiti in due legioni (5), delle quali tacciono i monumenti
epigrafici e i testi degli scrittori. Sembra poi che Vegezio abbia avuto dinanzi al
pensiero un ordinamento in vigore al tempo suo, cioe sullo scorcio del quarto se-
colo (6), allorquando asserisce che sotto i prefetti delle armate pretorie stavano rispet-
tivamente dieci tribuni, ciascuno dei quali comandante di una coorte ( 7 ). Di coorti
classiariae e di tribuni deirarmata non si ha da altri testi notizia ; poiche nei mille
classici dell'esercito di Otone, i quali vennero disfatti tra Piacenza e Pavia(8), non
e da vedere una vera coorte di soldati dell'arniata (9). E nel passo di Tacito, ove gli
antichi editori trova vano menzionato un chiliarchus della classes Misenensis ( 10 ),
fu nelle migliori edizioni, con Tautorit& di alcuni codici, posta la voce naoarchus.
Con soldati di mare si costituirono legioni, ma uguali alle altre: quindi essi cessa-
rono dal pristino servizio per entrare in quello di terra. Nerone con soldati del-
(lj Nel quarto secolo tutti i soldati potevano am-
mogliarsi (Ammiano Marcellino, XX, 8) ; si richiedeva
per6 uno speciale permesso per condur seco la moglie
(c. 3 (Costantino II) Th. C., De re mil. (VII, 1)).
(2) C. 2 (Caracalla) C. I., De don. inter virum et
uxorem (V, 16); c. 3( id.) C. I., Decond. ins. (VI, 46).
(3) N. 425.
(4) IV, 31.
(5) « Pro more sui aevi, aut parum conspecte, lo-
a cutum. > De magn. Rom., lib. I, cap. v. Egli venne
per cid a torto riprovato dal Fabretti (De columna
Traiana, Romae, 1683, p. 83), il quale si compiace di
far notare che lo stesso Lipsio ricorda in un'altra opera
in ipsa Italia legiones duos classicas Ravennatem
etMisenatem (De milit. Rom., anal. lib. II, dial. v).
(6) Vegezio scrisse il suo trattato dopo la morte di
Graziano (383), chiamando divus questo principe (I,
20), e prima della presa di Roma per opera dei Goti
(410) , al qual fatto avrebbe accennato dove paiia di
questi Barbari (loc. cit.). 11 Lang nella prefazione alia
sua edizione di Vegezio, la quale fa parte della bi-
blioteca teubneriana, crede probabile che Vepitoma ret
militaris sia stata composta sotto Teodosio il Grande,
cioe prima del 395. Vedi ancora Jordan , Topogra-
phie der Stadt Rom im Alterthum, vol. II, Berlin,
1871, p. 154 e seg. ; Seeck , Die Zeit des Vegetius,
nelVHermes, XI, 1876, p. 61-83.
(7) IV, 32.
(8; Tacito, Hist., II, 17.
(9) Diversamente Garrucci, Cl.pr. Mis. mon., p. 10.
(10) Ann., XV, 51.
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— 55 -
l'armata compose una legione, che per6 alia morte di lui non era ancora ordinata, ne
aveva Taquila e le insegne. Mentre Galba si appressava a Roma, questi soldati gli
vennero incontro chiedendo ad alte grida le insegne. I/imperatore avendo risposto
che si differisse questa domanda, e che venissero da lui altra volta, essi piu fortemente
continuarono a tumultuare. Galba, austero seguace della disciplina, ordino alia caval-
leria che li incalzasse, e li fece decimare ; e in mezzo a tale strage entro nella citt&(l).
Poscia, negli ultimi giorni di regno, a coloro che, gi& da venti anni in servizio, si
trovavano allora in questa legione, concesse la honesta missio, e nello stesso tempo
la cittadinanza ed il connubio (2). Sembra che anche allora siasi data Taquila ai sol-
dati di questa legione scampati aireccidio; onde venne definitivamente ordinata la
legio I adiutrix ( 3 ) , la quale fu detta altresi da Tacito prima classicorumi*), o
classica (5), e il cui ordinamento si attribuisce a Galba da Dione Cassio (6), sebbene
essa propriamente sia stata composta da NeroneC 7 ). La legione I adiutrice si uni
co' pretoriani in favore di Otone contro Galba (8); da Otone fu condotta contro i
Vitelliani, e vano fu il valore, con cui pugno nella battaglia di Bedriaco (15 aprile
69) (9). Da Vitellio fu mandata in Ispagna (1°), e piu tardi ebbe stanza nella Germania
e nella Pannonia (H).
La legio II adiutrix, giusta Dione Cassio (12), venne istituita da Vespasiano; ma
realmente era stata composta da Vitellio con militi deirarmata (13). Essa si arrese
ai Flaviani (69) (I 4 ), e nell'anno seguente fu spedita nella Germania a cagione della
rivolta di Civile (15). A questo anno spetta il diploma, nel quale appaiono concessi da
Vespasiano la cittadinanzp, ed il connubio veteranis qui militaverunt in leg(ione) II
adiutrice piajideli, qui vicena stipendia aut plura meruerant 6 ).
Vexillatio chiamavano i Romani un drappello di soldati, che nel nostro linguag-
gio militare gallicamente si direbbe distaccamento (detachement) . Vexillarii si
appellavano gli uomini componenti una vexillatio, cosi detta dal particolare vexil-
lum sotto cui dessi militavano. Siccome abbiamo vexillationes di legioni, ale, ecc.,
cosi troviamo in un frammento di lapide la vexillatio di un'armata pretoria , di cui
manca il nome (I 7 ): in epigrafi renane s'incontrano sotto un solo comandante i vexil-
larii di legioni, di ale e di coorti insieme con quelli deirarmata germanica(lS); ed
(1) Svetonio, Galba, 12; Plutarco, Galba, 15. Cf. (9) Ibid., II, II, 24, 43.
Tacito, Hist., I, 6, 31. (10) Ibid., II, 67. Cf. II, 86; III, 44.
<2) Diplomi del 22 die. 68, in C. I. L., Ill, priv. IV (11) Borghesi, Iscr. rom. del Reno, in (Eitvr.,t. IV,
e V, p. 847, 848, e in Eph. epigr., II, priv. LIX, p. 455. p. 204.
(3) Cosi e detta nei diplomi citati e in Tacito, Hist., (12) LV, 24.
II, 43; III, 44. Cf. Plutarco, Otho, 12. (13) Tacito, Hist., Ill, 55 :« secuta e ciassicis legio » ,
(4) Hist., II, 67. la quale non pu6 essere la prima adiutrice in quel
(5) Ibid., I, 31. tempo in Ispagna.
(6) LV, 24. (14) Ibid., Ill, 67.
(7) Cosi, tra gli altri, il Cardinali (Dipl., p. 39 (15) Ibid., IV, 68; V, 14, 16. Per le stanze poste-
e segg.) ed il Mommsen (C. /. Z., Ill, p. 907). Altri riori di essa vedi Henzen negli Ann. dell'Inst. % 1862,
vollero scorgere nella prima adiutrice una legione p. 143, e la nota dello stesso in Borghesi, (Euvr.,
diversa da quella raccolta da Nerone. Veggansi gli t. IV, p. 206.
autori citati dal Marquardt, Rom. Staatsverw., vol. (16) Dipl. del 7 marzo 70, in C. I. L., Ill, priv. VI,
II, p. 435, nota 3, cf. p. 94 ; e conf. Garrucci , CI. pag. 849.
pr.Mis., p. 11. (17) N. 545.
(8. Tacito, Hist., I, 31. (18) N. 525-527.
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— 56 —
in altra iscrizione i vexillarii della medesima armata sotto un trierarco(i). Che i
trierarchi comandassero talora piccole divisioni delle armate, o squadre di clas-
siarii, lo confermano pure il luogo di Tacito gia citato, in cui un Claudio Pirrico,
trierarco, 6 preposto alle liburne stanti in Corsica! 2 ), ed un'epigrafe ostiense (3),
che riporto dove tratto delle stazioni deirarmata di Miseno.
Nella milizia romana si dicevano principales tutti i sott' ufficiali e railiti, che,
stando in gradi diversi tra i centurioni ed i semplici gregarii, adempievano a varii
ufficii, o propriamente militari, od appartenenti al servizio tecnico, a quello sani-
tario, ecc. Tutti gli altri soldati si designavano col nome di munifices, perche dove-
vano compiere i munera militiae nel lavorare negli accampamenti, nel servizio di
guardia, ecc. ( 4 ). Nella milizia navale i munera erano evidentemente in parte al-
quanto diversi da quelli della terrestre, e facilmente si possono supporre.
Neiresercito romano incontransi dupliciarii (o duplicarii, o duplares), militi
cioe, i quali ricevevano doppia razione o doppio stipendio, e sesquipliciarii o sesqui-
plares, a cui spettava mezza razione piu degli altri (5). E neir armata noi troviamo
dupliciarii senza menzione di ufficio, o con i'indicazione di miles o veteranus (6). Ab-
biamo parimente medici V) y fabri (8), velarii^), un cornicen (10), U n librarius (H),
un exceptor (12) ed un caementarius (13), i quali aggiungono Tindicazione di dupli-
ciarius; ed a un librarius sesq(uipliciarius) deirarmata di Ravenna spetta il di-
ploma di Traiano Decio (14).
Le iscrizioni concernenti Tarmata ci serbarono memoria di un evocatus, ossia di
un milite, il quale, terminati gli anni di servizio, voile continuare a rimanere sotto le
armi(15); di due missicii, ossia di soldati cheottenneroil congedo (missio) (16), e di un
emeritus j o milite da cui vennero compiuti gli anni di servizio (17). Abbondanti, come
nella serie generale delle epigrafi militari, sono le classiarie, che riguardano veterani.
Diquestis'indicaperlopiul^fficio preceduto dalla preposizione ex, come veteranus
ex centurione (18) o ex centurionibus (19), veteranus ex gybern(atore) (20), vete-
ranus ex nauphylace (21), veteranus ex optione (22), veteranus ex armorum (cu-
ll) N. 524.
(2) Hist., II, 16. Cf. pag. 34.
(3) N. 7.
(4) Vegezio, dopo aver annoverato i principales ,
dice : a Hi sunt milites principales, qui privilegia mu-
u niuntur. Reliqui munificea appellantur, quia munera
« facere coguntur » (II, 7). Vedi inoltre fr. 7 (Tar-
runteno Paterno) D., Be iure imm. (L, 6).
(5) a Dupliciarii dicti, quibus ob virtutem duplicia
« cibaria ut darentur institutum. » Varrone, De lingua
Lat. , IV, 16. a Duplares duas, aesquiplares unam se-
« mis consequabantur annonam. » Vegezio, II, 7. Cf.
Livio, 11,59; VII, 37.
(6) CI. Mis., n. 140-144, 303 (?), cf. n. 7. — CI. inc.,
n. 561.
(7) CI. Mis., n. 126, 127, 129. — CI. Rav., n. 404
- CI. inc., u. 560.
(8) CI. Mis., n. 114-116, 180. — CI. Rav., n. 402.
(9) CI. Mis., n. 119, 120.
(10) CI. Mis., n. 125.
(11) CI. Mis., n. 131.
(12) CI. Rav., n. 405.
(13) CI. Mis., n. 121.
(14) N. 371.
(15) CI. Mis., n. 145.
(16) CI. Mis., n. 176 (cf. n. 175), 214. Vedi sopra
ove si tratto dei diplomi.
Nell 1 iscrizione poetica n. 576 un classicus miles
dice essere stato missus quoque honeste.
(17) CI. Mis., n. 306.
(18) CI. Mis. y n. 48-50. — CI. Rav., n. 377, 378.
(19) CI. Mis., n. 295.
(20) CI. Mis., n. 59.
(21) CI. Mis., n. 72, cf. 75. — CI. Rav., n. 382, 383.
(22) CI. Rav., n. 388, 393, 394.
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— 57 —
stode)W, veteranus ex scribal). Ma non mancano esempii, ne' quali Tufflcio^ ac-
cennato nel modo seguente : veteranus trierarchus ( 3 ) , o centurio ( 4 ) , o gubernator ( 5 ) ,
o signifer(fy 9 o cornicenP), o scribal), o evocatusfi). Frequenti sono i vete-
rani ex classe..... talora con gli anni di etk e di servizio (10) : unico l'esempio di un
veteranus Augusti ex classe praetoria MisenateW.
Un'enumerazione de* varii gradi dei principales nelle armate romane riesce im-
possible, imperocche se in queste trovansi ufficii corrispondenti ad altri della milizia
terrestre, se ne incontrano poi alcuni ad esse speciali; e sulla maggiore o minore
importanza di quelli mancano le necessarie cognizioni. Nonabbiamo in fatti per Tar-
mata elenchi di principales, siccome quelli, che antichi scrittori ed epigrafi ci conser-
varono per Tesercitoi^); n6 chi intende a ricerche intorno airordinamento marinaresco
romano si pud giovare di documenti epigrafici importanti quanto i latercoli celimon-
tarti, con l'aiuto de' quali Olao Kellermann pote stabilire i varii ufflcii esistenti ne' vi-
gili e studiare i gradi e le promozioni in questa particolare milizia ( 13 ).
UflScii puramente marinareschi avevano i gubernatores, i proretae, i nauphy-
laces e gli hortatores.
II gubernator corrisponde al Kupepv/jTrrc de' Greci, come il proreta al irpiypeus o
7rpi|)pdTn^. Questi, stando alia prora, aveva TuflScio di osservare gli scogli, le secche,
le spiaggie, il cambiamento de'venti, e di tutto cio avvertire il KupepvrjTris, il quale,
stando alia poppa, aveva la direzione del timoneO 4 ). II irpiupeu^ era un aiutante del
KupepvriTTi?, da cui dipendeva, e l'uno e l'altro avevano un'autorita disciplinary
sopra gli uomini, che rispettivamente stavano a prora ed a poppa (15). I medesimi ufficii
compievano pure il gubernator ed il proreta sulle navi romane, sia da trasporto, sia
da guerra(l 6 ). Parecchie iscrizioni riguardano i gubernatoresO^) ed i proretae 08) ?
(1) Cl. Mis., n. 93, 99 [ex armicustode veteranus).
(2) Cl. Rav., n. 405.
(3) Cl. Germ., n. 528.
(4) CL Mis., n. 52, 56 a.
(5) Cl. Mis., n. 57.
(6) Cl. Mis., n. 106.
(7) Cl. Mis., n. 125.
(8) Cl. Mis., n. 133 — Cl. Rav., n. 408.
(9) Cl. Mis., n. 145.
(10) V. passim. la alcune epigrafi ritrovate p res so
Miseno, o a Ravenna, nel sepolcreto de* classiarii, si
trova solo menzione di veteranus, accompagnata anche
da quella della patria. Accolsi queste poche iscrizioni
tra quelle dell'armata, niun dubbio avendo sulla
loro spettanza.
(11) N. 216.
(12) Vedi pag. antecedente, nota 4.
(13) Kellermann, Vigilum Romanorum latercula
duo coelimontana etc., Romae, 1835. Sui latercoli
illustrati dall'epigrafista danese si consultino le os-
servazioni del Wilmanns, Exempla inscr. , n. 1499.
(14) Dapprima, e poscia anche sulle navi minori,
il gubernator teneva egli stesso il timone; ma sulle
navi maggiori aveva a'suoi ordini uomini, i quali
maneggiavano il timone. Quindi il KV$tpvt\Tr)<; (guber-
nator) corrisponderebbe ad un piloto, prendendo que-
Ferrhro.
sta parol a nel sen so di chi ha la direzione della na-
vigazione di un legno.
(15) T6V &£ TOO KU0€pvf|TOU &ldlC0V0V, 6's xrpujpeo^ Tfte
v€ib<; xaXetTai, k. t. X. Senofonte, Oecon., 8. — Tov hi
irpiup£a OKOiti\ov$ , xal Ppdxn , xal airiXdbcu; ncpioxo-
iroOvxo, Kal TCp xupcpv/jTij uTivtiovra. Teodoreto, De
prov. or. VII. — TTpujp€0<; * £ptov . . . T<p irpwpei irp6
d&pcu; 6p$v. Etym. Magn., s..v. — Cf. Senofonte, Anab.,
V, 8 ; Aristofane, Equit., 543, 544; Filone Giudeo, Le
creat. princ. , 7; Ateneo, Deipn., V, 44; Polluce,
Onom., I, 98; Basilic, LIU, n, 5.
(16) Plauto, Rudens, IV, iu,75; Cicerone, De sen., 6;
fr. 11, § 2 (Paolo) De public, et vect. (XXXIX, 4);
Rutilio Namaziano, I tin., I, 455. — « Nauticorum gu-
c bernatorumque sollertia est loca, in quibus naviga-
« tur, portusque cognoscere, ut in feet a prominentibus
« vel latentibus scopulia vadosa ac sicca vitentur;tanto
a enim securitas maior est, quanto mare altius fuerit. »
Vegezio, IV, 43, il quale nel suo libro non fa men-
zione dei proretae. — Cf. Scheffer, De mil. nav. vet.,
p. 296 e segg.
(17) Cl. Mis., n. 57-65. — Cl. Rav., n. 380. —Cl.
inc., n. 554-556.
(18) CL Mis., n. 66, 67. — CL Rav., n. 454. — CL
Germ. % n. 530.
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— 58 —
tra le quali, siccome g\k ricordammo, una menziona un gubernator centuriae(l),
ed un'altra un miles gubernatorial. Un'epigrafe poi c'insegna che ad un proreta
deirarmata misenense fu posto un epitafio d&Wordo proretarum, il quale ne fu
erede( 3 ); donde si deduce che ufficiali di mare del medesimo grado avranno probabil-
mente costituito un ordine a mo* di collegio, con area comune, se questo pote essere
istituito erede, e se al morto collega inalzo un monumentoC 4 ). Altri collegii militari ci
vennero parimente dalle epigrafi rivelati( 5 ).
Al nauphylax (naufylax, naofylax, gr. vauqniXaE), menzionato in parecchie iscri-
zioni( 6 ), spettava la custodia della nave, sia daguerra, sia mercantile; onde Ulpiano,
accennando appunto a legni di quest'ultima specie, sunt quidam, diceva, in nambus
qui custodiae gratia nambus praeponuntur, ut vaucpuXaxes et diaelariiO). I/epi-
grafia non ci porse ancora esempii di diaetarii, il cui nome sembra debbasi derivare
da diaeta (vitto), piuttostoche da diaeta (camera; e anche camera sopra una nave,
in inglese cabin (8)): percio il diaetarius sarebbe stato chi nelle navi avea curadelle
provvigioni.
L'hortator, detto anche pausarius o portisculus, corrispondente al KeXeuarfa dei
Grreci(9), soprintendeva, regolando il remeggio, a' remiganti (10), con ufficio quasi
simile a quello del comito gia sulle nostre galere. h'hortator & menzionato da una
sola epigrafe(U) senza indicazione di armata, percio essa potrebbe anche non appar-
tenere alia marineria militare.
L'optio propriamente era un aiutante o luogotenente del centurione nella fanteria,
del decurione nella cavalleria(l2). Agli abbondanti esempii occorrenti nelle iscrizioni
militari si possono aggiungere quelli degli optiones dell'armataO^i quali o prendono
semplicemente il nome di optio con o senza Tindicazione dell' armata (14), ovvero, come
piu frequentemente s'incontra, aggiungono il nome della nave o centuria, a cui ap-
partenevano (15) . H vocabolo optio si trova pure usato a designare un preposto ad una
amministrazione militare: eppero si trovarono in un'epigrafe napolitana un optio
(1) CL Mis., n. 68.
(2} CL Mis., n. 64.
(3) N. 67.
(4) Henzen nel Bull. dell'Inst, 1862, p. 219. Vedi
inoltre Pisano-Verdino, Sul proreta L. Fulvio Dazio
e V ordine dei proreti ricordati in un* epigrafe mi"
senate {Rendiconto della R. Accad di archeol. lett.
e belle arti , Napoli, 1864, p. 313-323).
(5) Renier, Inscr. rom. de UAlgtrie, n.60, 70, ecc.
(6) CL Mis., n. 68-75. — CL Rov., n. 381-385.
(7) Fr. 1, § 3 D., Nautae, caupones, stab. (IV, 9).
(8) Petronio, Sat., 115.
(9) Tucidide, II, 84; Euripide, Helena, 1596; Ari-
stofane, Acharn., 554; Platone , Alcib. I, 20; Seno-
fonte, Hell., V, i, 8; Oecon. , 21; Arriano, Anab.,
VI, 3; Suida, v. KcXeuar^.
(10) a Portisculus proprie est hortator remigum, id
« est, qui eamdem perticam tenet, quae portisculus
« dicitur, qua et cursum et hortamenta moderatur. »
Nonio, II, s. v. Cf. Plauto, Mercat., IV, it, 5; Festo,
a. v.; Servio, Ad Aen., V, 176; S. Isidoro, Orig.,
XIX, 2.
(11) N. 557.
(12) « Optio qui nunc dicitur, antea appellabatur ac-
a census. Is adiutor dabatur centurioni a tribuno mi-
tt litura. Qui ex eo tempore [quo], quern velint, centu-
« rionibus permissum est optare, etiam nomen ex fa-
c cto sortitus est. » Festo, s. ▼. — < In re militari optio
a appellatur is, quern decurio aut centurio optat sibi
« rerum privatarum minister. » Festo , Exc, p. 184,
ed. Muller. — « Optiones ab adoptando appellati, quod
o antecedentibus aegritudine praepeditis hi tamquam
a adoptati eorum at que vicarii solent uni versa curare. »
Vegezio, II, 7. Cf. Varrone, De ling. Lat., IV, 16;
Nonio, s. v.
(13) CL Mis., n. 28, 76-89, 148, 149. — CL Rav.,
n. 386-394, 479. - CL inc., n. 558.
(14) CL Mis., n. 28, 79, 84, 85, 148, 149.— CL Rav.,
n. 388, 389, 393, 394.
(15) CL Mis., n. 76-78, 80-83, 86-89.— CL Rav.,
n. 386, 387, 390-392, 479. — CL inc., n. 558. Nell'i-
scrizione di un optionis Rav. (n. 387) si deve forse
pensare alPomissione della parola classis. Cf. n. 280.
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— 59 —
factionis artificum deirarmata di Miseno( 1 ) ed in lapidi di Magonza due optionee
navaliorumfi) ossia soprintendenti degli arsenali navali.
Due suboptiones ci sono ricordati da due iscrizioni deirarmata di Ravenna (3).
Insolito riesce il nonagenarius cl(assis) praetoriae Mis(enensis) (4), col quale
da alcuni (5) si voile congiungere un oct(ogenariu$), riferendosi ad un'iscrizione (6) ;
ma col Cardinali v'6 da leggere opt(io) (?).
l/armorum custos (designate anche nelle epigrafi con la sola parola armorum),
noto nella milizia terrestre, era un custode delle armi (8) ; e s'incontra altresi nelle
armate, dove ciascuna nave avea il suo armor um custos (9), che in due epigrafi
vien detto armi custos (10).
II signifer, o porta-insegna, compare in una sola lapide deirarmata di Miseno (H).
I benejiciarii, ossia militi, i quali si promo vevano per beneficio di un loro su-
periore, e di cui le iscrizioni ci porgono non pochi esempii (12), si presentano in
quattro epigrafi classiarie. Nella prima e rammentato un benejiciarius stolarchi (13),
ossia un beneficiario del prefetto deirarmata misenense, secondo il Mommsen, o di
un comandante di una divisione della stess'armata, secondo THenzen (I 4 ). Nelle tre
altre vi 6 soltanto la menzione del benejiciarius, senza Tindicazione che lo fosse
di un ufficiale particolare (15). Di benejiciarii cosi chiamati semplicemente hannosi
altri esempii in iscrizioni militari, e devesi credere che venissero in tal modo desi-
gnati coloro, i quali avevano per premio ottenuta Tesenzione in tutto od in parte
da' servizii costituenti i munera militiae (16).
Un milite dell'armata misenense 6 detto sec(utor) tr(ierarchi) (I 7 ). Si confronti
col secutor tribuni nelle legioni, nelle coorti urbane e ne' vigili (18), il quale era
qui tribunum sectabatur in spem promotionis (19).
(1) N. 90.
(2) CI. Germ., n. 532, 533.
(3) N. 395, 398.
(4) N. 91. « Nonagenarius . . . forsitan quia in or-
c dine classiariorum nonagesimum locum obtinebat ,
a quasi proximus vel ut centurio esset, vel ut vetera-
a nus declararetur, mox honest a missione donandus. »
Gori, I. E., Ill, p. 61. -« Spiega Vegezio (II, 8) che
a nella milizia i Centenarii e Ducenarii eran cos)
« detti dal numero degli uomini, a cui comandavano ;
a ed e verisimile, che a similitudine di questi fossero
« anche denominati i Nonagenarii. .. . i Bronzi di
Ercolano, t. I, p. xxiv.
(5) Gori, J. E., Ill, p. 66; Garrucci, CI. pr. Mis.,
n. 238.
(6) N. 77.
(7) Mem. rom. di ant., t. I, p. 83. Cf. Mommsen,
I. R. N., n. 2711.
(8) Vedi il passo di Paolo : c Arma alienasse, grave
« crimen est, at ea culpa desertion! exaequatur; uti-
« que si tota alienaverit; sed et si partem eorum,
a nisi quod interest. Nam si tibiale vel humerale alie-
« navit, castigari verberibus debet, si vero loricam,
« scutum, galeam, gladium, desertori similis est. Ti-
t ro ni in hoc crimine facilius parcetur, armorumque
a custodi plerumque ea culpa imputatur, si arma
a militi commisit non suo tempore, » Fr. 14 D., Be re
milit. (XL1X, 16).
Non e da credersi che Varmorum custos nelle ar-
mate fosse un custode degli attrezzi navali, siccome
pens6 lo Scheffer (De mil. nav. vet., p. 333).
(9) CI. Mis., n. 66, 92-105. — CI. Rav., n. 396-400.
(10) N. 99, 398. In questa second a gli antichi edi-
tori malamente leggevano armigerus*
(11) N.106.
(12) Abbiamo, per esempio, beneficiarii di legatiAu-
gusti pro praetore, di legati legionarii, di tribuni,
del prefetto del pretorio , del prefetto o del sottopre-
fetto o de' tribuni dei vigili, ecc.
(13) N. 107.
(14) Vedi pag. 33.
(15) CI. Mis., n. 108, 109. — CL Rav., n. 401.
(16) c Beneficiarii dicebantur milites qui vacabant
« muneris * beneficio ; e contrario munifices vocaban-
« tur qui non vacabant, sed munus reipublicae facie-
a bant. » Festo, s. v. Vedi Keller man n , p. 16 ; Mas-
c quelez, art. benejiciarius, in Daremberg et Saglio,
Diet, des antiq.
(17) N. 110.
(18) C. I. L. f III, n. 1190; VI, n. 2931 ; Kellermann,
Vig. % p. 19.
(19) Forcellini,X.?a?tcon, v. secutor, citato da Keller-
mann, p. 19.
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— 60 —
Un'epigrafe appartiene ad un pitulo septes[em]odiali (1), ed un'altra & di un
pituli MVIIS (2). TTituXos grecamente era il remigium; modius dicevano i Latini
il cavo di una nave, entro cui era piantato l'albero (3); onde in pituli MVIIS il
Mommsen leggerebbe pituli m(odiorum) septem s(emissis), ma ignora in che
quest'ufficio abbia consistito ( 4 ).
In una lapide troviamo un arehitectus od ingegnere costruttore dell'armata mi-
senense (5). Gli artefici di quest' armata riuniti in una compagnia (f actio ariifi-
cum) erano presieduti da un optio ( 6 ). Di fab ri si hanno piu esempii ( 7 ): per lo piu
essi sono dupliciarii, alcune volte con la menzione della nave. Nel velarius (8) si
deve forse vedere un artefice delle vele.
Ignoro quale sia stato Tufficio del eaementarius ex classe praetoria Misenensi,
che troviamo in lapide del museo di Napoli ( 9 ). Mi persuade a non reputarlo corri-
spondente al calafato della nostra marineria il significato delle voci caementum
e eaementarius presso i Latini.
Forse altri vorra scorgere il calafato nel subune(tor), il quale trovasi col nome
della trireme in una lapide puteolana (10), confrontandolo col passo di Vegezio: cera
. . . qua ungere solent naves I 11 ). Si noti pero che Yunctor cohortis compare tra
i vigili, fra cui incontriamo pure un a balneis, un balneator ed un optio bal-
nearii (12), e che unctor fu denominato dai Romani chi ungeva le membra dei la-
vanti; onde ne\V unctor cohortis dei vigili debbesi vedere chi compieva tale ufficio
nei loro bagni (13). Un bagno della legione II adiutrice nella Pannonia ci venne fatto
conoscere da una epigrafe di Buda (14); quindi e probabile che il subunctor avesse
un impiego nei bagni dell'armata misenense, ai quali sembra pure si debbano riferire
due classiarii appartenenti a due diverse quadriremi, menzionati in un'epigrafe 05)
con la sigla STRIG., che probabilmente deve sciogliersi in strigilarius, ufficio
noto nei bagni degli antichi.
Tra i significati del greco vocabolo ctKTivfi vi e pur quello di camera (cabin) del-
rammiraglio o del comandante di nave (I 6 ). Percio nello scenicus principalis, sol-
dato dell'armata di Miseno indicato da un'epigrafe (I 7 ), e forse designato un addetto
alia (JKT]vf) del capitano (18), anziche un soldato, da cui erano compiuti ufficii sulla
scena di un teatro. In vero non e probabile che si chiamassero con titolo speciale
(1) CL Mis., n. 111.
(2) CL Mis., n. 112.
(3) S. Isidoro, Orig., XIX, 2.
(4) Ap. Henzen, n. 6892. Cf. Wilmanns, n. 1661.
(5) N. 113. Cf. Prorais, Gli architetti e Varchitet-
tura presso i Romani , nelle Memorie della R> Ac-
cademia delle science di Torino, serie II, t. XXVII,
1873, Scienze mor. stor. e filol., p. 136.
(6) N. 90. Falsa & Tiscrizione col con leg. dendro-
phor. et classiar. Misenatium. Vedi le false e so-
s pet to in fine del volume.
(7) CL Mis. , n. 114-118, 180.- CL Rav., n. 402.
Faber principalis, n. 114 b.
(8) CL Mis., n. 119, 120. — Non mi parve classiaria
1* epigrafe col vocabolo velarius, presso Brambach,
Corp. inscr. Rhen., n. 387, la quale sembra composta
di frammenti di diverse lapidi.
(9) N. 121.
(10) CL Mis., n. 122.
(11) IV, 37.
(12) Kellermann, p. 20.
(13) Kellermann, I. c.
(14) Ephem. epigr., II, p. 382, n. 696. Per bagni di
soldati cf. Velleio Patercolo, II, 114; Vulcazio Gal-
licano, Avid. Cass., 5; Lampridio, Sev. Alex., 52.
(15) CL Mis., n. 105.
(16) *€k€? itou (k<xtA irpOuvav) xal okx\v1) 6vojid2€Tai
t6 miYvOucvov aTpOTtiYU> ^ Tpuipdpxqj. Pol luce, I, 89.
(17) N. 123.
(18j Bronzi di Ercolano, t. I, p. xxv.
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— 61 —
que' classiarii, i quali talora in Roma venivano adoperati negli spettacoli, special-
mente nello stendere il velarium dell'anfiteatro (*). Per la medesima ragione, piutto-
sto che di soldati con quest/ ultimo ufflcio, ne' velarii mi parve piu ovvia l'inter-
pretazione cli artefici per le vele.
Coronarii furon detti da* Latini coloro, che intessevano le corone; quindi e pro-
babile che YAthenio de III Danae coronarius, a cui appartiene un cippo raven-
nate (2), abbia avuto Tufficio di allestire corone da servire nelle feste ad inghirlan-
dare le navi (3).
Per i sacrificii troviamo in un'iscrizione di Miseno un met imarius principalis^):
lo si paragoni col mctimarius dei latercoli de* vigili (5).
Tra i musici abbiamo un cornicen, o suonatore di corno ( 6 ), ed un sympho-
niaeus ( 7 ), corrispondente al xpuipauXris de' Greci, il quale, distinto dal KeXeuaifis, re-
golava il remeggio con la cadenza del suono (8).
II servizio sanitario nell'armata era affidato a medici: di essi le epigrafi ci serba-
rono sei nomi (9), in cinque de' quali vi e l'aggiunta di dupliciarius^), e in tre quella
della nave (H); laonde si conchiude che in ogni nave stava un medico speciale, come
medici speciali troviamo per le legioni, per le coorti pretorie, per le urbane, per
quelle de' vigili e per le milizie ausiliarie^). I medici militari erano tenuti quali sol-
dati ; il giureconsulto Tarrunteno Paterno li annovera fra gYimmunes (!3), i bassiri-
lievi della colonna Traiana li rappresentano armati (* 4 ), e negli epitafii de'medici
dell'armata oltre alia parola militavit, con la quale 6 indicata la durata del servizio,
troviamo un med(icus) III Fide mani(pularis), il quale milito solo diciassette
giorni. Egli era entrato in servizio in eta di trent'anni (!5).
Per il servizio del commissariato nelle armate troviamo in un'iscrizione di Ra-
venna un exceptor con l'indicazione di dupliciarius e col nome della quinquereme
Victoria^). II suo ufficio non richiede spiegazione, ove si considerino, per esempio,
Y exceptor tribuni e Y exceptor praefecti ne' vigili ( 17 ). I librarii, il cui incarico
era di tenere i conti (18), e che s'incontrano in parecchie iscrizioni della milizia di
terra ( 19 ), compaiono pure tre volte in monumenti di quella di mare col titolo di
principalis (20j, dupliciarius (21), sesquipliciarius (22). Uguali ai librarii sono
(1) Lampridio, Commod., 15.
(2) N. 403.
(3) Gori, I. #., Ill, p. 97.
(4) N. 124.
(5) Kellermann, p. 20.
(6) CI. Mis., n. 125.
(7) N.559.
(8) Demoatene, De corona, 129; Filodemo, De mu-
sica , col. VIII (in Hercul. volum. quae super sunt ,
t. I, Neapoli, 1793, p. 39) ; Politics, I, 96. I sympho-
niaci sulle navi sono ricordati da Cicerone, Die, 17.
Vedi Pseudo-Asconio a questo luogo. Cf. Scheffer, De
mil. nav. vet., p. 307 e segg.
(9) CI. Mis., n. 126-129. — CI. Rav. t n. 404. — CI.
inc., n. 560.
(10) Maoca nel n. 128.
(11) N. 128, 129,560.
(12) Vedi Briau, Du service de santi militaire chez '
les Romains, Paris, 1866.
(13) Fr. 7 D., De iure imm. (L, 6).
(14) Froehner, La colonne Traiane, pi. 45.
(15) N. 128.
(16) N. 405,
(17) Kellermann, p. 18.
(18) o Librarii ab eo (appellati), quod in libros re-
a ferunt rationes ad milites pertinentes. » Vegezio ,
II, 7.
(19) Cosh librarius legatus legionis II adiutricis
(C. I. L,, III, n. 3538); librarius subpraefecti , /i-
brarius tribuni ne' vigili (Kellermann, p. 18), ecc.
(20) CL Mis., n. 132.
(21) CL Mis., n. 131.
(22) CI. Rav., n.371.
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— 62 —
gli scribae (l) ; e, siccome Festo afferma, gli scribae navales sono rispettoagli altri
i meno stimati (2). Essi sono rammentati, talora col nome della nave, da parecchie
iscrizioni (3), in una delle qualilo scriba e detto li(brarius) ( 4 ). Analogo debb'essere
stato il rationalis indicato in un marmo del museo napolitano ( 5 ).
Questi erano soldati: non cosi il dispensator classis o pagatore dell'armata (6), il
quale, siccome i dispensatores dell'esercito (7), era uno schiavo imperiale. E liberto
imperiale era un tabular ius od archi vista, a cui spetta un'epigrafe ravennate (8).
Navalia si chiamavano da* Romani gli arsenali navali, ed i soprintendenti di essi
optiones navaliorum, siccome insegnano due lapidi di Magonza, ove dessi sono
menzionati (9).
Miles ex classe..., miles classis... , ovvero manipulaHs, o miles senza Pindi-
cazione dell'armata, raa col nome della nave, che lascia indovinare la condizione
di classiario, erano le designazioni de' semplici soldati, i quali nel linguaggio uffi-
ciale ebbero anche il nome di elassici (10) f oltre a quello di remiges, di cui gia
abbiamo ragionato. II nome di classieus, come quello di classiariuSj non s'incon-
tra nelle epigrafi de' soldati deir armata , ad eccezione di una metrica , ove e
rammentato un miles classieus (U).
Si dovrebbe ora discorrere intorno alle relazioni fra i varii gradi de' principales
nell'armata ed intorno alle promozioni dall'uno airaltro. Ma, siccome ho gia avver-
tito prima di esporre l'elenco degli ufflcii noti de' principales, non possiamo rivol-
gerci a si fatte indagini, conciossiache manchino quelle necessarie notizie, le quali
dagii scrittori e dalle lapidi furono serbate per la milizia terrestre. Tra i classiarii,
per la natura speciale del servizio navale, si trovano principales, che non compa-
iono fra i soldati deiresercito ; e, vice versa, tra questi ultimi se ne incontrano altri,
della cui esistenza altresi nelle annate non abbiamo prova sinora. II Kellermann,
(1) a Nunc dicuntur scribae, quidem librarii, qui
€ rationes publicas scribuntin tabulis. » Festo, v. scriba.
(2) a Navalis scriba , qui in nave apparebat , inter
u aliud genus scribarum minimae dignitatis habeba-
« tur, quod periculis quoque eius ministerium esset
• obiectum. » V. navalis scriba.
(3) CI. Mis., n. 133-138, 242, 247, 254. — CI. Rav.,
n. 405-408.
(4) N. 247.
(5) N. 130.
(6) CI. Mis., n. 139.
(7) Vedi, per es., Renier, Inscr. rom. de VAlgt*rie %
n. 191, 192, 493.
(8) N. 409. Un altro tabularius, parimente dell'ar-
mata di Ravenna, e menzionato da un'iscrizione, della
cui sincerita vi e dadubitare, e che perci6 ho anno-
verato tra le epigrafi false e sospette.
(9) CI. Germ., n. 532, 533. Cf. Borghesi, Iscrh.
rom. del Reno , in (Euvr. , t. IV, p. 189. Parecchi
ufticii classiarii, un tempo ammessi. non provenivano
che da epigrafi false; per cui si vegga l'indice se-
condo di esse. Ol'illustratori delle antichitk ercola-
nensi [Bronzi, t. I, p. xxv), seguiti dall'Orelli (vol. II,
p. 137), enumerarono anche tra coloro, che avevano uf-
ficii nelle armate, i ciliciarii y i centonarii y gli utri-
cularii, gli urinatores % ecc. Perd le iscrizioni, a cui
questi eruditi si riferiscono, non appartengono alia mi-
lizia navale, ma a collegii privati. Si voile pure scor-
gere un dolabrarius dell'armata germanica in un'e-
pigrafe di Bonna (Henzen, n. 6865) ; ma, secondo la
lezione del Brambach, piu recente editore di essa {Cor-
pus inscr. Rhen., n. 677), vi e incertezza non solo se
si debba leggere questa parola , ma anche se la la-
pide spetti alia detta armata.
(10) Diplomi, n. 494, 541, 542.
(11) N. 576. — Non credo di soldato di mare l'epi-
grafe capuana presso Garrucci, CI. pr. Mis., n. 252:
C • SERTORI | C • F • LABEON | CLASS • OSSA •
HIC | SIT A SVlsT, ove il Class. pu6 essere un se-
condo cognome. Abbiamo in un'epigrafe londinese :
Dls I mANIBVS | fAB • ALPINI • CLASSlCIANl •
II Classicianus , nota l'Hubner , pu6 tenersi per un
cognome (cf. Iulius Classicianus, ricordato da Ta-
cito, Awn., XIV, 32, 38), ma forse pu6 anche indi-
care che Fabio Alpino e stato miles classieus (C. I. L.,
VII, n. 30, cf. p. 305).
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— 63 —
siccome ho detto, con Taiuto speciahuente di due latercoli, incisi a pochi anni di
distanza, e nei quali si trovano sovente ripetuti i medesimi nomi di militi, ma con grado
diverso, pote determinare il sistema delle promozioni ne'vigili; milizia, ch'ebbe pure
ordinamento e natura speciali per gli ufficii a cui era destinata. Ma questi sussidii
fanno difetto a noi, ai quali e dato studiare semplici epitafii, avari di notizie che ci
tornerebbero cotanto preziose.
Dal silenzio dei testi filologici ed epigrafici siamo parimente impediti a ragionare
intorno alia disciplina della milizia navale. Conosciamo in parte la disciplina del-
Tesercito; ma e probabilissimo che vi fossero altresi disposizioni particolari peri
classiarii, niuna delle quali a noi venne tramandata.
Riguardo alle ricompense, cessato con lo stabilimento del governo monarchico
Tonore del trionfo per i generali, e surrogato, com'e noto, dagli ornamenta od m-
signia triumphalia, non dobbiamo piii neH'et& imperiale attendere di trovare trionfi
navali, dei quali anzi dopo le guerre combattute nel sesto secolo di Roma non ab-
biamo piu notizia. Di coronae navales o classicae abbiamo ancora memoria. Claudio
per la spedizione britannica la decreto a se stesso (*); ed alti ufflciali dello esercito,
che presero parte a spedizioni navali, si veggono pure dalle iscrizioni esserne stati
insigniti (2h
Sappiamo che al tempo dell'impero il soldo de' pretoriani era di settecentoventi
denarii all'anno, quello dei militi delle coorti urbane di trecentosessanta, de' legio-
narii di ducentoventicinque (3); pero non possediamo la notizia, che piu importe-
rebbe per il nostro argomento, vale a dire qual era lo stipendio dei classiarii. Non
credo tuttavia di errare nell'asserire ch'esso era inferiore a quello degli altri soldati,
nello stesso modo che inferiore era tenuto il loro servizio in confronto di quello
de' legionarii.
Giunti al termine di questa trattazione generale, mi si potrebbe per avventura
da taluno osservare non essersi da me fatta parola del numero dei classiarii, ne
di quello delle navi, le quali composero le armate deU'impero. Al cortese, che mi
abbia fin qui seguito, non saprei anche su questo punto porgere risposta; perocche
se per determinati tempi possiamo a un di presso sapere la forza delle milizie
terrestri deU'impero romano, all'opposto non possiamo, non che affermazioni, fare
tampoco conghietture intorno a quella delle armate. Quanto poi al numero delle
navi ignoro quale valore si debba attribuire al luogo, ove lo storico ostrogoto Gior-
nande, descrivendo il porto di Ravenna, che incominciava a* suoi giorni ad impa-
ludarsi, lo disse capace un tempo di ducentoquaranta , o secondo alcuni editori,
di ducentocinquanta legni (4). Che le armate d'ltalia fossepo per numero di navi
e di uomini superiori alle provinciali e cosa probabilissima ; ma non dobbiamo dal
ristrettissimo numero di epigrafi appartenenti a queste ultime argomentare che
in proporzione tutte ugualmente fossero piccole e di niuna importanza. Di militi
(1) Svetonio, Claud., 17. (3) Vedi Marquardt, R6m. Staatsterw . , vol. II,
(2) Borghesi, (Eutr. , t. V, p. 32 ; C. I. L. , III, p. 464 e Beg., p. 524 e eeg.
n. 4013; V, n. 531, 6976-6980, 7165. (4) Be reb. Geticis, 29.
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— 64 —
delle annate misenense e ravennate si scoprirono sepolcreti presso i porti di Mi-
seno e di Ravenna; di altri si trovarono sepolture in luoghi, ove le navi di entrambe
ebbero stanza, ed a Roma si diseppellirono pure non pochi epitafii ne' luoghi, dove
i soldati dell'una e deiraltra armata di presidio nella capitale dorniivano Teterno
sonno. Ora chiunque abbia qualche sperienza delle archeologiche esplorazioni inten-
dera facilmente quanto riesca percio piu copiosa la messe epigrafica delle armate
d' Italia rispetto a quella delle armate delle provincie, le stazioni delle quali sono
ancora in massima parte da indagare e da stabilire, e le iscrizioni vennero trovate
molte volte' in luoghi lontani da queste stazioni, e sono epitafii di tombe singolari r
che non fan parte di un sepolcreto militare.
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CLASSIS MISENENSIS
Le annate di Miseno e di Ravenna, istituite da Augusto, ricevettero tra il 71 e
il 127 il titolo di praetoriae. Questo in fatti non si trova nel diploma delTanno 52,
spettante alia prima, che vien detta soltanto classis quae est Miseni (1), e neppure
ne' due del 71, nei quali essa 6 denominata elassis Misenensis, e la seconda elassis
Ravennas (2). Ma nel diploma di Adriano del 127 quest* ultima armata riceve gia
il nome di classis praetoria Ravennas (3) , ed in quello dello stesso imperatore del
129 la misenense e appellata classis praetoria Misenensis (4). II titolo di prae-
toria si mantiene nei diplomi posteriori, e compare nel 302 in una lapide di un pre-
fetto deir armata di Miseno (5). Nella Notitia dignitatum poi tali armate sono dette
semplicemente classis Ravennatium e classis Misenatium (6). Giusto Lipsio penso
che esse avessero ricevuto il nome di praetoriae per la loro destinazione speciale a
difesa del sovrano e dell'Italiaf 7 ). II nostro Vernazza, illustrando il diploma di Adriano
del 134(n.26) (8), congetturo che si fatto titolo loro fosse stato dato da Traiano verso
il 103; e tale opinione fu accettata dal CardinalK 9 ), n6 contraddetta dal Garrucci (10).
Checche sia dell'anno preciso, in cui le armate d'ltalia si principiarono a fregiare della
denominazione di praetoriae, si puo credere ch* essa da loro fosse stata assunta per
trovarsi direttamente, come le cohortes praetoriae, sotto il comando del prin-
cipe (11). Avvertasi poi che ha con cio relazione la designazione di trierarchus Au-
gusti, la quale incontrasi in due epigrafi (12),
La mancanza del titolo di praetoriae nella Notitia viene in confermazione di quel
che si e detto; perocch^ le armate di Miseno e di Ravenna, insieme con altre minori
(1) N. 23.
(2) N. 24, 368.
(3) N. 370.
(4) N. 29.
(5) N. 19.
(6) Not. diyn., Occ, XLII, 7, 11.
(7) Be magn. Horn., lib. I, cap. v.
Ferrbro.
(8) Memorie della R. Accad. delle scienze di To-
rino, t. XXIII, 1818, Sc. mor., p. 89 e aegg.
(9) Diplomi , p. 171.
(10) Class, pr. Mis., p. 9.
(11) Mommsen, Rom. Staatsr. , 2* ediz., vol. II,
p. 837.
(12) N. 40, 549.
9
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— 66 —
cTItalia e delle Gallie, si trovavano allora sotto il magister militum praesentalis
a parte peditum, come abbiamo gik veduto. Sotto Caracalla od Elagabalo probabil-
mente Tuna e l'altra ricevettero altresi i nomi di pia mndex ; sotto Gordiano Pio
la misenense & detta/ua mndex Gordiana, e pia mndex Philippiana sotto Filippo,
per Tusanza invalsa dopo Caracalla di chiamare corpi di milizia (legioni, ale, coorti)
coi cognomi degrimperatori regnanti, mentre le denominazioni tratte dai gentilizii,
e piu raramente dai cognomi degrimperatori nei due primi secoli, si mantennero
anche in appresso 0) : quindi, a suffragare il nostro argomento, accenneremo a due
armate della Pannonia, al tempo della Notitia denominate Flamae; nome, che da
uno dei Flavii del primo secolo ebbero le armate del Danubio dette Pannonica e
Moesiea.
S'incontra poi la doppia forma Misenensis o Misenas; talora troviamo la
classis praeioria Misenatium, e i soldati detti anche semplicemente Misenates.
Riunisco queste varie denominazioni, non tenendo conto di alcune forme errate (2).
Classis quae est Miseni, 23.
Classis Misenensis, 172, 220, 307, 316.
Classis praeioria Misenensis, passim.
Classis praetoria Misenas, vel Misenatium, 32, 123, 146, 160, 216,
244, 245, 292, 304, 318, 344 (3).
Classis praetoria Misenatium pia mndex, 31, 354.
Classis Misenensis pia mndex Gordiana, 18.
Classis praetoria pia mndex Philippiana Misenensis, 28.
Classis Misenatium, 30; Not. dign., Occ. XLII, 11.
KXdCTCT. TTpCUTUip. MeitfllVUJV, 43.
MeicTrivaiv <Jt6Xos, 18.
La stanza piu importante dell'armata di Miseno era nel porto del medesimo nome
sul golfo di Pozzuoli. Ivi stava il prefetto ( 4 ), ivi si diseppellirono molti epitafii di
classiarii, ed il nome di un luogo presso Tantica Miseno, detto Miliscola, si voile
derivare da militum schola, luogo di esercizio de' soldati classiarii (5). Nelle vicine
Baia e Pozzuoli e in qualche altro luogo della Campania si rinvennero non pochi titoli
sepolcrali di soldati dell'armata misenense (6). Anche in Ostia, dove Claudio scavd
un grande porto, ampliato da Traiano, si trovavano stanziati legni misenensi, come
gi& navi da guerra al tempo della repubblica si trovavano nell'antico porto. Ostia
pero era un emporio commerciale, destinato a mettere in comunicazione Roma col
(1) Vedi Henzen negli Ann., 1857, p. 27. rata in vece di Misenas, n6 e improbabile che il qua-
(2) Per es. : clas. pra[et.) Misenesae , n. 140; pr. dratario abbia dimenticata la parola classis. Cf. n. 387.
cl. Mes., n. 201 ; praetori Misenensis, n. 319. (4) Plinio, Ep. , VI, 16.
La mancanza del titolo di praetoria non e sempre (5) Cf. Garrucci , Cl. pr. Mis. , p. 29. Sulla topo-
indizio di maggiore antichita della lapide: si osservi grafia del porto di Miseno vedi quest* opera, p. 6 e
che l'epigrafe n. 18, ove non si legge questo titolo, seg.
d dei tempi di Gordiano Pio. (6) Cf. Vegezio, il quale, dopo aver accennato all'ar-
(3) In una lapide di Civitavecchia leggiamo : M. Pi' mata apud Misenum, pari a delle navi quae in Cam"
tronius Maximianus mil. Misenat. (n. 284). L'ul- pania stab ant , ed alle quali praefectus classis Mi-
tima voce pu6 compiersi Misenatium^ o pu6 essere er- senatium praeerat (IV, 32).
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67 —
mare, non un porto militare come Miseno e Ravenna. Da Porto, luogo che ricorda
Tantiqo portus ostiense, vennero parecchi titoli sepolcrali di militi misenati; ed una
lacera epigrafe cola trovata, accettando la probabile restituzione del Garrucci, ricor-
derebbe i militi dell'armata misenense, che si trovavano in Ostia, e che per aver
ricevuto doppio stipendio dedicarono a Commodo la lapide (n. 7). La sigla TR. nella
linea 5 non puo spiegarsi che per tr(ierarchus), ne si puo
supporre che i classiarii, trovantisi sub [euro] di lui appar-
tenessero ad una sola nave; onde si conferma il passo, gia
altrove citato, di Tacito, in cui si accenna ad un trierarco,
comandante delle liburne, che erano in Corsica (1). Si ha
cosi prova novella che talvolta a tempo e straordinaria-
mente si affido ad un capitano di nave la direzione di piu
legni; cosaper nulla strana, e che si pratica tuttora. An-
che a Centumcellae (Civitavecchia) si scoprirono sepolcri
di militi appartenenti a navi stanziate nel porto ivi scavato da Traiano, le quali
sono di entrambe le armate pretorie (2) .
In Roma altresi si trovavano in presidio soldati di amendue le armate d'ltalia, i
quali prestavano servizio nelle spedizioni guerresche (3); nella citta poi si adoperavano
nelle naumachie e a stendere il velarium nell'anfiteatro per riparare gli spettatori
dai raggi del sole (4). I castra Misenatium, ricordati dalla Notitia regionum e
dal Curiosum urbis (5), si trovavano nella regione terza, in quella cioe, ove s'inal-
E • IMP • CAES • COM
PIO • FELICE • SACK • QV
M • DVLIC • MILIT • CL
SENT • OSTIA • SVB
TI IVSTI • TR • VII* • ID
MODO • AVG • V COS
TE • PR1SC0 $
(1) Hist., II, 16. Cf. pag. 34.
(2) II comm. de Rossi, nel Bull. delVInst., 1865,
pag. 42-46, pubblicd novo epitafii, fra i quali sei di
classiarii (n. 146, 161, 284, 395, 431, 569), tutti rinve-
nuti in un sepolcreto presso Civitavecchia. Le monete
trovate nelle torabe sono del secondo secoloo del prin-
cipio del terzo, ed anche la forma delle lettere delle
epigrafi accenna al tempo degli Antonini.
Altri dodici titoli sepolcrali, di cui otto di classiarii
(n. 149, 179, 191, 252, 270, 320, 432, 476), ivi pure sco-
perti nel 1864, invano ricercati dal de Rossi, fu-
rono visti e pubblicati nello scorso anno (1877) dal
sig. Domenico Annovazzi ispettore de' monumenti e
degli scavi di quella citta (Notizie degli scavi di an-
tichita cotnunicate alia R. Accademia de' Lincei per
ordine di S. E. il ministro delta pubblica istruzione,
1877, giugno, p. 123 e seg. ; novembre, p. 264 e seg.), il
quale osserva: a Quel tratto di suolo, donde i titoli ven-
<( nero disseppelliti, sembra fosse designato esclusiva-
« mente alia inumazione dei classiarii e delle donne loro.
« Imperocche niuna lapide vi si e trovata che accenni ad
a altre persone della citta, la quale era pure popolata
a ed ampia in quei tempi, e nel secondo e terzo se-
« colo gia primeggiava tra le maggiori dell'Etruria.
9. Porto. Fea, Iscriz. console p. 339; Garrucci,
CI, pr. Mis., n. 3, da apografo del ch. G. B. de
Rossi.
[Pro salutje imp. Caes. Com[modo Aug.] Pio
f slice sacr. qu[od stipendiu]m du(p)lic. milit. cl. [pr.
« Che se qualche raro sepolcro di epoca romana e stato
« dissotterrato in questi ultimi anni nei dintorni di
« Civitavecchia, lo si e trovato quasi sempre a levante
« della citta, e non mai per quanto io sappia dal lato
a di maestrale, ove e posto il sepolcreto in discorso »
(p. 264).
(3) « Classici omnes ideo praetendunt, quod ad vias
a muniendas primi exeunt. » Igino, De castr. munit.,
24, ed. Lange. Altrove, dando un piano di un eser-
cito, lgino ramraenta 500 classici Misenales e 800
classici Ravennates. II piccolo scritto d'Igino sembra
appartenga al terzo secolo (Gemoll neWffermes, XI,
p. 164-178; Droysen nel Rhein. Museum fftr Philol.,
Neue Folge, XXX, 1875, p. 469).
(4) « . . . militibus classiariis, qui vela ducebant in
« amphitheatro*. » Lampridio, Comm. } 15. Gia ai tempi
di Yespasiano classiarii andavano a Roma per turno da
Pozzuoli e da Ostia: « Classiarios vero, qui ab Ostia
a et Puteolis Romam pedibus per vices commeant, pe-
« tentes constitui aliquid sibi calciarii nomine, quasi
u par urn esset sine responso abegisse, iussit posthaec
« excalciatos cursitare : et ex eo ita cursitant. » Sve-
tonio, Vesp., 8.
(5) t Regio III, Ieis et Serapis continet castra
Mis. qui es]sent Ostia sub [cura]Ti. Iusti tr. VII
trf...[.. imp. Com\modo Aug. V cos. [dedican\te Pn-
sco. Garrucci.
2, Felice per felici. — 4, Ostia ablativo per Ostiae,
se ne hanno altri esempii.
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- 68 —
S
LIC AL
MENTA RIA
cASTR AMISEna
TIVM
zava Tanfiteatro Flavio. II Fabretti li poneva presso i castra dei pretoriani (l); Ennio
Quirino Visconti, con debole argomento, li disse collocati nella villa Caetani presso
S. Maria Maggiore per essersi in quel sito trovato un musaico raffigurante cose
marine ( 2 ). In un frammento della pianta capitolina (n. 8),
conservato solo dalle schede vaticane, sono indicati i [c]astra
Mise[na]tium, ed il Canina, interpretando la prima linea
per [Basijlica L[iciniana] y collocava tale basilica nella re-
gione quinta presso la chiesa di S. Vito, e poneva vicino a
questa i castra Misenatium, i quali si sarebbero cosi tro-
vati nel luogo, dove confinavano le regioni terza e quinta (3).
Nelle schede del Fea comunicate all'Henzen si trovo un' iscrizione rotta (n. 9),
di cui parte rimane ancora nel museo Late ran ense. In essa Tinsigne epigrafista
vide accennata un' ampliazione dei castra Misenatium,
fatta da un imperatore che, secondo lui, sarebbe Gordiano III
(238-244). La nota dei Fea su tale iscrizione, trovata il
di 9 marzo 1812 fra gli calcinaeci fuori delta parte
semicircolare delle terme di Tito, benche poco precisa,
basta nondimeno, secondo THenzen (4), per dimostrare false
le precedenti opinioni, < giacche la parte semicircolare delle
« terme di Tito essendo diretta verso la via Labicana, le castra de' Misenati non
« ponno essere state situate al di sopra delle terme, ma vengono riportate al ter-
< reno frapposto fra esse e Tattual via lateranense, e trovavansi esse pure non
« lontano dall'anfiteatro, nel quale sappiamo i classiarii aver prestato servigi, sten-
« dendo le vela in esso usate. >
II sepolcreto poi dei soldati misenensi di stanza nella citta si trovava, come so-
spetto il Fabretti (5), e come affermano THenzen ( 6 ) e il de Rossi (?), presso la
via Appia tra il secondo ed il terzo miliario, quasi a cavallo tra la vigna un tempo
delle Mendicanti, poi Cassini, quindi Ammendola, e la contigua del Pinto, gi&
Corsi (ai tempi del Fabretti, Benincasa).
Dei soldati dell'armata misenense in Roma abbiamo ancora memoria in due iscri-
S • PIVS • FELIX
III • IMP • II • COS • P
*OMM • MISEN
VMPLIF
« Misenatium (Misenantium, Curios.).* Jordan, To-
pographie der Stadt Rom im Alterthum , vol. II ,
Berlin, 1871, p. 544, 545, cf. p. 574^ Forma urbis
Romae regionum XI III, Berolini, 1874, p. 54.
(1) Inscr.y p, 365.
(2j Mvseo Pio Clementino, vol. I, p. 8.
(3) Indicazione topografica di Roma antica^ 4 a ed.,
Roma, 1850, p. 109.
(4) Ann. delVInst., 1862, p. 64. Cf. Jordan, Topogr.
der Stadt Rom, vol. II, p. 116.
(5) Inscr., p. 364, 365.
(6) C. I. L., VI, p. 757.
(7) Roma sotterranea cristiana y t. Ill, Roma, 1877,
p. 637.
%, Jordan, Forma urbis , p. 57, tab. I, n. 5.
1-2, [Bast] lica L[iviae] (in luogo di porticus Li-
viae) [fru]mentaria. Henzen negli Ann., 1862, p. 66,
e 1869, p. 49. a Res incevta: quod ipse conieceram
« [Vesti]mentaria mutata L in V nunc improbo. »
Jordan.
9. Henzen, L c; C. I. L., VI, n. 1091. Egli la re-
stituisce cosl : [Imp. Caes. M. Antonius Oordianu]s
Pius Felix [Aug. pontif. max, trib. potest.] Ill imp.
II cos. p. [p . . . .] Romae Misen[atium castra solo
privato] amplif[icavit].
Le lettere ora mancanti sono inclinate. — 3, M/E
in monogr.
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— 69
zioni dedicate per ricordare ludi dati dai vigili insieme con questi classiarii in onore
della casa Augusta (n. 10, 11); iscrizioni, di cui Tuna porta i nomi di Caracalla e di
Giulia Domna, con la data del 212, l'altra & di poco anteriore (!).
to
PRO • SALVTF • ET INCOLVMITa
TE • VOUINI NOSTHI MARCI .
AVRELI • SEVERI . ANTONINI . PH . Aug
ET • IVLIA^ . AVG . JTATRI AVG . N et
« gastrowu. «
CBRELLIO APOLLINARE • PR • VIG • ET • FIRMIO • AMVNTIAno
SVB • PR • FXPIO FIRMO > FR • RVFIO VERINO > FR
FVLVIO SOCflATEN TESSERARIO • CLAVD1VS CNORIMus
AEDILIS FACTVS A VEXILLATIONE ET LVDOS EDIDIT DE
SFIS AC120AMATIS • ITEM SCENICI • CLVVIVS GLABER ARCH
CAETEmVS EVCARPVS • ARC • VOLVSIVS INVENTVS • STVP • SVELLIus
SSCVNDINVS • STVP • LVCILIVS • MARCIANVS • ARC • VINDICIVS • FELt* • •
FLAVIVS • SATVRNINVS • SCVR DATIBVS BAIANVS OPERA • FBLICISst<.ia
(nomina vigilum)
(nomina vigilum)
{nomina vigilum)
ITEM CLASSIS PR M
> • QVADRIERI FIDE
NAEVI EVTVCHI AN #
> • TRIERIS SPEI
FLAVI ANTIOCE
IVLI D OMNI ON
> • LIBVRNA FIDEI
AELI ALEXANDR • •
DEDICATA III ID- APR. AS^o
ET ASPRO COS «
(1) Tratt6 di queste epigrafi il Momrasen uq\V Hermes, V, 1870, p. 303-305.
fO. Trovata a Roma. Ora la parte a e nel museo di
Verona, la parte b a Firenze nel giardino Corsini.
La parte a ; Gori, I. E., I, p. 123, 8 (donde Mura-
tori, p. 249, 3) ; Maffei, Mus. Ver., p. 101, 3. La
parte b: Montfaucon, Liar. Ital., p. 383; Gori, /. 2?., I,
p. 125, 13; III, p. 297, 438; Muratori, p. 877, 1;
Kellermann, Vig., n. 14; Garrucci, CI. pr. Mis.,
n. 76. Tutta : C. I. L., VI, n. 1063.
Le lettere inclinate mancano attualmente.
10, arch(imimus) . — 11, stup(idus). — 13, $cur(ra).
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70
11.
ludos EDEDIT OB D I e M natalem (?)
AGENTIBVS • COMMILITONIBVS CVM SVIS ACROAMATIBVS NOMINIBVS
INFRASCRIPTIS • CLVVI • GLABER • ARC • DEMETRI AMMONI ARC • GRECVS
VALERI HERACLlDA STVP • GRECVS • LVCILIVS MARCIANVS STVP • GRECVS AVRELI
ALEXANDER SCEN • GRECVS AVRELI SERENE SCEN • GRECVS VARENI • FORTVNA
TE • SCENICVS GRECVS • FfaVIVS lOVINVS SCRIPSIT
{nomina vigihim)
{nomina vigilum)
(nomina vigilum)
Item • ex • cl • pr • mis
> • qvadriere • fide
NEV I EVTYCHlA.Vf:
• > • TRIERE SPE
FL AV I ANTIO C HE
IVL I DOMN/OJV
HORTENSI MAXIME
Penso il Robiou (1) che il comando delle armate d'ltalia sia stato da Augusto affi-
dato ad un solo prefetto, e che piu tardi due se ne siano istituiti, l'uno per la mise-
nense e l'altro per la ravennate. Egli si fonda sulle iscrizioni, le quali menzionano
soltanto il praefectus elassis senz'altra indicazione. Tali epigrafi sono quelle di
Aulo Castricio Mirione (2), di Sesto Aulieno (3) e di Tiberio Giulio Optato Ponziano (4).
La prima, come abbiamo detto, e anteriore al 734, e quindi probabilmente anche
all'ordinamento dato da Augusto alia marineria. La terza appartiene al liberto im-
periale ricordato pure nel diploma del 52, in cui l'armata di Miseno e detta elassis,
quae est Miseni, sab Ti. lulio Augasti lib. Optato ( 5 ); prova che nel lin-
guaggio ufficiale la denominazione di elassis Misenensis non si era ancora a quel
tempo introdotta,.siccome lo era gia nel 71, della qual cosa ci porge testimonianza il
diploma di Vespasiano ( 6 ). Nello stesso anno un diploma menziona la elassis Raven-
nas (7), ma un'iscrizione triestina appartenente a Publio Palpellio Clodio Quiri-
nale, che sappiamo da Tacito ( 8 ) essere stato nel 56 praefectus remigum qui
(1) Revue archdol., n. s., XXIV, p. 142.
(2) N. 5.
(3) N. 12.
(4) N. 13.
11. Trovata a Roma. Ora a Firenze nel giardiuo
Corsini. Montfaucon, Diar. ItaL, p. 384; Gori, /. E., I,
p. 129, 14; Muratori, p. 876, 3; Kellerruann, n. 48;
Garrucci, CL pr. Mis., d. 76; C. I. L., VI, n. 1064.
Che questa alia precedent© sia anteriore lo prov6
(5) N. 23.
(6) N. 24.
(7) N. 368.
(8) Ann., XIII, 30.
il Mommsen daU'esser in essa Cetenio Eucarpo detto
sc(enicus), e nel n. 10 arc(himimus). Parte dei nomi
dei vigili n ell 1 una e nell'altra sono uguali: cost di
quattro classiarii indicati in questa lapide tre si tro-
vano pure nella precedeute.
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— 71 —
Ravennae haberentar, lo chiama soltanto praefeetus elassis W. Ed Aniceto nel
59 6 dallo stesso storico appellate classi apud Misenum praefeetus (2). Quindi ap-
parirebbe, a mio giudizio, che sotto Nerone s'introdussero gli speciali addiettivi per
indicare Tuna e l'altra delle armate deiritalia (3), mentre la separazione dei comandi
di ciascuna di esse si puo provare fin dal terz'ultimo anno deirimpero di Claudio:
ne 6 probabile che sotto i tre imperatori antecedenti la cosa fosse di versa. Riesce
percio spiegabile la mancanza del nome dell'armata neir iscrizione di Sesto Au-
lieno, dei tempi di Tiberio, per la quale si osservi ancora ch'essa proviene da Ve-
nafro, luogo non distante da Miseno, ed al quale spetta inoltre l'epigrafe di un per-
sonaggio della tribu Terentina, di et& incerta, di cui manca il gentilizio, e che occupo
la prefettura di una elassis non designata; ma che fu con ogni probability la mise-
nense (4). Talvolta anche in iscrizioni posteriori si trova la semplice indicazione di
elassis senz'aggettivo. Cosi in un'epigrafe di Pozzuoli ed in una di Aquileia abbiamo
rispettivamente un veteranus ex elasse (5); in una lapide di Colonia un proreta...
ex elasse (6) ; in un' iscrizione patavina un miles elassis ("7); in un cippo del museo
di Napoli uno schiavo di Traiano e detto dispensator elassis (8); ed in un'epigrafe
di Pesaro, ora ad Urbino, che il Bormann
per la forma delle lettere reputa spettante
al principio del secondo secolo (9), leggesi
una dedicazione a Publio Cornelio Cicatri-
cula praefeetus elassis ( 10 ), evidentemente
della ravennate (U).
Ecco la serie de'prefetti deirarmata mi-
senense, che gli scrittori e le epigrafi ci
hanno fatto conoscere :
12.
SEX
AVLIENO
ANI
primo • pIl • n •
PRAEF • LEVIS •
PRABF • CASTR • IMP
SEX . F
T R • M I L
A R M A T
• CAESAR
1. Sex. Aulienus Sex.f., ricordato
dalla citata iscrizione venafrana (n. 12), fu
prefetto di quest'armata sotto Tiberio.
avg • et • ti • caesaris • avgvsti
praef • classis • praef • fabr • h • vir
venafri • et • foro • ivll • flamini
avgvstali
nedymvs • et • gamvs
lIb
2. Ti. Iulius Augusti lib. Optatus Pontianus. Liberto di Tiberio, compare
(1) N. 359.
(2) Ann., XIV, 3.
(3) Se il miles ex das. Rav., a cui appartiene un
epitafio trovato presso il lago Fucino (n. 477) , prese
parte agli spettacoli ivi dati da Claudio, si avrebbe
un valido argomento per dedurre che g\h al tempo di
que8to principe osistevano le denominazioni speciali
per le due armate , sebbene non ancoi*a accettate nel
linguaggio ufficiale.
(4) N. 21.
(5) CI. Mis., n. 200. — CL inc. , n. 562.
(6) CI. Germ., n. 530.
(7) CI. inc., n. 574.
(8) CL Mis. , n. 139.
(9) Hirschfeld , Untersuch. aus dem Geb. der
roem. Verwalt. , vol. I, p. 125.
(10) N. 360.
(11) In due iscrizioni abbiamo soldati elassis prae-
toriae (n. 81, 324), manca il nome di Misenensis.
lfc. Venafro a in domo episcopi. » Mommsen, J. R. N., n. 4628; Garrucci, Cl.pr. Mis., n. 12.
5, IMPER. Garr.
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— 72
13
TI • IVLIO • AVG • L
nel diploma, piu volte accennato, di Claudio del 52
(n. 23) ed in un'epigrafe (n. 13). E la stessa persona
optato • pontiano dell' Optatus Elipertius praefectus classis, il quale,
procvratori • et dice Plinio seniore, Tiberio Claudio prineipe
inter Ostiensem et Campaniae oram sparsos (sca-
rosj disseminavit (*).
PRAEFEC • CLAS6IS
TI • IVLIVS • TI • F • FAB
OPT ATVS • fl • VIR
3. Anicetus. Liberto. Educatore di Nerone e perfido ministro deisuoi piu orri-
bili delitti. Comandava nel 59 Tarmata di Miseno, e consiglio il prineipe, che, tro-
vandosi a Baia, meditava sul modo di torre di vita la madre, a farla perire per
mezzo di una nave, la quale, aprendosi ad un tratto, le desse tomba negli abissi del
mare. Non riuscito il disegno, per essere Agrippina scampata a nuoto, egli accetto
rincarico di farla trucidare, e con due suoi dipendenti, un centurione ed un trierarco,
compie l'assassinio. Caduto di poi in disgrazia, venne richiamato per perdere Ot-
tavia (62), ch'egli accus6 di adulterio. N'ebbe premii, ma apparentemente venne
confinato in Sardegna, ove morl (2).
4. Oscus (al. MoschusJ. Liberto. Alio scoppiare della guerra contro Vitellio
(69), ebbe da Otone il comando delle navi (3) (esembra che si congiungessero le due
annate d'ltalia). L'armata s'impadroni dell'Italia occidentale fino alle Alpi Mari-
time, disert6 le spiaggie della Liguria, meno strazio di Albio Intemelio (Ventimiglia),
tenne testa ai Vitelliani nella Narbonese; e, alia fama di tali successi, la Corsica e la
Sardegna si pronunziarono per Otone (4). Pero, poco dopo, la giornata di Bedriaco
decideva delle sorti della guerra e deH'impero; ed Otone, vinto, si toglieva la vita.
5. Claudius Iulianus. Fu prefetto dell'armata di Miseno sotto Vitellio; giac-
che Tacito racconta come Vitellio per raddolcire i soldati di essa, che a lui si ribella-
vano, mando questo Claudio Giuliano, e soggiunge: is nuper classem Misenensem
molli imperio rexeratft). Probabilmente egli e lo stesso che il Iulianus curans
gladiatorium munus Neronis principis, menzionato da Plinio (6).
6. Sex. Lueilius Bassus. Una nuova guerra scoppiava con la salita di Vitellio
al trono per aver le legioni di Oriente rivestito della porpora Vespasiano. Vitellio no-
mino comandante delle armate di Miseno e di Ravenna Sesto Lucilio Basso, gik prae-
fectus alae } ma costui con Cecina, altro generale di Vitellio, si diede ai Flaviani
con Tarmata di Ravenna (69) ( 7 ). II nome di Lucilio Basso si trova altresi in due
(1) N. E. y IX, 17. Cf. Philologus, 1869, p. 76 , (4) Tacito, Hist., II, 12-16.
n. 116. (5) Id., Ill, 57.
(2) Tacito, Ann., XIV, 3 e negg., '62; Svetonio , (6) N. H., XXXVII, 11.
Nero, 35; Dione Cassio, LXI, 13. (7) Tacito, Hist., II, 100; III, 12, 36, 40.
(3) <r Curam n avium Oscus (al. Moschus) libertus
o retinebat. » Tacito, Hist., I, 87.
13. Terraciaa. Gruter, p. 423, 8; Morcelli, De stilo inscr., Latin., ed. 2", II, p. 284; Cardinali , Dipl. ,
p. 15; Garrucci, CI. pr. Mis., n. 13. — 4, PRAEF • Garr.
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— 73 —
diplomi del 71, estratti di due leggi diverse di privilegio, promulgate lo stesso giorno,
Tuna in favore dei veterani deirarmata di Miseno, Taltra in favore di quelli della
ravennate (n. 368). Nel detto anno egli non era piu ammiraglio; nondimeno Ve-
spasiano, al quale giovd raver Lucilio Basso abbandonato Vitellio, e che se ne valse,
dandogli un comando di cavalleria, per domare la Campania (l), riconobbe come legit-
timo il precedente comando di entrambe le armate , e quindi lo nomino nelle leggi di
conferimento della cittadinanza e del connubio promulgate per ricompensare i soldati
dell' aver abbandonato Vitellio; siccome gik aveva premiato parte di quelli dell'ar-
mata di Ravenna con Taderire al loro desiderio di essere incorporati nelle legioni (2).
7. Claudius Apollinaris. Al traditore Lucilio Basso venne nella prefettura
deU'armata di Miseno sostituito Claudio Apollinare (3), che, non piu fedele di lui,
si volse alia parte flaviana insieme col gia nominato Claudio Giuliano, comandante
di un corpo di gladiatori, mandato da Vitellio per ritenere in dovere l'armata. Essi
impadronironsi di Terracina, che venne ripresa da Lucio Vitellio, fratello dell'im-
peratore; Apollinare scampo con sei navi, Giuliano venne fatto prigioniero e truci-
dato; le altre navi furono prese od affondarono ( 4 ). Intanto Tesercito flaviano si
avanzava verso Roma , dopo fiero combattimento prendeva la citti, e la turba fu-
rente faceva miserando scempio di Vitellio (5).
8. C. Plinius Secundus. Ignoriamo i nomi dei prefetti sotto Vespasiano. Impe-
rante Tito, nel 79 occupa questa carica Plinio, autore della Storia naturale, il quale,
trovandosi a Miseno quando accadde la terribile eruzione del Vesuvio, che seppelli
Ercolano e Pompei , corse per istudiare da
vicino il fenomeno, e vi rimase vittima (6).
li.
9. Iulius Fronto. II nome di questo
prefetto s'incontra nel diploma di Adriano
del 129 (n. 25).
10. M. Calpurnius M. f. Seneca
Fabius Turpio Sentinatianus. Si trova
menzionato in un diploma di Adriano del 134
(n. 26) e in una lapide di Siviglia, in cui &
ricordato come praefeetus classis praeto-
M • CALPVRNIO • M • F •
GAL • SENECAE • FABIO
TVRPIONI • SENTINATIANO
PRAEF • CLASSIS • MISENEN
SIS • PRAEF • CLASSIS • PRAETORIAE • RA
VENNATIS • PROC • PROVINCIAE
LVSITANIAE • ET • VETTONIAE • P-P • LEO
I • ADIVTRICIS • ORDO • C • C • R
M • CALPVRNIVS • SENECA • H0N(5RE
VSVS • IMPENSAM • REMISIT
(1) Tacito, Hist., IV, 3.
(2) Id., Ill, 50. Cf. Mommsen nella Ephem. epigr.,
II, p. 457-459.
(3) Id., Ill, 67. £ piu probabile che Claudio Apol-
linare abbia segulto immediatamente Lucilio Basso
14. Siviglia (Hispalis). C. I. L. , II , n. 1178.
8, Tr mon. ; c(olonorum) c(oloniae) R(omulensis)
nome di Siviglia.
Alio stesso appartiene il frammento : M • CAL-
Fkrrero
nella serie degli ammiragli dell 1 armata di Miseno ,
anziche tra essi siavi stato Claudio Giuliano.
(4) Tacito, Hist., Ill, 57, 76, 77.
(5) Ibid., 78 e segg.
(6) Plinio il giovane, Ep. f VI, 16.
PVR | SENECAE -FA | SENTl ,
gia ad Alcala del Rio, ora a Siviglia (C. I. L., II,
n. 1083), cf. n. 1084 e la nostra iscrizione n. 361.
10
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- 74 —
riae Raoennatis, e poscia come praefectus classis Misenensis (n. 14). Si noti
che la mancanza del titolo di praetoria alia classis Misenensis e senz'alcun
dubbio dovuta solo ad oraissione del lapicida.
11. Valerius Paetus, norainato nel diploma di Antonino Pio del 145 (n. 27).
12. P. Cominius P. f. Clemens, a cui spetta una lapide da pochi anni sco-
perta (n. 15), dalla quale k indicato come prefetto dell'una e dell'altra armata pre-
toria. Fu procurator Augusti Daciae Apu-
**• lensis, e siccome la divisione della Dacia in tre
parti (Porolissensis, Apulensis } Maluensis)
venne compiuta sotto Marco Aurelio(l), cosi
la prefettura delle armate fu occupata da Co-
minio Clemente o sotto o dopo questo principe.
Non sappiamo poi se
le ebbe nello stesso i«.
tempo, ovvero suc-
cessivamente sotto i
suoi ordini.
COMINIO ■ P
CL • CLEMENTI
PRAEF • CLASSIVM • PRAET •
MISENENS • ET • RAVEN N-
PRAEPOSITO • A CENS • PROC •
AVG • XX • HER • PROC • AVG • PRO
VINC • LVSITAN • PROC • AVG
PROV • DACIAE • APOLENSIS sic
SVB PRAEF • ANN • PROC • AVG
AD • FAMIL • GLAD • TRANSPA sic
PROC • AVG • XX • HER • PER • HISP
CITER • OMNIB • EQVESTRIB
MILIT • FVNCT • PONTIF • PA
TRON • COLONIAR • CONC/
AQVIL • PARMENS • VENAFR
G N
GN • F
PRAEF •
PRAEF •
M A *" c i o
• STEL • RVST»o
CLASS • PR mis
CLASS • RAV leg
ORDO • CONC
AVG • PROV • SYRIAE trib
COH • I • PRAET 'TRtf-cofc- *w
BAN • TRIB • COH • VI • vig*
TRANSPADAN • P
CVST • ORDINIBV
ROMANO -XV- VRB
FRENAT
13. Cn. Mar-
citis Cn.f. Rus tius
Rufinus. A lui spet-
tano le iscrizioni n.
16 e 17. La prima
lo mostra prefetto
della armata di Ra-
venna e poscia di quella di Miseno. La seconda lo dice praefectus classium prae-
toriarum Misenatium [et Ravennatium]; ma col confronto della prima non e da
credersi ch'egli abbia nel medesimo tempo riuniti i due comandi. Con cio si puo forse
anche pensare che Cominio Clemente sia stato prefetto dell'una e poi dell'altra ar-
mata, non di entrambe ad un tempo. Si osservi che, allorquando le due prefetture
vennero successivamente occupate, antecede quella della ravennate; tuttavia gli
esempii, che abbiamo, sono troppo scarsi perche si voglia inferire che gerarchica-
mente questa fosse a quella della misenense inferiore. Dopo tali prefetture Cneo
Marcio Rustio Rufino fu prefetto dei vigili sotto Settimio Severo (2).
(1) Forse gi& sotto Antonino Pio (Marquardt, Rom.
Staatsverw. , vol.1, p. 153).
15. Concordia. Bertolini nel Bull. deWInst., 1874,
p. 33; C. I. L. % V, n. 8659.
1G. Mercogliano presso Avellino. Man si, Crit. H-
fless. sulla vita di S. Modestino ecc, Napoli, 1793;
Effdmer. encicl., Napoli, giugno 1794, p. 55.— Momm-
(2) Lo era nel 205. Vedi Kellermann, Vig., n. 2.
sen, I. R. N. , n. 1884 , di cui d la divisione delle
linee.
II Garrucci [Spec, inscr. Benev., in Dissertazioni
archeolog. di vario argomento y Napoli, 1864, p. 182)
pensa, con ragione, che quest'epigrafe sia corrotta.
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— 75 —
19.
CN • MARCIO • CN • FliHO RVSTIO rufino . praef . co
HORTIVM • VIGILVM • i>rAEPOSITO • ANnonae imp • caes • J • septimi
SEVERI • PlI • PERTINAC • E t M • AVRELII • ANTONtni auptwforum p/-a«f •
CLASSIVM • PRAETORIAruM • MISENATIVM et ravennatium Irib • coh
ORTIVM • PRIMAE • PRAE foRlAB XI VRBAN • et vi vigilum o (?) legi
ONVM • Hi • CYRENAICAE • ITT • GALLtcae et et salinato
RIAE • P • FIL • AVGVSTINAE • Elius
19.
18.
14. Valerius Valens. In un titolo votivo (n.
prefetto. La denominazione di pia mndex
Gordiana, data all'armata, lo assegna ai
tempi di Gordiano III (238-244).
15. Aelius Aemilianus. Comandava
Tarmata di Miseno nel 247, come appare
dal diploma dei Filippi.
16. . . . ou . . . us. Le lettere del
nome di questo prefetto, che le note crono-
logiche dell' epigrafe n. 19 assegnano al-
l'anno 302, imperante Diocleziano, sono
troppo poche perche se ne possa ten tare una
restituzione.
18) occorre il nome di questo
DEO
M A GNO
ET FATO
BONO
VAL • VALENS •
V • P • praeFect •
CLASSIS • MIS •
P -V • GORDIANAE
VOTVM • SOLVIT
0EQ MEnCTQ KAI KAAH MOIPA
OYAAHC • APXHN AAXQN EnAP
XON MEICHNQN CTOAOY ECTH
CA BGMON EKTFAQN EYXHN sic
EMHN
max per* ICO • MAX • Vll • BRITT
maac-caRPICO • MAX • ARMENIACO • Marc
medtcO • MAX • ADIABENICO • MAX •
tr . pot • XVIIII • CONS • VII • PP •
t . . . T VS . v P • PRAEF • CLASS • PRAET •
mi e. nu MINI • MAIESTATIQ • EIVS • DICATISSIMVS
19. Benevento. Iscrizione in tre frammenti, di cui
a e b con supplement furono dati dal Mommsen , I.
R. N. , n. 1460, c dal Garrucci, CI. pr. Mis., p. 8.
II Garrucci riuni i tre frammenti da lui trascritti, e
li suppll: Dissert, archeol., p. 182, n. 16; Le antiche
iscriz. di Benevento, Roma, 1875, p. 128, n. 148.
Per i supplementi il Garrucci si giovd di quest' al-
tra epigrafe spettante al medesimo personaggio :
D M [ RVSTIAE SA | BINAE QVAE | VIXIT AN VII |
MENSIBVS • XI | DIEBVS • II | CN • MARC1VS | RV-
ST1VS RVFIN | PATER TR COH | Vi VIG« ET |
SALINATORIA | AVGVSTINA | MATER FILIAE j
DVLCISSIMAE. Benevento. Mommsen , J. R. N. ,
n. 1461; Garrucci, Iscr. di Ben., n. 150.
IS. Base di marmo trovata presso Miseno. Museo
di Napoli. Mommsen t J. R. iV., n. 2649; Garrucci,
CI. pr. Mis., n. 18. Fiorelli, Cat. del museo nazion.
di Napoli. Raccolta epigrafica. Iscr. greche ed ita-
liche, n. 43. La stessa iscrizione latina trovasi ripe-
tuta nei quattro lati dell'ara; in tre, insiemo con la
greca aggiunta posteriormente. In ogni lato vi e qual-
che varieta.
19. Pozzuoli. Collezione del seminario S. Francesco.
Mommsen,/. R. iV., n. 2650; Garrucci, CI. pr. Mis.,
n. 4. Or a nel museo nazionale di Napoli. Fiorelli,
Catal. del museo nazion. di Napoli. Raccolta epi-
grafica. Iscr. lat. y n. 506.
1, manca in Momms. e Garr. — 2, ARMENICO
Momms. — 4, p • xviiii Garr.
L'epigrafe e dedicata a Diocleziano.
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— 76 -
17. Flavius Mariantis. Al principio del quarto secolo spetta probabilmente
questo prefetto, noto per Tepigrafe n. 20.
to.
SCH0L A • ARMATVR
FL • MARIANO VP • PRAEF •
«'c CLASSIS • EE CVRATORI
REIP • MISENATIVM CVIVS
NOBIS ARGVMENTIS
PONTE LIGNEVM QVI PER
MVLTO TEMPORE VETVSTATE •
CONLAPSVS ADQVE DESTITV
TVS FVERAT PER QVO NVLLVS •
HOMINVM ITER FACERE •
POTVERS PROVIDIT FECIT •
DEDICAVITQVE OB MERITIS EIVS
HONESTISSIMVS ORDO • DIGNO
PATRONO
DtdlCATA • I DIB • APRIL1B
quinTJLLO • ET PRISCO
CoS
patera
18. . . . s T.f. Rufus. La lapide n. 21 appartiene ad un prefetto, probabilmente
delFarmata misenense, del quale non si conosce il gentilizio, e non si puo determi-
nare il tempo.
ti.
O • T • F • TER • RVFO
MIL • PRAEF • CLAS
VIRO • Q
Parecchie epigrafi spurie di prefetti delFarmata di Miseno saranno riferite a loro
luogo. Tra esse una menziona un Ti. Claudius Ilus, e nota il Mommsen (!): Haec
fortasse interpolata potius quam falsa.
L'unico sottoprefetto noto delFarmata di Miseno e Alfenius Seneeio, il cui nome
compare in un'epigrafe, nella quale e inserita una sentenza da lui, in assenza forse
del prefetto, pronunciata per dichiarare Tesistenza del possesso di un milite delFar-
mata su edificii e terreni, acquistati dal padre di questo soldato. Un L. Alfenius
Senecio fu legato in Britannia a' tempi di Settimio Severo e di Caracalla; forse
ebbe per padre questo sottoprefetto (2).
(1) /. R. N. , falsae et susp., n. 433*
(2) C. 1. L. % VII, n. 269, 270, 513, 1003.
ZO. Base marmorea rescritta trovata a Miliscola; n. 2648; Garrucci, CI. pr. Mis., n. 19; Fiorelli, Cat.
rimaDgono della epigrafo piu antica la linea e la de- iscr. lat., n. 656.
dicazione del latodestro b (a. 159), che ho indicato con 21. Venafro. Mommsen , /. R. N. , n. 4646.
lettere inclinate. Museodi Napuli. Mommsen, /. R. N., 2, [trib.\ mil.
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— 77 —
tt.
IN HIS AEDIFICIS ET LOCIS
PVRIS ADIACENTIBVS • AEDIFICIS SIVE Is LOCVS AGER EST
P • AELI • RVFINI • MILITIS
IN • QVIBVS SE POSSESSORE^ ESSE EX CAVSA EMPTIONIS • P
Aeli abascanti patris svi alfenio SENECIONI svbpraef
CLASS • PR • MIS • PROBAVIT ET MERVIT SENTENTIAM QVAM IVS
SV EIVSDEM SENECIONIS SVBPRAEF • HVIC TITVLO PROSCRlPSlT
SENECIO • C • C • C • DIXIT
NECESSARIAM FVISSE INSPECTIONEM AEDIFICIORVM ET
LOCI DE QVIBVS APV* ME ACTVM EST • RE • IPSA MANIFEST AT VR
CVM IGITVR AEDIFICIA SOLO PVRO*POSITA DEPREHENDE
RIM NEQVE VLLO SEPVLCHRO SVPERPOSITA VEL CONIVNCTA AP
PARET VENDITIONEM EORVM IVRE FACTAM IDEOQVE AD AELIVM
RVFINVM MILITEM EX CAVSA EMPTIONIS PERTINERE VIDENTVR
LOCI VERO SIVE AGRI QVEM ADIACENTEM AEDlFldS AELIVS ABAS
CANTVS PATER RVFINI AB HEREDIBVS PATVLCI DIOCLETIS AEQVE
MERCATVS EST • CVM HABEAT PLVRIMA ET DISPERSIS LOCIS SEPVL
CHRA • IVS PER VENDITIONEM TRANSFERRI AD EMPTOREM
NON POTVIT SET CVM PATER RVFINI ET POSTEA RVFINVS .QVAM
QVAM NON IVRE FACTA EMPTIONE SEMPER IN POSSESSIONEM
FVERINT NVLLO IVRE EVM LOCVM VINDICARE SIBI PATVLClI POS
SVNT • PLANE CVM IN RE PRAESENTI INSPEXERIM LITVRatum ag • et
erasvm patvlcI dicvnt remanetc in stipul • capita quaedam
exprimentia haec verba actius dioc • patul • dioc •
f cum • fratrib • qui nunc hie adsunt vendunt • p • aelio abascanto
locum purum in quo nulla sepulchra jfacta superposita neq • coniuncta
apparent lib • nep • pronep • q • et reliqua ob contemptum tamen religionis
rufinus -p • aeli • abas • f • agro privetur fietq • pub • sepeliendor • militum
class • pr • mis • in usum • heredes vero patul • dioc • mulctentur sorte
una cum anatocismo • binae centesimae usurae propter neglectam
religionem sepulcrorum clam dirutor • pauperesq • milites
class • pr • mis • donati sint dum aegrescunt et moriuntur ne aere
conlato curentur sepelianturq • quam sententiam sanctam esse
oranes sciunto idq • totum testatur marinor
Faccio oraseguire la serie delle altre iscrizioni, che si riferi'scono airarmata di
ZZ. Napoli. Descritta dal Manuzio, Orthogr. ratio,
Venetiis, 1566, p. 204, 2, e dal Pighius, da cui Sme-
tius, fol. 14, 2 [Steph. Pighius legit et excr.), donde
altri, fra cui Gruter, p. 208. — Mommsen, /. R. N.,
n. 2646; Garrucci, CI. pr. Mis., n. 10," il quale ri-
ferisce una lettera di Bartolomeo Borghesi, secondo cui
l'epigrafe sarebbe da assegnarsi ai tempi air in circa
di Settimio Severe- o di Caracalla.
La parte itiferiore della lapide sembra che gik man-
casse ai tempi del Manuzio e del Pighius; ed il Momm-
sen [op. cit. , corrigenda, p. xxm), nel dubitare
ch'essa sia da ammettersi come sincera , conchiude :
« Omnino universara tituli forma m consideranti ap-
« parebit non tarn decretum Alfenii esse , quam te-
« stationem quandam Rufini in his locis aedificiisque
« nulli nisi sibi ius esse, quae confirmaretur inserto
« Alfenii decreto; verba quae continuabant senten-
c tiam inchoatam in his aedificiis et locis puris adia-
c centibus ipsumque tituli argumentum continebant
a post decretum scripta (unde scilicet decretum titulo
« proscriptum dicitur) cum fine decreti perierunt. In
« parte superiori plana omnia sunt, nisi quod diffi-
c cile assequimur quamnam lituram erasibnemve Al-
c fenius in re praesenti , hoc est agrum lustrans ,
c non sedens in tribunali inspexerit; pertinent haec
«c fortasse ad agri form am quam praefectus sec urn
« extulisset ut quae in aere tabulave apparerent cum
a ipsis agri s locis componeret et compai*aret. »
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— 78 —
Miseno. Nel disporle ho principiato dai diplomi, i quali si possono considefare come
documenti riguardanti l'armata in generale. Dopo le raccolte fattesene, in ispecie
dopo quella del Mommsen nel terzo volume del Corpus inscriptionum Latinarum,
non reputai necessario di dare le singole faccie di ciascun diploma : mi basto ripetere
la trascrizione intiera del documento, tenendo conto in nota delle differenze tra la
scrittura interna e l'esterna e delle scorrezioni del testo. Seguono le iscrizioni degli
ufflciali, dei sott'ufficiali e dei soldati, disposte secondo Tordine tenuto nel trattare dei
singoli gradi nel ragionamento generale suH'ordinamento delle armate. (V soldati
ho riunito i veterani. Le iscrizioni in ciascun gruppo sono disposte secondo Tordine
alfabetico dei nomi di coloro, a cui appartengono. E quando in una medesima epi-
grafe si trovano menzionati piu ufficiali o militi assegnai Tepigrafe a colui, al quale
venne posto l'epitafio, anche se il dedicante e di grado a lui superiore.
ts.
Ti. Claudius Caesar Augustus Gcrmanicus, pontifex maxim{us), trib(unicia) potestate XII,
imper(ator) XXVII, pater patriae, censor, co(n)s(ul) V
trierarchis et remigibus, qui militaverunt in classe, quae est Miseni, sub Ti. lulio Augusti
lib. Optato, et sunt dimissi honesta missione,
qudrum nomina subscripta sunt, ipsis liberis posterisque edrum civilatem dedit et conubium
cum uxcfribus, quas tunc habuissent, cum est civitas Us data, aut, siqui caelibes essent,
cum Us quas postea duxissent dum taxat singuli singulas.
A, d. Ill idus Decembr. Fausto Cornelio Sulla Felice, L. Salvidieno Rufo Salviano
co{n)s{ulibus).
Gregali Spartico Diuzeni f. Dipscurto (*), Besso.
Descriptum et recognitum ex tabula aenea (2), quae Jixa est Romae in Capitolio aedis Fidei
populi Romani parte dexteriore.
L. Mesti L.f. Aem. Prisci Dyrrachini
L. Nutri Venus ti Dyrrachini
C Durrachini Anthi Dyrrachini
C Sabini Nedymi Dyrrachini
C. Corneli Ampliati Dyrrachini
T. Pomponi Epaphroditi Dyrrachini
N. Mini Hylae Thessalonicensis.
(1) Dibpscurlo con la letters b erasa in entrambe le pagine.
(2) aenia est.
S3. Scoperto a Stabia nel 17c0. Museo nazionale Mis. , n. 5; Fiorelli , Cat., n. 1149; C. I. L., Ill,
di Napoli. Cardinali, Dipl., u, I; Garrucci, CI. pr. priv. vet. I, p. 844; Renier, Dipl. mil., n. 9.
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— 79 —
t4.
Imp. Caesar Vespasianus Augustus) pont(ifex) max{imus), tr(ibunicia) pol{estate) II,
imp{erator) VI, p[ater) patriae), co(n)s(ul) III, desig{natus) III I
veteranis, qui militaverunt in classe Misenensi sub Sex. Lucilio Basso, qui sena et vicena
stipendia aut plura meruerant et sunt deducti Paeslum,
quorum nomina subscripts sunt, ipsis liberis posterisque eorum civitatem dedit et conubium
cum uxoribus, quas tunc habuissent, cum est civitas Us data, aut, siqui caelibes essent,
cum Us quas postea duxissent dum taxat singuli singulas.
Nonis April. Caesar e Aug(usli) f. Domitiano, Cn. Pedio Casco co{n)s(ulibus).
Qregali M{arco) Damaef., Suro Oaraseno.
Descriptum et recognitum ex tabula, quae fixa est Romae in Capitolio in podio arae gentis
Iuliae parte exteriore.
Appi Didi Praxiae Laudiceni eq(uitis) R(omani)
C. Iuli Agathocli Laudiceni
Cn. Cessi Cn.f. Col. Cesti Antioches.
L. Corneli Sirnonis Caesarea Straton.
Ti. CI audi Epaphroditi Antioches.
C. Iuli Theopompi Antiochesis
Ti. Claudi Demosthenis Laudic.
25.
Imp. Caes(ar), Divi Traiani Parthici /., Divi Nervae nepos, Traianus Hadrianus Au-
g(ustus), pont(ifex) max{i?nus), trib{unicia) potest{ate) XIII (l), co[n)s{ul) III, p[ater)
p(atriae)
Us qui militaverunt in classe praetoria Misenensi, quae est sub lulio Frontone, sex et
viginti stipendis emeritis dimissis honesta missione,
quorum nomina subscripta sunt, ipsis liberis poster isque eorum civitatem dedit et conubium
cum uxoribus , quas tunc habuissent, cum est civitas Us (2) data, aut, fiqui caelibes
essent cum Us quas postea duxissent dum taxat singuli singulas.
A. d. XII k. Mart. P. luvenlio Celso II, Q. lulio Balbo co{n)s{ulibus).
Ex gregale M. Numisio Saionis f. Nomasio, Corso Vinac(eno) (3).
Descriptum et recognitum ex tabula aenea, quae fixa est Romae in muro post templum
Divi Aug[usti) ad Minervam.
Ti. Iuli Urbani
C Caesi Romani
Ti. Claudi Menandri
C. Vettieni Modes ti
L. Atlei Atteiani
L. Pulli Verecundi
C. Vettieni Hermetis.
(1) trib. potest. XII in entrambe le pagine. V. Bor-
ghesi ap. Henzen , n. 5459.
(2) is int.
(3) La pagina interna finisce in questo pun to.
24. Scoperto a Pompei il 16 luglio 1874. Mu-
8eo di Napoli. Sogliano nel Giorn. degli scavi di
Pompei, nuova serie, vol. Ill, n. 22 (1874) col. 52
e segg.; Mommsen nella Ephem. epigr.^ II, priv. LX,
p. 457-459.
Dello stesso giorno (5 aprile 71) vi e un diploma
in favore de' veterani dell'armata di Ravenna (n. 368).
Essi vennero dedotti nella Pannonia , mentre i vete-
rani dell'armata di Miseno furono dedotti a Pesto.
25. Scop, a Cremona , fu a Venezia. Se ne cono-
scono due copie, Tuna del Manuzio, cod. Vat. 5248,
p. 39 e Orth. , p. 297, 2; Taltra di Pirro Ligorio ,
ms. napol. XXXIII, p. 128.— Cardinali, Dipl., n. XV;
Garrucci, CI. pr. Mis.^ n. 6; C. I. L., Ill, priv.
XXXII, p. 875; C. I. £., V, n. 4091; Renier, n. 10.
I Cor si Vinaceni , secondo il Mommsen, sono gli
OOavaiaivol di Toiemeo, III, 2.
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— 80 —
tG.
Imp. Caesar ', Divi Traiani Parthici /., Divi Nervae nepos, Traianus Hadrianus An-
g{ustus), pontiJ\ex) max{imus), trib{unicia) potest[ate) XVIII, co(n)s(ul) III, p{ater)
p[atriae)
Us qui militaverunt in classe praetoria Misenensi, quae est sub Oalpurnio Seneca, sex et
viginti stipendis emeritis dimissis honesta missione,
quorum nomina subscripta sunt, ipsis liberis posterisque eorum civiiatem dedit et conubium
cum uxoribus, quas tunc habuissent, cum est civitas Us data, aut, siqui caelibes essent,
> cum Us quas postea duxissent, dum taxat singuli singulas.
A. d. XVII k. Octobr. P. Licinio Pansa, L. Attio Macrone (l) co(n)s{ulibus).
Ex gregale D. Numilorio Agisini f. (2) Tarammoni, Fifens. ex Sardinia) et Tarpalari
f{ilio) eius.
Descriplum et recognitum ex tabula aenea, quae fixa est Romae in muro post templum
Divi Aug{usti) ad Minervam (3).
Ti. Claudi Menandri
P. Atti Severi
L. Pulli Daphni
T. Flavi Romuli
Ti. Iuli Felicis
C. Iuli Silvani
C. Vettieni Hermetis.
(1) Macro est.
(2) f. omesso neH'int.
(3) Manca nella pag. int. da Descriptum.,
m.
Imp. Caesar, Divi Hadriani f., Divi Traiani Parthici nepos, Divi Nervae pronepos,
T Aelius Hadrianus Antoninus Aug(ustus) Pius, pont{ifex) max{imus\ trib{unicia)
pot{estate) VIII, imp(erator) II, co{n)s(ul) II II, p{ater) p[atriae)
Us qui militaverunt in classe praetoria Misenensi , quae est sub Valerio Paeto , sex et
viginti stipendis emeritis dimissis honesta missione,
quorum nomina subscripta sunt , ipsis liberis posterisque eorum (l) civitatem Romanam,
[qui eorum] non haber{ent) (2), dedit et conubium cum uxoribus, quas tunc habuissent,
cum est civitas Us data, aut, siqui caelibes essent, cum is, qu[as] postea duxiss{ent)
d[um taxat singuli sin\gulas.
(1) Mancano nella pag. int. le parole ipsis liberis
posterisque eorum.
(2) Mancano nella pag. est. le parole qui eorum
non haberent.
2G. Trovato nella Sardegna a Tor toll (prov. di Ca-
gliari). Museo d'antichita di Torino. Da me trascritto.
Vernazza, Dipl. di Adriano, nelle Mem. delta R. Ace.
delle sc. di Torino, t. XXIII, 1818, Sc. mor., p. 83-159;
Cardinali, Dipl., n. XVI ; Garrucci, CI. pr. Mis., n. 7;
C. I. £., Ill, priv. XXXV, p. 878; Renier, n. 11.
%1. Scop, nel 1778 a Tarjany (presso Gran) nel-
l'Ungheria. Museo di Vienna. Cardinali, Dipl., n. XIX;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 8; C. I. L. , III , priv.
XXXVIII, p. 880 ; Renier, n. 12.
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— 81 -
28.
Imp. Caes(ar) M.Iulius Philippics Pius Felix Aug{ustus), pontifiex) max(imus), trib[unicia)
pot{estate) IIII, co(n)s{ul) III des{ignatus), p{ater) p{atriae), proc{onsul) t
et imp.Caes{ar) M.Iulius Philippus Pius Felix Aug\ustus),pont{if ex) max(imus),tr[ibunicia)
pot{estate) IIII co{n)s{ul) designat{us) t 1 ), p[ater) p{atriae)
Us qui milita[ver]unt (2) in classe praetor{ia) Philippian\a p[ia)] v{indice) (3) Misenense,
que est sub Aelio Aemiliano pr[aefecto), octonis et vicenis stipendis [enteritis'] (4) di~
missis h{onesta) m(issione), .
quorum nomina subscripta sunt, ipsis filisque eorum, quos susceperint ex mulieribus, quas
secum concessa consuetudine vixisse proba\v]e[f]int (5), civitatem Romanam dederunt
et conub(ium) cum isdem, quas tunc secum habuissent, cum est civitas iis data,) aut,
siqui tunc non habuissent, cu[m) is quas postea uxores d\u]xissent (6) dum taxat sin-
gulis singulas.
A. d. V kal. Ian. imp. M. Iulio Philippo Pio Felice Aug{usto), co(n)s(ule) des(ignato) III,
et imp. M> Iulio Philippo Pio Fel(ice) Aug{usto\ co(n)s(ule) II des(ignato) t co(n)-
s{ulibus).
Ex optione T. Fl{avio) T.fil. Alexandro n(atione) Ital{ico), d{omo) Misen(p) t et Marc{iae)
Proculae ux[ori) ei{us) et Marc[io) Alexandro et Fl{avio) Marco et Ulp[io) Sabino
[ef] (7) AureHiae) Faustae Jil(iis) eius.
Descript{um) et recognitium) ex tabula aenea (8), que jix{a) est Romae in muro post tern-
plum Divi Aug{usti) ad Miner vam.
(1) Vi si dovrebbe leggere: tr, pot. cos. J I des.
(2) Cos! coiTesse il Mommsen le parole militantes
sunt, che si leggono presso gli editori di questo di-
ploma, ora perduto.
(3) Philippiani seu , secondo gli editori , fu in
tal modo corretto dal Borghesi, (Euvr. , t. IV,
p. 293.
(4) E da aggiungere la parola enteritis, che mauca
nell'edizione del Bellori.
(5) Corretto in vece di probate sint.
(6) Corretto in vece di dixissent.
(7) et aggiunto.
(8) Corretto in vece di aenea, che non si trova nei
diplomi di questo tempo.
30.
t9.
Imp • anto
piI • p • p • fIlio
classis • praetoria
mIsenensis
D L • ARTORIms ucs S T V S • > • / E g
III • GAlLcAE • ITM o leO • VI • FERRA
TAE • I'EM > • LEG • II • ADI i -EM • o • lEG • V • Ma
C • I'EM • P • P • EIVSDEM PRAEPOSITO
CLASSIS MISENATIVM P * A«F • LEG • VI
VICTRICIS • DVCI • LEG • C ohort • alaru M • BRITANICI
nlARVM • ADVERSVS • ARM o r i c a n o S • PROC • CENT
NARIO • PROVINCIAE • LI • iure G L A D I • VI
VVS- IPSE • SIBI • TE SVIS • ■ ■ •* te S T
m
Z$. Gia a Napoli nel museo di Francesco Antonio
Picchiatti, ove lo vide il Bellori, Fragm. vestigii
veteris Romae , Romae , 1673 , p. 15. — Cardinali ,
Dipt., n. XXVI; Garrucci, CI. pr. Mis., n. 8; C. I.
L., III, priv. LIII, p. 896, ove il Mommsen propose
le correzioni riferite.
£9. Pozzuoli. Coll. del seminario S. Francesco.
Mommsen , /. R. N., n. 2647; Garrucci, CL pr. Mis.,
n. 1. Ora nel museo di Napoli. Fiorelli, Cat., n. 508.
1, ANT Garr.
Appartiene a Marco Aurelio; il Garrucci la suppli-
Ferrero.
see: [M. Aurelio Caesari] imp. Anto[nini Aug.] Pii
p. p. filio classis praetoria Misenensis.
30. Area di marmo bianco con ornamenti. Postrana
presso Spalato (Dalmazia). C. I. L. , III, n. 1919. Cf.
p. 1030, add. ad n. cit., ove sono notate alcune dif-
fer en ze secondo un'altra trascrizione.
3, rE mon.; AD mon. — 6, TR mon. — 7, AD mon.;
fine, NTE mon. — 8, RO mon; Li[bumiae] congettura
il Mommsen.
Si osservi la confusione del nominativo e del dativo.
11
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£qogle
82 —
31.
C • SVLGIO • L • F • PAP • CAECIL1ANO • PRAEP • LEG • III • CYRENAI
CAE • P • P • LEG • XX • VALERIAE • VICTRICIS PRAEPOSITO • RELI
QVATIONI • CLASSIS • PRAETORIAE • MISENATIVM • PIAE
VINDICIS • ET • THENSAVRIS • DOMINIct* *T • BASTAGIS • COPIA
RVM • DEVEHENDAR • > • LEG • III • AVG • ET • SEPTIMAE • GEMINAE
ET • PRIMAE • PARThICAE • ET • XVI • FL • F • ET XIII • G • IN PROVINCIA DACI
A NAVARCH • CLASSIS • PRAETORIAE • MISEnATIVM • PIAE
VINDICIS • OPTONI • PEREGRINORVM • ET • EXercfTATORI • MIL i
TVM • FRVMENTARIOR • ET • SVLGIAE ET • SVLGIO
APRO ICI sVLGIO • 10 RSI
LAIII .... PATRI • ET • CONtwj.
3*.
33.
D M
AVRELIAE • VEREC VNDINI AE
VERAE • AGRIPPINAE
M • VERECVNDINI • VERI • P • P • FILIAE
PRAEPOSITI • RELIQVATI0N1S
CLASS • Praet • MISENAT
C • VALERIVs • • • • • pICENTINVS
CO'Siugi in tesT • AMORIS
DIVC NERVAE ABNEPOTIB
ARCHI • CLASSIS • PRAETOR • MlSEN
NTVR10NATVS • QVIBVS • DIVVS • PIVS
AVERAT • ADIECTO • TERT10 • ORDINE
PEM AEQVAVERINT
34.
35.
M • AVRELIO • ANTONINO • CAESARI • FILIO
IMP • L • SEPTIMII • SB VERI • PERTINACIS • AVG
ARABICI • ADIABENICI • P • P • PONTIF • MAXIMI
TR1B • POT • iTTl - IMP • COS • n
NAVARcH TRierARcH 3L • PR • MIS
• D • M •
• T • FL • ANTONINO
• p.p. LEG • I • ADIVTRI •
EX • N • PRINC • CL •
QVI • VIX • ANN • LXX •
FILI • PATRI • B • M •
31. Firenze, nel museo. Fabretti, Inscr. , p. 385,
221; Muratori, p. 855, 6; Kellermann, Vig., n. 34;
Henzen nel Bull. dell'Inst. , 1850, p. 127, e meglio
ibid., 1851, p. 117, e in Orelli, III, n. 6871 ; Gar-
rucci, CL pr. Mis., n. 20; Wilmanns, n. 1689.
6, Th mon.
39. Tavola di mar mo rotta in due pezzi , adorna
ai lati di ippocampi. Gia nel collegio dei Gesuiti a
Napoli. Mommsen, I. R. N. , n. 2651 ; Garrucci , CL
pr. Mis., n. 21. Ora nel museo. Fiorelli, Cat., n. 606.
33. Frammento di un grande epistilio trovato a
Baia. Nel museo di Napoli. Guarini, Comm. IX, p. 33;
Mommsen, I. R. N. , n. 2653; Garrucci, CL pr. Mis.,
n. 2; Fiorelli, Cat., n. 507.
1, ADNEPOTIB* Guar. Garr. — 2, V ARCHI iid. —
4, ADDITO Garr.
Vedi pag. 37 e seg.
34. Pozzuoli. Cod ice di Massimiliano Waelscapple
(1554), da cui Mommsen, J. R. N. y n. 2654, del quale
sono la divisione delle linee e parecchie correzioni.
£ dedicata a Caracalla, ed appartiene alTanno 196.
35. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N. n. 2666;
Garrucci, CL pr. Mis. n. 32; Fiorelli, Cat., n. 539.
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- 83 -
se.
/////// • FELIX • ///////
P-AEL-IVNIANVS-
bIS • NAVARCHVS • sie
CVM • TI • TI • A
SPE • RATA •
• SVA
11.
Tl • IVLIVS • AVG • ET
AVGVST • L • DIOGENES • T~R
SIBI • ET • NIGIDIAE • EVTYCHIAE
CONIVGI • ET • SVIS • NIGIDIA • EVTYCHIA
S////BERIAE • C • L • MARGARITAS • A MICA £
SFAE • H • M • H • N • S
3*.
Q • AVGVSIO
VARO
NAVARCHO
CLASS • PRAET • MISEN
3S.
D ' AVRELIO CANDIDO NAVARCHO ARCHIGY • M
BERNI CL • PR • MISEN • ET AVRELIAE DE
METRIAE COIVGI • EIVS ET • L T BER
Tls LIBERTABVSQVE POSTERISQVE
AEORVM SE • VIVI • FECERVNT •
4t.
• D • M •
AELIAE CHRY
SEIDI AELI
FILIAE CAS
TISSIMAE <fr
FEMIN AE
M • COCCEI VS
STEPHANVS
TR AVG C
C ON I V C I
B M F
3*.
$ D $ M $
STONICIAE $ ANSI
AE <> HELIANE <> ONOM\.STE
COIVGI • SINE $ QVAE
RELLA $
C $ ANTONIVS ATI
NIANVS OfRO
D • M
C • IVLIO • HERa
*l
r.l
CLIDAE' TR' CL
PR 1 MISENENSIS
ARTEMIDORVS
ET IVLIVS • ET HERA
CLIDA • HEREDES
DE HS VI N EX TE
STAMENTO EIVS
FECERVN sie
34». Museo di Napoli. Mommsen, 1. R. N.. n. 2663;
Fiorelli, Cat., n. 518.
3, Olft Momra8en. Probabilmente [cl. pr.] Mis.
39. Tersatto presso Fiume (Croazia), proveniente ,
senza dubbio, dalle vicinanze di Pozzuoli. Mommsen,
I. R. N., n. 7294, da apografo delTHenzen.
39. Museo di Napoli. Mommsen, J. R. N., n. 2664;
Garrucci, Cl. pr. Mis., n. 25, Fiorelli , Cat., n. 532.
3d. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N., n. 2655;
Fiorelli, Cat., n. 510.
40. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N. , n. 2656;
Fiorelli, Cat., n. 540.
4, EILIAE Momms. — 9, tr(icliniarchus) Henzen,
ma e da leggere tr(ierarchus) Aug(usti) C(aesaris).—
11, B M E Mommsen.
41. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N.,n. 2659;
Fiorelli, Cat., n. 522.
Le lettere inclinate mancano attualmente. — 5, S[ta]-
beriae.
49. Museo di Napoli. Mommsen, J. R. N„ n. 2658;
Garrucci, Cl. pr. Mis., n. 23; Fiorelli, Cat. , n. 549.
8, De sestertiis sex millibus nammis.
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— 84 —
43.
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TWCOPICMGNCOnOCTeiMCOTOYTAMeiOY X B
€Tn6KAITC0THCnOA€00COMOl6)C X A
44.
45.
C • MARCIVS • VOLSON
F • SERG • MAXIMVS • ,TR
DELIB • AQVILA • SIBI • ET
SILIAE •' EVTYCHIAE • VXORI
ET • LIBERTIS • LIBERTAB • POSTERISQ
EORVM • OMNIBVS • T • F • I • EX
HS • CCIOO • ADIECIT • EO
SILIA • EVTYCHIA • CONIVNX
HS IOO 000000 CCC
D M
FORTVNATI • PVERI • REBE
RENTISSIMI • QVI • BIXIT • ANNIS
XV • MES • VII • DIE • XII • C • VALE
RIVS • MACRINVS • TR •
ALVMNO • SVO •
MER • BEN • FEC
46.
IOVI
STRIGANO
L • VARENIVS • RVFVS
T~R •
43. Cizico. C. I. Graec, II, n. 3692 « ex schedis
Buherii. » La pubblic6 anche, attribuendola a Napoli,
il Muratori, p. 1086, 2, donde con correzioni Gar-
rucci, CI. pr. Mis., n. 24.
II Boeckh nel Corpus la restituisce : 'AYaGtj (t)uxt|,
Cnr6u(vri)|ua 'lou(\.'A)p(ac. J louX. 'Apfav, Y^vofc) A((y)u-
ttt(cxv dird KtOjuric; OnevTautip(e)uK toO 0€iv(tou vouoO,
€tuiv vfi, ovixfrubaao&v uoi irt] X(r], M)ou(X.) lepfjvoc;,
Tpirjpapxo^ K(X)da. (ir)pa(rr)ujp. Meiairvwv, t?|v (y)Xu-
KUTdTnv atiufJiov. et od ti<; ToX|tifja€i Tip toOtt^ xdcpip
Trpo^(€X)6ibv xeivf^aai (f\) 6pO(E)ai, oCjk d(iruj)o(€i t)6v
^tttiptii^vov aOTip k(v(6)uv(ov). ^VKXiie(n)(T€(T)ai r(d)p
(x)u|tiP(w)pux(()a<; oO ydvov, d(XX)d xal KaTaaxceftaeTai
Tl£ Cbpia^vip TT(p)0(TT€i|iip toO Td|ueiou X £, £t(i t)€
koU Tip Tffc irdXeux; 6uoiiu<; X q.
1, « priraum H delendum, item A vs. 2. Utrumque
« fortasse ex ornamento vel siglo natum est. » Boeckh.
— Monogrammi : 4, MH in kujuiK- — 6, MB e NM
in ouufhujaaadv juioi. — 7 in pr., PH; TP e HP in m
Tpinpapxo<; ; HN in Meiativwv. — 8 in pr., TH; KY,
TH in (Y)XuKUTdTryv; MB in ouufJiov. — 9, TH in TauTrfc;
TTP, NK, NH in irpos(€X)9ujv KCivfjaai. — 10 in pr.,
Al ; YK in oOk; TTHP, THM in SmipTTi^vov. — ll, NK
in dvKXti9(n)0€(T)ai ; MB in fine.
44. Napoli. Manuzio, Orth. ratio, p. 270,5 (da cui f
Gruter, p. 806, 1); Capaccio, Neap, hist., 1. I, c. xxi,
p. 345. — Mommsen, J. R. JV., n. 2660.
45. Museo di Napoli. Mommsen, /. R. JV., n. 2661 ;
Fiorelli, Cat., n. 588.
46. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N., n. 2662;
Fiorelli, Cat., n. 505.
11 marmo e opistografo, nella parte posteriore si
legge: PETICIA* HED01SE | HIC | CONDITA • EST.
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- 85 —
49.
48.
51.
D • M
M • ANTONIO
S T A T I
CENTVRIONI
CLASS • PR • MISEN
QVl • VIX • ANN • L •
ANTONIA • STATIA
P ATRI
PIENTISSIMO
FECIT
D M
CN • ARRIVS • MYRO
N • FORMIANVS • VET
EX > CL PR MISEN IIII VE
STA • VIX ANNIS • L • M
ENSIBVS • VIII • DIEBVS
XII VALERIA CRISPI
NA CONIVNX
B M F
D • M
PLARENTIVS
GRATVS • VIXIT
AN • in • MES • "V
D • XVIH • D
PLARENT • GRAT
> • CL • PR • MIS
p • F • FEC
49.
C • IVLIVS • CELER • VETER • EX • CENTVR
CLASS • PR • MIS • VIBVS • SIBI • ET • IVLIAE
PRIMILLAE • COIVGI • B • M • FECIT • POS
TERISQVE • SVIS • TANTVM
50.
D vas 0) M corona
M • IVL • SATVLLI • VETER
ET • > • EX • CL • PR • MIS • VIXIT
ANNIS • XLV • HERED • HE
DI A • LIB • ET • CONIVa;
FECIT SIBI ET SVIS
POST • EORVM
5*.
53
D • M
C • SESTIO • PVDENTI
> • VET • EX- CLASS • PR • MIS
ENENSI • MIL • ANN
XXII • VIXIT • ANN • XL
Villi • LIB • AgATHOP
VS • ET • BASSVS • PATRONO
BENEMER • POSTER?
D M
M • MAECIVS • RVFVS •
MANIPVLARIS • EX • ITT
SALVIA • NATIO • VESSVS
VIXIT • ANNIS • XXX • MILI
TAVIT ANNIS • XI • HEREDE
S CEDfcIVS MEMOR ET TARV
LLIVS • RVFVS • F • B • M •
D M
M • SVTTls • VALENS
NATIONE • CILIX CEN
TVR • EX ml • VESTA • VIXIT
ANNIS XXXV • MILITAVIT
ANlJs • XIII • AT • I
49. Roma, nel museo Capitolino. Garrucci, CI. pr.
Mis., n. 28; C. /. L. % VI, n. 3100.
1, om. Garr. — 7, 8 unite Garr.
49. Museo di Napoli. Mommsen, J. R. N„ n.2668;
Fiorelli, Cat., n. 581.
1, om. Mommsen.
49. Selindi (Selinus in Cilicia). Beaufort, Karama-
nia, ed. 2*, 1818, p. 192 ; Bailie, Fasc. inscr. Graec,
II, 1846, p. 100, cf. p. 350, da cui Waddington, Voy.
arch., t. Ill, n. 1387 bis, e C. /. L., Ill, n. 225.
50. Roma, Nel codice I di Filippo de Winghe
(sec. XVI), nella biblioteca di Bruxelles. — C. J. L.,
VI, n. 3118.
3, ET • EX • > corregge il Mommsen, ibid., mi pare
basti leggere EX in vece di ET, quindi: veter(anus)
ex centurione.
51. Trovata a Roma « in praedio basilicae S. Pauli
a extra portam Ostiensem prope Tiberim .... mense
a Ianuario a. 1781, nunc in claustro coenobii. » Nicolai,
Basil, di S. Paolo, p. 105 (donde Garrucci, CI. pr.
Mis., n. 29); C. I. L„ VI, n. 3125.
8, p[ater) f[ilio) fec{it)
59. Presso Napoli. Egizio, Opusc. , Napoli, 1751,
p. 200, che la trascrisse. — Mommsen, J. R. N.,
n. 2672.
53. Museo di Napoli. Lastra di marmo opistografa.
Fiorelli, Cat., n. 545. N'ebbi una trascrizione dalla
cortesia del prof. Giulio de Petra, direttore del museo.
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- 86 —
54.
59.
D • M •
D • TVLLIVS • AELIANVS •
ill • IVNONE • • NATIO •
BESSVS • VIXIT • ANIS •
XXXXV • MILITAVIT «
ANNIS • XXV •
CLODI A • F ADI AN A
COIVGI
B • M • F
D M
M • ANTONI • APOL- •
GVBERNATOrt
CENTVR • A R« •
LEXANDRI • PRIN
ENERE NAT • SYRVS
• P X
IVS • SICILLIANVS
B • M • F •
50.
D M
C • VELONIVS MACER > VETERA
NVS • EX CLASS • PRAET • MISEN
MILITAVIT • ANN • XXVI • VIXIT
ANNls • LXI • NATIONE BESSVS
C • VELONIVS MACER MILES EX EADEM
CLASSE ET VALERIA VELONIA BEN
PATRI PIISSIMO FECERVNT
D M
NAEVIO • SENTlANO
MIL • VIOPE • ET • CAR
PIME • CONIVG • EIVS
NAEVIA • AMMIAS
PARENTIBVS
59.
55.
L -VALERIC) • D A Z A N T I •
HISPANO • > EX III • NEPTVN
MILITAVIT • ANNIS • XXXVII
VIXIT • ANNIS • LV • PANNON
DOMO • FLAVIA • SIRMI • IVNIA • HYGI
coniVGI BENE MERITO DE SE
Dl • M •
M • A E M I L I I
GVBER • VETRANO • eX
MISEN • AEM ILIA
P V D E N T I
CLAS • PR •
A m a B ILES
PATRONO • ET • SIBI • ET • LIBERTIS • LIBEr
TABVSQVE • OMNIBVS • DEMEDI
VM • MONOMENTI • EMPTVM
FECIT
54. Museo di Napoli. Minervini nel Bull. arch,
nap., nuova aerie, anno VII, p. 78, n. 23; Fiorelli,
Cat,, n. 575.
55. Museo di Napoli. Mommsen, I. JR. N., n. 2674;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 185; Fiorelli, Cat., n. 554.
1, L • om. Garr.; DAMNIIS Momms. — 2, FISPANO
id. ; > om. Garr. — 4, PANN id. — 5, HYG id.
5G. Museo di Napoli. Lastra di marmo opistografa.
La iscrizione b trovasi in Mommsen, I. R. N., n. 2744;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 250. Delia iscrizione a il
Mommsen (n. 3418) e il Garrucci riferiscono solo la
prima linea ed il prenome col gentilizio della seconda,
da Muratori, p. 837, 1. Le due iscrizioni intiere sono
date da Fiorelli, Cat., n. 546 ; e dell'epigrafe b mi
mandd una trascrizione il ch. de Petra.
a, 7 fine, UN (sic) Fior. — b, 3 fine, CAE Momms.
59. Museo di Napoli. Minervini nel Bull. arch,
nap., n. s., anno VII, p. 72, n. 23; Fiorelli, Cat.,
n. 547.
1, D • M Minervini. — 2, AEMILIO id. — 3,^X id.
— 5, IT(*m) SIBI id.
59. Museo di Napoli. Frammento opistografo di la-
stra marmorea. Diedero l'epigrafe a Mommsen, I. R.N.,
n. 2695; Garrucci, CI. pr. Mis., n. 35. Le due epi-
grafi si hanno in Fiorelli, Cat., n. 566. Ebbi un apo-
grafo deiriscrizione b dal ch. de Petra.
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— 87 —
5*.
00.
<> D • M $
CL • GALLICANVS • DIOCLES
VETERANVS • EXGYBERN • BI
XIT • 'annis • LXXV • M • fin • D • XV
HORDONIA • PRIMICENIA • COIVGI • ET • CLA
VDIA • POE • FILIA HEREDES BENE • MERE
$ NTI FECERVNT $
D • M
C • ERENNIVS • PAVLVS
PRORETA • III • CVPIDIN
F • LAB1VS • SABINVS • ARMO
HI • EVFRAT • H-E-R-ES • ET • AMI
CVS • P • F • ME • M
O*.
03.
in htmicyclo fracto super sunt pedes
et crura statuo* hominis caligati
DIS • MAN
L • PERCENNIQ • MAXIM
GVBERNATORI • EX • CLASS
PRAETORIA • MISENENS
VIXIT • ANN • XXXXVI
MILITA
D M
C IV LIVS CRIS
PVS CVBER
C A I A E MATRi
B M F
D • M
G • POMPONI FELICIS
NATIONE AFER VIXSIT
ANIS • XXXX MESIBVS VIII
DIEBVS IV • MILITABIT AN
XXIII ME • VIII GVBERN
C • L • PR • M •
IVLIA MARCIANE CON •
BE • M • F
Of.
05.
04.
D • M
C • I VLIO
D I G E N I
GVB • Ui • HERC
C • IVL • DIOGEN
FIL PATRI • BEN
M • F
D M
P VIBI • PRIMl •
GVB • ffl OCEAN •
VIX • AN • XLV •
MIL • AN • XXVI •
VIBI • PRIMVS • ET
MANSVET • FIL HE
D M
SEX • SALLVSTIVS
FAVSTVS • MILES
GYBER • IIII • FIDE
MILITA • ANNIS
XXVI • VIXIT • ANNIS
L • HEREDES • B • M • F
59. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N., n. :
Garrucci, CL pr. Mis., n. 37; Fiorelli, Cat., n. 542.
3 in fine, VI Garr.— 5, HORDEONIA PRIMIGENIA id.
00. Trovata nel 1857 a Miseno, scavandosi alcuni
sepolcri. Museo di Napoli. Fiorelli , Cat . , n. 514 ; e
da apografo del prof, de Petra.
01. Museo di Napoli. Mommsen, I.R. N., n. 2697;
Garrucci, CL pr. Mis., n. 230; Fiorelli, Cat., n. 528.
4, GYB • IIII • HERC Garr.
05. Trovata a Miseno nel 1688 < una cum marmorea
« statua L. Percenni, ornata nauticis instrumentis ,
« acrostoliis et gladio dextro lateri ligato. » Fu a Na-
poli nel museo Valletta, quindi presso P. A. Andreini,
poscia a Firenze presso il Gori. Vignoli, De columna
imp. Anton., Romae, 1705, p. 293; Gori, J. E., I,
p. 246, 12 (donde Muratori, p. 841, 3); III, p. 65, 87
(donde Donati , p. 297, 6). — Mommsen, /. R. N.,
n. 2698; Garrucci,C7. pr. Mis., n. 34.
03. Trovata a Miseno. Museo di Napoli. Mommsen,
J. R. N. y n. 2699; Garrucci, CI. pr. Mis., n. 36;
Fiorelli, Cat., n. 533.
5, DIEBVS V Garr. — 7, Chassis) pr(aetoriae) M(i-
senensis).
04. Trovata a Baia. Pacichelli, Memorie de'viaggi
per VEuropa cristiana, Napoli, 1685, t. IV, p. 1, p. 199
(da cui Muratori, p. 2036, 1). — Mommsen, J. R. JV.,
n. 2700; Garrucci, CI. pr. Mis., n. 228.
05. Trovata a Miseno. Napoli, gia nel collegio dei
Gesuiti. Garrucci, CI. pr. Mis., n. 186. Ora nel museo
nazionale. Fiorelli, Cat., n. 579.
00. Trovata a Bauli da Leop. Schmidt. Bull, del-
VInst., 1851, p. 19; Mommsen, J. R. N., n. 2721
(descr. Leop. Schmidt, misit Henzen) ; Garrucci, CL
pr. Mis., n. 148.
4, FLABIVS Momms. — 5, HERES id. — 6, c num
BENEM?» Momms., p[pni) f[ecit) m(emor iam) Garr.
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- 88
91.
69.
D $ M
• L • FVLVIVS • DATIVS
• PRORETA $ CL • PR • MIS $
• III • VESTA • VIX • AN • XL •
• ORDO • PRORETARVM •
• HEREDES • COLLEGAE
• SANCTISSIMO • B • M • FF •
D • M
L • CRISPlO • ALE
XANDRO • III •
TAVRO • NAOFYL
MIL • ANNIS • XXII
VIXS • ANNI • XLIII
TITIA • TROFIME
COIVX • HERE S
B • M • F
6ft.
D M
CORNELIAE
DIONYSIADI
VERN • PVTEOL
VIX ANN • XXX ANT
IHERAX • NAVF • III
AVG • CONIVGI • B-M-F
9©.
D • M
SEPTIMIAE • DOMITIAE • Q • V • ANN • XLV
AVRELIVS • VITELLIVS • MIL • CL • PR • MIS
NAVFyL • III • MINERV • SIBI • ET • CONIVGI
INCOMPARABILI • B • M • F
LIBERTABVSQVE • POSTERISQVE
6*.
D • M
AVRELIO • MARVLLO
NAVF • III • VICT • NAT
CILIX • VIX • AN • XLV
M • VI • D • VII • MIL • ANN •
XXV • ANTONIA ELPIDIA
CONIVX ET HERES •
MARITO BEN • MER •
FEC •
It
D • M
C • IVLIO • MAXIMO
VETERANO • EX
NAOFYLACE
VIXSIT • ANNIS
LX • TVRRANIA
MAXIMA • NEPOS
ET • IVLIA • FILETE
LIBERTA • HEREDES
B • M • F
93.
M • SALBIVS • PRIS
CVS • NAVFILAX
HI • MERCVRIO • N • AT«««
VIXIT AN • L • MIL An
NOS XXXI SALVIADo
MNINA LIB • EIVS
B • M • f
69. Pozzuoli. Henzen Del Bull. delVInst., 1862,
p. 219 (da cui Wilmanns, n. 1666). Cf. Pisano-Verdino,
La lapide del proreta Fulvio Bazio e il collegio dei
proreti , nel Rendic. della R. Ace. di arch. lett. e
belle arti, Napoli, 1864, p. 314.
5 fine, RV mon.
69. Gia a Napoli, nel museo Valletta, quindi presso
P. A. Andreini, poscia a Firenze presso il Gori. Gori,
/. E., Ill, p. 68, 97; Maffei, Mus. Ver., p. 349, 3. —
Mommsen, J. R. N., n. 2702. Garrucci, CL pr. Mis.,
n. 134.
69. Trovata a Baia nel 1749, quindi a Firenze
presso lo Stosch. Gori, Symb. litt., V, 27, da cui
Donati, p. 271, 2. — Mommsen, I. R. N., n. 2703.
90. Trovata a Baia nel 1736. Muratori, p. 851, 7.—
Mommsen, I. R. N., n. 2704; Garrucci, Cl.pr. Mis.,
n. 182.
91. Trovata a Miseno. Museo di Napoli. Mommsen,
I. R. N., n. 2705; Garrucci, CL pr. Mis., n. 209;
Fiorelli, Cat., n. 552.
1, om. Garr.— 2, CRESPIO id. —4, NAOFVL id.
99. Trovata a Pozzuoli. Poscia nel museo di Verona.
Maffei, Mus. Ver., p. 125, 3. — Mommsen, i". R. N.,
n. 2706; Garrucci, Cl.pr. Mis., n. 39.
93. Pozzuoli. Gervasio nelle Mem. della R. Ace.
Ercolanese di archeologia, vol. VI, Napoli, 1853,
p. 280, n. 3, donde Minervini nel Bull. arch, nap.,
n. s., V, p. 168, n. 3.
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94.
— 89 —
a •
c •
16.
D • M
M • ANTONIVS • LO
NGVS • EX • CLASSE
PRAET • MISEN • OPTIo
III • VENER • NAT • PONTIC
MILIT • ANN • XXII • VIX • AN
XXXX • ANTONIA • VICTORI
na PATRONO • BENEME
RENTI • FECIT
D • M •
SERVILI •_ I A 5
NIS • NAVF • I I I I VESTA
NAT • CILIX • MIL • ANN • XXII
IVL • IANVAR NAVF • III PARTHIC •
TVTOR • AVREL • IASONIS • FIL • ET • HEREDIS
EIVS B • M • F
99.
D • M
SO'* • * GV
P • III VIXIT
ANN • XLIII • MIL • ANN • XXXII/
VALERIVS • CLEMENS • EX
VESTA • C • ARRVNTIVS
CLEMENS • OPT • LIB • NEREIDE
HER • B • M > F
98.
D M ARTORIA EV
PHRAENVSA NATI
SINOP VIX ANN XXVI
ARTORIVS SABINVS
OPTIO ITT CONCORD
COIVGI B M F
SO.
95.
99. D M
• • • ERODES .... HAMMONIVS
• • • EX NAVF • V • D ARISTO OPTIO III
• • • ANNIS • LV • E C • CASTO* • • RHENO LVCIAE
• • • BENE • ME • • • OPTIONI • CL- • • NATIONE SYRAE
F • F AVR VIXIT AN XXII
94. Museo di Napoli. Mommsen, J. R. N., n. 2707; diede il seguente frammento di lapide conservato a Fi-
Garrucci, CL pr. Mis., n. 242; Fiorelli, Cat., n. 603. renze : ... # MIL • ANN • xxTl | S • CLEMENS •
4 fine, XII Garr. — 5, PARTIIC Momms. Garr. — E X | C • ARRVNTIVS | ill • NEREIDE, che
6, AVRELI Momms.; HEREDIS Momma., IIIREDIS ognuno tosto scorgera non essere altro che una parte
Garr. dell'epigrafe vallettiana. Ho pertanto indicato con let-
95. Napoli, gia nel collegio de'Gesuiti. Garrucci, tere inclinate le lettere ora mancanti, rimanendo in
CI. pr. Mis., n. 4Q. Ora nel museo nazionale. Fiorelli, dubbio, per non aver visto il frammento fiorentino, ne
Cat. % n. 641. avutone copia, sulla nota III della trascrizione del-
96. Pozzuoli, poscia a Napoli nella collezione Ca- l'Henzen, ove preferii lasciare LIB secondo il codice di
staldi. Maffei, M. V., p. 477, 8 (donde Donati, p. 274, Halle e il Gori.
6); Guarini, Alcuni suggelii anticki, Napoli, 1834, 7^ CT Gori, donde Voct{ogenarius), ma e da cor-
p. 87. Da essi Mommsen, I. R. N., n. 2710; Garrucci, reg gersi col Cardinali Opt[io). Vedi pag. 59 a cod. Hal.
CI. pr. Mis., n. 214. Pass6 nel museo nazionale di Na- tf fluctuat inter 0PT et RT » Monlms.
poli. Fiorelli, Cat., n. 595. -.««,.«„„„ ,r ,- ^ ^
-- ^ *t ,. . ,r » • ,. 98. Pozzuoli. Coll. S.Francesco. Mommsen, /.#. 2v.
99. Gia a Napoli nel museo Valletta, quindi presso n m2 Garpuccif CL pr , Mis% n> 144 . 0ra nel museo
1 Andreini, poscia a Firenze presso il Gori. Gori, J. E., d - N H Fiorellif Cat n# 578#
III, p. 66,89; meglio in un manoscritto, conservato ^^ m _ ,. _,_ .... r ^ , T ,„,„
in Halle, la cui parte^seconda contieno ftcrizioni sco- n *•' Mu * e ,° dl N *P oh - ^^xT' * R '*'> *' *l l %
perte presso Baia ed appartenenti al Valletta, tra- Garrucci, CI. pr. Mis., n.243; Fiorelli, Cat., n. 643.
scritte nel 1698. - Da questo codice Mommsen, I. R. ^ CL • PR • Garr. - 4, MVP Garr., che spiega
N., u. 2711 (cf. p. 129). Dai Gori, che la pubblic6 M(isen.) V P[arthico).
ancor piu mutila, la riferl il Garrucci, CL pr. Mis., 80. Museo di Napoli. Mommsen, J. R.N., n. 2714;
n. 238, il quale al n. 255, da trascrizione dell'Henzen, Garrucci, CL pr. Mis. n. 193; Fiorelli, Cat., n. 592.
Ferrero. 12
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— 90
91.
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••IVLI ALEXAN
d m • OPT • CL • PR
• • I VICTORIA • NAT
«ER • M1SENAS
MIL • AN • Villi • ME
II • VI • A • XXVI Mil
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9*.
94.
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OPT • VIX • ANN •
IIII DIEB • VII • C
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L • LAELI • VALENTIS • QVI
ET • LICCAT • BARDI F
OPTIONIS • EX • ill • VENER
VIXIT ANN XXXV MILIT
annIs • XIII
9€.
D • m '
M • IVLIO • NEPOTIANO • OPTION
HI • PACIS • NATIONE • AEGYPTIVS
VIXIT • ANNIS • XXXVII • MILITA
VIT • ANNIS • XlTl • MENS • ffil • IVLIA
SEMNE • CONIVGI • ET • IVLIVS
CASSIANVS • PATRI • B • M • F •
DI • M
G • VAJERIO • FINITO • OPTI
ONI • LIBVR • NEPT • EX • CLAS
PR • MISEN • NATIO •■ DALMAT
MILIT • AN • XXVIIII • VIXIT • AN • LV
M • APPONIVS • FIRMVS
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95.
99.
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P • SEXTILIO
MARCELLO • N
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M • SEXTIL • FELIX • ET
PETTIA • IVSTA • PATR • ET •
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OPTIO III APOLLttiE
KARISSIMAE
FECIT
D • M
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SITVS • VIXIT -*AN • V • MENS • II
DIEBVS • XI • VALERIVS • GER
MANVS • OPTI • III • TIBERI • PA
TER • PIENTIS • FILIO • SVO • FE
CIT • MISERRIMO
91* M arini , A tti e mon. dei frat. Art?., p. 410, «emen-
a datum ab eodem in adnotationibus mss. ad p. 469,
<c additumque. Nel museo Rusconi >, donde Garrucci,
CL pr. Mis., n. 219.
2 in fine, AN in mon. — 4, NAT id.
99. Museo di Napoli. Minervini nel Bull. arch, nap.,
n. s., VII, p. 72, n. 18; Fiorelli, Cat., n. 534.
7, PATE Min.
93. Museo di Napoli. Mommsen, /. R. N.,n. 2715;
Garrucci, CI. pr. Mis., u. 215; Fiorelli, Cat, n. 598.
3, LICCA • T Garr.; BARDI I Momms. — 3, XXXXV
Momms.
94. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N., n.2716;
Fiorelli, Cat., n. 626.
95. Museo di Napoli. Mommsen,/. R. N., n. 2717;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 254; Fiorelli, Cat., n. 555.
5, OPTIONE Garr. — 7, PETELIA Garr.; Tr mon.
94». Trovata a Pozzuoli nel 1697. Sarnelli, Guida di
Pozzuoli, Napoli, 1697, in fine, da cui sembra l'abbia
tratta il Fabretti, p. 366, 124. — Mommsen, /. R. N.,
n. 2718; Garrucci, CI. pr. Mis., n. 122.
99. Trovata a Miseno nel 1688. Gori, J. E., I, p. 240,
6, donde Muratori, p. 861, 5. — Mommsen, I. R. N.,
n. 2719; Garrucci, CL pr. Mis., n. 210.
5, o fort. OPT • IIII • leg. » Momms.
99. Lastra di marmo bigio alta m. 0,20, larga
m.0,24. Proveniente da Miseno, ora nel R. Collegio
Carlo Alberto in Moncalieri, dove fu collocata dal ch.
P. D. Luigi Bruzza. Inedita. Da me trascritta.
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— 91 —
8».
D • M
M E M M I A E
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VIX • ANN • XX «
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ANNIS XXVI • C • A ELI
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MORVM • Til • LVCIFER
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91.
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NONAGEN • CL • PR • MIS
ET • AELIA • NICOLAIS
CONIVX • EIVS • SIBI
LIBERTIS • LI BERT A
BVSQ • POSTERISQ • EOR
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93.
D • M
C • TERENTIVS • LONGI
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ARTIFICVM • VIXIT • AN
NIS • XXX • MILITAVIT • AN
NIS • XI • TVLLIVS • TITIA
NVS • TR • CLAS • PR • MISEN
H • B • M • F
D • M •
C • ARRI AMMONIANI VETE
RANO • EX • ARMORVM
N • AEGVPTIVS • VIXIT
ANNIS • L • II • ARRIA • ZO
SIME • PATRONO BE
NE • MERENTI • FECIT
94.
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VERIDIAE • L • F • FLORAE
VIX • AN- XXVII • M • IX • D • V-
Q • AVIDIVS • APRILIS • AR
MORVM • CVST • V • VICToR
• C B •
95.
• D • M
M • AVRELIVS • IETTIS • ARMORVM • CVSTOS
NAT I ONE PONT/C- LIB • VJRTVTE • STIP • XVI
OV • ANN • X XXVIII ■ M' II' D • XV ' PESTA
NIA SOZVSA • YXOR • BENEMERENTI • FECIT
89. Napoli. a Apud PP. Oratorii S. Philippi Neri, ubi
« adhuc vidit f rater. — Descripsit mihi frater melius
« quam Muratorio Como, 834, 5. » Mommsen, I. R. N.,
n. 2720. — « In Museo Borbonico. Contuli. » Garrucci,
CL pr. Mis., n. 216.
' 4, AN • Garr. ; VIII id.
90. Napoli. Gia nel museo Valletta, poscia presso i
PP. Filippini. Vignoli, De col. imp. Ant., p. 292 (da
cui Gori, /. E., Ill, p. 86); Muratori, p. 857, 3. —
Momm8en, I. R. JV., n. 2709; Garrucci, CL pr. Mis.,
n. 71.
91. Gia a Napoli, nel museo Valletta, quindi presso
lo Andreini, poscia a Firenze presso il Gori. Vignoli,
De col. imp. Ant., p. 292 (donde Muratori, p. 806,
1); Gori, J. #., Ill, p. 61, 79. — Mommsen, J. R. N. %
n. 2708; Garrucci, CL pr. Mis., n. 31.
99. Trovata a Miliscola nel 1857. Museo di Na-
poli. Minervini nel Bull. arch, nap., n. s., VIII,
p. 15, n. 1; Fiorelli, Cat. n. 611.
2, ALLIO Min. — 3, ALLI id. — 6, B • M • F • id.
93. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. JV., n. 2675;
Garrucci, CL pr. Mis., n. 42; Fiorelli, Cat., n. 580.
94. Trovata a Miseno. Museo di Napoli. Mommsen,
/. R. iV., n. 2676; Garrucci, CL pr. Mis., n. 247;
Fiorelli, Cat., n. 524.
95. Baia. Muratori, p. 795, 1. Pozzuoli. Gori, Symb.
lit., I, 82. Entrambi la diedero intiera. Dal primo Gar-
rucci, CL pr. Mis., n. 125. Una parte ora si trova
nel museo di Napoli. Mommsen, I. R. N., n. 2677;
Fiorelli, Cat., n. 620.
Le lettere inclinate indicano quelle ora mancanti.—
2 in princ, • IMI • Momms. — 4, OV per Q(tu)
V{iocit).
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— 92 —
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B • M • FECIT • QVI • MILITAVIT
XXIII ANNIS VIXIT XXXXI
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99.
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VIX • ANN • XIX • CAMVR1VS
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CONIVGI • SANTISSIMAE • ET
ANTONIVS • COLO • MATRI
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XXII SINE • VLLO • STOMACHO
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VIX • ANN • XXX • MIL • AN • XII
VALERIA • THEODOTE
VXOR • ET • H • B • M • F
90. Museo di Napoli. Fiorelli, Cat., n. 616. Ne
ebbi un apografo dai prof, de Petra.
91. Museo di Napoli. « Lastra di marmo frammen-
o tata g rotta in piii pezzi, che riuniti danno Tepigrafe
« quasi cost intera come venne pubblicata dal De Jorio
a (Guida di Poszuoli, 2*ed., p. 188). » Fiorelli, Cat.,
n. 647. Intiera la diede pure il Garrucci, CI. pr. Mis.,
n. 202. Non intiera il Mommsen, I. R. N., n. 2678,
cf. n. 6690, 49.
98. Trovata a Miseno nel 1688. Napoli , presso
TAndreini; la vide nel 1693 presso il Valletta l'autore
del codice di Halle (vedi sopra n. 77). Poscia a Fi-
renze, presso il Gori. Ora nel museo di questa citta.
Mommsen,/. R.N., n. 2679 da trascrizione delPHenzen;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 173 dallo stesso Henzen.
4, HARM* vedi in Garrucci le varie spiegazioni, che
si diedero di questa voce, ov'egli propone di leggere
H{eres) arm[orum custos). Credo che la H sia stata
aggiunta erroneameute alia voce arm(orum custos).
99. Napoli. Gori uelle Mem. della Soc. Colombaria,
I, p. 280, da cui forse, secondo il Mommsen, Guarini,
Comm. XIV, p. 4G. — Mommsen, I. R. N„ n. 2680;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 41. Ora nel museo nazio-
nale. Fiorelli, Cat., n. 564.
100. Trovata a Miseno nel 1688. Gori, I. E., I, p. 240,
5, da cui Muratori, p. 841, 4. — Mommsen, I. R. N.,
n. 2681; Garrucci, CI. pr. Mis., n. 132.
2, 3, a Gorius ^{atione) AEGAR(erms) (Aegara
« Lydiae oppido) M(ilitis) ; sed est N(atione) AE-
« G'yptius) ARM (orum). » Momms.
101. Museo di Napoli. Minervini nel Bull. arch,
nap., n. s., VII, p. 72, n. 20; Fiorelli, Cat., n. 624.
1, D • M Min.
II Minervini nel medesimo Bull. (VIII, p. 22, n. 8)
pubblico Tiscrizione: D • • | M • TOT1L • • • |
ARMOR | VIXIT • ANN • XI • • • • |
APPIVS • HOM • • | m VESTA HE • • •, che non
e diversa della riferita.
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- 93 —
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QVI • ET • TIMOTIIEVS
MENISCI • F • NATIONS
NICAENS • ARM • CVSTOD
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VIXIT ANN X---
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ET AEMIL QVADRATVS
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HEREDES ET SVILLIA
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103.
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SYRVS • VIX • ANN
XXXVIII • MIL • ANN
XVIII HERES
B • M • F
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MISENENSIVM MILI
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ANN • LX • VALERIA
FESTA • CONIVNX PIEN
TISSIMA CONIVGI DVLCIS
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CLEMES • ARMOR
VM • CVSTOS • in
MERCVRI • B • M • F
105.
109.
Dc • VLPIVS • LICINM
IAN • ARMOR • IIII • VESI
N • P • FL • IVC • MARCEL
S • T • RI • G • EX EAD • ET • AEL •
EXORAT • STRIO • IIII • ANN
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B • STOLARCH Xann"
XXII • M • VIII • MIJ • a ••••
GRACILIA GAL J a
PIENTISSIMO ET Incompara
BILI • FILIO
lOt. Lastra di marmo spezzata. La parte a, gi&
nella collezione del semiuario di S. Francesco in Poz-
zuoli ed ora nel museo nazionale di Napoli, fu data
dal Mommsen, I. R. JV., n. 2682, e dal Fiorelli, Cat.,
n. 653. La parte b , fu pubbiicata dalP Osann , Syll.
inscr. ant., Lipsiae et Darrastadii , 1843, p. 545, da
cui Mommsen, I. R. N., n. 2684, e Garrucci, CI. pr.
Mis. , n. 126 , che conobbe doversi riunire col fram-
mento a.
7, LVS ADAVCIVS Osann. — 8, ET AC Momms.,
ET AS Fior., ET AN Garr. , il quale propone di cor-
reggere la lezione MIL deU'Osann nel frammento b in
toNIVS, onde ET ANfoNIVS. Io suppongo che Tultima
lettera del frammento a sia un E, percib facilmente
si ha ET AEMIL^ius). — 9, RMCVSP Osann.
103. Pozzuoli. Coll. S. Francesco. Mommsen ,
/. R. N., n. 2633. Ora nel museo di Napoli. Fiorelli,
Cat., n. 559.
104L Minervini, nel Bull. arch, nap., n. s., VIII,
p. 16, n. 3.
Questa e le altre lapidi pubblicate dal Minervini
nel volume citato del Bull, provengono dal suolo pu-
teolano e dai siti vicini.
105. Pozzuoli. Coll. S. Francesco. Mommsen,
I. R. N., n. 2735; Garrucci, CI. pr. Mis. , n. 237.
Ora nel museo di Napoli. Fiorelli, Cat., n. 571.
2, armor(um custos) IIII Vesi (invece di Vest(ae)).
—3, N • P • A • LVC Garr., N • P = n(atione) P[on-
ticus) P(annonius). — 4, S«TRIG« Garr. — 6, 3/u-
nici forse e da leggere amico. — 3-6 , da leggere :
Fl(avius) Iuc(undus) Marcel, strig [ilarius) ex ead[em)
et Ael(ius) Exorat{us) strigiilarius) IIII Ann(onae)
amico b{ene) m[erenti) f[ecerunt) d(e) s(uo). II Gar-
rucci pensa che debbasi interpretare IIII Annii Mu-
nicii, ma non lo si pu6 seguire, non trovandosi giam-
mai navi da guerra col nome di uomini.
100. Nocera de* Pagani ( Nuceria Alfaterna).
Mommsei, J. R. JV., n. 2095: a misit Fiorellius. >
101. Museo di Napoli. Mommsen,/. R. N., n.2685;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 47; Fiorelli, Cat., n. 639.
3, STOLARCHI Garr.
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— 94 —
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D • M •
Q • N A B V I
MARCIANO
MIL1TI • CL • PR MIS •
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vIxlT • ANN • XXII •
M • II • DIEB • XXIII •
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D • M • &
C • IVLIO • PANISCO
PITVLO • SEPTESEM
ODIALI • IIII • M • • • •
tit.
113.
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C SERENI MA
X I M I P I T V L I
MVIIS iifi VESTA
NAT AEG VIX
ANN XXXVII
M IL AN XIII
APVLEIVS NEPOS
SCR1BA H B M F
C • VETTIO • • P • CLAVd
GRATO • ARCHIT • CLAss •
PR • MIS • SIBI • ET MEVIAE
QVINTAE CONIVG SVab
ET SALLVSTIAE SECVNDAE
MATRI EIVS ET LIBERTIS LIBERTABVS
POSTERISQVE EORVM • MEIS
H«M-S«S-H-N«S
fOS. Napoli. Vignoli, Be col. Ant., p. 300, dacui
Muratori, p. 837, 2. — Mommsen, /. R. N., n. 2686;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 48.
109. Museo di Napoli. Lastra di marmo rotta in
due pezzi. Mommsen, J. R. N., n. 2687 la parte mag-
giore,en.7272ilframmento- • *M | RIVS |
IS • NA | C • 0, proveniente
dalle vicinanze di Pozzuoli, e che, meglio letto, venne
congiunto con l'altra parte (che sola si trova in Gar-
rucci, CI. pr. Mis., n. 123) da Fiorelli, Cat., n. 526.
f fO. Napoli, gia nel collegio dei Gesuiti. Garrucci,
CI. pr. Mis., n. 49. Ora nel museo. Fiorelli, Cat.,
n. 562.
fff. DalPagro napolitano. Guarini, Comm. XIV,
p. 47. Da esso Mommsen, I. R. N., n. 2722. Ora nel
museo di Napoli. Minervini nel Bull. arch, nap.,
n. s., Ill, p. 15; Fiorelli, Cat., n. 636.
3, SEPTES Guarini ( che compiva tx | ODIALI ),
Fior. La lettura del Minervini fu accettata dal Momm-
sen (ap. Henzen, n. 6892). — 4, ODIN1 Min.
f f Z. Museo di Napoli. Mommsen, /. R. N., n. 2723;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 241 ; Fiorelli, Cat., n. 535.
3-4 , PII VLT | MVIIS Garr. : a fortasse VET •
MIL1TIS • J>
f f 3. Tersatto presso Fiume (Croazia), proveniente,
senza dubbio, dalle vicinanze di Pozzuoli. Mommsen,
/. R. N., n. 7293 da apografo dell'Henzen; Henzen,
n. 6888.
8, H(oc) m(onumentum) s(ive) s(epulcrum) h[ere-
dem) n(on) s(equitur).
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114.
— 95 —
D • M
L • AVRELIO FORTI FABRO DV
PLICARIO LIB • FIDE NATIONE
SARDO VIXIT ANNIS LII • MI
LITAVIT ANNIS XXV • M • CARI
SIVS FRONTO HERBS B • M • FECIT
CVRANTE ARRVNTIO PETRONI
ANO AMICO OPTIMO
D M
L • IVL • PROCVLI
FABRI • PRINCIPA
III CONCORDIA NA
SVR MIL • ANN ■ XXVII
VIX • ANN • IIL • C • SABNIVS
PAVLVS • H • B • M • F
lift.
D • M • IVLI • ANTIOCHI
FABRI • DVPLICIARI • NA
TIONE • CILIX • VIXIT • ANN • LX
MILIT • ANN • XXV • IVLIA
VLPIANE • PATRI • B • M • F
IIS.
P L 6 T I V
FABER
VIXIT •
mIlit •
PLOTIVS
VIXIT •
PLOTIA • TYCHE
M
M
F I R M V S
EX • ifii • VENERE
annIs • LXVIII
annIs XXXXIIX
• AVGVSTALIS • F
ANNlS • XVIIII
patrono • et • F • F
119.
116.
D • M
C • IVLI • PONT I CI
faBRI • DVPL • CL • PR • MIS
NAT • PONTIC • VIXIT
ANN • XLIIII • MIL • ANN
XXII • IVLIVS • PONTIC VS
FILIVS • ET • ANTONIA • LA
TICHE'CONIVNX -H*B*M'P
DlS • MANIB •
pac6ni6 n i g r 6
fabr6 • ex • classe
PR • mIsenense •
NATION • NlCAENS
VIX • ANN • L • MILITAVf
ANNlS XXVIII
P • PACONIVS GRAPTVS
PATRONO • BENEMERENT
114. Napoli. Lastra opistografa. La faccia a : Mu-
ratori, p. 791, 2, p. 793, 5, donde Mommsen, I. R. N.,
n. 2689. Entrambe: a Neapoli in Biblioth. PP. Phi-
a lippianorum. Contuli. » Garrucci, CL pr. Mis.,
n. 118, 147.
a, 4, MI omesso Mur. — 5, omesso fino a M • CARI id.
115. t Neapoli apud PP. Oratorii Philippini. »
Muratori, p. 820, 5, da cui Mommsen, I. R, N., n. 2691.
a Id museo Borbonico (forse inesattamente , perche
manca in Fiorelli, Cat.). Contuli. d Garrucci, CI. pr,
Jfcfw., n. 74.
2, DVPLICIAR- Mur. — 5, VLPIANAE id.
lll». Napoli, nel museo Valletta. Vignoli, p. 294,
donde Gori, I. #., Ill, p. 63; Muratori, p. 824, 2.—
Mommsen, I. R. iV., n. 2692 (seguendo il quale ho in-
dicato con lettere rette la parte deiriscrizione, che fu
a Firenze presso il Gori, da cui venne pubblicata, op.
Git., III, p. 68, 95); Garrucci, CL pr. Mis., n. 73.
119. Pozzuoli. Coll. S. Francesco. Mommsen, I.
R. JV., n. 2693; Garrucci, CL pr. Mis., n. 72. Ora
nel museo di Napoli. Fiorelli, Cat., n. 551.
9 fine, NT mon.
118. Lastra di marmo rotta in tre pezzi. Tutta fu
data dal De Jorio, Guida di Pozzuoli, tav. II, n. 3,
e dal Guarini, Sugg, ant., p. 88. Ne videro due fram-
menti nel museo di Napoli, e riportarono il terzo sulla
fede degli autori citati il Mommsen, /. R. N., n. 2694,
cf. p. xxiv, e il Garrucci, CL pr. Mis., n. 236. II
terzo frammento dalla collezione Fusco pass6 pure nel
museo, ove tutta l'epigrafe ora si conserva. Fiorelli,
Cat., n. 573.
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— 96 -
1*0.
1«*.
D • M
VALERIVS
NAT • ALEXANDRIN veter
EX VELAR DVPLICAR
MIL ANN XXVI VIX
ANN LVI MENS IIII
DIEBVS • XII
L VALERIVS IVSTVS
VARINIA HELENA
H B M F
11*.
D M
VALENTINAE
NVCHERINAb
VIX AN • XXII D Xv
IVL MAXIM V S
VEL • DVP • B M F
D • M
L • VALERIVS • VICTOR
EX • IT • FIDE • NATIONE
SARDVS • VICTIMARI
VS • PRINCIPALIS
MILITAVIT • ANNIS
XXIII • VIXIT • ANNIS
XXXI • AVRELIA
SPES • COIVGI • B • M
FECIT
1*1.
1*3.
sic
D • M •
L • IVLI VALENTIS DVPL
CAEMENTARI • EX CLAS • PR
MISENS NATIONE SIRI
VIXIT • AN • XL • MIL • AN • XXII
FLAVIA • MARINA • VXOR
VIRO •• BENE • MERENTI
D • M
L • SELEVCVS • NATIONE
SELEVCIENS1S • MILES • CLAS
PR • MISENATIVM • MILITAVIT
ANNOS • XXX • SCENICVS • PRIN
CIPALIS • VIXIT • ANNOS • L
ANTONIA • THEODOTA
SOROR • FECIT
1**.
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DOMITIVS • DEMETRI . F
DEMETRIVS • SVBVNC • DE fl7
CONCORD • SIBI • ET ARRVNTIAE
GENNAE CONIVGI BENE
MERENTI • ET • L • ANNIO • SP • F • PRISCO
• LIBERT • LIBERTAB POSTERISQVE
SVIS • EORVMQVE • OMNIBVS • FECIT
119. Museo di Napoli. Moramsen, J. R. N., n. 2737;
Fiorelli, Cat., n. 515.
1*0. G\h a Napoli nel museo Valletta, quindi preaso
l'Andreini, poscia a Firenze presso il Gori. Vignoli ,
p. 293; Muratori, p. 861, 4; meglio Gori, III, p. 61. —
Mommsen , /. R. N., n. 2738; Garrucci, CL pr.
Mis., n. 75.
1*1. Museo di Napoli. Fiorelli, Cat., n. 609; e da
trascrizione inviatami dal prof, de Petra.
1**. Trovata a Pozzuoli il 28 giugno 1752. Museo
di Napoli. Mommsen, /. R. N., n. 2736; Garrucci, CL
pr. Mis., n. 115; Fiorelli, Cat., n. 511.
2, fine DE LIB- Garr. — 3,4, ARRVNTIAE A |
GENNAE Momma. —6 pr., ET om. Fior.
1*3. Napoli. Capaccio, Puteol. hist., Neapoli, 1604,
p. 130; Neap, hist., Neapoli, 1607, I, 21, p. 329 (da
cui Reinesius, p. 523, 35). — Dalla storia napolitana
ms. di Fabio Giordano (tra il 1571 ed il 1590) Momm-
sen, I. R. N., n. 2725; dal Capaccio e dal Reinesius
Garrucci, CL pr. Mis., n. 77.
1*4. Miseno. Muratori , p. 864, 1. — Mommsen,
I. R. JV., n. 2739; Garrucci, CL pr. Mis., n. 116.
2, EX II FIDE Mur., ma penso col Garrucci che sia
da leggere III o LIB e forse piu probabilmento la
prima nota. Vedi sopra p. 31, nota 1.
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— 97 —
1*5.
D M
C • A RRIO • MONT ANO
VETRANO • CORNICI • DV
PLICIARIO • EX CLASSE
MISEN • NATIO • NICAENS
VALERIA •DORIS-NATIO'GRAE
COIVGI OPTIMO • B • M •
sic TITLVM • POSVIT
D • M •
• C • ARONTIO • MONTa
NO • VETRANO • CORNIcI
VALERIA • DORIS
COIVGI DVPLICIAR
B • M • F •
199.
1*€.
1*8.
T • FLAVIO • EVPREPETI
MIL • CLASS • PR • MISE
MEDICVS DVPLIC
VIX • ANN • XXV • MIL • AN • V
P' • CASSIVS • LVCANVS
HERBS • B • M • F
D • M
C • ACILIO BASSO
MEDIC • DVPLIC
COLLEG • ATIVS
CNEIVS
D • M • LOLLIO •
VALENTI • MED •
HI • FIDE • MANI •
MILIT • DIES • XVII
1>*XIT • ANN • XXX
aNNIA • EVTYC • • •
. FILIO
12*.
D • M
I V L I A E V ENERIiE •
M • SATRIVS LONGIN
MEDIC • DVPL • III CvpD
ET • IVLIA VENERIA LIBER
HER • BEN • MER
FECER
ISO.
D I N Y
RATION • A
IIII VENER
N • LXV • ME
II • XXV • B
4*5. Lastra di marmo opistografa. Museo di Na-
poli. La faccia a: Mommsen, I. R. N., n. 2688. En-
trambe: Garrucci, CL pr. Mis., n. 46 a, p; Fiorelli,
Cat., n. 543.
Le due faccie non contengono che la ripetizione della
medesima epigrafe: la faccia b essendo riuscita errata,
il lapicida nell'altra faccia della tavola marmorea in-
cise piu correttamente l'iscrizione.
a, 5 fine, NICAEN • Garr.
. 1*6. Minervini nel Bull. arch, nap., n. s., VIII,
p. 23, n. 12. Vedi n. 104.
199. Roma. Trovata nella vigna Randanini presso
la via Appia. C. I. L. t VI, n. 3910.
Fkrrero.
1*8. Napoli. Gia nel collegio dei Gesuiti. Garrucci,
CL pr. Mis. , n. 153. Ora nel museo nazionale. Fio-
relli, Cat., n. 644.
1, 2, leggi D. M. L. Lollio. — 4, MAN • Garr.
1*9. Trovata a Baia ne' cam pi Elisi. Ora a Dre-
sda. Marini, Atti dei fratr. Art?., p. 826 (da cui Gar-
rucci, CI. pr. Mis., n. 149); Mommsen, J. R. N.,
n. 2701 : « descripsit et misit H. W. Schulz Dresda-
« nus. »
ISO. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N„ n. 2724;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 235; Fiorelli, Cat., n. 645.
3, NATION Garr., manca il punto in Momms. , da
leggere rationa[lis]. — 5, ME per Mllitavit.
13
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98 -
ISf.
133.
D •
M
L V C I
• A V R E L I •
TITO
MILITI
• CLASS
• PR
• MIS
•
LIBRARIO
• DTP
• QVI •
BIXIT
•
ANNIS •
PLVS •
MINVS •
xxxx
•
MKSIBV8
• V • DIE
• I • AVRELIA
•
ERMOGENI A •
COI VX
• E T
•
FILI •
EIVS •
PATRI
• BENE
MERE
N T I •
F E E
R V N
T
• D • • M •
CATTIO • SABINO • SOSSIO • FILIO • IN
COMPARABILI • QVI VIXIT • ANNIS • XI •
MENSIBVS • IIII • DIEBVS • VIII • HORAS • VI •
CATTIVS • SOSSIVS • FELIX • SCRIBA • PATER •
OIII • PACE • ET • FANNIA SABINA MA
TER FILIO BONO ET INNOCENTISSI
MO • B • M • F • 6 Y V Y XI •
13*.
1SS.
• ONPARA
BILI • QVI • VIXIT • ANN • LV •
ET • C • IVL • MARCIANO • LIBR •
PRINCIPALI • Q • V • ANN • XXIII •
FRATRES • FRATRI • DVLCISSIMO • B • M • F •
D • M •
L • ATILIO • XENONIS • FIlio
PVDENTI • SCR • VETER • EX • CLA«,
PRAETORIA • MISBNENSE • ATILI*,
CHELIDO • PATRONO • BENE • MER
134.
139.
D • M
Q •
CAESIO •
PATERNI
S C R I B • IIII V
E S T A
NAT
A E G Y P T
vix •
AN • LI • MIL
• AN • XXVl
CAESIA • PATERNA
• FILIA
ET •
HERES • CVM
• MELANVN
MATRE B • M
• F
DIS • MANIBVS
Q • VALERIO • POLLI
ONI • SC • ET • VALE
RIAE • HIERONIDI • LIB
EIVS • D • CAESERN1VS
FLORVS • ET • MINVCIVS
APER • SCR • HEREDES • PA
TRONIS • OB • MERITA
136.
• D • M •
N A N A E
RVSTIVS NVME
RIVS • SCRIBA • C •
mATRI • DVLCIS
SIMaE • B • M • F •
131. Museodi Napoli. Mommsen, I. R. N., n. 2727;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 44; Fiorelli, Cat., n. 568.
5, MIN Garr. — 6, MENSIBVS id.
133. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N., d.2730;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 43; Fiorelli, Cat., n. 635.
2 fine, V Garr.
133. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N., n.2726;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 45 ; Fiorelli, Cat., n. 516.
134. Miseno. Ora a S. Agala dei Goti preaso il
sig. File no Rainone. De Petra nel Giorn. degli scavi
di Pompei, nuova serie, vol. Ill, n. 24 (1875), col. 143.
135. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N., n. 2728;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 188; Fiorelli, Cat., n. 550.
6, c(enturia) (triers) Pace.
130. Museo di Napoli. II Mommsen,/. R. N., n.2732
diede solo le quattro prime linee e confusamente la
quinta, e al n. 6690, 48 le due ultimo. Riunita si trova
in Fiorelli, Cat., n. 637.
Pu6 appartenere ad uno scriba dell' armata mise-
nense.
139. Trovata a Miseno nel 1688. Gori , 1. E. , I,
p. 249, 16, donde Muratori, p. 982, 5. — Mommsen,
J. R. N., n. 2733.
II Mommsen la da tra le classiarie , io pure lo se-
guii, benche dubiti assai tu quest'attribuzione.
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99
138.
141.
»"iINAE • C AS t i a S I M A B
QVAE • V • ANN • XXI • H • III • D XI -
SATVRIVS • GRATVS • SCRIB
CONIVGI • B ' M • F •
D • M
F L A V I V S • DIOGENES • DVP
AVRELIAE • COMMODIANAE • CONIVGI
B • M • FECIT • QVAE • VIXIT • ANNOS
XXXI • M • VIII • D • XX
13*.
14*.
SEPTIMVS
IMP • TRAIA'NI
CAESARIS • AVG
GERM • Da'CICI
SER • DISP • CLASSIS
FLA VIAE • CaRAE
CONIVGI
SANCTISSIMAE
pattra
tie
D M B •
C • ANTONIVS
I VLI AN VS • VB
TERANVS • CLAS
PRET • MISENESAE
VIXIT • ANNIS • LIIII
MIUTAVIT • DVPL • SOLE III
149.
143.
D • M
EVPHEMIAE • ET
MAMILLAE PRISCAE
VIXIT • ANN • XII
MVNAT • PRISCVS • DVPL • ill
HEBCVLE • CONIVGI • ET • FIL- B • M • FBC
• D • M •
C • SERVILI • PAVLIN
MIL • DVPL • CL • PR • MI
SEN • In DANVIO • ASIA
144.
• DVPLIC
5 • II • D • XXV
INA • CO
N • FEC
138. MQseo di Napoli. Lastra di marmo rotta in
due pezzi, dati disgiuntamente dal Mommsen, J. R. N,,
n. 2734, 6627, riuniti dal Fiorelli, Cat., n. 1617.
II Mommsen an no vera il frammento con l'indica-
zione dello scriba fra le epigrafi delTarmata misenense,
pero non vi e molta probability in questa assegnazione,
come nell'antecedente.
139. Cippo di marmo. Museo di Napoli. Mommsen,
/. R. N., n. 2652; Garrucci, CL pr. Mis., n. 253;
Fiorelli, Cat., n. 655.
1, SEPTIM1V9 Garr. — 4, DACIC id.
14H. Trovata a Miliscola. Museo di Napoli. Miner-
vini nel BulL arch. nap., n. s., VIII, p. 23, n. 11;
Fiorelli, Cat., n. 512.
5, PRAET- Min. — 6, VIX- id. — 7, MILITAVIT--
id., k ultimo parole si trovano solo in Fhxr. t credo
cfee manchi la fine dell'iscrizione contenente il numero
degli anni di milizia retto dal verbo militavit.
141. Trovata nell'agro puteolano, ne' campi Elisi.
Guarini, Comm. IX, ed. 2*, p. 34. — Mommsen, J.
R. N., n. 2740.
143. Miseno. Novi, Iscrizioni, monumenti e vico
scoperti, Napoli, 186), p. 48.
143. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N., n. 2741;
Garrucci, CL pr. Mis., n. 152; Fiorelli, Cat., n. 649.
3, CL*P- Garr.
144. Museo di Napoli. Mommsen, I.R. N., n. 2742.
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100 —
145.
14?.
D • M
C • NONIO • CALVISIO
VETER • EVOKA • EX • CL • PR • MIS
STIP • XXIX • VIX • ANN • OTl
T • SEMPRONIVS • SEVER
R • B • M • F
D • M
ACVTIVS
LEO
LIB • CLEMENTIA
PORAEDIAE • QVARTAE
CONIVGI • CARISSIMAE
BENEMERENTI • VIX • ANN • XXVIII
146.
D • M • M • ACVTIO
FAVSTINO • MILES • CLA
PRAETORIAE • MISENATI
TRIERAE - CASTORAE -
VIXIT - AN -L -VI
M1LITAVIT • ANIS • XXIII
CVRATORE • FECIT • GE
NEIVM • EPVLANIVM
• PIVM •
149.
D M
T • AEQVIVS VERVS
MIL CL PR MIS
> iTf! D A C 1 C O
MIL • ANN XX VIX AN XLI
CVR • C V //////// MAXIMO OP
149.
D
Q • AELIO
MILIT • CL
M
DIOGENE
PR • MIS
EX • III SATYRA • VIXIT
ANN • XXXVI • MILIT •
ANN • XVI • IVLIVS • VIC
TORINVS • OPTIO • HERBS
BENE • MERENTI
15©.
151.
D M
A F R A N I V S
Z I L V S
MIL • CL • PR • MIS
NAT • CAPPADOX
VIX • ANN • XXX
MIL • ANN • XIII
H • F • C
sic
D • M M
AMONl
VS • BASSVS •
EX • m
PO L L VCE
N ATI
AEGYPTIVS
• VIXT
ANNIS • XXV
• MILIT
ANNIS • IIII
• IVLIVS
CREISPINVS
• IERES
BEN • MR • F
159.
D M
• A M M NI VS
MONT AN VS
• ALEX • STIP • XX
145. Napoli presso 1* Andreini. Gori , I. E. , I ,
p. 236, 2, da cui Muratori, p. 837, 5. — Mommsen ,
2. R. N., n. 2743; Garrucci, CL pr. Mis., n. 50.
146. Civitavecchia. De Rossi nel Bull. delVInst.,
1865, p. 44, n. 3.
149. Napoli, « apud PP. Oratorii Philippini. » Mu-
ratori, p. 1288, 3, p. 1569, 3. — Mommsen, I. R. N.,
n. 2747; Garrucci, Cl.pr.Mis.,n. 114.
148. Trovata a Miliscola. Museo di Napoli. Mi-
nervini nel Bull. arch, nap., n. s., VIII, p. 16, n.5;
Fiorelli, Cat., n. 558.
2, DIOGENI Min.
149. Civitavecchia. Trovata nel 1864. Annovazzi
nolle Not. degli scavi comunicate alia R. Ace. dei
Lincei per ordine di S. E. il ministro della pubbl.
istr., 1877 (giugno) p. 124, n. 11.
6, cur{ante) C. V[al] Maximo op(tione).
150. Da Roma portata a Firenze nella villa di
Montughi, gi& Strozzi, ora Casamorata. Gori, /. E.,
I, p. 400, 191 (da cui Muratori, p. 776, 8; Garrucci,
CI. pr. Mis., n. 78) ; C. 1. L. y VI, n. 3092.
151. Museo di Napoli. Mommsen t I. R. N., n. 2795;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 191 ; Fiorelli, Cat., n. 536.
2, MAMONI Momms. Garr.
15$. Roma. Trovata nella vigna Ammendola, presso
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101 —
153.
154.
D M
C • ANNI • DRACONIS
VETERAN • CL • PR • MIS
NATIONE • CYPR
VIXIT • ANN • LX • AN
NIA • DIONYSIAS • Lt
BERTA • ET HERE S
BENEMER • FECIT
D • M
T • A M Y D I
SEVER1 • MIL
CL • PR • MIS • "Hi
CONCORDIA
N • PONTICVS
V
• A • L • MIL • A • XXV
STATIVS • QVA
DRATVS • H • ffl
SALVIA • CVRANTE
M • H E L V I
ALEXANDRO
155.
D M
M • A N N I
FELICISSIMO
lT~i C E R E R E
DIONYSIAS
B • M • F VIX
AN «LX-M- AN* XXVII
156.
D • M • S
L • ANNIO • SEVERO
MIL • CLASSIS • PR • MISENESIS
EX • CAPRICORNO • TRIERE
FEC • CORINTHIAS • LIB
PATRONO • BENE • MERENTI
151.
159.
D • M
M • ANTEI • BASSI • MIL
PR • MIS • NATIONE
VIXIT • ANN • XXXX
L • LVCRETIVS • CAPITO • ET • MAXI
MIVS • SVCCESSVS • B • M
PROC • COC .... FORVLIANO
D • M
C-ANTESTIO LONGO
MIL CLAE PRAE MIS
> PACI • VICTORIS • NAT
ALEXANDRINVS VIX • A • XL
MIL • AN XX • III • MVNATIA
PANNYCHIS • CONIGI • B • M • F*
la via Appia, verso il 1822. Ora nel museo Vaticano.
C. /. L., VI, n. 3093.
« Militem classiarium esse ostendunt et origo homi-
« nis et locus quo effossus est titulus. Apparet enim
a sepulcretum classia riorum Misenensium fuisse via
« Appia inter II et III lapidem in vinea del Pinto ,
a olim Corsii ubi reperti sunt n. 3096 (= n. 158 della
« nostra raccolta), 3097 (159), 3114 (234), 3138 (329),
c 3146 (353), et Cassiniana, quae olim fuit puellarum
a mendicantium, postea facta est pars vineae Ammen-
€ dolae, nunc pontificis maximi,ubi reperti sunt n. 3093
« (152), 3101 (181), 3104 (199), 3106 (207), 3107 (208),
t 3110 (221), 3123 (274), 3124 (282), 3126 (286), 3128
c (290), 3131 (298), 3137 (327), 3139 (332), 3147 (351). »
Heuzen, /. c. Vedi sopra pag. 68.
153. Roma. Marini, Arv., p. 409. — Garrucci, CL
pr. Mis., n. 146; C. 1. L., VI, n. 3094.
154. Trovata a Miseno il 30 maggio 1689, poscia
a Napoli nel museo Valletta. Vignoli , p. 292 (donde
Muratori, p. 778,7); Gori , /. E., I, p. 247, 13. —
Mommsen, J. R. N., n. 2748; Garrucci, CL pr. Mis.,
n. 54.
155. Museo di Napoli. Mommsen, 1. R. N., n. 2749;
Garrucci, CL pr. Mis., n. 140; Fiorelli, Cat., n. 513.
156. Roma. In ischede di Pomponio Leto ed in al-
tri mss.; Gruter, p. 1030,2 (da cui Garrucci, CL pr.
Mis., n. 138). — C. I. L., VI, n. 3095.
151. Trovata a Miseno. Gori, J. E., I, p. 251, 20,
da cui Muratori, p. 779, 5. — Mommsen, J. R. N.,
n. 2750; Garrucci, CL pr. Mis., n. 79.
7, « lego C. Octavio Iuliano. » Momms.
159. Roma. Gia nella vigna Corsi (poi del Pinto),
quindi nella villa Campana, ora forse a Parigi co' mo*
numenti della collezione Campana. Garrucci , CL pr.
Mis. y n. 80: « exscripsit P. Ios. Marchi »; C. I. L.,
VI, n. 3096.
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— 102 —
15*.
1*3
D M
C • ANTISTIVS secun
NDVS-M«CL«PR-Mw
III • VES$TA • N • BESS us
VIX- AN-L- MIL- AN X
H • B-M'F-
Dlls MANIBVS
M • ANTONIO • CAPlTONI
VETERANO • EX CLASSE
PRAETOniA • MISENBNSI
ANTONIA • RESTITVTA
PATRONO • BENEMERBNTI
161.
• D $ M •
M • ANTONIO ARISTONI
MIL • CL • PR MIS-MIL* AN XXIV
VIX • Atf XXXXV • HER • FEC
>-FLAVIVS«RVFVS«
ICO.
1*9.
D M
MAGIA • IANVARIA
TATAE • SVO
BENE MERENTI
FECIT • C • ANTONIO
ANTONINO • MILITI
EX • CLASSE • PRAETO
RIA • MISENATIVM
VIX • ANN • XL • MIL • XXIV
M
D M
M • ANTONIO
ATHENODORO
VIX • ANN • XX
MIL • ANN • III
> • P RE C I L I
SALVTARIS
CLASS • PR AET • MISEN
• FLAVIVS • MARTIALIS
BEN • MER • FEC
1*4.
D • M
M • ANTONIO • PRISCO
VIX • ANN • VIII • M
M • ANTONIVS •
• III • NEPTVNO •
• Villi • D • XV
GEMELLV 8
PATER • ET
ANTONIA • PRISCA • MATER • FILIO
PIISSIMO
16*. Roma. Vigaa del Pinto. C. 1. L. t VI, n. 3097.
Le parole, sotto cui fu segnato «q punto, sono state
erase con lo scalpel lo.'
1**. Roma. In parecchi codici edin Grater, p. 521,5,
donde Garrucci, CI. pr. Mis., n. 81. — C. /. X., VI,
n. 3096.
1*1. Civitavecchia. De Rossi nel Buil. del? Inst.,
1865, p. 43, n. 1.
1**. Roma. Museo Vaticano. Fabretti, p. 690, 116;
Maffei, Mus. Vsr., p, 267, 2 (da cui Garrucci, CL
pr. Mis., n. 82); C. I. L. 9 VI, n. 3099.
1*3. Napoli. Gia nel museo Valletta. Vignoli, p. 288
(da cui Muratori, p. 781, 4); Gori, /. E., I, p. 251, 19.—
Mommsen, I. R. N. % n. 2752; Garrucci, CI. pr.
Mis., n. 57.
1*4. Trovata a Miseno. Egizio, Opusc, p. 180. —
Mommsen, J. R. N,, n. 2755; Garrucci, CI. pr. Mis. %
n. 183.
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— 103 —
165.
16V
DIS • MANIB
L • ANTONIVS LEO Q
ET NEON ZOILI • F •
NATIO C1LIX • MIL • CL •
PR • MIS • > • HI • ASCLEPIo
VIXIT ANNOS • XXVII
MILITAVIT • AN • Villi •
C • IVLIVS • PAVLVS • HE
RES • CTR • EGIT
166.
XXXfll • M IL
H • B • M • F
ANTONIVS LON
GVS • • VI OPE
D • M
M- ANTONIVS • p.«.
NVS • VETERAN--*
EX • CL • PR . MISEN
VIXIT • ANN • L • * •
M I L I T A B I T -ANNIS
XXXIIII • IVLIA • TYOHE
CONIVX • ET • M •.. ANTON • F •
B • M
MS.
1*#.
M« ANTONIVS • rvfInvs
mIlbs • EX v • vict6ria • SIBI
ET • L • IvLIO APOLLINARI • FRATRI
MiLITI • EX • III • DIaNA • VIXIT
ANNIS • XXXVIII . MIL • AN • XIIX •
ET • LIBERTlS • LIBERTaBVS • POSTE
rIsqve • e<5rvm
ANTONIVS
C E N V S • TT7 • M I • • •
RVA • N • A E G Y P T • • •
XIT • ANNIS • XLV • MILI
VIT ANNIS • XXll • HYGIA
ERTA • EIVS • ET • H* B ' M • F $
Dls • MANIB
M • ANTONIO • VA
LENTI • VET • EXCL •
PR«MISEN«ANTONIA-
EGLOGE PATRON • BENMEREN
111.
D • M •
M • A NTON I VS • • •
NOVS EX CLASSE
PRAE M YSEN OP
165. Museodi Napoli. Mommsen, I. R. N., n. 2753;
Garrucci, CL pr. Mis., n. 131; Fiorelli, Cat., n. 607.
7, ANN* Momma. .
166. Ostia. Garrucci, CL pr. Mis., n. 249: a Excr.
a I. B. de Rossi. »
169. Miseno. Muratori, p. 781, 8. — Mommsen,
J. R. JV.,.n. 2754; Garrucci, CL pr. Mis., n.56.
169. Trovata aBaia nel 1700. Egizio, Opusc, p. 191;
Muratori, p. 781, 7. — Mommsen, J. R. N., u. 2756;
Garrucci, CL pr. Mis., n. 244.
3 fine, Tr mon.
169. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N., n. 2758;
Garrucci, CL pr. Mis., n. 55; Fiorelli, Cat., n. 589.
196. Gia a Napoli nel museo Valletta, quindi
presso l'Andreini, poscia a Firenze p res so il Gori. Vi-
gnoli, p. 298 (da cul Muratori, p. 780, 4); Gori, J. E. }
III, p. 68, 96. — Mommsen , /. R. N., n. 2751 ; Gar-
rucci, CL pr. Mis., n. 181.
191. Miseno. Garrucci, CL pr. Mis., n. 30: c ha-
c bui a CI. Y. Ios. Castaldi. »
4, OP probabilmente optio, percid questa iscrizione
va congiunta con le altre degli optiones (n. 76-89).
Questo titolo non sembra intiero.
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104 —
11«.
115.
oQVILIA • M • F • VALENTINA
M • AQVILIO • VALENTl • PATRI
BENEMERENTI • VETERANO • EX
CLASSE • MISENlENSI • ET • AQVILIjE
FELICVLAE • MATRI • ET • LIBERTIS
LIBERTABVSQ • POSTERISQ • EOR
H • M • S • S • H • N • S
B • M • F •
FORT VN ATE
VIX • ANN • XLV •
D • M • C
MEMMIAE «
N* • PICENESIS
ARRIVS • ISIDORVS • MANV
PLARIVS • N ALEXANDRINVS
IN QVA • EXPENSAVT • X CCC
sic
113.
• D • M •
M • ARRIVS • ANTO
NINVS • MANIP •
Jli SALVIA • NATIO
AEGYPTVS • VIXIT •
ANN • L • IIII • MILIT •
ANN • XXVIIII • B • M •
116.
114.
D M C ARRIO CA
PITONI EX CL
PR MIS HTl VEST NA
TION AEGYPT VIX AN
L MIL ANN XXIIIII VAL
GENIAI FIL E1VS B M F
D • M
ARRIO • I SIDO
RO • MISSICIO • PA
TRI • SILVANVS
FECIT • V • AN • LXX
V • ME • VI • DIES
VIII • BENEMER
111.
119.
D • M
Q • ARRVNTIO AQVILAE
MAN • P • VI • OPE • NAT
BESSVS • MIL • AN • IX
VIX • ANNIS • XXX
C CASS1VS CENS4)RINVS
FRATER • ET H • B • M • F
119.
D M
P • ARTORIVS
PASTOR • N • ALE
XANDRINVS*
M • EX • CL • PR • M • MIL • AN XII
VIX • AN • XXXII • APONI
VS • MAXIMVS • B • M •
F
III • LIBERO • PAT • MANP
D • ARRVNTIVS • CLEMENS
NAT • ALEXANDRINVS
VIX • ANN • XL
MILIT AVIT • AN • XVIII
IVLIVS • AMMONIANVS
H • B • M • F
112. Pozzuoli. Coll. S. Francesco. Mom m sen , I.
R. N., n. 2759 ; Garrucci , CL pr. Mis., n. 58. Ora
nel museo di Napoli. Fiorelli, Cat., n. 548.
7, ora. Garr.
113. Museo di Napoli. Mommsen, /. R. N., n. 2760;
Garrucci, CL pr. Mis., n. 198; Fiorelli, Cat., n. 597.
2, NT mon.
114. Trovata a Miliscola. Museo di Napoli. Mi-
nervini nel Bull. arch. Nap., n. s., VIII, p. 22, n. 7;
Fiorelli, Cat., n. 586.
3, III Min. — 5, XXI id. — 5-6, PRIMI | GENIA id.
115. Museo di Napoli. Mommsen, J. R. N., n. 2800;
Fiorelli, Cat., n. 593.
Al marito Arrio Isidoro appartiene il titolo seguente.
116. Monte nel Cilento (Principato Citeriore). An-
tonini, La Lucania, Napoli, 1717, II, p. 53. — Momm-
sen, J. R. N., n. 94.
111. Roma. Ri trovata nel 1735 in camera sepol-
crale del la via Latina. Museo Capitolino. Garrucci ,
CL pr. Mis., n. 251; C. I. L„ VI, n. 3163.
3, forse da leggere man(i)p(ulari) (hexere) Ope.
Seguendo il Garrucci , collocai questa lapide fra
quelle dell* armata misenense , poiche 1' hexeris Ops
non compare che in lapidi di quest'armata.
IIS. Miseno. Muratori, p. 829, 10. — Mommseu,
J. R. N„ n. 2761; Garrucci, CL pr. Mis., n. 168.
IIS. Civitavecchia. Scoperta nel 1864. Annovaszi
nelle Not. degli scavi> 1877 (giugno), p. 124, n. 8.
5, AN mon.
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— 105 —
ISO.
D • M
C • ARVLE • RESTITVTI
MANIP • HI • LIBERTAT
NAT • AFER • MIL • ANN • X •
VIXIT • ANN • XXX •
FLAVIVS • MARCEL
LVS • FABER • DVPL • B • M
Ml.
D • M
ATI LIO • MODESTO
MIL • CL • PR • MIS
NAT • SARD • VIX
ANN • XXV • MIL • AN • V
H • B • M • F
IS*.
D • M •
T • ATTI • NEPOTIS QVI ZECAEI
MILES • CLAS • PR • MISEN • > • IVLI • QVINTI
ViXIT • ANNIS • L • MILIT • ANN • XXXIII -MENS -VI
• • • DOMITIVS DEASSE • HERBS • B • M
183.
194.
D • M •
AVRELIVS • AEPICTETVS
VETERANVS • NATION • GRECVS
QVI VIXIT- ANN • L • NICOBVLVS
FILIVS • PATRI • SVO • BENE
MERENTI • FECIT • AVRELIO
RODONI • PROCVRANTE
D M
M • AVRELI • EXORATI
m • VENERE • VIXIT • ANN
XXXIII • MIL • ANN • XIIII
SEX • ANTISTIVS • VARVS
V VICTORIA ET ICONIS
LIBBRTA • EIVS • HEREDES
B • M • F
185.
D M
M • AVRELI • FVSCI •
MAN • fll • CERER • NAT •
DELMAT • VIX • ANN • L •
MIL • ANN • XXVI • ET •
AVRELIAE • TYCHE • LIBER
EIVS • NAT • SYRA • VIX • ANN •
XXX • L • AEMILIVS • VITALIS •
MAN • In • LIBER • PATER • HER
EORVM • B • M • F •
ISO. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N. y n. 2690;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 171; Fiorelli, Cat., n. 523.
7, nelle ultimo lettere detrite il Garrucci scorge:
HBMF
Ml. Roma. Trovata nella vigna Cassini (poi Am-
mendola) presso l'Appia. Ora nel museo Despuig nel-
l'isola di Maiorca (Baleari). C. I. L., VI, n. 3101.
189. Pozzuoli. Coll. S. Francesco. Mommsen nel
Bull, dell' Inst. , 1845, p. 197; /. R. JV., n. 2671;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 84. Ora nel museo di Na-
poli. Fiorelli, Cat., n. 585.
2, ZECABER Garr. — 3, IVL Momms. — 4, viwIT
id.; ANN- XXVII Garr. — 6, DOMITIVS* DRACO id.
Fbrrkro.
Sulla lezione del Garrucci nelle Op. arch. , vol. I,
Napoli, 1848, p. 248 (uguale a quella in CI. pr.
Mis., I. c.) vedi Mommsen , op. cit. , p. xxiv, add.
ad n. cit,
183. Pozzuoli. Ora a Napoli, nel museo. Momm-
sen, I. R. N., n. 2763 ; Fiorelli, Cat., n. 587.
194. Museo di Napoli. Fiorelli, Cat., n. 614; e da
apografo del ch. de Petra.
18ft. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N., n. 2764;
Garrucci, Cl.pr. Mis., n. 141 ; Fiorelli, Cat., n. 525.
1, om. Garr.— -9, notisi la forma III Liber Pater
al nominative
14
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ISC.
106 —
189.
D M
L AVRELIO MAXIMO
VIXIT • AN • XXX • M • III • D • X
MIL • AN • VII • IN • CL • PR • MIS
M-AVRELIVS
D • M
SEX- BEBIO • STOLONI
QVI • VIX • DIEBVS • filf • 3 • X
C • BEBIVS • HERMES • MIL • CL • PR • MIS
ET • AVRELIA • PROBA • FIL • DVLClSS
18*.
• D • • M •
P • BABBIO • MATVRO • MILIT
EX CLASSE PRAET • MISENIENSI
HIT • FIDE • SYRO • NATION • ARA
BO • MILIT • ANNIS • UII • VLP1VS
MARINVS • ill • CERERE • ET CLAVDI
VS • MARINVS • ft! DANVVIO HERED
IN
D • M
C • CAECILIO VA
LBNTI • MIL • CL • PR •
MISEN • III • SALAMI
NA • MILIT • ANN • VIII
VIX • ANN • XXXI •
C • LVCILIVS • VLENS •
CORPOR • CVSTOS •
F • B • M •
188.
$ D $ M $
L • BAEBI • DIOGEMS
MIL • CLAS PRAE
MISENES • Hi
HERCVLE N <>
GRAB $ VA XXXV
MILI <> AN <> X <>
H0B$M$F$
1M.
D • M
C A E S I VS
NEMIS • EX • CLASSE
PR M • ANNIS
XXX • NAT • VIX
190.
D • M
CAECILICELERIS
MIL • CLASSIS • PR •
MISENENSIS • NATIO
BESSVS -MIL • ANN
XXV • VIX • ANN • XLV
H • B • M • F
186. Gia a Napoli, nel museo Valletta, quindi presso
l'Andreini, poscia a Firenze presso il Gori. Vignoli,
p. 292 (da cui Muratori, p. 791, 7); Gori, J. E. , I,
p. 251, 21; HI, p. 66, 90. — Mommsen, I. R. N.,
n. 2765 ; Garrucci, CL pr. Mis., n. 85.
189. Pozzuoli. Coll. S. Francesco. Mommsen , I.
R. JV., n. 2766; Garrucci, CL pr. Mis., n. 227. Ora
nel museo di Napoli. Fiorelli, Cat., n. 608.
4, IIDE (sic) Garr. — 5 fine , VIPSVS id. — 7 ,
DAAAAAIO (sic) id.
188. Cippo marmoreo. Roma , nel museo Latera-
nense. C. I. £., V, n. 3102.
189. Gia a Napoli nel museo Andreini. Gori, /. E. t
I, p. 466, 37, da cui Muratori, p. 799, 1.— Mommsen,
J. R. N., n. 2767.
190. Roma, nella villa Albani. Marini, Iscr. alb.,
p. 71, n. 63 (donde Garrucci, CL pr. Mis., n. 86); C.
I. L., VI, n. 3103.
101. Civitavecchia. Trovata nel 1864. Annovazzi
nelle Not. degli scavi, 1877 (giugno), p. 123, n. 5; e
da calco comunicatomi dal comm. G. B. de Rossi.
7, V(a)lens.
19£. Sorrento. Anaatasi (L. A.), Animadv. in li-
brumF. Pii Thomae Milante, Neapoli, 1751, p. 146.—
Mommsen, J. R. N., n. 2122; Garrucci, CL pr. Mis.,
n. 87.
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107 —
193
D <> M
GAIVS • CALBISIVS • SECVNDVS
MILES • EXCLASBE • PRAETORIA
MISENENSI • MANVPVLARES EX
CERERE • III • MIL1TABIT • XXI • VIXIT • AN
NIS • XXX • OCTABIA ARESCVSA
CLONIVX • BENEMBRENTI • FECIT
8tC
sic
19G.
194.
M • CALPVRNIO pri
MO • VETR ANO • EX
CLAS • PR • MISEN • MILIT
AN • XXVIII • VIXIT • AN • LX
CALPVRNIA • ELPIS
PATRONO • B • M •
C ARISI V AL
M C • P • M • > DAN
NAT VE8SVS
MILIT AN • XXI
VIX AN XXXX
MARIVS HOSPITAUS
19ft.
D M
L • CARISIO • BIAN
DO • MIL • EX • in • TBI
VMPHO • NAT • BESS
VIX • ANN • XXXXVIII
MIL • ANN • XXV • CARI
SI A • FORTVNATA • PATRONO • B« M
19*.
199.
D • M
M • CASIO*- DIOGENI
VETER • NAT • CILIX • BIXIT •
ANN • LXX • M • CASIVS
sic BITALI ET CASIA • IANV
ARIA • PATRI • DVLCISSIMo
B • M • F
D • M
C • CARMINIVS
PROVINCIALIS
M • CLAS • PR • MI
Ifl • PARTICO • VIXIT
ANNIS • L • M • III
militaVlT • ANNIS XXXII
• • • IONIVS ZI • •
. . . . B • M
199.
D • M
CASSIAE • VALERIAS
L • CASSIVS • PHANIAS
MIL • CLASS • PR • MISEN
LIB • B • M • F
193. Napoli, a penes oratorem reginae Britanniae
« D. Temple. Descripsi. » Mommsen, I. R. N., n. 2769.
a Habai ex Rev. D. Leonardo Spinel li Parocho Bau-
« lanorom. t Garrucci, Cl.pr. Mis., n. 143.
5, corr. militabit XI. — 6, BENEMERENTISSIMECIT
(sic) Garr.
194. DalTagro napolitano. Lastra di marmo rotta
in due pezzi. Guarini, Comm. XIV,. p. 45 , che non
seppe riunire i due frammenti. Dal Guarini ne diede
un fraramento il Garrucci, CI. pr. Mis., n. 50, ed
entrambi, riunendoli, il Mommsen, I. R. N., n. 2770.
Ora essi trovansi nel museo di Napoli. Fiorelli, Cat.,
n. 619.
19ft. Napoli, f apud PP. Oratorii. » Muratori,
p. 803, 2. — Mommsen, J. R. JV., n. 2771 ; Garrucci,
CI. pr. Mis., n. 212: « In museo Borbonico. Con-
tuli. t
196. Porto. Garrucci, CI. pr. Mis. , n. 88 (exscr.
I. B. de Rossi).
199. Civitavecchia. Marini , Art?. , p. 409, da cui
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 189.
199. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N., n. 2772;
Fiorelli, Cat., n. 569.
La patria del veterano fa supporre ch'egli abbia
appartenuto air arm at a.
199. Roma. Sembra sia stata rinvenuta nella vigna
Cassini (poscia Ammendola), nel se pole re to de' Mise-
nati. Ora nel museo Despuig , neir isola di Maiorca.
C. I. L., VI, n. 3104. Cf. n. 181, 286, 290 della no-
stra raccolta.
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- 108
sos.
D • M
Q • CATI • FIR MINI
MIL • PR • CL • MES • in
PACE • NAT • SARDVS
V • A • XXXIIX • MIL
A • XVII • Q • LVTATI
VS • SECVND • H B M F
ASSI VS • VE NE
^ENLIV S • VETE
NVS EX CLASSE • SI
FIRMIO PROTO • ET
AE MOSCtf/M ET Li
BERTAB SVIS POSTER
M N I B V S F E C
D • M
L-CATTI- VIATOR
III • AQVILA • NAT
CORS • VIXIT • a • L • MIL
ANN- XXVII -TAR
QVINIVS • VALENS
EX • EADEM • H • B • M • F
sos.
SO*.
SOft.
D • M
M • CECILIO • LETO
VETERAN6 • EX • CL • PR •
MIS • QVI • BIXIT • ANNis
LXIIl-MAIA'DONATA
BENE-MERENTI»COIV
01 • FECET •
D«M
EX • iTl • LIBERO • PATRE
C • CLAVDIVS • AGRI
CVLA • ET • FLVIA • AGA
THOCLEA • PARENTES •
CLAVDIAE • FECERVM
FILIAE • VIX • ANN • I •
D • M • M • CLAVDI
III AQVILA
V S • APOLLIN ARIS
NAT • ALEX • MIL • AN
VII • VIX • ANN • XXX$
CLAVDIA • AVXESIS
HERES • B • M • F
sos.
SOO.
DIVS • VALENS
LIB • AQVILA
*)IAE SYMPHAE
LIBERTAE SVAE
VIERENTI • SIBI • ET
TER1SQ • SVORVM
D • M
TI • CL • VRBANI
MIL • CL • PR
MIS • III • IVVEN
N B E S S V S
V • A • XXXXV
MIL • A • XXV
H • B • M-F-
SO*.
* M
ctoVDIVS . VE • • •
MIL • CL • PR mis
ffl • POLLVC
appVLEIVS • SEcun
dVS • H • F C
I. Pozzuoli « a pud Fraiam. » Maffei, Mus. Ver.,
476, 2. Poscia nella coll. S. Francesco solo due fram-
menti. Mommsen, I. R. N., n. 2838; Garrucci , CI.
pr. Mis., n. 53. Ora nel museo di Napoli. Fiorelli ,
Cat., n. 521.
Le lettere inclinate indicano quelle del frammento
ora peri to.
2, VENEI / IVS Momma., che nell'indice dei cognomi
legge Venerium, VENE--VS Garr.,che supplisce Vene
[i\u$. — 5, MOSchidi Momms. , MO • • • Garr. —
7, bertab Momms., om. Garr.
SOI. Roma. Trovata fuori della Porta Maggiore.
Schede del Bianchini nella biblioteca capitolare di Ve-
rona, 347, f. 123. — C. I. L., VI, n. 3105.
SOS. Presso Napoli. Egizio , Opusc. , p. 200. —
Mommsen, J. R. N., n. 2773; Garrucci, CL pr. Mis.,
n. 129.
SOS. Pozzuoli. Coll. S. Francesco. Mommsen , I.
R. N., n. 2768, Garrucci, CL pr. Mis. , n. 60. Ora
nel museo di Napoli. Fiorelli, Cat., n. 531.
5, MANIA Fior., v. Garr., p. 90, errata ad n. 60. —
7, FECIT Momms.
504. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N., n. 2775;
Garrucci, CL pr. Mis., n. 169; Fiorelli, Cat., n. 561.
SOft. Museo di Napoli. Mommsen. /. R.N., n. 2776;
Garrucci, CL pr. Mis., n. 130; Fiorelli, Cat., n. 519.
2, questa linea, contenente il nome della nave , fu
aggiunta dopoche era stato inciso l'epitafio. — 3,
APOLLI • N • A • R • IS Garr.
SOO. Museo di Napoli. Mommsen, I. R.N.,n. 2777;
Garrucci, CL pr. Mis., n. 110; Fiorelli, Cat., n. 633.
1, [Clau]dius?
SO?. Roma, a Reperta loco non indicato , sed re-
« fertur inter titulos vineae Ammendolae. » Da Amati,
schede Vaticane, 9737, f. 3'. — C. I. L., VI, n. 3106.
ft da attribuirsi all'armata di Miseno per il luogo
dello scoprimento. Vedi n. 152.
505. Roma. Trovata nella vigna delle Mendicanti
(Ammendola). Ora ad Urbino, dove fu nella collezione
del Fabretti. Fabretti, p. 364, 18 (donde Garrucci, CL
pr. Mis., n. 167); C. I. L., VI, n. 3107.
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— 109 —
M».
til.
D • M
TI • CLAVD • ZENO
NAT • AEG • MIL • CL • PR • MIS
EX • Till • VESTA • VIX • ANNIS
XXXII • MILITAV1T • ANNIS • xi!
PETRONIVS • FEROX • ffii • FORTV
H • B • M • F«
D M
VALERIA NICE
CORNELIO CRES
CENTI GONIVGI
OPTIMO NATIONE BESS
VIX ANN LXX MIL ANN XXVI
*f#.
D • M
• C •
COGITATI
• VA
LENTI •
MANIP
• Im
• DACIC •
NATIO •
PANN •
MIL •
ANN • II •
VIXIT •
ANNIS
• XXV
• NA
TALIS •
VICTOR
• ET
•
VALERI
VS • VELOX • EXEAD •
H
• B • M
212.
214.
diis MANIB
co 1NELIO PRis
eo VETERANO
daLMATAE • COR
neulk EVHODIA •
pat SONO BENEMERbn
4 ' P « S •
213.
BIS • MANIB
Cravonivs • CE
LER • QVl • ET • BAT6 • SCE
NOBARBI • NATIONE • M • • • •
MANIPL • EX • fil • ISID ....
ANN • XI • VIXlT
P AELIVS
V E N E
L • DECIMIO
SCAVAE
DERCELONIS
F
MISS1CIVS • EX
CLASSE-MONVS
249. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N., n. 2778;
Garrucci, CL pr. Mis., n. 240; Fiorelli, Cat. n. 602.
3, PRAET- Garr.
21#. Napoli. a Apud PP. Oratorii Philippini, obi
a adhuc vidit frater. » Mommsen, /. R. N., n. 2779.
— Da Muratori , p. 807, 3, Garrucci , CL pr. Mis.,
n. 225.
211. Pozzuoli. Coll. S. Francesco. Mommsen , J.
R. N, n. 2821. Ora nel museo di Napoli. Fiorelli, Cat.,
n. 630.
La patria del milite persuade a crederlo classiario.
£12. Napoli. a Apud PP. Oratorii Philippini , ubi
a adhuc reperit frater. » Mommsen, I. R. iV., n. 2780.
7, [*(i6**)] p(osterisque) s{uis).
Questa lapide si deve credere di un veterano del-
l'armata.
213. Dall'agro napolitano. Guarini, Comm. XIV,
p. 44, da cui Mommsen, I. R. N., n. 2810; Garrucci,
CL pr. Mis. , n. 166. Ora nel museo di Napoli. Fio-
relli, Cat., n. 625.
2, C • RAVONIVS Guar. — 7 pr., L • id.
214. Aquileia. In codici e Muratori, p. 809, 6. —
C. I. L„ V, n. 910.
6, « num legendum MISENES? » Momms.
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— no
*i*.
C • DOMITIVS POLLIO
PATER • VETER • AVGVSTI • EX
CLASSE • PRAETORIA • MISENAT
FECIT SIBI • ET
DOMITIAE SPEI LIB ET CONIVG
LIBERTIS LIBERTABVS POSTERIS
EORVM
HVIVS MONVMENTI INTROEVNTIB
PARS-SINSTERIOR-AD FAMILIAM SVPERTIN
IN- FR • PED • XV • IN • AGR • PED • XXXVIII
*i&.
*15.
D • M
M • D M I T I
NEPOTIS
MIL • CL • PR • MIS
L I B Y R N I C A
N E R E I D E
N • D ALM AT
V • A • XXV • MIL
A • VII • H • B • M • F
D • M
L • DOMITIO • PROCVLO
MILITI • CLAS • PR • MIS
HI • FORTVNAE
N ATION E • P A N N • V IX
A • XXXVIII
MIL • A • XX
TI • CLAVDIVS • VALERIANVS
AMICO • BENEMERENTI
FACIVNDVM -CVRABIT
D • M
pOMPONIAE
V ALENTIN.AE
CONI VGI -BEN
E MERENT I ET
M DOMITIO VAL
ENTINO FILIO
D VLCISS I MO QV
I VIXI T ANNI S
VI M E N S I B • X I
M DOMITIVS VAL
ENS MIL CL PR .MIS
FECIT
*1».
D • M •
C • EPIDIVS • FIRMVB
EX • m • HERCVLE • NA*
BESSVS • VIXIT • ANNIS
XXX • MILITA • ANNIS
XI • COMINIVS • • •
PAT • B • M
ft ft. Roma. Museo Vaticano. C. I. £., VI, n. 3108.
216. Porto. Muratori, p. 810, 3 [ex episcopo Ha-
driensi Philippo a Turre). Museo Capitolino. Gar-
rucci , CI, pr. Mis., n. 52.
fci*. « Roraae, effossa extra Portam Flaniiniam.i
Donati, p. 284, 3. — Garrucci, CL pr. Mis., n. 217.
II Don at i tolse questa iscrizione dal Diario lapi-
dario di Pier Luigi Galletti. Per conoscere quanto
poco valore abbia per l'epigrafia qaesto diario , bast a
leggerne la notizia inserta ne\V Index auctorum pre-
messo alia parte prima del volume VI del Corpus in-
scriptionum Latinarum (p. LXII, n. XCIX): « In diario
a inscriptionibus paganis intersepsae sunt et christia-
« nae et noviciae. Paganae quas affert Gallettius con-
a fictae sunt fere omnes, neque ex tot titulis ab aliis
« auctoribus referuntur nisi quinque vel sex, cf. in
a spuriis inscriptiones Gallettianae ; contra christia-^
a norum tertiam fere partem sinceram esse dicit Ros-
a sius. t . Io non osai di condannare assolutamente Te-
pigrafe riferita , che per5 avrei tosto relegato fra le
spurie e le sospette, se essa avesse contenuto indica-
zioni nuove per il nostro argomento.
949. Scoperta, senza dubbio, a Roma. Ora a Sini-
gaglia. C. J. X., VI, n. 3109.
£4S. DalFagro napolitano. Guarini , Co mm. XIV,
p. 43, da cui Mommsen, /. R. JV., n. 2781 , e meglio
n. 7219; Garrucci, CL pr. Mis., n. 160. Ora nel mu-
seo di Napoli. Minervini nel Bull. arch, nap., n. s.,
Ill, p. 16. Fiorelli, Cat., n. 615.
3, HERCVLI Guar. — 5, ANN X Min. ; ANNIS*-
Guar.— 6, T- COMINIVS Min.
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• MAXIMVS
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CL •
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EX • CLASSE
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MILT • AN III
VIX* AN • XXVI
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D • M •
L • FLAVIO • VALENTI
MIL • CL • PR • MISENENS
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CAPITO • VET • HER • B • M • F
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MIL • CLAS • PR
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VIX'ANN-XXVIl
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M • P • ET • CASSIAE •
CONIVG • ET • T •
V • A • VI • M
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MARTINAE • N • SYR
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S T I N N a A
FER MILlXAN XVIII
FLA • EPIGONE • CO
IVGI B M F
GRAPTO
AMIC
CAR
SEVIV D
ZZ%. Museo di Cagliari.Vernazza, Lapide romana
in Cagliari inedita nelle Mem. delVAccademia delle
scienze di Torino, XXIII, p. 237, da Ludovico Balllie ;
Garrucci, CI. pr. Mis. , n. 90, da apografo dello Spano ;
diversamente Spano nel Bull. arch, sardo, II, 1856,
p. 95. Me ne inviO una esatta trascrizione il prof.
Vincenzo Crespi assistente al museo cagliaritano.
2, QVADRATVS Garr. Spano. — 6, MISENENSl
Vern. Garr. — 7, C • M • VALERI Vern., > • CN •
VALERI Garr. — 8, PRISCI MILIT ANN* III Garr. —
9, MIL* Spano (nella lapide MI e in monogramma).
— 10, VIXIT Spano; XXVII Vern.— 11, pr., . . C id.
7, On. Valeri. Ho da principio dubitato che nelle
due prime lettere si nascondesse l'indicazione dell a
centuria; maepiu probabilechequesta siastataomessa,
benche il noine di Cneo Valerio non si possa spiegare
che per quello del centurione^ nella cui centuria o nave
milit6 il classiario , al quale spetta 1' iscrizione. La
distanza fra lac e la N e dovuta , come mi assicui'6
il prof. Crespi , a scabrosita del la pietra. La stessa
scabrosita obblig6 il quadratario a dividere nella li-
nea precedente la parola MI SENENS.
ZZ\. Roma. Trovata nel 1797 sulla via Appia, sem-
bra nella vigna Cassini. Schede di Giorgio Zoega con-
servate nella biblioteca di Copenaghen, p. 666. — C.
/. L., VI, p. 3110.
ZZZ. Trovata nell'agro napolitano. Guarini, Comtn.
XIV, p. 43, da cui Mommsen , J. R. N., n. 2783. Ora
nel museo45; Fiorelli, Cat., n. 557.
Z€9. Roma. « In aedibus Castellani ad plateam
« Poli. > C. I. £., VI, n. 3121.
MS. Gia a Napoli. Minervini nel Bull, archeol.
nap., II, p. 66, da cui Garrucci, CL pr. Mis., n. 231.
PoBcia a Glienick, presso Berlino. Mommsen, I. R. N.,
n. 2799 (descripsit Ed. Philippi).
4, ER mon.
£69. Museodi Napoli. Mommsen, I. JR. N., n. 2762;
Garrucci, CL pr. Mis., n. 159; Fiorelli, Cat., n. 627.
290. Civitavecchia. Scoperta nel 1864. Annovazzi
nelle Not. degli scavi, 1877 (giugno), p. 123, n. 4.
991. Roma. Tavola di marmo, di cui tre frammenti
rimangono nel pavimento della chiesa di S. Crisogono
in Trastevere. Intiera si trova in codici (cf. Gruter,
p. 1109, 9). C. I. £., VI, n. 3122.
Le lettere inclinate indicano quelle ora petite.
29$. Museo di Napoli. Mommsen,/. JR. iV., n. 2801;
Garrucci, CL pr. Mis., n. 213; Fiorelli, Cat., n. 596.
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993.
D M
MIRTINI VALEN
MIL1T CL • PR • MIS
III AVG VIXIT • ANN
XXXII • MIL ANN
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M • B P
— 118 —
995.
D • M
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IVLIA • RVFINA
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998.
994.
D • M
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MIL • CL • PR • MIS
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V • A • XXXVIII
MIL • A • XVI
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XVI • TERENTIVS • VALENS
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D • M
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VIXIT • ANN • LV • MIL
ANN • XXVIIII • AMMO
NIVS • AMMONIANVS
EX • EADEM • ET • IVLIA
CELESTINA • COIVX
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999.
C • NVMIDIVS QVA
DRATVS • "N • CILIX
MIL • CL • PR • Ml
SEN • M ILIT A VIT
ANNIS • XX • VIXIT
ANN • XXXX • M • PO
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999.
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EX • IIII • OLIVO • NAT • SARDVS
MILIT- ANN • VIII • VIX • ANN • XXV
NVMISIVS • ROMANVS • EX • EA
ET • IVLIVS • PROCLVS • III • PIETAT
HEREDES • B • M • FECER
993. Museo di Napoli. Guarini, Comm. IX, ed. 2 a ,
p. 32.; Mommsen, /. R. N., n. 2746; Garrucci, CL
pr. Mis., n. 136; Fiorelli, Cat., n. 621.
2, MIRTINI-VALERI Guar., MLR • • • NI VA---RI
Momms., M LATINI VALEN- Garr. — 3, MIL EX CL
PR MIS , Momms. Garr. — 7 « lapis vIOR sive
a vTOR, sed lineola superiore incerta. vi OPE lapis
« non admittit » Momms. , Vi OP Garr. — 8 , H b m
Momms.
994. Roma. Scoperta nella vigna delle Mendicanti,
nel sepolcreto de' Misenati. Ora ad Urbino, dove fu
presso il Fabretti. Fabretti , p. 364, 19 (da cui Gar-
rucci , CL pr. Mis., n. 163) ; C. I. L., VI, n. 3123.
99&. Trovata a Miliscola nel 1857. Museo di Na-
poli. Minervini nel Bull. arch, nap., n. s., VIII, p. 22,
n. 10; Fiorelli, Cat., n. 605.
2, RVFINI Min. — 3, VETERANI id. — 5, CONIVGI
om. il rimanente id.
99G. Trovata a Miseno nel 1698. A Napoli, presso
l'Andreini, poscia a Firenze nel museo. Gori, I. £.,
I, p. 238 ; Muratori, p. 836, 7; Mommsen, 1. R. N.,
n. 2802; Garrucci, CI. pr. Mis., n. 190; questi due
ultimi da trascrizione dell'Henzen.
999. Tivoli. Marini, Art?., p. 827 ; Garrucci,
CL pr. Mis., n. 96.
1, VMID1VS Mar. cf. la nota del Garrucci.
999. Scoperta a Pozzuoli nel 1840. Guarini, Comm.
XVIII, p. 29. —Mommsen, J. R. N., n. 2803; Garrucci,
CL pr. Mis., n. 221.
999. Trovata nell'agro napolitano. Guarini, Comm.
IX, ed. 2% p. 32 dal De Jorio. Diversamente Miner-
vini nel Bull. arch, nap., I, p. 7, da cui Garrucci,
CL pr. Mis., n. 233. Entrambe le lezioni presso
Mommsen, I. R. N., n. 2804.
Ho dato solo la lezione del Minervini. Ecco le va-
riety di quella del Guarini: 1, om. — 2, • • • EX III AVG-
— 3, fine, XXXV- — 4 fine, EA D . — 5, III IVLIVS •
ROMANVS • Ili • PIETAT •
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ISO.
119 —
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283.
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EX • LIB • CLEMENTIA • NATIONE
AEG YP • VIXIT • ANN-XXX- MILIT*
ANN- X • VAL • SATVRNINVS • MIL •
CL • EIVSDEM HERES SVBSTITVT •
BENEMERENTI FECIT-
$80. Miseno. Muratori, p. 840, 1. — Mommsen, I.
R.N., n. 2806; Garrucci, Cl. pr. Mis., n. 64.
3 fine, IV Mur. — 4, a LVCIA delendum est, natum
« fortasse ex eodem LV male intellecto. >
fcSl. Pozzuoli. Pighius, Here. Prod., Antverpiae,
1587, p. 502; Smetius , fol. 93, 6; Gruter, p. 556, 8;
Capaccio, Put. hist. , p. 130 ; Neap, hist., 1. II, c. xxi,
p. 680; Muratori, p. 841, 7. — Mommsen, J. R. N.,
n. 2807; Garrucci, Cl. pr. Mis., n. 164.
$92. Roma. Museo Laterauense. C. I. L. , VI ,
n. 3124.
L'Amati (schede Vat.), sebbene non indichi il luogo
del ritrovamento, tuttavia annovera questa lapide fra
quelle del la vigna Ammendola, ove sappiamo essere
stato il sepolcreto de' soldati dell' arm at a misenense ,
alia quale pertanto e da ascriversi questa epigrafe.
Vedi n. 152.
2S3. Trovata a Miseno nel 1686. Mabillon, I tin.
Ital. f p. 146 (da cui Muratori, p. 841, 7); Gori, I. E.^
I, p. 248. — Mommsen, I. R. N., n. 2808 ; Garrucci ,
Cl. pr. Mis., n. 65.
Nella parte opposta della lapide si leggeva : LEG *
VII • MACEDONIC • VRimipilo | LEG • ITli • SCY-
T HIC • TRIB • COH j PRIMIPILO • ITER • LEG •
XVI • GAUicae | PROC • Ti • CLAVDl • CAESARIS •
AV • • • | D • • Mommsen, J. R. N., n. 2866.
2S#. Civitavecchia. De Rossi nel Bull, de IV Inst.,
1865, p. 44, n. 4.
2S5. Roma, c In Museo Vaticano basis. Exscripsi.t
Garrucci, Cl. pr. Mis., n. 207 , che soggiunge : c Li-
ce terarum ordo turbatus apparet. Lego Triere Spe.
c Nat. R. >
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— 120 —
2S9.
«S6.
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XXX
MIL • AN • XI
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III • SOLE • NAT • ALEXANDR •
MIL- AN- XXVII • VIX • A • LIIII •
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m • pompeIo fil • eIvs •
vix • an • viii • m • v dieb • x •
valeria • marcia conivg
karissimo • et fll • dvlcis
simo • bene • mer • fec •
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V • A • XXXXV
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o • • II PAETI MILITAVlT
an • • VIX AN XXXII
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C • RVFIVS • CASSIA
NVS • iii • MINERBA
N-C-M- A- VI -B • A-XXX
DOMITIVS • CRISPVS
B • M • F •
$86. Roma. Scoperta nella vigna Cassini , presso
l'Appia. Ora nel museo Despuig, neirieola di Maiorca.
C. J. £., VI, n. 3126.
$89. Cippo ornato gia a Roma, ora a Parigi nel
museo del Louvre. C. I. L., VI, n. 3127.
«88. Napoli. Vignoli, p. 299, da cui Gori, I. E„
III, p. 74, e Muratori, p. 843, 3. — Mommsen , I.
R. N., n. 2809; Garrucci, CL pr. Mis., n. 203.
2S9. Museo di Napoli. Mommsen, 1. R. N., n. 2673;
Garrucci, CL pr. Mis., n. 97; Fiorelli, Cat., n. 553.
$90. Roma. Scoperta nella vigna Cassini presso la
via Appia. Ora nel museo Despuig , nelF isola di
Maiorca. C. I. Z., VI, h. 3128.
Si deve assegnare all'armata di Miseno per il luogo
del rinvenimento. Vedi n. 152.
Z9§. Roma. Trovata nella vigna Benincasa (del
Pinto), nel sepolcreto de' classiarii misenati (v. n. 152).
Fabretti , p. 365, 111. - C. I. L., VI, n. 3129.
Z9Z. Roma, « in horreis coenobii S. Pauli. ubi nunc
a frustra quaesivimus. » C. I. L., VI, n. 3130 (de-
scripsit de Rossi) ; Garrucci, CL pr. Mis. , n. 103
(contulit eq. de Rossi).
293. Trovata a Miliscola nel 1857. Minervini nel
Bull. arch, nap., n. s., VIII, p. 16, n. 4; Fiorelli,
Cat., n. 574.
4, n[atione) C(ilioo t) m(ilitavit) a[nnos) VI b(ixit
a[nnos) XXX.
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99*.
— 121 —
999.
D • M
Q • SAENIO • SPANO • VETER
VIXIT • ANN • LXV • MIL1T
ANNIS • XXVIII • SAENIA
LYCHE • PATRONO BENE
MERENTI FECIT • ET L1BERTIS
D <> M
C YRILL AE V A- LER I
IVLIANI LIB Q V A XXVII
RELIQ FILIA ANN • VII-
FEC • iSEMPRONIVS
IVSPVS MARIT ^P • VI • (E
99G.
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SATVRN I N
NAT • SARD
E-MIL-AN-XII
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L • SALVIO PVDENTI • MILITI
EXCLASSE • PRAET • Mis • DE • Hi
CONCORDIA -NAT • BESSO • VIXIT
ANN • XXXV • MILIT • ANN • XVI
BARBIVS CRESCENS VETER • EX
CENTVRIONIB • EIVSD • CLASSIS
HERES • B • M • FECIT
99*.
D • M
T • SEMOMO
MACEDON i
MIL-CL-PR-M»5
MIL • A • X
X
99*.
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QVI • ET • MENOPH1LVS • ANTl ////
NICAENSIS • VETERANVS • EX • CLASSE
PRAETORIA • MISEN VIXlT • ANN • LX ///
MILITAVlT ANN XXX FlERI IVSSlT
EX testamenTo SIBI eT
sic CVRTIAE HELPDl CONIvgI BM ////
liberTis liberTabvsq posTerisq om ///
m seivs hermes • et cvrtla pelest // /
994. Miaeno. Ora a S. Agata dei Qoti presso il sig.
Fileno Rainone. De Petra nel Giom. degli scavi di
Pompei , Duova eerie, vol. Ill, n. 24 (1875), col. 143.
Per il luogo, in cui l'epitafio venne scoperto, si deve
credere cbe il veterano abbia servito neirarmata nii-
senense.
995. Museo di Napoli. Mommsen, J. R. N., n. 2669;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 145; Fiorelli, Cat., n. 527.
996. Trovata a Miseno. Da Fusco, Dich. di ale.
tier., p. 43, Mommsen, I. R. N., n. 2811. Da ached a
dello slea80 Fu8CO, Garrucci, CI. pr. Mis., n. 108. Ora
nel museo di Napoli. Fiorelli, Cat., n. 650.
999. Pozzuoli. Coll. S. Francesco. Mommsen, /.
R. N., n. 2812; Garrucci, CI. pr. Mis., n. 67. Ora nel
muaeo di Napoli. Fiorelli, Cat., n. 622.
2 fine, NAT- Gan\ — 4, ANNIS Momms. Garr. —
6, ET om. Garr. — 9, CVRTIAETIEISI • • • Garr.
Fbrrero.
999. Roma. Trovata nel 1822 nella vigna Ammen-
dola. Muaeo Yaticano. Garrucci, CI. pr. Mis., n. 106
(ex scheda march. I. Melchiorri); C. I. L., VI,
n. 3131.
999. Museo di Napoli. Proveniente da Roma.
Mommsen, /. JR. N., n, 2745 (cf. p. xxiv); Garrucci ,
Mon. reip. Lig. Baeb., p. 7, n. 34 ; CI. pr. Mis.,
n. 248; Fiorelli, Cat., n. 565; C. I. L., VI, n. 3170.
6, a OP Garrucci contra lapidem eiplicans ap(pa~
<c ritor hexere) Op(e) VI videtur recte interpretatus
esse, jo Corp. Io credo che 1' ultimo nesso debba indi-
care il nome Ope ; un' hexeris di tal nome non si ha
che fra le navi dell'armata di Miseno, alia quale ho
creduto di dover assegnare l'iscrizione. Cf. n. 566, 166,
177.
16
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— 122 —
L • SEMPRONIVS • PROCVLVS
VETERANVS • EX • CLASSE • MISENES
PRAETORIA • MILITAVIT • ANNIS • XXVI
SIBI* ET • CONIVGI • SVAE • ET • LIBERTIS • LIBER
TABVSQVE • ET • POSTERISQ • EORVM
SOS.
SOI.
D • M
IVS • SENECA
. r.T t>p mtgwvas
D • M
C- SENIO • SEVERO
MANIPLARIO • EX
DE • NATION E
VIXIT • ANNOS
III • FI
BE SS VS
XXXXVI
MILITAVIT • ANNOS • XXVI • AEMI
LIVS • DOLENS • ERES • B • M
FECIT
303.
D • M •
SENTIAE • SERAPIDIS
VIXIT ANNIS XVII
SENTIVS • MAXIMVS
•••• IAR • Hi • MAIAE
304.
305
D • M
L • SEXTILIO • VET • EX • CLASS
PRAoTORIA • MISENATVM • ET PA
PIRIAE- HELPIDI • PARENT1BVS • ET
SEXTILIAE • VALERIAS • SEXTILIA
RVFINA • FECIT
D • M • CN SILANI PII
III • MART • NAT • SARDVs
MIL • ANN • XXV • VIXIT •
ANN • XXXXV • TITIA • NICE •
CONIVGI • ET • GENIALIS • FIL
EIVS BEN FEC
306.
D M
sic QV • SILICIO • SILBA
NVS-NAT-AFER'VIX-AN
sic LX-EMERIT-CL-PR-MISS
QVIT • SILBANVS FIL
MESSEA • IANVARIA
COIVX B • M • F
Napoli. Smetius, fol. 93, 3; Grater, p. 560,
9; Capaccio, Neap, hist., 1. I, c. xxi, p. 328; Put.
hist. , p. 130. — Moramsen, I. R. N., n. 2813; Gar-
rucci, CI. pr. Mis., n. 66.
301. Roma, nel museo Lateranense. C. I. L., VI,
n. 3132.
30Z. Pozzuoli. Pighius , Here. Prod. , p. 502;
Smetius, fol. 93,7; Gruter, p. 561 , 1. — Mommsen,
J. R. N. y n. 2814 ; Garrucci, CI. pr. Mis., n. 155.
303. Minervini nel Bull. arch, nap., n. s. VIII,
p. 15, n. 2. Vedi sopra n. 104.
5, [duplic]iar[ius) ?
304. Presso Spalato (DalmaziaJ. Donati, p. 301, 4
(da Zaccaria, Marm. Sal., p. xv, n. 11).— Garrucci,
CI. pr. Mis., n. 68; C. I. X., Ill, n. 2051.
305. Museo di Napoli. Lastra di marmo detrita.
Mommsen, I. R. iV., n. 2820 ; Garrucci, CI. pr. Mis.,
n. 175; Fiorelli, Cat., n. 538.
1, TITI ANIPTI Momms. —2, SARDV Garr. — 3,
4 , VIXIT • ANN • XXXXV om. id. — 5, GENEALIS
id. — 6, EIVS ABiEN (sic) id.
306. Gia a Napoli nel museo Valletta, quindi presso
l'Andreini, poscia a Firenze presso il Gori ; ora nel
museo di questa citta. Vignoli, p. 287 (da cui Mura-
tori p. 854, 8); Gori, J. E., Ill, p. 64, 83; Momm-
sen,/. R. N., n. 2815; Garrucci, CI. pr. Mis., n. 51
(questi due ultimi da trascrizione dell'Heuzen).
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— 123 —
SO*.
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mil COH • III • PR • FECIT
• • • NIO • M • F • AN • SILVANO
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mil • an N • VII • VIX • ANN • XXVII • M • I
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MONVMENT
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D • M • C • SILI • FORTI •
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PANNONIVS • VIXIT •
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CARIA-ET-SILIA -ONESI
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BENE • MER • FEC
SOS.
C • SPEDIV
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DRVS • MIL
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AN • XXXIII
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CASSIVS
D • M
L • 8VLPICI • ARTEMI
DORI • MIL • CLASS • PR
MISENENS • fifi FORTVN
NATIONE • AEGYPTIVS
VIXIT • ANN • XXX • MILI
TAVIT • ANN • VIII
C • VALERIVS • ACHIL
LEVS • EX • EADEM
H • B • M • F
3O0.
D • M
Q STATIVS RVFINVS M • CLASSIS PR
MIS • > CLAVDI • INGEVI • AN • XXXVIII • M • AN XVIII
miles barbatus tunica, sago, braccis indutus, paraxonio cinctus,
dexira hastam ten ens.
309. Roma. Nel codice del Gammaro (1489-1507)
della biblioteca di Stuttgart. — C. J. L., VI, n. 2491.
SO? bis. Museo di Napoli. Mommsen , I. R. N.,
n. 6345; Fiorelli, Cat., n. 600.
2, NATI. Momma. — 6, flue. Tr mon.
La patria del veterano ci fa supporre ch'esso abbia
appartenuto alia marineria.
SOS. Napoli. Muratori , p. 2036, 3. — Mommsen ,
J". R. N., n. 2816; Garrucci, CI. pr. Mis., n. 119.
SOU. Atene nel Ceramico. Ora nel museo della so-
cieta archeologica. Henzen nel Bull. delVInst. , 1863,
p. 172; Pervanoglu in Arch. Zeit., 1866, p. 172»; Hub-
ner, ibid., 1868, p. 40, tab. V ; C.I. L., Ill, n. 556 a.
3, da leggere Inge(n)ui.
31 0- Roma. Codici del Sirmond, del Gudius e del
Tolomei ; Fabretti , p. 365, 116 (il quale da non in-
ter amen te le prime quattro linee); Gori, I. E. , III,
p. 72 ; Muratori, p. 856 , 4, dai quali Garrucci , CI.
pr. Mis., n. 157. — C. I. L. % VI, n. 3133. .
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124 —
316.
311.
D • M • L • SVRDINI SA
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MATA • NAT • AFER •
VIX • ANN • XXXX •
MILIT • ANN • XVIIIl •
CLODIA • SECVNDA
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D • M •
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MIL • EX CL • M
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ATICVS VIX •
AN • XXXVII
MIL • AN • XII
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313.
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STIP • VII • AN • XXXV
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HERES
319.
D • M •
C • TAMVDIVS CASSIANVS
MIL • CLASS • PR • MISENS
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NATIONE SARDVSVIXIT
ANNIS • XXVIII • MIL • ANN • VIII
SEX • IVL1VS QVIRINVS MANIP
ITl FORTVNA • HERES
B • M • F •
31&.
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314.
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M
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B • M • F
319.
D • M
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CL • PR • MIS • N
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V • A • XXIII • M •
A • 1111 • H • B • M • F
311. Gia a Napoli. Ora a Roma nel rauseo Ca-
pitolino. Vignoli, p. 299 (da cui Muratori, p. 856, 6);
Gori, J. E. , III, p. 78; Guasco, Museo Capit., II,
p. 60 (da essi Mommsen, I. R. iV., n. 2817); Garrucci,
CL pr. Mis., n. Ill (contuli); C. I. X., VI, n. 3171.
319. Napoli, « apud PP. Oratorii Philippini, ubi
« vidit adhuc frater. » Mommsen, I. R. JV., n. 2818.
a In Museo Borbonico. Contuli. » Garrucci , CL pr.
Mis., n. 192.
313. Pozzuoli. Gervasio nelle Mem. delta R. Ace.
Ercolanese , vol. VI, p. 278, n. 1, da cui Minervini
nel Bull, arch, nap., n. s , V, p. 167, n. 1.
314. Sorrento. Intiera la pubblic6 il Gapaccio,
Neap, hist., 1. II, c. xu, p. 509 (da cui Reinesius ,
p. 526, 46), mancante delle lettere (che sono date in-
clinate) V Anastasi, p. 147. — Mommsen , I. R. JV.,
n. 2121 ; Garrucci, CL pr. Mis., n.83.
315. Trovata press o il mare Morto nel 1688. A
Napoli presso TAndreini , quindi a Firenze nel mu-
seo. Gori, 1. E.i I, p. 238, 3 (da cui Muratori, p. 857, 5);
Mommsen, J. R. N., n. 2819; Garrucci, CL pr. Mis.,
n. 200 (questi due ultimi da trascrizione delPHenzen).
316. Napoli, gia nel collegio de' Gesuiti. Garrucci,
CL pr. Mis. , n. 165. Ora nel museo nazionale. Fio-
relli, Cat., n. 599.
4, EX CI (sic) Garr. — 5, 6, Musiaticus = Asiati-
cusf — 10 fine, MA mon.
319. Roma, Doni, VI, 10, da cui Muratori, p. 860,5.
— Garrucci , CL pr. Mis. , n. 201 ; C. I. L. , VI ,
n. 3134.
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- 125 -
3SO
31 8.
D • M
C • VALERIO
APOLLONIO • MIL
CLASS • PR • MISENAT
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AM ICO- B • M • FECIT
D • M • S •
A -VALERIO • CASSIANO
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MIL • CL • PR • MIS •
MIL • ANN • XV • VIX
ANN • XXXIII
DIDIVS • VALERIA
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3*3.
D • M
C • VALERI GERMANI
MIL EX CL PR MIS
III T A VRO S TIP \XV
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h • B • M • F
319.
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M • VALERI BASSI MIL1TIS
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MINEVA NATIONE GRAB
CVS VIXIT • ANNIS XXXII MILI
TABIT ANNIS • XI • H B M F
D • M
M • VALERIVS • DEXTER
LIB • NEPTVNO • MANIPVLARIS
C • CALBISIVS • CEREALIS
II 1 1 • DACICO • HERES
391.
3*4.
D • M • C • VALERI • CLE
MENTIS • VETRANI-
NAT • VERNA • VALERIVS
FORTVNALIS • ET • VALERI
V.S • SECVNDVS • FILI • PATRI-
FKCERVM • ET • HERMAE • TA
TANI «PATRIS • ET • AMYNAE*
ABIAE-NOSTRAE-B • M • FEC •
ET-LIBBRTIS-LIBERTABVS-QVE
D • M •
L • VALERI • GERMANI
MILITIS • CLASSIS • PRA
ETORI • ill AVG • VIXIT
ANNIS • XLVIII • MILITA
BIT • ANNIS • XXVI • HERE
DES • BENEMERENTI
FECERVNT
3 IS. Roma. Gia nel giardino Campana. Garrucci,
CL pr. Mis., n. 101 (exscripsit P. I. Marchi). Ora
forse a Parigi con la collezione Campana. C. I. Z.,
VI, n. 3135 [descripsit de Rossi).
319. Museo di Verona. Secondo il Mommsen pro-
viene da Roma. Maffei, M. V., p. 125, 1 (dacui Gar-
rucci, CL pr. Mis., n. 232); C. I. L., VI, n. 3136.
3<CO. Civitavecchia. Scoperta nel 1864. Annovazzi
nelle Not. degli scam, 1877 (giugno), p. 124, n. 7.
3*1. Museo di Napoli. Mommsen, L R. N., n. 2824;
Fiorelli, Cat., n. 544.
3, VER'NA Momms.
La lapide e opistografa. Dall'altra parte sta scritto:
•••JONGINVS | •••ET-PIERIDI | • • • IE • MERITAE-
332. Pozzuoli. Capaccio, Neap, hist., 1. II, c. xxiv,
p. 725; Reinesius, p. 527, 44; Fabretti, p. 336, 123. -
Mommsen, i*. R.N., n. 2825; Garrucci, CL pr. Mis.,
n. 124.
393. Gia- a Napoli nel museo Valletta, quindi presso
l'Andreini; poscia a Firenze presso il Gori ed ora nel
museo. Vignoli, p. 297 (da cui Muratori, p. 862, 3);
Gori, J. E., I, p. 243, 9; III, p. 61,1 (da questi editori,
Garrucci, CL pr. Mis., n. 208); Mommsen, I. R. N.,
n. 2826, da trascrizione delFHenzen.
394. Pozzuoli. Coll. S. Francesco. Mommsen , I.
JR. N., n. 2827; Garrucci, CL pr. Mis., n. 135. Ora
a Napoli nel museo. Fiorelli, Cat., n. 594.
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126
33&.
33*.
D • M
C VALERIO LONGI
NO LIB ABSCVLAPIo
STIP'XV-N • CILIX -VIX
ANN • XXX • VALERI
VS • APOLLINARIS
HERES LIB • AESCVL
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M
399.
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FECIT • M • VALERIVS
ASPER • FRATRI • BENE
MERENTI
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VALERIO
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CL • PR • MIS • V
A • XXXX • MIL
A«XVII-H-B«M«F
33S.
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III VENERE NAT SYR
MIL ANN XVI VIXIT
ANNIS XXXV HERES
IVLIVS HERMOGENES
III PACE B M F
399.
D • M
VALERIO • MAXIMO
MIL • CL • PR • MISEN • III
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AN-XXXVII- MIL • AN • XVlI • H
B • M • F
330.
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XI MO • MIL • CL • PR • M
CENT • NIGRINI • N • GRAEC •
VIX • AN • XLVI • MIL • AN • XXV
VALERIVS MAXlMVS • N
OM-ALBANI-ET-LVCRIO-AELIO-EIVS FACIEN
CVRA
33&. Museo di Napoli. Mommsen, 7. R. N., n. 2828;
Garrucci, CL pr. Mis., n. 109; Fiorelli, Cat., n. 529.
336. Trovata a Baia. Museo di Napoli. Mommsen,
I. R. JV. t n. 2829; Garrucci, CL pr. Mis., n. 217;
Fiorelli, Cat., n. 563.
2, MARCIANI Momms.— 5, XX mon., HERMOGENES
(sic) Momms.
339. Roma. Trovata nella vigna Cassini. Marini ,
schede Vat. e Art?., p. 409. — Garrucci, CL pr.Mis.,
u. 223; C. I. L., VI, n. 3137.
339. Gia a Napoli nel museo Valletta, quindi presso
l'Andreini, poscia a Firenze presso il Gori. Vignoli,
p. 298; Gori, J. E., I, p. 246, 11; III, p. 67, 91.—
Mommsen , J. R. N. , n. 2830; Garrucci, CL pr.
Mis. , n. 239.
339. Roma. Nella vigna Corsi , poi nel giardino
Cam pan a, ora nel museo del Louvre. Garrucci, CL pr.
Mis., n. 195 (contulit p. Marchi); C. J. L., VI, n. 3138
(descripsit de Rossi).
330. Trovata presso Miseno. Museo di Napoli.
Garrucci, CL pr. Mis., n. 99; Fiorelli, Cat., n. 556.
II Garrucci ha qualche diversity nella divisione delle
linee.
4, CENI Fior., ma, quantunque cid si possa leggere
nella lapide , e evidente che devesi interpretare per
cent(uria). — 6, MV mon. — 7, LVCRIO FILIO Garr.,
quindi nom[ine) Albani et Lucrio(nis) filio(rum)
eius.
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— 127 -
334.
331.
D • M
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VERN • OSTE • MIL «
ANN • XXVI • VIXIT ■
ANN • XL VII • Q • VAL «
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333.
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339.
335
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336
M VALERI
M
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aEGYPT MIL ANN XXII
vtXIT ANNIS XXXXIII
•••ITVS LIB ET H B M F
331. Gia a Pozzuoli. Ora nel museo di Napoli.
Morumsen, /. R. N., n. 2831; Garrucci, CI. pr. Mis.,
n. 09; Fiorelli, Cat., n. 560.
339. Roma. Scoperta nella vigna Aramendola nel
1822, ora nel museo Vaticano. C. /. L. y VI, n. 3139.
333 Roma, nel museo Lateranense. C. I. L , VI,
n. 3140.
33-1. Torrimpietra (prov. di Roma). Marini, Arv.,
p. 416 ( nel ms.: nel museo Rusconi), da cui Garrucci,
CI pr. Mis., n. 211.
335. Museo di Napoli. Mommsen, J. R. N., n. 2667;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 33; Fiorelli, Cat., n. 646.
II prenome nella 2* linea fu supplito sulla fede del
Capaccio (Neap, hist., I, xxi, p. 329), che pubblicfc la
lapide intiera, benche scorrettamente.
Nella linea 4* con molta probability si ha da leggere
pr(inceps), parol a che trovasi anche nell 1 ultima linea.
Perci6 quest' epigrafe devesi congiungere con le altre
degli ufficiali superiori dell'armata misenense, sopra
riferite.
336. Napoli. Muratori, p. 864,7, da cui Garrucci,
CL pr. Mis., n. 127, che poi soggiunge: « In Musoo
Borbonico. Contuli. » a Apud PP. Oratorii Philippiui,
« ubi adhuc vidit frater. — Descripsit mihi frater
a meus. » Mommsen, I. R. JV., n. 2832.
4, AEGYPT Mur. e Garr. — 5, VIXIT iid. — 6, . . .
RITVS iid.
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339.
— 128 -
vas discus bos
339.
D • 3/
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339.
• D • M •
VALERIVS • SATVRNIVS
MILES • CL • PR MISEN
VIXIT • ANNIS • XXVln
OFANIA • IANVARIA
AM ICO • BENE-
MERENTI • FECIT •
340.
341.
DI M
M • VALERIO • SIM1LI • MIL •
EX • CLAS • PR • MISEN • N ATI • BES •
MILIT • AN • XXVIII • VIXIT • AN • L
L • VALERIVS • MACRINVS
EX • III • NEPTVNO • ET • C • TAR
SINNIVS • FVSCVS • H • B • M • F •
D • M
L VALERIVS V A LENS
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IVSTITIA NAT • BESSVS
STIP • XXVII • VIXIT • ANNIS
XLVIII • VALERIVS • PRISCVS
FILIVS HERES EIVS PATRI B • M F
34*.
343.
D • M •
Q • VALERI • VALENTIS <v> MA
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NIS • XXI • VIXIT • ANNIS • XL-
L-MEMMIVS- RVFINVS
M • ARRVNTIVS • LONGINVS
HEREDES • OB • MERITA • EIVS
D • M
CYUILLA • NAT • CAPPA
Q • VIX • ANNIS • XXX
VALERIVS • VIT AL1
MIL • CL • PR • MISEN
COIVGI • D V L C •
B • M • F
339. Roma. « In coenobio S. Pauli via Ostiensi in
« repositis ubi nunc desideratur. » C. J. L. , VI ,
n. 3141.
Le lettere rette indicano la parte trascritta dal de
Rossi, da cui il Corp. e il Garrucci, CI. pr. Mis.,
n. 102, nota , il quale la diede intiera da Nicolai,
Basil, di S. Paolo, p. 177.
338. Iscrizione in pessime lettere nel Pireo. Ross
nel Bull. deWInst., 1843, p. 132; C. /. L. , III,
n. 558.
D(is) m(anibus) Sex. Valerius) Pude[n)s (centuria)
Iu[l]{ii) Quintini militavit a[n)nos VIII, vixit a{n)-
nosXXX, natio(ne) Be(s)sus S(ecundus)heres Iul[ius)
Apol[l)inaris posuit ex cla(sse) pr(aetoria) Mise-
n(ense)
Kumanudes, '€mYp. 'cttitujuP., n. 3883:2, PVDES
IVL- — 5, NATIONE — 8, CLAS- — 10, MISE-
NIBS-
339. Lastra di marmo bianco, alta m. 0,21, larga
m. 0,25. Proveniente da Miseno , ora nel R. Collegio
Carlo Alberto in Moncalieri, dove fu collocata dal ch.
P. D. Luigi Bruzza. Inedita. Da me trascritta.
349. Museo di Napoli. Mommsen , /. R. N. ,
n. 2833; Garrucci, CL pr. Mis., n. 184; Fiorelli ,
Cat., n. 570.
1, DIS Garr.
341. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N., n. 2835;
Garrucci, Cl.pr. Mis., n. 121; Fiorelli, Cat., n. 577.
349. Museo di Napoli. Mommsen, I. R.N., n. 2834;
Garrucci, Cl.pr. Mis., n. 205; Fiorelli, Cat., n. 520.
343. Pozzuoli, « presso il sig. di Criscio. » Miner-
vini nel Bull. arch, nap., n. s. f VIII, p. 24, n. 20.
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344.
— 129 —
345
D • M
C • VERATIVS
MAXIMVS
MIL • CL • PR • MIS
III HERCVLE
N • PONTICVS
VIX • AN • L
M • AN • XX X
D • M • VELONI
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MIL • CLAS • PRA
MISENA
V VICTORI
a NAT • BESSVS
VIX • A • XLIII
M • A • »XIII
VELONIA
CALLISTAE • LI BE
ET • FRAT • B • M • F
849.
D-M
C • VTTIO
VERECVNDO
MIL • CL • PR • MIS
III • C • VPIN • CREC
M • AX • V • A • XXXIII
H • B • M • F
34*.
VERATIO • VMBRO
maNIPVLARI • Ffl 'ATHENO—
••E NATIONE • CILIX Vi
XIT • ANNIS • XXXV • MILITAV
IT ANNIS XIII C • ANTONI™
SATVRNINVS • III • ATENON///
1ERES B • M •
349.
D • M
M • VLPIO • MAX IMO
MIL • CL • PR • MIS • LIB • AR
MATA • NAT • BESSVS • V • A • XLVII
MIL • AN • XXVIII
349.
D • M
V I V I V S
VR B AN VS
MIL • CL • PR • MIS •
ill • CONCORD
v ANN • XXX • MIL • AN
H • B • M • F
844. Roma. Gruter, p. 567, 4. — Garrucci, CL pr.
Mis., n. 246; C. /. Z., VI, n. 3142.
5, a V traditur; videtur potius esse IV (quadri-
remi) quam p(iae) v(indicis). » Corp. Penso che
basti leggere V [quinqueremi), essendo il segno della
quadrireme espresso con mi.
345. Roma. Villa Albani. Marini, Iscr. alb., p. 131,
143 (da cui Garrucci, CL pr. Mis. , n. 229) ; C. I. Z.,
VI, n. 3143.
346. Lastra di marmo con lettere molto rozze. Mu-
seo di Napoli. Mommsen, 7. R. N., n. 2836 ; Garrucci,
CL pr. Mis., n. 133; Fiorelli, Cat., n. 582.
2, ATHENE Momms. — 3, E in princ. e V in fine
omesse, id. —4, MILITA id. — 5, ANTONI id. —6,
• • ATVRNINVS id. ; ATENONICE Garr. — 7, HRES
{sic) Momms.
II Garrucci vuole cbe siavi due volte menzionata la
Fbrrero
trireme Athenonice ; ma parmi cbe debbasi scorgere ,
indicata in modo errato, la trireme Athenae , di cui
abbiamo un altro esempio al n. 100.
849. Museo di Firenze. Labus, Diss. int. due ant.
epit., p. 10 (da cui Cardinally DipL, p. 10; Garrucci,
CL pr. Mis. , n. 151); D&tschke, Antihe Bildwerhein
Ob erit alien. III. Die antiken Marmorbildwerhe der
Uffizien in Florenz. Leipzig , 1878, p. 182, n. 370.
5, (triere) Cupi(dine) n(atione) (G)r(a)ec(us).
349. Roma, nel museo Lateranense. C. I. Z., VI,
n. 3144.
Nell* altra parte della lapide si legge : 9 * • • |
ZCOCIM- • • | M€l IAI • • • | knW MN6I •• | M€ • • •
849. Gia a Roma. Ora a Ravenna, nel museo Clas-
sense. C. Spreti in D. Spreti, Be ampl. evers. et rest,
urb. Rav., vol. I , Ravennae, 1793, p. 242 , n. 174;
C. I. L. , VI , n. 3145.
17
itizori-by
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130 —
S&O.
355.
$ D <v> M $
L • VRBIN10 • QVAR
TINO • MIL • EX • CLAS
PR • MISEN • > • FAENI
IVSTI • NAT • AFER • VIX
ANN • LX • MIL1TAVIT
ANNIS • XXV • FECIT
L • VALERIVS-SATVRN-H-B-M
351.
B Y R
III • SALVTE
STIP • XXV
LIT • AN • • • •
IT • AN
NAT • • • AL • • •
CLODIA • VIROclea
CONIVX • ET • HER
B • M • C • F
353.
35G.
359.
• E R I • • • •
MIL • CL • pr • rots
HI • PER • • • •
N -PAN nonius
MIL • P
V • A • 5
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> • III • MERC
EX V OT
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MANIP • LIB • ARMAT-
NAT • CILIX • VIXIT
ANN • XXXXV • MILIT •
ANN • XXIIII • H • B • M • F
354.
35S.
351.
IL • PIAER • APRILI
• CL • PR • MIS • P • V M
M-IPSE-SIBI-DVM-ADVIVERET
LACVIT • ET • COMPARAVIT
N I B V S
A S S
PR • MISEN
CTORI A
XV
NA • • • A111T • • • • •
ANNIS • XXXXVIII •
MILIT • ANN • XXIIII •
VALERIVS -ASCLEPIADES
FRATRI • B • M • FECIT
350. Trovata a Miseno nel 1688. Un piccolo fram-
mento dalla collezione dell'Andreini paB86 in quell a
del Gori a Firenze. Gori ,I.E., I, p. 249, 15, cf. Ill,
p. 64, 85 , dal quale Muratori, p. 873, 7. — Momm-
sen, I. R.N., n. 2670; Garrucci, Cl.pr. Mis., n. 98.
351. Roma. Frammento scoperto nella vigna Am-
mendola circa il 1822. Ora nel museo Yaticano. C. I.
X., VI, n. 3147.
£] da ascriversi fra le epigrafi dell'armata di Mi-
seno, per il luogo del rinvenimento. Vedi n. 152.
359. Pozzuoli. Fusco, Di alcune iscriz. di Poz-
zuoli, n. 3, da cui Mommsen, 7. R. N., n. 7262;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 179. Ora nel museo nazio-
nale di Napoli. Fiorelli, Cat., n. 689.
353. Roma. Yigna del Pinto, dove venne scoperta,
C. J. L., VI, n. 353.
Questo frammento, per il luogo, dove venne trovato,
si deve attribuire ad un milite dell'armata di Miseno.
Vedi n. 152.
354. Pozzuoli, « presso il sig. ab. di Criscio. » Mi-
nervini nel Bull. arch. nap. , n. s., VIII, p. 24, n. 19,
che soggiunge : c Mi sembra sicura la lezione della
c prima liuea, sebbene non vegga qual senso preciso
a possa darsi alle parole che la compongono. d
2 princ, forse [opti]o ; fine, p[iae) v(indicis).
355. Trovata a Miseno. Gori, I. E. t I, p. 251, 22.
— Mommsen, J. R. JV., n. 2774, cf. n. 3051: 2). M.
Clodiae Pirocleae etc.
356. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N., n. 2839 ;
Garrucci, CI. pr. Mis., n. 113; Fiorelli, Cat., n. 634.
359. Dall'agro napolitano. Guarini, Comm. XIV,
p. 46 (da cui Mommsen, I. R. N. y n. 2822; Garrucci,
CL pr. Mis., n. 107). Ora nel museo nazionale di Na-
poli. Fiorelli, Cat., n. 648.
1, om. Guar. — 3, XXVIIII id.
359. Trovata a Miseno. Fusco, Dich. di alcune
iscr., p. 42, da cui Mommsen, J. R. JV., n. 2840 ; Gar-
rucci, CI. pr. Mis., n. 222. Ora nel museo di Napoli.
Fiorelli, Cat., n. 623.
2. CASSO Fusco.
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CLASS IS RAVEN N AS
Su la marina, dove '1 Po discende
Per aver pace co' seguaci sui
Tampio porto di Ravenna, munito di forti opere e di un faro, costrutto come quello
di Pozzuoli, ad imitazione del celebre di Alessandria (1), accoglieva le molte navi
dell'armata istituita da Augusto per la difesa del mare superiore. La citta di Classis,
la quale si deve considerare siccome un sobborgo di Ravenna, e che dall'armata ebbe
il nome, sorgeva presso il porto esistente ancora nel secolo sesto (2). Ivi approdarono
le navi di Belisario, quando Ravenna col re goto Vitige a lui si arrese (540) (3).
II porto principiava gia allora ad impaludare ( 4 ): il sobborgo di Classis, preso da
Faroaldo I e da Faroaldo II, duchi di Spoleto (5), veniva poinel 719 devastato da
Liutprando (6); e i successivi interrimenti a poco a poco colmarono il porto , sicche
ora la basilica di S. Apollinare in Classe, la quale sorge sul luogo della scomparsa Clas-
siSj a cinque chilometri da Ravenna, si trova pressoche ad uguale distanza dal mare.
(1) Plinio, N. #., XXXVI, 12. Cf. Leger, Les tra-
vaux publics, les mines et la mitallurgie aux temps
des Romains, Paris, 1875, p. 499 e segg.
(2) Nei musaici della chiesa di S. Apollinare Nuovo
in Ravenna , appartenenti al sesto secolo , d rappre-
sentato il castello di Classis con alcune navi (Ciam-
pini', Vet. monim. , Romae , 1747, pars II, p. 99,
tab. XXVII).
(3) crt>Td<; bi (BeXiodpioO tCU fiXXip OTpotTGuuaTi
Euv rdTGurv Tot? itpto&eow le, 'Pdpevvav flcu Kal vrytov
otoXov £|UTrXriad|Li€vo<; atxou Kal tuiv dXXuuv 'cmTyibeiujv
IxtXeve kot& Tdxo^ £<; KXdaoec; t6v Xiju^va 'eairXetv. ofl-
tuj ydp *Puj|Lia!oi t6 'Paftevvric; irpodaxeiov KaXoOaiv,
oO 6 Xijurjv &jtiv. Procopio, Bell. Goth., II, 29.
(4) Giornande (sec. VI), parlando di Ravenna: -a A
« meridie idem ipse Padas, quern solum fluviorum
« regem dicunt , cognomento Eridanus , ab Augusto
c imperatore altissima (al. latissima) fossa demissus,
a qui septima sui alvei parte mediam influit civitatem.
<c Ad ostia sua amoenissimum portum praebens, clas-
« sem CCXL (al. CCL) navium, Dione referente, tu-
« tissima dud urn credebatur recipere statione. Qui nunc,
« ut Fabius ait, quod aliquando portus fuerat, spatio-
c sissimos hortos ostendit , arboribus plenos : verum
« de quibus non pendeant vela, sed poma. Trino si-
« quidem urbs ipsa vocabulo gloriatur, trigeminaque
« positione exultat, id est, prima Ravenna, ultima Clas-
« sis, media Caesarea, inter urbem et mare plena mol-
« licie, arenaque munita, vectationibus apta » De reb.
Get., 29.
(5) Paolo Diacono, Hist. Lang., Ill, 13, 19; VI, 44.
(6) Paolo Diacono , VI , 49 ; Agnello , Liber pont.
eccl, Ravenn. , 151. II Muratori ( Ann. <V Italia ,
a. DCCXXVI1I) ascrive questo fatto al 728, ma sem-
bra che sia accaduto nove anni prima. Vedi la nota
al luogo citato di Agnello nel volume degli Scripto-
res rerum Langobardicarum et Italicarum saec. VI-
IX, Hannoverae, 1878, nella nuova collezione dei Mo-
numenta Germaniae historical cf. Liber pontificalis,
Qregor. II, 13.
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— 132 —
Nelle vicinanze della chiesa di S. Apollinare in Classe esisteva un cimitero cri-
stiano; essendosi ivi diseppelliti pure titoli sepolcrali di classiarii, o da potersi assegnare
a persone delle famiglie de' classiarii, e probabilissimo che non lontano vi fosse stato
il sepolcreto di questi militi, dal quale i fedeli poi trassero marmi, e se ne valsero
per il loro (1). E da supporsi che negli altri porti deU'Adriatico si trovassero navi di
quest'armata (2); ma dalle poche epigrafi non riusciamo a determinarli (3). Quindi
non trarremo alcuna induzione da quattro iscrizioni di militi dell'armata ravennate,
di cui Tuna fu rinvenuta a Miseno ( 4 ), e le altre provengono dalTagro napolitano (5).
A Brindisi , stanza di navi da guerra al tempo della repubblica, non venne trovato
finora, per quel ch'io mi sappia,. se non un solo epitafio di classiario d'incerta ar-
mata (6). Pero, in confronto di quelle di altre antiche e meno importanti citt&, 1'epi-
grafia brindisina non si puo dire punto ricca, siccome scarsi sono per lo piu i marmi
scritti e i monumenti in generale in citt& marittime fiorenti neirantichit& ; penuria
archeologica, la quale si ha, per esempio, da lamentare per Genova, Taranto, Mar-
siglia ( 7 ) e per la splendida e popolosa metropoli dell'Egitto greco e romano ( 8 ). A
Centumeellae (Civitavecchia) poi, nel porto Traiano, stavano, siccome vedemmo,
legni di amendue le armate pretorie (9).
A Roma si trovavano militi dell'armata di Ravenna, come ve n'erano di quella
di Miseno ( 10 ). h&Notitia urbis ed il Curiosum urbis ricordano ne' loro bremaria
i castra Raoennatium (Ravennantium, Cur.) (H) ? senza pero indicare la regione,
in cui essi trovavansi. Ma noi sappiamo che questa era la decimaquarta o transtibe-
rina, nella quale eranvi pure le naumachie (12) ; poich6 neireta di mezzo dagli an-
tichi castra Raoennatium rimase ad una parte di Trastevere il nome di urbs Ra-
vennatium, come parte della medesima regione trovasi in quel [tempo eziandio desi-
gnata col nome di regio naumachiae (!3). E quindi probabile che i Ravennati si
adoperassero particolarmente negli spettacoli delle naumachie, e che i Misenati, per
la vicinanza de' loro castra al Colosseo, in esso prestassero specialmente i loro
servigii.
La classis Ravennas, la quale, siccome fu detto, ricevette tra il 71 ed il 127 il
(1) Vetera monum, ad Classem Ravenn. eruta ,
p. v, vi ; C. I. L., XI, n. 33.
(2) Vegezio, IV, 32.
(3) II Ross, Bull. deWInst., 1843, p. 131, suppone
che nel Pireo vi fosse una stazione di navi da guerra,
per essersi ivi scoperti epitafii di classiarii, uno del-
l'armata misenense (n. 338), uno della ravennate (n. 468)
ed uno della siriaca (n. 504). II Borghesi {ibid., p. 133)
con ragione respinge questa congettura, poiche e piu
probabile che questi classiarii siano stati solo cola di
passaggio.
(4) N. 475.
(5) N. 416 (da Miseno , secondo il Fiorelli , Cat. ,
n. 629 ; da Cuma, secondo il Minervini, Bull. arch,
nap., n. s., VI, p. 19), 415, 454 (senza indicazione di
luogo, ma certamente dairagro napolitano).
(6) N. 457.
(7) Mommsen nel C. I. L., V, p. 885.
(8) Lumbroso nel Bull. dell'Inst., 1878, p. 132.
(9) Vedi pag. 67.
(10) Vedi I. c.
(11) Jordan, Topogr., vol. II, p. 574.
(12) Not. urb. e Curios,, in op. cit., II, p. 563. Cf.
Mon. Ancyr., 23, in C. I. L., Ill, p. 780, citato so-
pra a pag. 40, nota 5.
(13) a Calixtus natione Romanus ex patre Domitio
a de regione urbe Ravennatium. » Liber pontif., Ca-
lixtus, 1. Cf. Mirabilia Romae, 10, in Jordan, Top.,
II, p. 617; Passio S. Calepodii, 1 , in Acta Sand. ,
Maii, t. II, p. 600; De S. Calisto , 7, in Acta SS.,
Oct., t. VI, p. 441. — t Duciturque ad patronum re-
o gionis naumachiae. » Acta 8. Sebastiani , 73, in
Acta SS., Ianuarii, t. II, p. 276. Vedi inoltre Jordan,
II, p. 126, 328.
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— 133 —
titolo di praetor ia (l), ebbe altresi comune con la misenense la denominazione dipia
vindex; da Caracalla o da Elagabalo fu appellata Antoniniana, e da Traiano Decio
Deeiana.
Classis Ravennas, 365, 368, 477.
Classis praetoria Ravennas, passim.
Classis praetoria Antoniniana Ravennas, 374, 421, 425.
Classis praetoria Deeiana pia mndex Ravennas, 37 \.
Classis Raoennatium, 364; Not. dign. y Occ, XL1I, 7.
Ecco ora la serie dei prefetti di quest'armata :
1. P. Palpellius Maecius Clodius Quirinalis reggeva 1' armata di Ravenna
quando, nel 56, si avveleno per evitare la condanna meritata dalle sue ribalderie (2).
Di lui & Tepigrafe triestina (n. 359), nella quale e semplicemente detto praefectus
classis per la ragione altrove esposta (3).
850.
P • PALPELLIVS • P • F-MAEC-CLODIVS
QVIRINALIS-P-P-LEG-XX-TRIB-MILIT-LBG-VII
C P F PROC AVG PRAEF • CLASSIS DEDIT
2. Oseus (al. Moschus). Sembra che nella guerra fra Otone e Vitellio (69) si
riunissero le due armate d' Italia sotto il comando di questo liberto (4).
3. Sex. Lueilius Bassus. Vitellio affido, come gi& abbiamo detto, il comando
delle armate di Miseno e di Ravenna a Lucilio Basso nella guerra contro i Flaviani
(69), a cui questi si arrese con la seconda armata, composta in gran parte di uomini
della Dalmazia e della Pannonia; provincie, che parteggiavano per Vespasiano. Dopo
ci6 egli cessava dairammiragliato ; ma il suo nome compare nei due diplomi del 5
aprile 71, Tuno spettante air armata misenense (n. 24), Taltro alia ravennate
(n. 368); prova deleaver Vespasiano riconosciuto legittimo il comando avuto da Lu-
cilio (5), il cui nome si sar& forse anche trovato nel lacero diploma n. 369, ii
quale debbesi portare tra il 14 ed il 30 dello stesso mese e dello stesso anno , e che
probabilmente appartenne ad un milite dell' armata, di cui parliamo.
4. Cornelius Fuseus. Di chiara famiglia, rinunci6 all'ordine senatorio, fu
(1) Vedi pag. 65. « damnationem ante ver tit. » Tacito, Ann., XIII, 30.
(2) c Clodius Quirinalis, quod praefectus remigum (3) Pag. 70.
« qui Ravennae haberentur, velut infimam nationum, (4) Vedi pag. 72.
c Italiam luxuria saevitiaque adflictavisaet , veneno (5) Vedi pag. 72 e seg.
WD. Trieste, nel museo. In un epistilio con grandi alti*a lapide triestina , fu probabilmente padre natu-
lettere. C. /. L., V, n. 533. rale del prefetto delParmata (C. /. £., V, n. 540).
Un altro Publio Cornelio Quirinale, menzionato in
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— 134 -
procuratore nella Dalmazia, e divenne ardente seguace di Vespasiano. L'armata di
Ravenna, allorche si arrese al nuovo imperatore, acclamo suo prefetto Cornelio
Fusco ; egli pose Tassedio a Rimini, e s'impadroni delle pianure deirUmbria e delle
spiaggie del Piceno. Ebbe le insegne pretorie in premio deiraiuto prestato a Vespa-
siano (1). Sotto Domiziano egli era prefetto del pretorio, e, dirigendo la guerra contro
i Daci, fu sconfitto ed ucciso (2).
5. P. Cornelius Cicatricula. Di lui fa menzione un'iscrizione (n. 360), la
quale per la forma delle lettere e da assegnarsi al secondo secolo.
360.
361.
P • CORNELIO • P • F
SAB • CICATRICVLAE
PRIM'PIL • BIS • PRAEFECT
EQVIT • PRAEF • CLAS
PRAEF • COHORTIVM
CIVI VM • ROM ANOR
QVATVOR • IN • HISPAN
TRIB • MIL • IX • VIRO • ET
n • VIR • QVINQ • PONT
D-D
PVBLIC
IVNONI • REGINAE • M • CALPVRNIVS
M • F • GAL • SENECA • FABIVS • TVRPIO
SENTINATIANVS • PRIMVS • PILVS
LEGIONIS • PRIM^E • ADIVTRICIS
PROCVRATOR • PROVINCIAE • LVSITANIAE
ET • VETTONIAE • PRAEFECTVS • CLASSIS
PRAETORIAE • RAVENNATIS • EX
ARGENT* • LIBRIS • CENTVM • D • D
SVCCONIA • C • FILIA • RVSTICA • VXOR
EPVLO • DATO • VTRIVSQ • SEXVS
DEDICAT
6. Numerius Albanus, il cui nome si legge nel diploma di Adriano del 127
(n. 370).
7. M. Calpurnius M.f. Seneca FabiusTurpio Sentinatianus, sotto Adriano.
Comando, come abbiamo veduto, quest'armata e poi la misenense ( 3 ). Un'epigrafe lo
chiama solo praefectus elassis praetoriae Ravennatis (n. 361); ma probabilmente
la mancanza del nome della misenense proviene se non da errore del quadratario,
almeno da dimenticanza di chi primo trascrisse questa lapide, oggidi perduta.
8. P. Cominius P.f- Clemens, verso il tempo di Marco Aurelio ( 4 ).
9. Tullius Crispinus. Nominato da Didio Giuliano prefetto del pretorio con
(1) Tacito, Hist., II, 86; III, 4, 12, 42, 66; IV, 4.
(2) Marziale, VI, lxxvi ; Giovenale, IV, 111; Sve-
tonio, Domit. , 6; Dione Cassio, LXVIII, 9; Eutro-
pio, VII, 23; Orosio,VII, 10.
3GO. Gia a Pesaro. Ora ad Urbino. Fabretti, p. 700,
211; Olivieri, Marmora Pisaurensia , Pisauri, 1738,
p. 15, n. 35; Colucci , Ant. picene , t. VI, p. 94. Cf.
Hirschfeld, Untersuch., vol. I, p. 128.
361. Trovata a Villalva del Alcor (presso Siviglia).
(3) Vedi pag. 73.
(4) Vedi pag. 74.
In codici ed in Muratori, p. 15, 7, che erroneamente
Tattribuisce ad Osimo. — C. I. L., II, n. 1267.
10, a epulum utriusq(ue ) sexus quamquam inso-
c lenter dictum, redit... in titulo Carmonensi n. 1378. »
HUbner, L c.
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— 135 —
Flavio Geiriale, ebbe il comando deirarmata di Ravenna per opporsi a Settimio Se-
vere), il quale scendeva in Italia, e che facilmente supero quest'ostacolo. Tullio
Crispino, che intanto era ritornato a Roma, fu spedito per recare a Settimio Severo
il senatoconsulto, che tra lui e Didio Giuliano divideva Tautorit^ imperiale; ma Se-
vero, temendo un tranello e sospettando avere il prefetto del pretorio Tincarico di
ucciderlo, respinse le proposizioni di Giuliano, e poscia ordino che Tullio Crispino
fosse trucidato C 1 ).
10. Cn. Mareius Cn. f. Rustius Ruftnus, al tempo di Settimio Severo (2).
11. M. Aquilius M.f. Felix, a cui appartiene Tiscrizione n. 362. Nel 193
egli era procurator operant publieorum (3).
12. / cianus. Questo nome si trova mutilo nel diploma di Traiano Decio
del 249 (n. 371).
36*.
M • AQVILIO • M • F
FABIA FELICI
ACENSVS • EQVIT • ROMAN
PRAEF • CL • PR • RAVENNAT •
PROC • PATRIM • BIS • PROC • HERED
PATRIM • PRIVAT • PROC • OPER • PVB
PRAEF • VEXILLAT • P • P • LEG • XI • CL •
> FR • PATRON • COL • OB • MER • EIVS
ANTIAT . PVBL •
Di etk incerta sono i due prefetti seguenti :
13. M. Aurelius Regulus in epigrafe di Roma (n. 363).
303.
D M
A VREL • PA VLIN AE
CASTISSIME • ET
ap?oZitTalZfs OBSEQVENTISSIMAE
maglY^pmZ C0N1VGI ' <* VAE ' VIXIT
leoninis ornata ANNIS • XLV1I • MENSIB • X
uvas calcant
M • AVRELIVS • RIGVLVS
PRAEF • CLASS • RAVENN
M A R I T V S
altera pars sarco-
phagi nunc deest
(1) Sparziano, Did. lul., 3, 6, 7, 8.
(2) Vedi pag. 74.
(3) Wilmanns, n. 2840. Cf. Mommsen nella Zeit-
schrift ftirgeschichtliche Rechtstoissenschaft, vol. XV,
30$. Anzio. Kellermann, Vig. , n.
Orelli, n. 3180; Wilmanns, n. 1275.
da cui
p. 335 e segg., il quale con get turd quest' Aquilio Fe-
lice esse re stato il centurione mandato da Didio Giu-
liano ad uccidere Settimio Severo (Sparziano, Did.
Iul. % 5; Pescen. Nig., 2; cf. Sev., 5).
303. Sarcofago di marmo. Roma, nel museo Va-
ticano. C. I. Z., VI, n. 3150.
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— 136 —
14. L. Aemilius Sullectinus in lapide lionese (n. 364).
3G4.
MINERVAE
L AEMILIVS
SVLLECTINVS
PRAEFECTVS
CLASSIS RA
VENNATIVM
DICAVIT
Di tre sottoprefetti deirarmata di Ravenna conosciamo i nomi, cioe:
1. T. Abudius Verus. Ignoro se la forma delle lettere delFiscrizione di Pa-
renzo (n. 365) corrisponda alia paleografia del primo secolo, al quale forse la la-
pide si pud assegnare per la mancanza deU'epiteto di praetoria airarmata.
365.
NEPTVNO • DElSQ • AVG
T • ABVDIVS • VERVS •
POST • SVB • PRAEFECT
CLASSIS • RAVENN
TEMPLO • RESTITVTO
MOLIB VS • E X T RV C T
DOMO • EXCVLTA
IN • AREA D-D
CONCESSA • S I B I •
DICAVIT
3M.
T • CORNASIDIO
T • F • FAB • SABINO E • M • V •
PROC • AVG • DACIAE APVLENSIS PROC •
ALP1VM ATRACTIANAR • ET • POENINAR •
IVR • GLADl • SVBPRAEF • CLASS • PR • RAVEN
PRAEF • AL AE • VETER • GALLOR • TRIB • LEG • H
AVG -PRAEF-COH- 1- MONT • P • C • AVGVRI • LAVR
LAVIN • AED • II VIR • Q • Q • Q • P • P-
COLLEGIA FABR • CENTON DENDROPHOR
IN HONOREM
T • cornasidI
VESENNl CLEMENTIS •
FILl EIVS • EQVO • PVBL • LAVR •
LAVIN • PATRONI • PLEBIS • ET • COL
LEGIORVM • QVI • AB • IPSIS • OBLATVM
SIBI • HONOREM • STATVAE • IN-
PATRIS • SVI • NOMEN • MEMO
RIAMQVE • TRANSMISIT •
3G4. Gia a Lione. Spon, Recherche des antiqui-
Us et curie-site's de la ville de Lyon, p. 28, donde
Boissieu, Inscr. ant. de Lyon, Lyon 1846-1854, p. 16.
Oltre agli autori citati dal Boissieu , si trova que-
sta iscrizione in Choul , Des antiquite's romaines
premier livre, ms. su pergamena, dedicato dall'autore
a Francesco I re di Francia, nella biblioteca di S. M.
in Torino.
1, MINERVE Choul. — 2, om. id. — 3, L^SILLEO-
TINVS id.
8€6. Parenzo (Istria). C. I. L., V, n. 328.
3, POST* a certe non est cognomen, quod perscriben-
« dum erat; nee magis placet explicatio proposita in
« lexico Furlanettiano post subpraefect(uram ). »
Mommsen, I. c.
Neptuno deisq(ue) Aug(ustis) T. Abudius Verus
post . . . subpraefect(us) class is Ravenn(atis) templo
restituto, molibus e«truct(is) y domo exculta in area
d[ecurionum) d[ecreto) concessa sibi dicavit*
3GO. Scoperta a Falerone [Faleriae) nel 1777. Ora
a Roma nel museo Pio Clementino. Colucci, Ant. pi-
cene, t. Ill, p. 314; De Minicis negli Ann. delVInst.^
1837, p. 42; Orelli, n. 3888; Wilmanns, n. 690.
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— 137 —
2. T. Cornasidius T.f. Sabinus. La menzione della Daeia Apulensis rende
Tiscrizione (n. 366) dedicata a questo sottoprefetto posteriore ad Adriano. L'epi-
teto poi di e(gregiae) m(emoriae) v(iro) non s'incontra prima di Settimio Severo.
3. T. Appaeus T.f. Alfinus Secundum, a cui fu dedicato il titolo fermano
n. 367, posteriore anch'esso ad Adriano per la designazione della cohors I Aelia
Brittonum.
tci.
T • APPAEO • T • F • VEL •
ALF1N0 • SECVNDO
PROC • AVGVST • XX • HERED
PROC • ALPI • ATRECTIANAR
PRAEF • VEHICVL • SVB • PRAEF
CLASS • PRAET • R A VENN • PR
ALAE -7- AVG • THRAC • TRIB • C0 H
I • AELIAE • BRITTON • PRAEF
COH • 1UI • GALLOR • PATRON •
COLON • FLAMINI • DIVOR
OMN1VM AVGVRI
IT • VIR • QVINQ • BIS
OB • MERITA • EIVS
D • D
Seguono le altre iscrizioni concernenti Tarmata di Ravenna, principiando dai di-
plomi, distribuite col sistema da me tenuto per quelle dell'armata di Miseno.
3GS.
Imp. Caesar Vespasianus Aug(ustus), pont(ifex) max(imus), tr(ibunicia) pot(estate) II,
imp(erator) VI, p(ater) p(atriae), co(n)s(id) HI, desig(natus) IIII
veteranis (1), qui militaverunt in classe Raoennate sub Sex. Lucilio Basso, qui seria et
vieena stipendia aut plura meruerunt et sunt deducti in Pannoniam,
quorum nomina subscripta sunt, ipsis liberis posterisque eorum cioitatem dedit et conu-
bium ( 2 ) cum uxoribus, quas tune habuissent, cum est civitas Us ( 3 ) data, aut, siqui
caelibes essent, cum Us quas postea duxissent (4) dum taxat singuli ( 5 ) singulas.
(1) veterani nella pag. est.
(2) conudium est.
(3) is int.
(4) duxissent int.
(5) Cosl & da leggere; in en tram be le pagine d scritto
singulis.
3G9. Fermo. Gruter, p. 359, 3; Gori, J. E. , III,
p. 99; Orelli, n. 2223; Wilmanns, n. 1266.
309. Trovato a Salona (Dalmazia). Cf. Eph. ep., II,
p. 452. Biblioteca di Berlino. C. I. £., Ill, priv. VIII,
Ferrero.
p. 850; Renier, Dtp/., n. 14. Cf. Cardinali, Dtp/., n. V.
Del medesimo giorno e un diploma appartenente al-
rarmata di Miseno (n. 24).
18
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- 138 —
Non. April. Caesare Aug{usti) f. Domitiano, Cn. Pedio Casco co(n)s(ulibus).
Platori Veneti f., centurioni, Maezeio.
Descriptum et recognition ex tabula aenea, quae fixa est Romae in Capitolio ad aram
gentis Iuliae de foras podio sinisteriore tab{ula) I pag(ina) II loc(o) XXXXIIII.
T. Iuli Ruft Salonit. eq. R.
P. Vibi Maximi Epitaur. eq. R.
T. Fani. Ceteris Iadestin. dec.
C. Marci Proculi Iadestin. dec.
P. Caetenni Clementis Salon.
P. Luri Moderati Risinitan.
Q. Poblici Crescentis Iadest.
369.
[Imp. Caesar Vespasianus Aug. pont. max. tr. pot. II imp. VI p. p. cos. Ill desig. IIII
veteranis, qui militaverunt in classe sub . . . ], qui sena et [vice]na sti[pendia
au]t plura meruissent, [item is qui] ante emerita stipen[dia eo, qud]d se in expedi-
tione belli ' fort iter industrieque gesserant, exauctorati sunt,
quorum nomina subscripta (l) sunt, ipsis liberis posterisque [eorum civi]tatem dedit et
conubium [cum uxorib]tts, quas tunc habuissent, [cum est ci]vitas is data, aut, siqui
cae[libes ess(ent)], cum is, quas postea du[xissent du]m taxat singuli sing(ulas).
[A. d.] . . k. Maias [Caes(are) Aug./.] Domitiano, Cn. Pedio Casco co{n)s(ulibus).
.' Lensi f. y Pannonio
[Descriptum et] recogn(itum) ex tabula aen(ea), quae [Jixa est Ro]mae in Capitolio ad
aram [gentis Iu]liae.
ripta int.
390.
[Imp Cjaesar, Divi Traiani Parthici /., Divi [Ner]vae nepos, Traianus Hadrianus [Au]-
g{ustus), pontif(ex) max(imus), trib(unicia) potest(ate) XI, co(n)s(ul) III
3G9. Trovato a Grabarje, presso Brod, nella Schia-
vonia. Museo di Agram. C. I. L. , III, priv. VIII,
p. 851.
II numero degli stipendii mostra chequesto diploma
appartenne ad un classiario, che la patria Pannouia
induce a credere sia stato dell'armata ravennate (Cf.
Tacito f Hist., Ill, 12). La legge di privilegio del 5
aprile 71, di cui abbiamo un estratto nel diploma an-
tecedente, concerneva i veterani della stessa arraata
dedotti in Pannonia, come un altro del medesirao
giorno i veterani della misenense dedotti a Pesto (n. 24).
La legge, di cui e un estratto il presente diploma,
pubblicata tra il 14 e il 30 aprile dello stesso anno 71,
riguardava gli altri veterani delTarmata di Ravenna.
370. Scoperlo nella Sardegna a Ilbono (prov. di
Cagliari). Bailie nelle Mem. della R. Ace. delle scienze
di Torino, t. XXXIX, 1836, Sc. mor. , pag. 1-14;
Cardinali, Dip/., n. XIV (da copia del Labus) ; C. 1. L.,
Ill, priv. XXXI (da copie del Nissen e del Vesme);
Renier, n. 15, pi. XXX e XXXI (da calco del Crespi).
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— 139 —
its qui milita(oeru)nt W in classe praetor ia Ravennate, quae est sub Numerio Albano,
qui sena et vicena stipendia meruer[u]nt,
quorum nomina subscripta [su]nt, ipsis liberis posterisque eorum civitatem dedit et co-
nubium cum uxoribus, quas tunc habuissent, cum est cioitas Us data, out, siqui cae-
libes essent, cum Us quas postea duxissent dum taxat singuli singulas.
A. d. V id. Oct. L. Aemilio$) I unco, Sex. Iulio Seoero co(n)s(ulibus).
Ex C. Fusio Curasoni f. (3) . . .
(1) Cos! debbesi leggere, trovandosi ex dioanzi al (2) [ CI] audio Renier. Cf. Mommsen.
nome del soldato (forse ex gregale); ma in ambedae (3) Cosl il Vesme : gli altri Cura...
le faccie sta scritto militant.
391.
m
Imp. Caes(ar) C. Messius Quintus Tr[aianus De]cius Pius Fel(ix) Aug(ustus), pontiJ\ex)
max(imus) 9 tr[i]b(unicia) pot{estate), co(n)s(ul), [p(ater) p(atriae), proc(onsul)]
Us qui militaverunt in classe prae[toria] Deciana p(ia) v(indice) Ravennate, que est sub
I . . . . ciano praef(ecto), octonis et vicenis stip[endis] emeriti's dimissis honesta
missione,
[quorum] nomina subscripta sunt, ipsis Jilisque [eorum], quos susceperint ex mulieribus,
quas se[cum] concessa consuetudine oixiss[e] (1) probaverint, civitatem Ronianam dedit
et conubium cum iisdem, quas tunc habuissent, cum est civitas Us data, aut, siqui
tunc non habuissent, cum us quas postea uxores duxissent dum taxat singulis
singulas.
A. d. V kal. Ian. [L. Fu]lvio Aemiliano II et L. Naeoio Aquilino co(n)s(ulibus).
Ex librar(io) sesq(uipliciario) .... merino L. Jil. Sempro[nia]no dom(o) Ateste
[et . . . . ]no Sempronia[no fi]lio eius.
[Descriptum et recognitum ex] tabula aerea, que IJixa est Romae in muro post templum]
Divi Aug(usti) ad [Minervam].
Imp. Caes(ar) C. Messius Q(uintus) [Tr(aianus) D(ecius)] Pius Fel(ix) Aug{ustus), pon-
t(ifex) m(aximus), tr[ib(unicia)] pot(estate) II, co{ri)s(ul) ( 2 ) des(ignatus) III, p(ater)
p(atriae), [pr(oconsul)]
Us qui militaver{unt) (3) in classe p(raetoria) p(ia) v(indice) D(eciana) Rave(n)nat{e),
q(uae) est sub [praef[ecto) ( 4 ) octo(nis) et vicenis] s[tip(endis)] emeri[tis]
(1) vixissent nel dip]. [4) Cosl Mommsen. — q[uae) est s(ub) Cl(audio)..,
(2) coss. id. eta s(ub) pr(aefecto) Renier.
3) millitaver id.
391. Trovato nel 1839 poco discosto dalla via li- l'armata di Ravenna, ma del 250. Borghesi , Nuoto
torale fra Rimini e Ravenna, nella parrocchia di San dipl. mil, deWimp. Traiano Derio, nelle Diss, delta
Martino di Bordonchio. Ora a Parigi nel rauseo del pont. Ace. rom. di archeol., t. X, 1842, p. 131 —
Louvre. Non si ha che una tavoletta, che nella faccia 219 ((Euvr., t. IV, p. 277-336); C. I. L., Ill, priv.
esterna contiene il diploma a del 249, e neirinterna LVI, p. 898, 899; Renier, n. 16, 17, pi. VII, VIII.
il principio di un altro diploma , riguardante pure
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— 140 -
393
A E L 1 A E
MAXIMAE • FIL
DVLCISSIM
Q-V-A«nU«M«VIIII*D -XX
P • AELIVS • MAXIMVS
fR ET
FLAVIA DE TELIA
PA RENTES
INFELICI8SIMI
399.
D • M
P • PETRONI • AFRODISI--
EX • TRIER ARC/i • NAVARO-
ET-PRINC1PE-CL-PR-RAVEN- •
ET-GAVIAE- GORGON1AE-EIVS
AELIVS'CARPOPHORVS
PARENTIBVS
39&.
D $ M
L • LICINI • MAXIMI
TO- CLASS -PR
RAVENN
NATIONE DALMAT
V1X -ANN -XXXV
MIL1T • ANN • XXV
P-AEL1VS-QVINTVS
FRATRI • PlISSIMO
FACIENDVM CVR
394.
d ia
M AVRELIO • DOMITIO • TRIERARC
HO CL • PR • ANTONINIAN • RAVENNAT
P V
VETTIA • VETILLA HEPES MARITO • BENE
MERENTI POSVIT
s q H A APERVERIT ALIVTVE CORPVS
INDVXERIT • DABIT • FISCO • CAESARIS
HID NVMMVM
396.
399
Mphinus C M a J u "J e delphinu*
v i r
D stans M
C • AEMILIO • SEVERO
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MIL • AN • XXII • In • >ER •
VALERIA FLAVIN A
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rosa
M • A V R E L I V S •
z ENODOTVS
veT • EX • > • SIBI • ET •
aELIAE • AQVILEIiE
c ONI VG • DVLCISS
VIVVS • POSVIT
s.g«H«A«P-E«S-S-A«V«D-F«IS
399. Gia a Ravenna, presso la chiesa di S. Agnese.
Rossi, Hist, Ravenn., Venetiis, 1589, p. 19, da cui
Gruter, p. 1031, 8 (donde Orelli , n. 3615); Camillo
Spreti, Monum. di Ravenna neir opera contenente i
tre libri di Desiderio Spreti, De amplitudine , ever-
sione et restauratione urbis Ravennae e la tradu-
zione italiana del detto Camillo Spreti, vol. I, Ra-
venna, 1793, p. 358, n. 69. — C. I. £., XI, n. 87.
393. Gia a Ravenna. Scoperta presso il porto.
D. Spreti, De ampl. etc., Venetiis, 1588, p. 63 (da
cui C. Spreti, p. 347, n. 54); Muratori, p. 1125, 3;
Nov. lett. fior. , XI, 1750 , col. 800 (donde Donati,
p. 245, 5). - C. /. £., XI, n, 25.
394. Beirut (Berylus). Borghesi , Dipt, di Trai.
Decio, in (Euvr. y IV, p. 297; Waddington, Yoy. arch.,
Ill, n. 1847 b. - C. I. L., Ill, n. 168.
5, he[r)es. — 7, [s[i) q{uis)] h[anc) a(rcam).
39&. Gia a Ravenna. Scoperta col n. 373. D. Spreti,
p. 64 (ed. 1588), da cui Gori, J. E., Ill, p. 86 (donde
Donati, p. 291, 6) e C. Spreti, p. 329, n. 16. — C. L
£., XI,n.72.
396. Ravenna. Olivieri , Marm. Pisaur., p. 175
(donde Orelli, n. 3618); C. Spreti, tav. I, n. 64.
La p atria di queslo centurione mi persuade a ere-
derlo dell'armata.
399. Gia a Ravenna, poscia a Padova , dove ora
si conserva nel rnuseo. C. I. L. } V , n. 2831 ; XI ,
n. 41.
7, « [ s[i) q[uis)] h[anc) a[rcam) p[ost) e(occessum)
a s[upra) s{criptorum) a[per\re^ v(oluerit) d(abit)
t f(isco) s[cstertium)... Furlanettus. Sed in his sunt
« quae offendunt. r> Momms. Corp. V.
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— 141
3*S.
3*t>.
caput
Medusae
C • CASSIO •
SENBCAE •
VET • EX • >
L • ABMILIVS*
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399.
3SO.
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L • BAEBIO • SILVAN
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CL • PR • RAV • N • SYR •
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391.
D • M
C • I V L I O
V A L E N T I
CENT • CLASS
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VIXIT • ANN
XL-MIL -ANN -XXII
C-IVLIVS-FLAVIAN
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M
VLPIAE
RVFINAE
NATIONE
ITALICA
VIX • ANN • XXI
AVR • MARTINVS
NAVFVLAX V VICTO
CONIVGI-B«M«P
SI-QVIS-EM • • • •
399. Ravenna. Scoperta nel 1756 nel sepolcreto
presso S. Apollinare in Classe (v. pag. 132). Ora nel
museo lapidario, nello Stabilimento dipubblica istru-
zione nel monastero di Classe, entro la citta. Vet.
mon. ad Classem Rav. er. y p. xiii, n. 24 (donde Do-
nati, p. 398, 12); C. Spreti, p. 217, n. 78.
Abbiamo fatto parola a pag. 132 del cimitero cri-
stiano scoperto presso la basilica di S. Apollinare in
Classe, fuori di Ravenna nel luogo dove sorgeva l'an-
tica Classis, vicino al porto. Abbiamo accennato agli
epitafii pagani trovati in questo sepolcreto, i quali
mostrano essere stato non lontano il luogo destmato
alia sepoltura de' militi dell'armata. Dal detto sepol-
creto oltre alle epigrafi, in cui la qualita de' classia-
rii e espressa ovvero si pn6 supporre, essendo per
essi notata la patria od accennata la condizione di
milite o di veterano, proven gono an cor a altre lapidi,
le quali pure appartennero a classiarii od a persone
delle loro famiglie. Ma, non leggendosi in questi titoli
che il solo nome privo di qua^unque altra indicazione,
non ho creduto di doverli ammettere nella mia silloge,
benche anch' io sia persuaso sulla probability della
loro assegnazione , specialmente allorche banno scol-
piti delfini , simboli ovvii negli altri epitafii raven-
nati de' soldati deirarmata. Queste lapidi si conser-
vano nel museo lapidario Classense, e si trovano nel
libro Vet. mon. ad Class. Rav. eruta , p. ix , n. 1
(= C. Spreti, p. 234, n. 150 = C. I. L., XI, n. 140),
n. 2=i (C. Spreti, tav. V, n. 233= C. I. £., XI, n. 107),
n. 4 (= C. Spreti, p. 225, n. 112 = C. I. L., XI, n. 80),
n. 5 (= C. Spreti, p. 235, n. 151 = C. I. L., XI, n. 94),
n. 6 (= C. Spreti, p. 298, n. 130 = C. I. L., XI, n. 58),
n. 7 (= C. Spreti, p. 232, n. 144 = C. I.L., XI, n.76),
p. x, n. 8( =C. Spreti, p. 224, n. 105;=C. I. £., XI, n. 85).
Furono forse classiarii i mariti delle donne,di cui e no-
tata la patria in due epitafii, di cui l'uno sembra es-
sere stato rinvenuto vicino a S. Apollinare in Classe, e
l'altro, ora perduto, esisteva parimente presso questa
chiesa (C. Spreti, p. 233, n. 146 = C. I. £., XI, n. 62 ;
C. Spreti, p. 330, n. 19 = C. I. L. % XI, n. 84).
399. Kadi-Koi {Chalcedon). Muratori, p. 2032, 5.
— C. I. L., Ill, n. 322.
3SO. Cippo di arenaria. Ravenna , nel museo di
Classe. Maffei, M. V., p. 364, 2 (donde Gori, J. E.,
Ill, p. 72; Donati, p. 298, 4; Orelli, n. 3610); Mura-
tori, p. 842, 1; C. Spreti, tav. IV, n. 230; C. I. L.,
XI, n. 89.
3, 4, de Galeat(a) Pieris et Nice l[ibertae) p[a-
trono) f[ecerunt).
391. Gia a Ravenna, presso S. Maria in Classe.
Muratori, p. 2037, 6, donde C. Spreti, p. 388, n. 138.
— C. I. L., XI, n. 112.
399. Ravenna. Trovata nel 1756 nel sepolcreto
presso S. Apollinare in Classe (v. n. 378). Ora nel
museo Classense. Vet. mon. ad Clas., p. x, n. 10
(donde Donati, p. 276, 3) ; C. Spreti, tav. IV, n. 226;
C. I. L. y XI, n. 44.
2 fine, AN mon.— 10-12, s[i) [quis) p(ost) obit{um)
e(orum) q(ui) s(upra) s[cripti) s[unt) h[as) planc[as)
a(moverit) d[are) d(ebebit) r[ei) p[ublicae) R(aven-
nati) (sestertium) (duo milia) n(ummum).
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— 142 —
394.
393.
D M
P • CASS10
HELIODOR
VET • EX • NA7
d m
caetronius
M A \J JS H I*
A.
BE66VS • V1X •
AN
XU MIL • AN •
XXV
NaupfcYLAX •
iili
FORTVNA-
CAETRONIA
AFRODISIA
ET CAETRONIA
FORTVNATA
PATRONO •
B • M • P
389.
D • M
L I C I N I A E
IADIS • VXOR
K A R I S S I M E
M- AVRBL-SPBRA
TVS -OPT -CI • PR
RAVEN • B- M • P
39&.
336.
c A t j y i v s
SELEVCVS
OPTIO • III • DIANA
CONIVGI'BENE-ME
RENTI
ATINIA • SECVNDA
FILIA-ET-MARCVS
COMMATRONIVS
FIDE LIS • PATRIS
HEREDES
EX • NAVF • SIBI • ET • VALERIAE
ARABICE CONIVNX • KARISSIM
NATIONES • NICOMED • VIVI • POS
QVOD • SIQVIS • POST • EXCESSVM
EORVM'APERIRE- VOLET'D-F • C • "• XX • N
393.
M • AVRELIVS • MARINVS
SELEVCVS • VET • EX OPT
AELIAE CLAVDIAE CONIVGI
1NCOMPARAB • ET • SIBI
V1V • POSVIT
399.
A V F I D I • L I V I
ANI • OPTIO
N I S • R A V
LIB • AMMON
Q • V • A • LX •
M • A • XVII
CIRCEN1VS • FR
ONIO • III • ARC
H • B • M • F
393. Ravenna, nel museo lapidario Classense. C.
Spreti, p. 251, n. 215; C. I. L., XI, n. 49.
394. Ravenna , nel museo Classense. Sembra sia
stata scoperta nel 1735 presso S. Apollinare in Classe.
Muratori, p. 831, 6; Vet. mon. ad Clas., p. xx, nota
al n. 10 (donde Donati, p. 276, nota al n. 3). C. Spreti, .
p. 252, n. 219 ; C. /. L., XI, n. 48.
39&. Ravenna, nel museo Classense. Muratori ,
p. 1063, 6; Vet. mon. ad Class., p. xxi, nota al n. 10
(donde Donati , p. 276, nota al n. 3) ; C. Spreti, p. 223,
n. 99; C. I. X., XI, n. 106.
396. Ravenna, nel museo Classense, C. I. L., XI,
n. 32. Intiera la da il Ligorio, ms. dell' archivio di
Stato di Torino , XV, f. 21 ; mancante della prima e
delle due ultimo linee (indicate con lettere inclinate)
la pubblicarono il Maffei, Oss. lett., IV, 1739, p. 348,
n. 4; Muratori, p. 851, 2; C. Spreti, p. 222, 94.
399. Torrimpietra (prov. di Roma). Marini, Arv.,
p. 409, da cui C. Spreti, vol. II, parte II, p. 251;
Orelli, n. 3625.
3, forse manca la parola classis, cf. n. 319. — 5, 6,
vi e forse errore o negli anni di eta o in quelli di mi-
lizia, poiche e l'unico esempio di un classiario en-
trato in servizio a 43 anni, mentre si hanno solo po-
chi esempi per l'eta di 35 , o per quella di 37 anni.
— 8 fine, ARC • I Mar., AACifero Or.
399. Gia a Ravenna. D. Spreti , p. 55 (ed. 1588)
(da cui C. Spreti, p. 345, n. 50;; Gruter, p. 530, I. —
C. J. £., XI, n. 35.
399. Gia a Roma, dove venne acqui stata verso il
1625 per essere trasportata nel Belgio. In parecchi co-
dici ed in Doni , p. 223, 8; Gudius, p. 151, 6 (dai
quali Schuermans , Inscr. rotn. prov. de Vdtr. et
rec. en Belgique, nel Bull, des Comm. royales d'art
et d'arch., VIII, Bruxelles, 1869, p. 345, n. 163); Mu-
ratori, p. 830, 2. — C. /. L., XI, n. 3152.
6, CI leggi Chassis.
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143
30«.
D M
M • IVLIVS •
MAXIMVS •
OPTIO«III-VIC T
NAT • VERNA •
VIX1T • ANNIS •
XXXXVI • MIL •
ANNIS • XXVI •
C • AVLIVS •
SVCCESSVS •
HERBS •
B • M • P • C •
leo
P • ARRIVS
MOCAZIA «
protome
viri
P-ARRiVS
leo
P • F • MONTANVS
HELPIS • VXOR
protome
pueri
bullam
geetantis
protome
mulieris
POLLVX
Q- DEU1M1VS • DACVS • OPT • DE • III
PINNATA-MOCAZIA IVCVNDAv / c
protome
viri
protome
mulieris
P • ARRIVS • P • L • PRIMIGENIVS
P • ARRIVS • P • L • CASTOR
protome
adulescentis
protome
adulescentis
301.
D M
C • 1VLI0 • FELI
CI • OPTIONI • III
PIETATE • VIXSIt
ANNIS • XLV • MIL •
ANN-XXV-G IVLIV
CRYSANTVS
ET • C • ARRVN
TIVS • CRYSAN
TVS • LIBERTI ET
HEREDES • PA
TRONO • B • M • P •
303.
30&
D • M
C • MARCIO • IVSTI
YET • EX ADOPTIONS
NAT • DELM • CASTRI PLANAE
V • A • LXX • M • A • XXV
MARCIA AGATHE
LIB • B • M • P • C
IN F • P • XI IN AG • P • XII
304.
V F
M • M I N I C i
VS • SATVRNInus
vet • EX OPdONc!
praeTO RUE • RAVEn
nat • ANNOR • I XXX 5161
ET CRISPIN CElErinae
CONIVGI • CARISJtmae
et MINICIS CELEri
CERTo GRATo f
et M I N I C I S C A Ivo et
p r i s C A E • PAREnttftu*
b • M • P
D • M
C • DOMITIO • REGINO
MIL • CL • PR • RAV •
SVBOPTIONI
TTTl F R T v N A
MIL • ANN • XVIII
VIX • ANN • XXXVI
SECVNDVS • HFEC
300. Cippo di calcare. Ravenna, nel museo Clas-
aenae. Muiatori, p. 784, 6; p. 1637, 4 ; e p. 1573,
1 (le linee 6,7); Nov. lett. fior., XI, 1750, col. 687
(donde Donati, p. 275, 6); Spreti, tav. V, n. 231;
C. I. L., XI, n. 29.
301. Ravenna. Scoperta nel 1756 nel sepolcreto
presso S. Apollinare in Classe (v. n. 373). Ora nel
museo Classenae. Vet. mon. ad Class. , p. xi, n. 17
(donde Donati, p. 289, 3); C. Spreti, p. 221, n. 92;
C. /. Z,., XI, n. 65.
309. Ravenna. Scoperta nello stesso anno e nello
stesso luogo della precedente. Nel museo Classenae.
Vet. mon. ad Class., p. xu, n. 18 (donde Donati, p, 281,
10) ; C, Spreti, p. 219, n. 84; C. I. L., XI, n. 66.
303. Gia a Ravenna. Muratori, p. 833, 2, da cui
C. Spreti, p. 398, n. 165. — C. /. L., XI, n. 77.
3, correggi vet[eranus) ex options.
304. Sziacek (Siscia). Muratori, p. 836, 1. — C. I.
L., Ill, n. 3971.
305. Civitavecchia. De Rossi nel Bull. delVInst.,
1865, p. 43, n. 2.
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— 144 —
39*.
39*.
protome
C • IVL • PRISCI
V-A-VI-M-X-D-VIII
IVL • GERMANVS
ARMORVM • CVST
ET
VAL • MARCIANE
PARENTES
2
3
|
5"
D M
L D ASIMI
VALENTIS •
ARMOR • CVST v
VIC -NAT-DELMATA
VIX • ANN • LIII
MIL- ANN -XXIII
IVL • SEVERINVS
HERE6-EIVS-ET
SEVERA • VXOR •
B • M • P • C •
399.
K" •
DEL •
VIX •
AN
• XXV
• M •
AN
• V •
irn •
VICTORIA-
Q •
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39*.
ARRIANI • Tin
FORT • NAT •
LIBY-VIX • A •
XXXV • M • A •
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ARMOR • CVS
H • EX EADEM
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I N V S ARMICVS
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C . JEM1L1VS SVCCESSVS
SVEOPTIO Hi DANVVIO HeR-
ET IVLIVS MERCVRIVS
FRA TRI P1ENTISS1MO
ET PENENIVS FRONTO
Hi VIRTVTE He REDES ET
S VB He REDES POS VER VNT
491.
C • IVL • APOLIN «
B-nir- VESTA -H -
HVIVS-B-M«P.C«
396. Ravenna. Scoperta nel 1734, distruggendosi il
pavimento della metropolitan a. Ora nel museo del pa-
lazzo arcivescovile. Olivieri, Marm. Pisaur., p. 176;
Muratori, p. 809, 5; Nov. lett. fior., XI, 1750, col. 320
(donde Donati , p. 281, 6, p. 337, 3); C. Spreti, p. 199,
n. 14 ; C. I. L., XI, n. 55.
399. Gia a Ravenna. Presso S. Apollinare in Classe.
D. Spreti, p. 54 (da cui C. Spreti, p. 332, n. 22); Rossi,
Hist. Rav., p. 19 (ed. 1589). — C. J. £., XI, n. 67.
399. Ravenna. La da intiera, ma interpolata, il Li-
gorio, ms. torin. XV, f. 20'. La parte superiore del-
l'epigrafe si scoprl nuovamente nel 1734, mentre ,
demolendosi la Metropolitana, se ne disfaceva il pavi-
mento. Ora si trova nel museo arcivescovile. Mura-
tori , p. 824, 6; Nov. lett. fior., XI, 1750, col. 331 ;
C. Spreti, p. 208, n. 46 ; C. I. L. 9 XI, n. 68, che in-
dica con lettere inclinate quelle della parte inferiore
perita e quelle della superiore, che non si possono di-
scernere.
2, 7, VS mon. — 3, 4. Gli antichi editori leggevano
ARMIGER | VS.— 12, credo che nel fraramento per'duto
si dovesse leggere III VIRTVTE, raeglio che Hi TVTEL,
come proponeil Bormann. II Ligorio ha III • VIR-TVTEL*
di lui non 6 da tener conto, poiche nella parte super-
stite per III MARTE ha III • VIU • MARTE con in-
terpolazione di VIR , l a quale forse pu6 essere qui
dovuta al non aver compreso le parole III • VIRTVTE,
se realmente esse si leggevano nel marmo.
399. Ravenna. Scoperta presso la metropolitana.
Ora nel museo arcivescovile. Muratori , p. 2035, 2 ;
C. Spreti, p. 201, n. 20; C. /. Z., XI, n. 90.
4MM). Ravenna, nel museo Classense. Marini, Arv.,
p. 527; C. Spreti, p. 251, n. 216 ; C. L Z., XI, n. 93.
491. Ravenna. Trovata nel 1756 nel sepolcreto
presso S. Apollinare in Classe (v. n. 378). Ora nel
museo Classense. Vet. mon. ad Class., p. xn, n. 19
(donde Donati, p. 281, 9); C. Spreti, p. 252, n. 220;
C. 1. £., XI, n. 461.
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402. Ravenna, nel museo Classense. Muratori,
p. 810, 5 ; C. Spreti, p. 218, n. 81, cf. vol. II, p. 73 ;
C. I. L., XI, n. 57.
403. Cippo di arenaria. Ravenna, nel museo Clas-
sense. Fabretti, p. 366, 120 (donde Orelli, n. 3645) ;
Muratori, p. 786, 1; C. Spreti, tav. IV, n, 228; C. I. £.,
XI, n. 31.
3 fine, TiE mon. — 5, NT mon.
Gia ho detto (pag. 61) che il coronarius era chi
intesseva le corone per inghirlandare le navi. Aggiun-
ger6, per ci5 meglio illustrare, che di questa usanza
abbiamo piu testimonianze ; per esempio Svetonio rac-
conta che Vitellio era tmsportato per flumina deli-
catissimis navigiis et variarum coronarum genere
redimitis ( Vit. % 10). Non solo nelle feste e in segno di
vittoria si inghirlandavano le navi ; ma questo anche
praticavasi allorche esse entravano in porto. Cos! Vir-
gilio [Georg., I, 303) :
portum tetigere carinae
Puppibus et laeti nautae imposuere coronas,
la quale usanza viene confermata dall > insigne basso-
Ferrkro.
rilievo portuense raffigurante due navi, di cui Tuna
esce dal porto , e l'altra , ornata di corone, vi entra.
Vedi Guglielmotti, Belle due navi romane scolpite
nel bassorilievo portuense del principe Torlonia,
Roma, 1874, p. 26 (Estr. daila Rivista marittima).
404. Ravenna , nel museo Classense. Scoperta il
1 febbraio 1735. Muratori, 784, 7; Maffei, Oss, lett. y
IV, 1739, p. 351, n. 10; Nov. lett. fior., XI, 1750,
c. 702, n. 75; C. Spreti, p. 218, n. 82; C.I. Z., XI,
n. 30.
405. Gia a Ravenna. Scoperta nell* antico porto
(v. n. 373,375). D. Spreti, p. 63(ed. 1588) (da cui C. Spreti,
p. 234, n. 26); Nov. lett. fior., XI, 1750, c. 383, n.37
(donde Donati, p. 292, 5). — C. I. £., XI, n. 78.
£OG. Gia a Ravenna, nella chiesa di S. Apollinare
in Classe. Muratori, p. 817, 1, da cui C. Spreti, p. 391,
n. 141. - C. J. L., XI, n. 60.
409. Gia a Ravenna , nella chiesa di S. Agnese.
Rossi , Hist. Rav., p. 19 (ed. 1589) , da cui Gruter,
p. 564, 7 (donde Orelli, n. 3637); C. Spreti, p. 358,
n. 70. - C. I. L., XI, n. 105.
19
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413.
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IVS • PHILIPPVS • HERES
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408. Gia a Ravenna. D. Spreti, p. 56 (ed. 1588)
(da cui C. Spreti, p. 344, n. 47) ; Gruter, p. 568, 3 ;
Muratori, p. 868, 3. — C. I. L., XI, n. 108.
4*9. Gia a Ravenna. D. Spreti, p. 56 (da cui C.
Spreti, p. 343, n. 46); Gruter, p. 591, 9; Muratori,
p. 1590, 14 incompiutamente le quattro ultimo linec
(donde C. /. £., Ill, n. 179*). - C. J. £., XI, n. 17.
410. Roma. Scoperta nella villa Panfili, dove sem-
bra esistesse il sepolcreto dei militi dell' arm ata raven-
nate di presidio a Roma, essendosi ivi scoperte le epi-
grafi n. 410, 413, 439, 445, 455, 493. C. I. L., VI,
n. 3148.
41 1. Gia a Ravenna. Fabretti, p. 366, 19; Mura-
tori, p. 2027, 4 (da cui C. Spreti, p. 387, n. 135). —
C. I. L., XI, n. 24.
II Muratori (dal Ligorio, ms. di Tor., XV, f. 21', 23)
aggiunge le linee 4-8: NAT • PAN • MIL- A • XI |
VIXIT • AN • XXXX | C • ANTONIVS • SVPER |
C • SERTORIVS | VALENS • H • P • C •
419. Gia a Ravenna. Apiano, p. 432, 1 (da cui C.
Spreti, p. 355, n. 65); Gruter, p. 517, 9. — C. I. L.,
XI, n. 26.
413. Roma. Scoperta nella villa Panfili. C. /. L.,
VI, n. 3149.
Essendosi scoperta questa lapide nella villa Panfili,
ove sembra sia stato il sepolcreto dei classiarii raven-
nati (v. n. 410), si deve supplire nella linea 3* la pa-
rola Rav.
414. Gia a Ravenna, nel pavimento della cattedrale.
Muratori, p. 2028, 1, da cui C. Spreti, p. 381, n. 121.
— C. I. Z., XI, n.414.
415. Gia a Napoli, nel museo Valletta. Vignoli,
p. 296; Gori, J. £., I, p. 243, 10. — Mommsen, 7. R. JV.,
n. 2757.
3, manipular. p, forse manipulari.
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41G.
- 147 -
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416. Trovata a Cuma nel 1857. Minervini nel Bull,
arch, nap., n. s., VI, p. 19. Scoperta a Miseno nel
1857. Ora nel museo di Napoli. Fiorelli, Cat., n. 629.
6, 7, Ammo Iaso (h)er(es) et Babu Tarsa substi-
tutes herest) . Si notino i nomi africani di queate due
persone conterranee del sold a to oriundo della Libia.
419. Gia a Ravenna. Rotta la da il ms. del Fan-
taguzzi, f. 79 / (donde C. Spreti, p. 401, n. 176); intiera,
ma sembra supplita per congettura , si trova presso
Muratori, p. 1441,7 (misit P. D. Petrus Paulus Gt-
nanni), da cui C. Spreti, p. 388, n. 136. — C. I. L.,
XI, n. 42.
3, m[ilitavit) a[nnis) 7777, d(iebus) VII; quindi e
probabilmente di un classiario.
419. Ravenna. Trovata nel 1756 nel sepolcreto presso
S. Apollinare in Classe. Ora nel museo Classense. Vet.
mon. ad Class., p. x, n. 9 (donde Donati, p. 274, 10J;
C. Spreti, p. 224, n. 104; C. L L., XI, n. 33.
419. Gia a Ravenna, presso S. Apollinare in Classe.
D. Spreti, p. 56 (ed. 1588) (da cui C. Spreti, p: 332,
n. 23) ; Apiano, p. 363, 1 (da cui Gruter, p. 528, 3) ;
Doni, VI, 111 (da cui Muratori, p. 790, 9); Muratori,
p. 796, 6 (e schedis Valerii et Capponiis). — C. I. L.,
XI, n. 34.
420. Gia a Ravenna, nel monastero di Classe. Sem-
bra sia stata scoperta nel 1735 nella basilica di S. Apol-
linare in Classe. Muratori, p. 793, 6 (da cui C. Spreti,
p. 393, n. 152); Nov. lett. fior. , XI , 1750, c. 719,
n. 91. — C. I. L., XI, n. 36.
8, 9, sub[stitutus) h(eres).
491. Ravenna. Trovata nel 1756 nel sepolcreto presso
S. Apollinare in Classe (v. n. 378). Ora nel museo Clas-
sense. Vet. mon. ad Class., p. xi, n. 15 (donde Do-
nati, p. 274, 8, dal quale Orelli, n. 3598); C. Spreti,
p. 251, n.217; C.I.L., XI, n. 37.
7 fine , VA mon.
42$. Roma. Non e indicato il luogo dello scopri-
mento. Fabretti, Be col. Trai., p. 114; Inscr., p. 365,
114.— C.I.L., VI, n. 3151.
6, mil(es) chassis) s[upra) s(criptae).
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4*5.
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493. Ravenna, nel museo Classense. Vet. mon. ad
Class., p. xxv, nota al n. 18 (donde Donati, p. 306, 4).
Gori, Symb. litt., Ill, p. 329 (donde Donati, p. 306, 1);
C. Spreti, p. 252, n. 221.
494. Ravenna, nel museo arcivescovile. A Comae-
chio e attribuita dal Ferro, 1st. di Comacchio, Fer-
rara, 1701, p. 29, n. 1, ma venne scoperta presso Classe.
Muratori, p. 536, 3 e p. 1140, 12 (donde Saggi delVAcc.
di Cortona, II, p. 14], ove erroneamente e assegnata
a Modena) ; Nov. lett. fior., XI, 1750, c. 238, n. 7, e
c. 330, n. 30; C. Spreti, tav. I , n. 66 e tav. XIV;
Conze in Archaeol. Zeit., 1867, Anzeiger, p. 92* ;
C. I. L. } XI, n. 39.
4, 5, n(atione) A(c)tia(cus) Nicop(olitanus).
495. Ravenna, nel museo arcivescovile. Rossi, Hist.
Rav., p. 14, (ed. 1589); Gruter, p. 1107, 3 (donde Orelli,
n. 2671); Nov. lett. fior., XI, 1750, c. 236, 2 (donde
Donati, p. 341, 8); C. Spreti, p. 198, n. 12; C. I. L.,
XI, n. 40.
Le lettere inclinate indicano quelle, che non sono
visibili.
426. Ravenna. Scoperta nel dicembre 1773. « Presso
de' Padri Agostiniani. » Spreti, p. 269, n. 300. Ora nel
museo arcivescovile. C /. L. y XI, n. 43.
499. Ravenna. Scoperta nel 1756 nel sepolcreto
presso S. Apollinare in Classe. Yet. mon. ad Class.,
p. xi, n. 12; C. Spreti, p. 222, n. 96; Labus, Museo del"
VAcc. di Mantova, vol. Ill, p. 89; C. I. L., XI, n. 45.
8, THE mon.
499. Iscrizione sopra un'arca quadrata alta m. 0,52,
larga m. 0,32 , ornata ai lati di ghirlande , con co-
perchio, nel cui timpano e figurata una rosa. Questa
area, entro cui stava un vaso di terra cotta contenente
ossa bruciate, venne scoperta nel 1875 nel sito del-
T antica Classis , presso il luogo dove sorgeva la
chie8a di S. Severe Ora a Ravenna. II Ravennate,
1875, n. 12, 18, 21 ; C. I. L., XI, n. 46. Da calco e fo-
tografia mandati dair ispettore conte Pasolini fu data
nelle Not. degli scavi, 1878 (febbraio), p. 60. Me ne
invio una fotografia il sig. Corrado Ricci.
2 fine, D« Corp. Not., ma sono visibili le traccie di
una E.
Leggo : Basus Virti f[ilius) an(norum) XVIII de
Neptuno {quadriere) disp(....) hie sit(us) est. II nome
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430.
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dell a nave preposto all'indicazione della sua specie si
trova in parecchie altre epigrafi (v. pag. 31, nota 1).
Non si pu6 supplire l'abbreviazione disp. contenente
il nome di un nuovo ufficio classiario: non credo di
leggere dispensator, incontrando in una sola epigrafe
un dispensator classis (n. 139, v. p. 62), ma non
avendo esempii di dispensatores per le singole navi;
inoltre i dispensatores nell'esercito erano schiavi im-
perial^ e T unico esempio, che abbiamo neir armata,
a ci6 non contraddice.
499. Ravenna. Scoperta nel 1756 nel sepolcreto
presso S. Apollinare in Classe (v. n. 378). Ora nel mu-
seo Classenae. Vet. mon. ad Class., p. x, n. 11 (donde
Donati, p. 424, 14) ; C. Spreti, p. 251, n. 218; C. I. Z.,
XI, n. 47.
4Z9bis. Gia a Ravenna. Muratori, p. 2033, 7, da
cui C. Spreti, p. 398, n. 166. — C. I. Z., XI, n. 74.
Si ha da credere che questo veterano sia atato clas-
siario, perche l'epigrafe sembra stata scoperta nel luogo
dell'antica Classis.
430. Ravenna. Trovata nel 1756 nel sepolcreto presso
S. Apollinare in Classe (v. n. 378). Ora nel museo Clas-
sense. Yet. mon. ad Class. y p. xn, n. 20 (donde Do-
nati, p. 288, 5, da cui Orelli, n. 515) ; C. Spreti, p. 221,
n.93; C. I. Z., XI, n. 51.
431. Civitavecchia. De Rossi nel Bull. delVInst.,
1875, p. 431.
439. Civitavecchia. Scoperta nel 1864. Annovazzi
nelle Not. degli scavi, 1877 (giugno), p. 123, n. 6.
433. Ravenna. Scoperta nel 1756 nel sepolcreto
presso S. Apollinare in Classe (v. n. 378). Ora nel mu-
seo Classense. Vet. mon. ad Class., p. zi, n. 14 (donde
Donati, p. 339, 4); C. Spreti, p. 220, n. 88; C. I. Z.,
XI, n. 53.
6, PLVSIADA leggi Prusiade. II classiario bitino
indica il nome della sua citta nativa Prusias.
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- 150 —
435.
434.
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NATIONE • SIRVS • C
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434. Ravenna, nel rauseo Classense. Sembra che
sia stata scoperta nel 1735 in S. Apollinare in Classe.
Muratori, p. 809, 4 ; Nov. lett. fior., XI, 1750, c. 703,
n. 78; C. Spreti, p. 252, n.222; C. I. Z., XI, n. 54.
4 fine, DEL mon. — 5, AT, AN id. — 6, MIL, AN id.
435. Roma. Marini, schede Vat. — C. J. L., VI,
n. 3153.
Attribuita a Fermo dal Gennarelli nel Bull, del-
Vlnst., 1839, p. 91.
43C. Ravenna. Scoperta nel 1796 presso la chiesa,
oradistrutta, di S. Severo,nel luogo dell'antica Classis.
Ora nel rauseo Classense. Spreti, vol. II, parte II,
p. 218, n. 1 ; C. I. L„ XI, n. 56.
439. Spalato, nel museo. C. I. L., Ill, n. 2020.
439 bis. Lastra di marmo , alta m. 0,68 , larga
m. 0,42. Ravenna , sulla cima del campanile di S. Ma-
ria Maggiore. Ignota ai raccoglitori delle lapidi ra-
ven nati , questa iscrizione fu vista e pubblicata dal
signor Corrado Ricci nel suo libro Ravenna e i suoi
dintorni, Ravenna, 1878, p. 72. Ebbi un gesso di que-
sta iscrizione dalla cortesia del sig. Ricci, il quale mi
scriveva essere « detta epigrafe (di marmo pario) cor-
« rosa in massima parte dalle acque , che le piovono
u sopra, come quell a che trovasi esposta alle intem-
a perie per parapetto d'una delle piu alte finestre. »
Leggo: D. M. C. Drav... [S]everi III Ner(eide) na-
t[ione) Del(mata) vix(it) an(nis) XL, mil[itavit) ann[is)
XII C.Sextilius Sev[er[us)] et T. Priscius Sabin{us)
heredes b(ene) m(erenti) p(onendum) c(uraverunt).
438. Fabretti, p. 365, 113 (e schedis Barberinis),
da cui C. Spreti, p. 301, n. 21.
2, CANDIDIO Fabr.
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151 —
caput
Medusae
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VALENS • H • P • C
439. Roma, nella villa Panfili. C. I. L., VI, n. 3154.
440. Ravenna, nel museo Classense. Maffei, Oss.
lett., IV, 1739, p. 849, n. 7; Muratori, p. 817, 2; Nov.
lett. fior., XI, 1750, c. 704, n. 73; C. Spreti, p. 223,
n. 101; C.I.L., XI, n. 59.
441. Gi& preeso Ravenna. D. Spreti, p. 58 (da cui
C. Spreti, p. 350, n. 58); Fabretti, De col. Trai.,
p. 114; Inscr., p. 292, 228; Muratori, p. 817, 7. —
C. J. £., n. 61.
449. Ravenna. Scoperta nel 1734 disfacendosi il
paviroento nella demolizione della catted rale. Ora nel
museo arcivescovile. Nov. lett. fior., XI, 1750, c. £38,
n. 6; C. Spreti, p. 196, n. 7; C. I. L. f XI, n. 64.
443. Luco presso il lago Fucino. Febonio, Hist.
Mars or ., p. 133; Gudius, p. 61, 4. — Mommsen, J. R.
iV., n. 5794.
444. Roma, nella villa Panfili. C. /. i., VI, n. 3155.
4, 5, [r\uli[us) Maior.
44&. Cippo marmoreo. Roma, nella villa Panfili.
C. I. X., VI, n. 3156, 3157.
446. Gia a Ravenna. Muratori, p. 827, 5 (dalle
schede Ambrosiane dell'Accursio), da lui e dal ms. del
Fantaguzzi C. Spreti, p. 396, n. 161. - C. I. L., XI,
n. 69.
449. Gia a Ravenna. Muratori, p. 2033, 2 , donde
C. Spreti, p. 399, n. 168. — C. J. X., XI, n. 70.
11 Muratori non da che le prime sei linee comuni-
categli dal Ginanni, il quale le trasse da Pirro Ligo-
rio, ms. tor., XV, f. 23. Le linee 7-10 furono dal
Ligorio aggiunte al titolo p. 411.
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449.
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SVBHE • TE • PRoC
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449. Gia a Ravenna. Muratori, p. 2033, 4, da cui
C. Spreti, p. 380, n. 118. — C. /. L., XI, n. 71.
449. Gia a Ravenna. Fabretti , p. 366, 118, dal
Ligorio. — C. /. L., XI, n. 73.
450. Ravenna. Trovata nel 1736 nella basilica di
S. Apollinare in Classe. Ora nel museo Classense. Mu-
ratori, p. 830, 5; Maffei, Oss. lett., IV, 1739, p. 348,
n. 3; C. Spreti, p. 220, 87; C. /. L., XI, n. 75.
451. Gia a Ravenna, ora a Padova, nel museo (cf.
C. /. L., V, p. 264). C. I. L., V, n. 2833; XI, n. 79.
2-4, N • GRY • CORVINA ignorasi che cosa signi-
fied no queste parole.
45 Z. Ravenna. Trovata nel 1756 nel sepolcreto
presso S. Apollinare in Classe (v. n. 378). Ora nel
museo Classense. Vet. mon. ad Class, p. xi , n. 13
(donde Donati, p. 333, n. 7); C. Spreti, p. 222, n. 97.
C. I. L., XI, n. 83.
453. Tortosa (Dertosa, nella Spagna Tarraco-
nense). C. /. L., II, n. 4033.
8, 9, comman(i) pul(aris) .
454. Museo di Napoli. Mommsen, I. R. N. f n. 2805;
Fiorelli, Cat , n. 638.
Monogr.: 2, NEN , TI in Panenti , TI in Quinti. —
3, MI in mil., RAV • — 4. DE in Del. , ST • XXXII.
— 5, MI in Postumi, VA e EN in Valens. — 7, NTI
in Plarentius , — 8, BHE in subhe[res), ME e NTI
in merenti.
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455.
456.
459.
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455. Roma, nella villa Panfili. C. /. L. VI, n. 3158.
Da attribuirsi all'armata di Ravenna per il luogo
dello scoprimento (v. n. 410).
456. Gia a Ravenna, presso S. Apollinare in Classe.
Muratori, p. 839. 8, da cai C. Spreti, p. 373, n. 100,
e Orelli, n. 3037. — C. /. L., XI, n. 86.
3, Ro(mana) civitate d{pnato),
459. Lastra di marmo con lettere molto detrite.
Ravenna. Trovata nel 1734 nel pavimento della me-
tropolitana. Ora nel museo arciveecovile. Muratori,
p. 841, 8; C. Spreti, p. 202, n. 27, cf. vol. II, p. 13;
C. /. X., XI, n. 88.
2, Valenti. — 3, Bess, vete (?), — 7 fine, VS mon.
— 8, VS , VE id. — 9 pr., her.
459. Ravenna. Intiera in codici ed in Muratori ,
p. 2037, 1, da cui C. Spreti, p. 375, n. 104. La parte
inferiore (indicata con lettero rette) trovasi nel museo
Fkrrero.
Classense. C. Spreti, p. 237, n. 160, cf. vol. II, p. x;
C7.J. Z.,XI, n. 107.
459. Ravenna. Sembra che si a atata scoperta nel
1735 nella basilica di S. Apollinare in Classe. Ora nel
museo Classense. Muratori, p. 843, 5; Nov. letu fior.,
XI, 1750, c. 703, n. 77 ; Vet. mon. ad Class., p. xxn,
nota al n. 11 (donde Donati , p. 298, 7); C. Spreti,
p. 250, n. 212, cf. vol. II, p. 124 e seg. ; C. I. L.,
XI, n. 91.
5, /// Aq{uila).
400. Ravenna , nel museo Classense. C. Spreti ,
p. 223, 100; C. /. L. t XI, n. 92.
2, AGRA... v. pag. 43.
4G1. Roma. Gia nella villa Corsini. Nov. lett. fior.,
XXIV, 1763, c. 374 (donde Donati, p. 269, 2); Can-
tini, Ann. della Soc. Colombo iscr., I, p. 151. —
C. /. Z,., VI, n. 3159.
4, MIL mon.
20
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— 154 —
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469. Ravenna , nel museo Classense. Muratori ,
p. 852, 3 ; Nov. lett. fior. , XI , 1750, c. 703, n. 79;
C. Spreti, p. 221, n. 90 ; C. I. Z., XI, n. 95.
463. Gia a Ravenna. Muratori, p. 745, e piu esat-
taraente p. 2035, 9. Oa lui C. Spreti, p. 386, n. 131,
132. — Le due varieta del Muratori provengono da
due diversi apografi; C. J. X., XI, n. 96.
464. Gia a Ravenna. Muratori, p. 853, 5, da cui
C. Spreti, p. 384, n. 127. — C. I. £., XI, n. 97.
465. Roma. In piu manoscritti ed in Gruter, p. 562,
5. — €. I. Z,., VI, n. 3160.
466. Grande cippo scoperto nel luogo deH'antica
Classis , ora nel museo di Verona. Fabretti , Be col,
Trai., p. 115; Inscr., p. 366, n. 121 ; Ferro, 1st. di
Comacchio, p. 29, n. 11, che Tattribuisce erroneamente
a Comacchio; Muratori, p. 870, 8, dal quale C. Spreti,
p. 374, n. 101; Maffei, M. V., p. 125, 2; C. I. L. ,
XI, n. 111.
469. Gia a Ravenna. Itinera dal Ligorio, ms. tor.,
XV, f. 21, la diede il Fabretti, p. 365, 117; mancante
deile linee 6-8, si trova nel libro Vet, mon. ad Class.,
p. xi, n. 16, cf. nota p. xxm (donde Donati , p. 302,
8) ; C. Spreti, p. 277, n. 310: anel chiostro di S. Do-
menico » , ove ora piu non esiste. — C. I. L. y XI ,
n. 98.
469. Scoperta nel Pireo. Ross nel Bull, deWInst.,
1843, p. 131; Kumanudes, *€mxp. ^tnrujup., n. 3880;
C. J. Z., Ill, n.^657.
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— 155 —
46*.
494.
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MIL • ANN ••••
TVRRANIVS
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469. Ravenna. Trovata nel 1756 nel sepolcreto presso
S. Apollinare inClasse (v. n. 378). Ora nel museo Clas-
sense. Vet. mon. ad Class', p. xiii, n. 23 ; C. Spreti,
p. 217, n. 79 ; C. I. L. } XI, n. 99.
490. Ravenna. Scoperta nel 1734 nel pavimento
dellametropolitana. Ora nel museo arcivescovile. Maffei,
Oss. lett., IV, 1739, p. 349, n. 6 (donde Gori, /. E., Ill,
p. 76) ; Nov. lett. fior., XI, 1750, c. 238, n. 5; C. Spreti,
p. 204, n. 33 ; C. I. L., XI, n. 100.
491. Ravenna. Scoperta nel 1734 nel pavimento
della metropolitana. Ora nel museo arcivescovile. Oli-
vieri, Marm. Pisaur., p. 177; Muratori, p. 859, 1;
Nov. lett. fior., XI, 1750, c. 320, n. 30 ; C. Spreti,
p. 200, n. 18; C. I. L., XI, n. 101.
4, ARCIN nome di trireme; ignoro quale possa
essere.
499. Gia a Ravenna. Ora a Padova , nel museo.
C. I. L., V, n. 2840; XI, n. 102.
493. Ravenna, nel museo Classen se. Intiera nel ms.
del Fantaguzzi, da cui , per mezzo del Ginanni, Mu-
ratori, p. 2036, 1; mancante delle lettere (che sono
indicate inclinate) la da C. Spreti, p. 251, n. 214;
C. I. L., XI, n. 103.
4 pr., ME mon.
494. Gia a Ravenna. Fabretti , Be col. Trai. ,
p. 115; Inscr., p. 365, 115 (donde C. Spreti, p 371 ,
n. 96); Muratori, p. 2027, 1. — C. /. Z.,XI, n. 104.
3 fine, ex c{lasse) p(raetoria) R(avennate).
495. Scoperta a Miseno. Museo di Napoli. Momm-
sen, /. R. iV., n. 2823; Fiorelli, Cat. , n. 503.
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- 156 —
49€.
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CASTOR-
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SARD- VIX- AN-LVI-
MIL • ANN • XXVI-
T • ARENIVS •
C R D V S
EX • E A D E M •
496. Civitavecchia. Scoperta nel 1864. Annovazzi,
nelle Not. degli scavi, 1877 (giugno), p. 123, n. 2.
4, 5, Cl(assis) pr[aetoriae) R(avennatis) lib(urnae)
Lia[nae).
499. Scoperta presso il lago Fucino. Museo di Na-
poli. Henzen, nel Bull. deWInst. , 1858, p. 92 ; Fio-
relli, Cat., n. 444.
c Quelle* che meno del resto e intelligibile Delia no-
« stra lapide si e la prima riga, nella quale credo di
« rawisare il nome di Vero come proprio del soldato
u che fu figlio d'un cotal Misao. » Henzen.
499. Gia a Roma nella basilica di S. Paolo sulla
via Ostiense. (Margarini), Inscr. ant. basil. S. Pauli,
Romae, 1654, n. 548, donde Nicolai, Bds. di S. Paolo,
p. 241, 790. — C. J. L., VI, n. 3161.
499. Ravenna, nel museo Classense. Maffei, Oss.
lett., IV, 1739, p. 349, n. 5 ; Muratori, p. 869 , 6 ;
Nov. lett. fior., XI, 1750, c. 704, n. 85; C. Spreti,
p. 250, n. 213; C. I. Z,., XI, n. 109.
4SO. Gia a Ravenna. D. Spreti , p. 58 (ed. 1588)
(da cui C. Spreti, p. 346, n. 52) ; Muratori, p. 870, 7.
- C. 1. /,., XI, n. 110.
491. Gia a Ravenna. Ora a Verona, nel museo.
Muratori, p. 873, 5 (da cui C. Spreti, p. 313, 45);
Maffei, M. V., p. 124, 5 (da cui Orelli, n. 3606); C. I.
L., XI, n. 113.
499. Ravenna. Lastra di marmo con lettere detrite,
trovata nel 1734 nel pavimento del duomo. Ora nel
museo arcivescovile. Muratori, p. 1375, 9 ; C. Spreti,
p. 199, n. 16 ; C. I. L., XI, n. 52.
Incerte le due prime linee, forse nella 2*: (triere)
Mart(e) ; nella 3* e nella 4»: Coilius Teris (Coelius
Teres) h(eres) p(onendum) c(uravit).
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— 157 —
43*.
493.
Diss*
• i X ANN • LVIIII •
m»L • ANN • XXXII • AN
fONIA • POLITICE
cONIVX • B • M • P •
TiaNC • ARCAM • SI
q. APERVER • VEL • TI
fi«L«MOVER*D«R • P *M • R
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495.
499.
CLASS • S • S • ET
SPEDIA • PRISCa I '
ALVMNO K ARISS
C • M • P
O • FATA • BREVIA
CONTRARIAQ • MIHI
QVAE • ME • LEVASTIS
PARVOLAE VITAEMEAE
VT HOC VENIRE M
ANNIS PLENVS XI
NAM OMNIA FECERVNT
QVORVM-ALVMNVS FVI
494.
I . mettius
vix . ann...
MIL • ANN • XX
BITHVS • L • MET
TIVS • FILIVS
ET BARBIA
CALLISTE • V
XOR • ET 1ERE
DES-EIVS-B-M-P
499.
M
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HbYC • VIX
ann. XXXXVIII
mtt-aNN-XXVIII
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• PATRONO
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• P
499.
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INCOMPARABIL
CVMQ • V • A • XXVI
•V-P-ET-SIBI-
SIQ-H-PLANC-P-EXC
EOR*Q-S«S«S-A-D-IN T F
C*HS-L-N«
CVR
MO
NAT- DEL
vice, ann XXXI
mil. an\»XI
DIAN
das? IMIVS
IVS-HER
p . c
493. Ravenna. Scoperta nel 1736 in S. Apollinare
in Classe. Ora nel museo Classense. Muratori, p. 780,
3; Maffei, M. V., p. 364, 1; Vet. mon. ad Class.,
p. xxvn, nota al n. ,21 (donde Donati, p. 274, 1) ;
C. Spreti, p. 223, n. 102 ; C. L L., XI, n. 28.
1, incerta.
494. Ravenna. Scoperta nel 1734 nel pavimento
della catted rale. Ora nel museo arcivescovile. Mura-
tori, p. 835, 7; C. Spreti, p. 196, n. 8; C. /. L. y XI,
n. 81.
2, VS, ME mon. — 3 fine, VS id. — 7, VS id.
495. Ravenna , nel museo Classense. C. Spreti ,
p. 407, n. 3; C. /. £., XI, n. 115.
496. Ravenna, nel museo arcivescovile. Forse que-
sto frammento venne scoperto disfacendosi il pavi-
mento della catted rale nel 1734. C. Spreti, p. 205,
n. 35; C.I. L., XI, n. 116.
2 fine, s in luogo del punto. Dian(a) nome della nave.
499. Gia a Ravenna. Muratori, p. 1450, 6, da cui
C. Spreti, p. 396, n. 160. — C. I. L. t XI, n. 117.
1, classes) s(upra) s(criptae).
499. Ravenna, nel museo arcivescovile. Forse que-
sto frammento si scoprl nel 1734 nel pavimento della
cattedrale. C. Spreti, p. 44, n. 208; C. 2. £., XI,
n. 118.
499. Ravenna, nel museo Classense. Muratori,
p. 1427, 4 ; Vet. mon. ad Clas., p. xvi, notaal n. 2;
C. Spreti, p. 230, n. 137; C. I. L. t XI, n. 119.
1, RV forse da supplire [Mine\rv. nome di nave;
onde la parte perita avra contenuto il nome di un
cla8siario.
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i) A N
Q«V«A*XXX
MIL • ANN
M n t. w v
— 158 —
491.
ET • N • SARD
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493.
CL1S1S
wiX cf. pr. RAVENNA
JieRCVLE • NAT I
one a W PTVS-VIX-AN-
mlLITAVITVAN-VII •
•LONGINVS
Ravenna. Frammento scoperto nel luogo del-
l'antica Classis, presso la cbiesa , ora distrutta, di
S. Severe Ora nel museo Classense. C. Spreti, vol. Ill ,
p. 218, n. 2; C.I. £., XI, n. 120.
1, Dan(ae) o Dan(ubius) nome della nave.
491. Ravenna. Frammento scoperto nel 1734 nel
pavimento del duomo. Ora nel museo arcivescovile.
C. Spreti, p. 198, n. 13; C. J. L., XI, n. 121.
Le parole n(atione) Sar[dus] induconoa credere che
questo sia un frammento di un titolo di un classiario.
2, aperuerit , si doveva leggere nelP epitafio la nota
formola: si quis hanc arcam aperuerit etc. Riman-
gono nella terza linea vestigii di segni indicanti pro-
babilmente l'ammontare della sommada sborsarsi dal
violatore del sepolcro.
499. Ravenna. Frammento scoperto nel 1870 tra
il terzo ed il quarto miglio da Ravenna, presso Classis.
C. I. L., XI, n. 122.
1, [M]ercur. nome della nave.
493. Roma, nella villa Panfili. C. L L., XI,
n. 3162.
4, [Ae]gyptus = Aegyptius, cf. n. 173.
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CLASSfS VENETVM (AQVILEIAE)
II praefeetus classis Venetum, Aquileiaej dalla Notitia dignitatum (!) e posto
fra le praeposiiurae magistri militum praesentalis a parte peditum. Questa e
Tunica menzione, che abbiamo per Aquileia di un'armata speciale, derivata proba-
bilmente da qualche divisione della ravennate ( 2 ).
CLASSIS FOROIVLIENSIS
Sulla spiaggia della Gallia Narbonense, nella colonia di Forum Iulii (Fr6jus), che
percio ebbe il nome di classica, Augusto stabili navi prese nella battaglia di Azio (3).
A quest'armata, detta probabilmente Foroiuliensis, la quale non duro oltre ai primi
tempi dell'impero, non apparterrebbe che una sola iscrizione (4), sulla cui auten-
ticita vi e dubbio, e che percio relego fra le sospette.
(1) Occ, XLII, 4.
(2) Provengono da Aquileia o dalle vicinanze un'i-
scrizione di un trierarco (n. 553) , una di un guber-
nator (n. 554; e due di veterani (n. 562, 572), le quali,
benche probabilmente appartengano all'arraata di Ra-
venna^ nondimeno preferii lasciare tra quelle d* in-
certa armata. Un'altra iscrizione della stessa citta e
forse di un missicius della misenense (n. 214).
(3) T6 vauaraeuov t6 Kaiaapos toO ZefJaaToO, 6'
KaXoOai <t>6pov 'louXiov. Strabone, IV, p. 184. «... pro-
a ximumque Galliae litus constratae (al. roltratae)
a naves praesidebant, quas Actiaca victoria captas Au-
a gustus in oppidum Foroiuliense raise rat valido cum
« rejnige. » Tacito, Ann., IV, 5. « Forum Iulii Octa-
t vanorum colonia quae Pacensis appellatur et Clas-
€ sica. » Plinio, N. H. t III, 35.
Su Forum Iulii e sul porto vedi Texier, Mdmoires
sur la ville et le port de Frdjus, nei Mdmoires pre*-
seme's par divers savants a VAcaddmie des inscri-
ptions et belles lettres^ 2« se'rie, t. II, 1849, p. 169 e
segg. ; Petit nel Bullet, monumental, 1864, p. 568
e segg. ; Leger, Les travaux publics, les mines et la
mttallurgie auto temps des Romains, Paris, 1875,
p. 468 e segg., pi. VI, fig. 9-10.
(4) Muratori, p. 794,2.
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MILITES MVSCVLARII (MASSILIAE)
A Marsiglia, al tempo della Notitia dignitatum, erano stanziati soldati di mare
chiamati muscularii da musculus, specie di nave da guerra, non gi& da museulus,
macchina bellica, siccome annoto il Panciroli nella sua edizione della Notitia (*). II
prefetto di questi soldati muscularii (praefectus militum muscular iorum, Massi-
Uae Graeeorum) (2), w nella stessa guisa che il prefetto delle armate deiritalia e
delle Gallie, & compreso fra le praepositurae magistri militum praesentalis a
parte peditum.
CLASS IS ALEXANDRINA
Per il trasporto del fnumento dairEgitto in Roma eravi uno speciale naviglio,
come un altro ve n'era per il trasporto digrano da Cartagine (3). Di questi navigli
frumentarii, non aventi alcun ufficio militare, e percio senza relazione con le armate,
non e qui il luogo di trattare (4) ; ma dobbiamo accennare all'armata da guerra stan-
(1) Vedi sopra pag. 41. Cf. Booking, Not. , Or.,
p. 454, Occ, p. 1016*.
(2) Not., Occ, XL1I, 16.
(3) Questa classis Africana frumentaria venne isti-
tuita da Commodo (Lampridio, Comm., 11). Su tali
navigli frunientarii e su coloro, che erano preposti a
b! fatti trasporti durante i tempi piu recenti deH'ira-
pero , diedero disposizioni le costituzioni del codice
Teodosiano. Vedi il titolo de naviculariis (XIII, 5) ed
i seguenti col commentario del Go to f redo. Dopo il
tra8ferimento della capitale a Costantinopoli erano
specialmente addetti al trasporto del grano in questa
citta le navi alessandrine ed a qnello per Roma le
africane; nondimeno si hanno esempii, in cui le une
e le altre potevansi scambiare (Simmaco, X, 22; c. 2
(Valentiniano, Vaiente e Graziano) Th. C, De nau-
fragiis (XIII, 9) ). Anche dairOriente giungevano a
Costantinopoli legni con carichi di frumento : una sta-
zione di questo naviglio era nell'isola di Carpato
presso Rodi, donde la classis Carpathica menzionata
in una costituzione del 409 di Onorio e Teodosio II
(c. 32 Th. C, De navic. (XIII, 5) ). I navigli orientale
ed alessandrino sono chiamati classes urbis Constan-
tinopolitanae (c. 21, anno 426 (Teodosio II e Valenti-
niano III) Th. C, De div. off. (VIII, 7); cf. c. 22
(iid) eod., e il commentario del Gotofredo).
(4) Vedi intorno ad essi Franz nel C. I. Gr. , III,
p. 317. Appartengono al naviglio frumentario alessan-
drino le iscrizioni greche, che trovansi nel C. I. Gr.>
III, n. 5889, 5973. Dalla prima sono ricordati ol
vaOxXripoi toO iropamKoO 'AXcEavopetvou ot6\ou.
Notisi 'anche VAlexandrinus s to las nella c. 7 (Co-
stanzo II) Th. C, De name. (XIII, 5).
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— 161 —
ziata in Egitto, che & designata col nome di classis Alexandrina (n. 496), al quale
si aggiunge il titolo di Augusta (n. 495), e che e altresi detta solo classis Augusta
(n.543).
Bench6 il primo documento di data certa, che faccia menzione di quest'armata, sia
il diploma di Domiziano deiranno 86 (n. 494), si puo nondimeno asserire che Tisti-
tuzione di essa risale a* primi tempi deirimpero; anzi quest'armata ricevette, senza
dubbio, il titolo di Augusta dal conquistatore dell'Egitto, ed essa non fu che la con-
tinuazione di quella, la quale piu volte compare ne* rivolgimenti degli ultimi tempi
della repubblica romana e della monarchia tolemaica (*).
Da un'iscrizione scoperta fra le rovine dell' Augusteum in Alessandria si puo a
primo aspetto supporre che il titolo di praetor ia sia stato portato dall* armata alessan-
drina, come lo fu dalle armate di Miseno e di Ravenna. Quest'epigrafe, che io colloco
fra quelle d'incerta armata (n. 580 bis), consiste in un proscinema scolpito sopra una
piccola stele di marmo in quattro linee, di cui mancano le ultime parole, e vi si legge:
AGKANGJN TUN €N CTOACJ TTPAITCOPIld |0€U)N KAICAPCON €N THA€ TH CTHAH |
KAICAPOC A. AYPHAIOY OYHPOY C6BAC | TOY 6KTU) L'editore di questa stele, il
dott. Neroutsos-bey ( 2 ), supplisce la prima linea con la parola TO TTPOCKYNHMA, la
seconda con la voce ANArerPATTTAI, e la quarta con 6T6I. Per la qual cosa lo (Jt6Xo?
TTpamipio^, menzionato in questa epigrafe, secondo Taccennata restituzione, non po-
trebbe essere altro che Tarmata alessandrina. In fatti non parrebbe probabile che
ufficiali deirarmata di Miseno o di quella di Ravenna abbiano collocatoin Alessandria,
porto lontano dalle loro stazioni, una si fatta epigrafe senza indicare esattamente a
quale delle due armate pretorie essi appartenevano. Troviamo talora notata in lapidi
solamente la classis; ma gik sappiamo come per lo piu non si puo avere dubbio sul-
Tassegnazione, trattandosi o di epigrafe scoperta sul Reno e quindi da attribuirsi
air armata germanica, oppure di lapidi provenienti da luoghi vicini a Miseno od
a Ravenna, le quali si possono percio sicuramente ascrivere all'una od all'altra
delle armate d'ltalia (3). Ne poi sarebbe cosa affatto strana che il nome di praetor ia
fosse pure stato dato air armata di Egitto, giacche ci conviene richiamare al pensiero
quale sia stata la cagione, per cui le armate deir Italia ebbero questo titolo distin-
tivo. Abbiamo detto che si fatta denominazione loro derivo dall'essersi esse trovate
sotto il diretto comando dell'imperatore ( 4 ). Ora in Egitto, provincia che i Cesari
vollero governare quasi come un privato possedimento (domi retinere) ( 5 ), dove il
prefetto si appello Augustalis, dove una parte chiamossi Augustamnica da Au-
gustus amnisy nome che sembra sia stato portato dal celebre canale congiungente,
medi&nte il Nilo, il Mediterraneo col mar Rosso ( 6 ), in Egitto non sarebbe impossibile
che Tarmata, per cui gia si e trovato il titolo di Augusta, abbia pure portato quello
(1) Sulla marineria militare de* Tolemei vedi Le (3) Vedi pag. 71. Nella nota 11 ho ricordato ledue
Roy, Be la marine des ftgyptiens sous les Ptoleme'cs, epigrafi n. 81 e 244, in cui e notata la classis prae-
nella Histoire de VAcaddmie des inscriptions et belles toria, e manca il nome di Misenensis.
lettres, Paris, 1777, p. 581-597; Lumbroso, ficonomie (4) Vedi pag. 65.
politique de Vigypte sous les Lagides, Turin, 1870, (5) Tacito, Eist.^ II, 11.
p. 233 e seg. (6) Lumbroso nel Bull, de I' Inst., 1877, p. 11 e seg.
(2) Bulletin de VInstitut 4gypt\en % 1874-75, p. 176. — Altii, fra cui il Booking (Not. dign t , Or., p. 154)
Ferrbro 21
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— 162 -
di praetor ia. Senonch6 non mi pare che tale notizia si ricavi dall'epigrafe citata,
conciossiache questa possa essere supplita in modo diverso da quello del dott. Ne-
routsos. Io credo che la voce TO TTPOCKYNHMA si debba aggiungere alia linea 2 a ,
che la parola ANArerPATTTAI, per un'elissi, di cui abbiarao altri esempii in simili
monumenti, possa venire sottintesa, e chedopo la parola TTPAITcoPIW nella linea l a
si leggesse l'indicazione dell'armata misenense, ovvero della ravennate. Che la prima
linea dovesse terminare con Taggettivo designante l'armata lo conferma la man-
canza deirarticolo dinanzi al nome <jt6Xiij, articolo che non avrebbe dovuto essere
stato omesso, se si fosse parlato di 0x6X0$ Trpairuipio? senza piu. La mancanza di que-
st'articolo dove sarebbe stato richiesto m'induce a credere ch'esso si leggesse dopo la
parola TrpaiTwpiuj, nel qual luogo doveva precedere la parola specificante l'armata
pretoria, per la quale spontaneamente si presenta la designazione della misenense o
della ravennate. Per lo contrario qualche dubbio rimarrebbe ove si leggesse £v tiu
(TtoXiw TTpaiTwpiiw, perche allora si potrebbe credere che cosi la frase fosse compiuta, e
resterebbe dischiuso il varco air ipotesi che in tal modo si fosse denominata l'armata
di Alessandria.
La serie de' prefetti dell'armata alessandrina a noi conosciuti ne comprende tre
solamente: .
1. Claudius Clemens, il cui nome occorre nel diploma di Domiziano del-
l'anno 86 (n. 494), ov'e contenuto un estratto di una legge concedente i soliti privi-
legii classieis qui militant in Aegypto sub C. Septimio Vegeto et Claudio Cle-
mente praefecto elassis. II primo era prefetto dell'Egitto in quest 'anno (*).
2. Q. Mareius Hermogenes, il quale il 7 marzo 134 udi il colosso di Mem-
none emettere suoni all'alzarsi del sole, ed incise il suo nome sul piede destro della
statua (n. 495) •
3. L. Valerius L.f. Proculus, a cui fu dedicate il titolo di Malaga n. 496,
e che, dopo varii ufficii, occupo altresi la prefettura di Egitto (2). Sembra che appar-
tenga alia fine del secondo secolo (3).
Da un'epigrafe dell' Algeria poi ci venne fatto conoscere P. Aelius P. f. Mar-
cianus, che fu praepositus classibus Syriacae et Augustae e quindi prefetto
dell'armata mesica, tra le iscrizioni della quale si trover^ Taccennata (n. 543).
ed il De Vit (Onomast., s. h. v.) pensarono che il (1) Cosl non pensa il Franz, C. I. Gr„ HI, p. 311.
nome di Augustus amnis fosse stato portato dallo (2) C. I. L., II, n. 1071.
stesso Nilo. (3) Ibid., p. 265 e seg.
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— 163
494.
Imp. Caesar, dim Vespasiani /., Domitianus Augustus Germanicus, pontifex maximus,
tribunic(ia) potestat(e) V, imp(erator) XI, censor perpetuus, co(n)s(ul) XII, p(ater)
p(atriae)
classicis, qui militant in Aegypto sub C. Septimio Vegeto et Claudio Clemente praefecto
classis, item dimissis honesta missione ex eadem classe senis et vicenis pluribusve sti-
pendiis enteritis,
quorum nomina subscripta sunt, ipsis 0), liberis posterisque eorum civitatem dedit et ( 2 )
conubium cum uxo[ri ]bus, quas tunc kabuissent, cum est civitas iis data, aut, siqui
caelibes essent, cum iis quas postea duxissent, dum taxat singuli singulas.
a. d. XIII k. Mart. C. Secio Campano, Ser. ( 3 ) Cornelio Dolabella Petroniano co(n)s(ulibus).
C. Gemello Croni f. Coptit(ae).
Descriptum et recognition ex tabula aenea, quaejixa est Romae in Capitolio post tropaea
[Germanici, quae sun] tad aedemjidei p(opuli) R(omani) ( 4 ).
A. Calpurni
Iusti
C. Mi
Maximi
P. Sertori
Celsi
Haul II
Macri
/// Iuli
Celeni
II x Cornell
III acati
ll/l umeri
Hpitonis
(1) itsis int.
(2) ex id.
(3) Sex., ma dev'essere Ser.
(4) post tropaea . . . R(omani) om. nella pag. int.
496.
Q MARCIVS HERMOGENES PRAEF CLASSIS AVG ALEX AVDIT MEMNONEM
HORA • IS NONIS MARTIS SERVIANO iTl ET VARO CoS
Scoperto a Tebe in Egitto. Ora a Roma, nella
biblioteca Vaticana. Cardinally Dipl., n. VII ; C. I. L.,
Ill, priv. XIII, p. 856; Renier, Dtp/., n. 48.
496. Tebe. Nel piede destro del colosso di Mem-
none. Letronne, La statue vocale de Memnon, Paris,
1833, p. 182; Rec. des inscr. grecques et lat. de
V&gypte, atlas, pi. XXXIII, n. 17; Lepsius, Denkmael.
aus Aegyp., Bund XII, Abth. VI, Bl. 76, Lat, n. 1;
C. I. L., Ill, n. 43.
L'Henzen (n. 6864) corresse l'errata lettura del Le-
tronne CLASSIS AVG IV. Sulla gamba sinistra del
colosso si leggono due versi greci dello stesso Mar-
cio Ermogene (Letronne, Inscr., pi. XXXVI, n. 38 ;
C. I. Qr. % III, n. 4735).
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— 164 —
is*.
L • VALERIO • L • F • QVIR • PROCVLO
PRAEF • COHORT • FTTT • TRACHVM
SYRIACAE • TRIB • MILIT • LEGION
IS • VII • CLAVDIAE • P • F
PRAEF • CLASSIS • ALEXANDRIN
ET • PO T AMOPHYL ACI AE • PROC
AVG • ALPIVM • MARITVMAR
DELECTATORI • AVG • PRO
PROVINC • VLTERtorlS • HISPAN
BAETIC • PROC • PROVINC • CAP
PADOCIAE • PROC • PROVINCIAE
ASIAE • PROC • PROVINCIARVM • TRIVM
galliaR • proc • a rationib • AVG
praeY • onnON • praef.aegypti R • P
MALACIT • PATRONO
D • D •
Lucio Valerio Proculo neiriscrizione riferita e detto praefeetus elftssis Alexan-
drinae et Potamophylaeiae. Dell* ultima parola vennero proposte varie interpre-
tazioni. II Renier, leggendo potamophylaeia suppose che questo titolo di custode
del Jiume corrispondesse ad un ufficio d'ispettore degli argini e dei canali del Nilo ;
ufficio, che solo per un caso sarebbesi riunito con quello di prefetto deirarmata
alessandrina. II Grotefend e THenzen lessero potamophylaeiae; discordano pero
nella spiegazione, l'uno pensando che questo nome avesse spettato ad un'armatetta
proteggente il commercio del lago Mareotico, Taltro congetturando che con questo
vocabolo si designasse la stazione delle gabelle stabilita a Schedia, pago suburbano di
Alessandria. Ma il Lumbroso, confrontando la voce potamophylaeia dell'epigrafe
malacitana con altre simili> che si trovano ne* classici e in documenti greco-egizii, e
specialmente con le navi TroxaimocpuXaKibe? menzionate in due ostraea del secondo se-
colo dell'era volgare, conchiuse che la potamophylaeia abbracciava tutta la rete
delle gabelle nilotiche (1).
Nella serie degli ostraea, pubblicati dal Froehner, importante per i nuovi par-
ticolari sull'amministrazione finanziaria e sul sistema tributario nelTEgitto romano,
troviamo due di questi curiosi monumenti, i quali ci dimostrano Tesistenza delle navi
TOTctjiocpuXaKibes (n. 497 a, c), per il mantenimento delle quali eravi una speciale im-
posizione, che si pagava in denaro o in derrate.In uno poi degli accennati (n. 497 e)
(1) Bull, de VInst., 1876, p. 102 e segg.
496. Malaga (Malaca). In variicodici. II testo della
epigrafe venne studiato e corretto da Grotefend nella
Zeitschr. fur Alterthumtoiss., 1835, p. 206 e segg.;
Henzen, n. 6928 e p. 522; Renier, Mel. cTdpigr., p. 86
e aegg.; C. I. X., II, n. 1970; Wilmanns, n. 1256,
con correzioni propoBte del Mommsen.
6, PH mon. — t 9, traditur VLTERIS et VE-
aTERIS; veteris restituit Huebnerus, ulter(ioris) vel
a ulter(io)ris iudicat Mommsenus. — 10, II, traditur
a CART | AG GAL et CAP | PADOCIAE; hoc scripsit
aHuebneruB, Mommsenus: Cap(padociae) Paflag[o-
tniae) Gal(atiae). » Wilmanns.
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— 165 -
ed in due altri (n.497 6, d) si fa menzione di una nave pretoria (ttXoiov Trpairuipiov), in
un ostfraeon,chiamata "Aw^wV) (?) (n. 497 e) ed in un altro Zevbdvuiii (n. 497 d).
Non pud nascere dubbio alcuno nello scorgere indicate nelle TroxajAocpuXaKibes navi per
il servizio di polizia del flume, con cui naturalmente veniva a congiungersi il sistema
doganale; donde si avrebbe un'armatetta per il Nilo, a somiglianza di quelle del Reno,
del Danubio e deH'Eufrate, e ne' tempi piu recenti anche di alcuni fiumi della Gallia,
con la differenza soltanto che queste avevano esclusivamente ufficii militari, mentre
quella del Nilo, trovandosi sull'unica linea di trasporto dell'Egitto, avra pure avuto
relazione col sistema delle gabelle. Per la qual cosa il praefeetus classis Alexan-
drinae congiunge col suo ufficio quello di praefeetus potamophylaciae , ossia della
rete delle gabelle nilotiche. Egli ha ai suoi ordini le navi da guerra stanziate nel
porto di Alessandria, divisioni delle quali avranno pure avuto stanza sulle spiag-
gie settentrionali delF Africa ed in porti dell'Egeo (1); egli inoltre comanda all'ar-
matetta del Nilo, per il mantenimento della quale e stabilita una imposta, ed una
stazione si ha in Elefantine, con Siene claustra Romani imperii (2), dove
Strabone ricorda esservi state tre coorti ( 3 ), dove al tempo della Notitia digni-
tatum ne stava ancora una ( 4 ). Che Tufficio di prefetto della potamophylaeia
fosse congiunto sempre con quello di prefetto dell'armata alessandrina e per ora
impossibile di affermare : Tunica menzione 6 il titolo dedicate a Lucio Valerio Pro-
culo (n. 496). Occorre tuttavia notare che le altre due iscrizioni dei prefetti consi-
stono Tuna in un diploma, ove trovasi la generica menzione dei classici qui militant
in Aegypto (n. 494), e la seconda (n. 495) in un'iscrizione, dove al prefetto Quinto
Marcio Ermogene non era necessario enumerare i suoi titoli, bastando quello di
praefeetus elassis Alexandrinae per farlo conoscere. Nondimeno anche la for-
mola del diploma classieis qui militant in Aegypto e il titolo Ai praefeetus elassis
senz'altro dato a Claudio Clemente devono essere notati, siccome quelli che forse la-
sciano congetturare stazioni di classiarii noil solo in Alessandria, ma anche in altri
luoghi delTEgitto. Quanto al ttXoTov Trpamwpiov poi degli ostraea citati, parmi non si
possa seguire il Froehner, secondo il quale sarebbesi cosi denominata la nave, sopra
cui il prefetto deli'Egitto viaggiava sul Nilo. La navis praetoria non puo essere
che la nave ammiraglia, per il cui mantenimento si provvedeva con una contribuzione
analoga a quella esistente per le TToraimocpuXaKibeg. Se poi col nome di imposta per il
ttXoTov TTpamwpiov nel linguaggio finanziario delTEgitto s'intendeva un'imposizione, i
cui proventi concorrevano al mantenimento dell'intiera armata, non sappiamo.
(1) In un frammento di epigrafe di Corneto-Tar- trovassero navi di armate diverse da quelle diMiseno
quinia rimangouo le lettere: ••• OLOCI | •••• TIO- e di Ravenna; quindi conviene col de Rossi lasciare
NIS| •••• LEXANDl •-•• VRELI| •••• SETAVR | incerto i! supplement© {Bull, di arch. cm*., 1875,
Col confronto con un altro frammento: GENI---|ET iq\ t c'to Ann II 61
STA •••• ; il ch. de Rossi suppll le due prime linee : (3) Geogr'., XVIl' i/ 12, ed. Didot.
[Geni]o loci[et sta]tionis. La vicinanza della spiag- (4) « Conors prima felix Theodosiana, apud Ele-
gia marittima pu6 far dnbitare che nella terza linea « pbantinem » Not., Or., XXXI, 64.
si abbia a vedere [Classis A]lexand(rinae). Ma non u\ p # 449.
consta , ne e pi*obabile che sulle spiaggie d'ltalia si
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— 166 —
499. a.
Ai€Tpav|i(€v) 'Apirdritfts . . .
(?) WT(po^) Tdxnffi
Xe(ipujvdiiov) i s Jt(ou^) TpaiaveioO (sic)
toO Kuptiou (sic), KaTniX€i(ou)
drrxd L betfjAoO, L l\
Ai(d) lepamwvos TTdva.
K0' f|fx(€piBv) 6v|iU)VlV
TTora^oqpuXaKi-
bou L dir(^xw).
v Avvio(s) s A^uj(viavd^) [xaji lapaTr(iujv) M€<X<Tav6(s?)
7TpdK(xop€<;) dpTvUpiKfi?) , 6Xecp(avTivri<s). Ai^rpfaMev) TTexoupd-
tipi^ TTeTOup^aj^ jLiri(Tpd^) levTrdr-
Xvoutt(i^) \)(nVjQ |i€pi((T^oO) b(e(J|ioO) Kai u(tt£)p
dvbpi ( ?) K0t\ 7rp€TUj(piou) TrX(oio)u L b'.
L b' 'Avxu)V€ivo(u) Kaicra(po^)
toO Kupiou, TTativi t-
[*A]vvio£ 'Amuiujviav6q <Tu[y]-
[Tpd]qpo|uiai L b\
Kai Aiovuaog b(id) Ieprj[vou por|6o0]
[Kai] TTdx(voupK) Kai o\ Xoitt v oi) 7TpdKxope[s]
[d]pT(upiKfj^) Kai criTiKfts) 'GXecpavxivtis. Ai^rpa-
ipev Meveus Kai 6 xoux;ou) aiexix; (sic) Ydeis, Kai
6 tout(ou) dbeXcpds TT|ioueis u(irfe)p ^€pi(TjLiuj(v),
iroba^qpuXaKibuiv (sic), Kai axaxiujvos,
Kai ttXoiou Trpexwpiou *A|um(uuvos?), — b(paxind^) pd XP(u(Tas?).
L T, 'GTieicp kt o
'louXOos) Zepnvo? TrpdK(TUjp) dpT(upiKfi?) '6Xecp(avxivTis) Kai 'Avxw-
-vio^ J A|iuJviou (sic) Kai OuaXepiwv jmr|(...?)
ji€puj(v) dvabo0(evTwv) eiq KXrjpo(v) dvxi dppa(...?).
Ai^YPaipev TTexdpfyuiOiv
TTdxpav ZvoOcpu; u(ir£)p ji€pi(T|iujv
ir|' L» u(7T^)p irp(aix)oupiou irepi qpoiviK. KaXo[\i]i
jiievov (sic) ZevbdvxriEi bpax(ind^)
beKax^craepeg (sic) 6poX(dv) fmiopXnv
bixaXKOV. L i8\ Tupi 9
louXfios) lepfivo(s) aut(Tpd<puj) &ntx(uj).
49Ka. C. I. Gr., Ill, n. 4865. — Froehner, Ostraca c. Museo del Louvre. Froehner, p. 435, n. 23.
ine'dUs du muse 1 e imp. du Louvre, n ell a Revue a rch., d. Museo del Louvre. Froehner uella Rev. arch,,
nouv. eerie, 1865, vol. XI, p. 427, n. 5. 1865, vol. XII, p. 32, n. 33.
b. Museo del Louvre. Froehner, p. 432, n. 17.
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— 167 —
Le parole ttXoiov TrpotiTwpiov... rap! cpoivix., che leggonsi in un ostracon, non sono
da interpretarsi col Froehner la nave pretoria trovantesi sulle spiaggie della
Fenicia, perocch&in Egitto eranvi luoghi specialmente coltivati a palmizii (cpoivuces),
dai quali saranno derivati nomi locali analoghi a quello della regione asiatica, che
sembra siasi dal palmizio denominata.
In fine notero ancora che la Notitia dignitatum non accenna a navi da guerra
in Egitto; tuttavia il silenzio di questo documento non k prova sufficiente per
affermare che in quel tempo piu non ne esistessero in questa contrada. Inoltre una
novella di Teodosio II e di Valentiniano III dell'anno 443 prescrive al magister of-
ficiorwn di provvedere agli accampamenti ed alle navi dei paesi limitanei, fra cui e
anche annoverato il limes Aegyptiaeus (1).
(1) a Id autem curae perpetuae tui culm in is credimus « sequantur, et in diasimulatores competens indigna-
<t iniungendum, ut tarn Thraci, quam Illyrici, nee non « tio proferatur. Credimus namque, quod re miiitari
a etiam Orientalis ac Pontici limitis , Aegyptiaci in- c ad eum raodum, quern disposuimus, observata, quo-
« super, Thebaici, Libyci quemadmodum se militum a cunque terrarum se hostis movere tentaverit, victo-
« numerus habeat, castrorumque ac lusoriarum cura a ria nobis, propitia secundi numinis voluntate nun-
« procedat, quotannis mense Ianuario in sacro consi- a tiabitur ante quam praelium, Nome, frater amantis-
« storio significare nobis propria suggestione procures, « sime. > Nov. Theodosii II ', tit. xxiv, De ambitu, et
a ut, uniuscuiusque tarn industria, quam desidia no- locis limitaneis inibi redhibendis, § 5.
a stris auribus intimata, et strenui digna praemia con-
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CLASSIS PONTICA
Un naviglio romano, a custodia deirentrata del Ponto Eussino, trovasi ricordato
fin dallo scoppiare della prima guerra mitridatica (88 av. C.) (1). Nondimeno, soltanto
durante Timpero, stanziarono in quelle acque permanentemente navi da guerra.
L'armata pontica per la prima volta e menzionata ai tempi di Vespasiano (69), nei
quali essa trovavasi a Trapezunte (Trebisonda) ( 2 ), e, secondo Flavio Giuseppe, si
componeva di quaranta navi (3). Un'epigrafe greca deH'et& di Domiziano (81-96) no-
mina un trierarco K\&oor\<z TTepiveias (n. 498), la quale armata altro non e che la Port-
493.
All BEAIOYPAQ
AYTOKPATOPI KAIIAPI AOMITIA
NQ IEBAITQ T E PM A N I KQ TO I A
YTTATQ ETTITPOTTEYONTOI OPAKHI
K • OYETTIAIOY BAIIOY Tl • KAAY
AIOI IEBAITOY ATTEAEYOEPOI
ZHNA TPIHPAPXOI KAAIIHI TTEPIN
0IAI IYN KAAYAIOII Tl • YIOII KYPEINA
MAEIMB IABINQ AOYnQ <t>OY
TOYPQ TEKNOII IAIOII TTPQTOI
KA0IEP8IAN
(1) Vedi pag. 12. (3) T( oef X^f€iv 'Hvidxou^ T€ kqI K6Xxou<; koI t6
(2) « Anicetus, Polemonis libertus Trapezun- tuiv Tailpurv q>0Xov, Bocnropavovx; re Kal ra ircpiouca
« tern, vetusta fama civitatem , a Graecis in extremo toO TT6vtou xal xfy; Mcuujt(ouj$ £8vri, irap 1 ol<; irplv
c Ponticae orae conditam , subitus irrupit. Caesa ibi judv oub£ oketo^ £yivujok€to btotz6Tr\<;, vCv bt xpioxi-
« cobors Classi quoque faces intulit , vacuo X(oi<; AirXrratc uiroTdaoerai , Kal TcaaapdKOvxa vflcq
« mari, eludens quia lectissimas libumicarum omnem- uaxpal rt\v irplv dirXurrov teal dYpfav elpivcuouoi 8d-
« que militem Mucianus Byzantium adegerat. » Tacito, Xaaaav. Flavio Giuseppe, Bell. Iud., II, xvi, 4.
Eist., Ill, 47. Cf. II, 83.
49S. Eski Erekli (Perinthus). Da Ciriaco d'Ancona, cod. Vat. 5250, p. 3, Borghesi; (Euvr., t. Ill, p. 274.
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— 169 —
tica, stanziata a Perinto in Tracia, sulla Propontide, mentre piu tardi, sotto Ela-
gabalo (218-222), appare stabilita a Cizico nella Misia e parimente sulla Propon-
tide (*). A questa citt& appartiene Tepigrafe greca metrica del ravennate Crispino
prefetto (tfToXdpxnO delle navi del Ponto (n. 499). Essa e quella citata di Perinto sono
le sole due iscrizioni, che appartengono alia detta armata.
499.
HMHNCTOAAPXHCnONTlWNBGAGONerCO
0EHPGTMOICTTT6PYE I N H T Al CM€N C
ANACTPATONKPICnEINOC€YKAH€CANHP
PAB€NNAAHNMOinATPICAPXAIAnOAIC
€rNU)CTICHMHNKAvlOO€Nr€NOCKYPC0
AOinONOYAACCOYMHTINAGNGHCICTAOCO
AIKHNT€Y4>€=ICnAPANOMCOCTYMB(0PYXC0
4>ICKCOT€A(0CICXBKAIHTTOA€IXA
navis cum viro stante,
qui dextra clavum tenet
et sub sinistro braehio
c rumen am habet.
(1) tov crnJAov, t6v £v Tf| KuZikuj vauXoxoOvra. Dione Cassio, LXXIX, 7.
499. Cizico. a Ex schedis Buherii. » Muratori, p. 809, 1 ; C. I. Gr., II, n. 3694
3 fine, HP mon.
"H|univ aroXdpxiK irovrkuv fteXubv Ifik,
[e)lr)piT\iox<; irr^puEiv ifrMaia^vtx;,
dvct arpaxdv Kpiair€tvo<; €CjkX€^)^ dvfip,
'Pdpevva o* i^v |aoi ircrrpU; dpxa(a ir<SXis,
tyvuK tu; i\\\r)v Ka(l ir)6(8)€v Y^vo<; xupw.
Xoiwdv cpuXdaaou, \n/\ tiv' £v9fyj(€)i<; rdqpip x
6(kiiv 6* 0q>£E(€)i{ Trapav6^iuj<; TU|m3ijjpuxai(v),
cpiaiap T€ bUio(€)i(; XP Kal (T)fj ir6X€i X(<jt).
Ferrero. 22
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CLASSIS SYRIACA
L'armata siriaca (classis Syriaca, ot6\o<; lupicucos, kXcuxcttis lupiaicrj) e menzionata
in sette iscrizioni.
La prima (n. 500) spetta al prefetto Sex. Cornelius Sex.f. Dexter de' tempi di
Adriano, sotto cui prese parte alia guerra giudaica, ed ottenne distinzioni militari.
500.
SEX • CORNELIO
SEX • F • ARN • DEXTRO
PROC • ASIAE • IVRIDICO • ALE
XANDREAE • PROC • NEASPO
LEOS • ET • MAVSOLEI • PRAEF •
CLASSIS • SYR • BONIS • MILITA
RIB • DONATO • A • DIVO • HADRI
ANO • OB • BELLVM • IVDAICVM
HASTA • PVRA • ET • VEXILLO
PRAEF • ALAE • I • AVG • GEM • CO
LONORVM • TRIB • LEG • vm • AVG •
PRAEF • COH • V • RAETORVM
PRAEF • FABRVM • HI • PATRONO
COLONIAE
P • BLAESIVS • FELIX • > • LEG • II • TRA
IAN • FORT • ADFINI • PlIsSIMO
$ OB • MERITA $
La seconda e di P. Aelius Marcianus, il quale fu praepositus elassibus Sy-
riacae et Augustae (cioe delTalessandrina), e quindi occupo la prefettura dell'ar-
mata mesica; percio l'epigrafe a lui spettante si trovera tra le iscrizioni di que-
st'armata (n. 543).
Bougie, nell 'Algeria (Saldae). « Sur un de* de Sul procurator Neaspoleos et Mausolei vedi Lum-
« pi6destal, aujourd'hui a Paris , au musee du Lou- broso nel Bull, dell' Inst., 1877, p. 78.
avre. » Renier, Inscr. de VAlg. , n. 3518.
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— 171 —
La terza (n. 501) ci fece conoscere un trierarco col nome della liburna Grypus.
Tre altre (n. 502-504), di cui una latina e due greche, spettano a semplici soldati.
1/ ultima (n. 505) e un frammento bilingue, nel quale forse e accennato un trierarco.
II nome stesso di quest'armata ci mostra ch'essa era stanziata principalmente sulle
coste della Siria. Insieme con Talessandrina avra avuto per ufficio la protezione del-
l'Egeo e delle spiaggie settentrionali deir Africa. Le poche sue lapidi in fatti proven-
gono da questi luoghi. Una costituzione di Valentiniano e di Valente del 369 fa pa-
rola della classis Seleucena (l), la quale non e altro che la Syriaca, stanziata a Se-
leucia, porto vicino ad Antiochia sull'Oronte.
HAEC ARCA C IVLI
HILARI TRIERARCHI
sic CLASIS cir SYRIACAE
LIBVRNA cm- G R Y P I
ET DOMI lu* T I A E
GRAP<AE VXORIS
EIVS CONIVGIS
CARISSIMAE
bOZ.
D M S
L VCIAPETRONIAFE
CITCRBSCENTI SILVAN
MILITICLASSISSYRIACAE
MARITOSVOBENEMERENTI
505.
MS.
AOYKICKACIO
AONriNOC
CTPATICOTHC
CTOACnrCYPIAK
OY
in corona in corona
AHMOZ AHMOI
DIS MANIBVS 504.
• • • QVIR
CORVS MAICOPOIXITTTTICTPATEI
CLASSIS SYRIACAE .... (OTHCAHKTOCKAAC
KC v CHCCYPIAKHCrENEIA
PAAIOCETC0NTPEIA
eE011 KONTAAYCJ
EIN
TTOY
KOI ITOY
YIQ EnOIHIEN
(1) C. un. Th. C M De classicis (X., 23).
Efeso. Maffei, Ant. Gall., p. 170 (donde Mu-
ratori, p. 823, 1; Orelli, n. 3604). — C. J. Z,., Ill,
n. 434.
1, TR mon.
&02. Cherchell, neU' Algeria (Caesarea, nella Mau-
ritania). Ora nel museo di Algeri. Renier, Inscr. de
VAlg., n. 3941.
M>8. Teno [Tenos) nell'Arcipelago. C. I. Gr., II,
n. 2346 e.
Ao0ki(o)c; Kdaio(<;) Aoyy*vo<; axpaTium^ ax6Xou Zu-
pi(a)Ko0.
504. Pireo. Ross nel Bull. delVInst., 1840, p. 167.
505. Sivrihisiar (Teos nella Lidia). Da altri C. I.
Gr., II, n, 3125; C. I. L., Ill, n. 421.
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CLASSIS BRITANNIC A
La conquista della Britannia, invano tentata da Giulio Cesare e desiderata da
Augusto, il quale pero diede il consiglio, da Tiberio chiamato precetto, di lasciare in
pace quegr isolani, fu vagheggiata da Caligola, tradotta in atto da Claudio, com-
piuta durante l'impero di Domiziano erafferraata sotto altri principi, specialmentesotto
Adriano e Settimio Severo. Percio, quantunque ne tacciano gli scrittori e i monumenti,
si pud considerare come certo che ai tempi di Claudio sia stata stabilita Tarmata,
che prese il nome di elassis Britannica, e che viene ricordata nell'anno 70, du-
rante la sollevazione di Civile, il quale temeva che, unendosi con quest'armata la de-
cimaquarta legione, non fossero molestati i Batavi dalla parte del mare. Essa venne
assalita dai Canninefati, abitanti presso le foci del Reno, e delle navi la maggior
parte fu presa o affondata (1). Poscia nella spedizione di Agricola segui lungo le
coste Tavanzarsi dell'esercito, incutendo timore negli abitanti e cooperando alia loro
sottomessione (83); e per ordine di Agricola compie il giro dell'isola (2).
L'armata britannica stanziava in primo luogo sulla costa settentrionale della Gallia
a Gessoriacum, porto il piu importante di quella spiaggia ed uno dei punti, da cui si
parti va per traversare lo stretto, siccome fece Claudio nella sua spedizione in Bri-
tannia (3). Circa i tempi di Costantino si principio a sostituire al nome di Gessoria-
cum quello di Bononia, che verso la meta del quarto secolo fini col prevalere, e che
tuttora si conserva da Boulogne-sur-mer (4). Parecchie memorie ivi si hanno della
stanza deU'armata britannica. Nei campi situati ad oriente della citta, sulla strada
(1) « Circumsteterat Civilem et alius metus, ne quar-
« tadecima legio, adiuncta Britannica classe , adflic-
a taret Batavos, qua Oceano ambiuntur clas-
« sem ultro Canninefates aggressi sunt ; maiorque pars
« navium depressa, aut capta. > Tacito, Hist., IV, 79.
(2) Tacito, Agricola, 27 e segg.
(3) Svetonio, Claud., 17.
(4) Intorno a Gessoriacum ed alia questione lunga-
mente dibattuta se il portus Itius, ricordato da Ce-
sare e da Strabone , da cui il primo s'imbarc6 nelle
sue due spedizioni in Britannia, corrisponda o no a
Boulogne vedi E. Desjardins , Giographie historique
et administrative de la Gaule romaine, t. I, Paris,
1876, p. 348, e segg.
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173 —
CL -BR
di Montreuil e sulle rive della Liane, furono scoperti mattoni col nome
della classis Britanniea (n. 596).
Tre iscrizioni rammentano i trierarchi, di cui una, spettante ad un
liberto di Claudio, prova che la classis Britanniea fin dal tempo della sua istitu-
zione ebbe stanza in Gessoriacum .
M»r
TI • CLAVDIVS-
AVG • L • SELEVCVS
T • R • MONVMENT •
FECIT • CLAVDIAE
PRIfclAE • L • SVAE
50S.
D • M
Q • ARRENIO
VERECV N D
TR • CL • BU
HEREDES • F • C •
&09.
dRAEC
TIAE • P • FIL • Vl^
AN • III • NT • I • U • XVI
P • GRAECIVS • TERTI
NVS • PATER • TR • CL • BR
• P • C •
A soldati deirarmata appartennero le iscrizioni n. 510, 511; e all'armata britan-
niea e da attribuirsi la trireme Radians, il cui nome sta scritto in un piccolo bassori-
lievo, trovato a Montreuil nelle vicinanze di Boulogne (n. 512).
51©
511
VS DE
TIONE • SV
ENVS • MI
ANNIC •
XVI •
512.
in
RAD
B E L A D I
VS • T A L A
NI • F • PAN •
AN • XLV •
STIP • XXXI
H • S • E
Museo di Boulogne : a Le lieu <Tou provien-
c nent les briques sus-mentionndes porte le nom de
« Br6querecque, et de ces memes terrains ontf 4t6 ti-
er rdes la plupart des antiquites qui sont au musee et
€ dans les collections particulidres de cette ville. »
Desjardins, op. cit., p. 364.
509. Museo di Boulogne. Desjardins, op. cit. p. 368.
3 $ T • R • = tr(ierarchus) sottinteso il nome del-
l'armata; NT mon.
50$. Trovata a Br6querecque (v. n. 106) il 7 maggio
1769. Museo di Boulogne. Fu pubblicata col monu-
mento, in cui venne scoperta, da Henry, Essai hist,
et topogr. de V arrondissement communal de Bou-
logne-sur-mer, Boulogne, 1810, p. 73, pi. Ill, e da
Millin, Monum. ant. inddits , t. II, p. 141 (da cui,
T iscrizione , Orelli , n. 3603 ; cf. Renier, Melanges
d'dpigr., p. 269). Essendo stata rotta, ora manca della
fine delle due ultimo linee, cbe bo indicate con lettere
inclinate. Desjardins, p. 365.
500. « Trouvde aux Tintelleries, quartier sitae a
<f Pouest de la basse ville, e'est-a-dire a r opposite de
€ Br^querecque. » Museo di Boulogne. Desjardins ,
p. 364.
Qraec\iae Ter]tiae P(ublii) f[iliae) vix(it) an(nos)
III m(ensem) I d[ies) XVI P. Graecius Tertinus
pater tr(ierarchus) cl(assis) Br(itannicae).
510. Trovata a Br6querecque. Museo di Boulog ne.
Desjardins, p. 366.
us De[. . . . na]tione Su[rus] . . . enus mi-
[les classis Brii]annic[ae) [vixit annos . . . mil. annos]
XVI. In Su enus e probabile cbe fosse indicata
la patria (Siria) con l'aggiunta della citta, come £u-
[rus Antioch]enus y o[Chalcid\enus, o simili.
511. « Sur la pente du m6me coteau, on a trouve'
c un monument, disparu aujourd'hui, mais dont Phi-
c lippe Luto nous a conserve* l'inscription dans un
a manuscrit date* de 1701, et conserve* a la bibliothe-
<x que de Boulogne (n° 169 A, p. 85) ; nous le crovons
a in6dit. » Desjardins, p. 386, il quale osserva non es-
servi stati in Boulogne altri soldati cbe quelli di mare,
e che i trentun'anno di servizio ed i quarantacinque di
eta mostrano come Beladio entrd sotto le armi in eta
di quattordici anni : ci6 cbe non poteva essere possi-
bile che per Tarmata.
MS. Museo di Boulogne. Nel bassorilievo molto
logoro si scorgono tre figure. Quell a di mezzo rappre^-
senta Apollo radiato , ciod la divinita tutelare della
nave. Le due figure, stanti ai lati, rappresentano pro-
babilmente due marinai della trireme , che sciolgono
un voto al dio; quell a di destra tiene una patera su
un altare acceso ; di quella di sinistra non si possono
discernei*e gli accessorii. Sotto l'iscrizione vi sono due
piccole navi. Desjardins, p. 367.
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- 174 —
Nei primi tempi deirimpero di Diocleziano, Carausio era stabilito in questo porto
col comando della spiaggia belgica e deirarmoricana per ristabilirvi Tordine e com-
battere i Franchi ed i Sassoni, che le infestavano. Ribellatosi, passo con Tarmata in
Britannia (286), aumento il numero delle navi, e, tratti a se Barbari, si rese forrai-
dabile in mare. Massimiano tento invano di assalirlo con navi costrutte sulle coste
settentrionali della Gallia; ma dovette abbandonare l'impresa e permettere che Ca-
rausio godesse il frutto della sua usurpazione. Nel 292 Costanzo Cloro, il quale, es-
sendo nominato Cesare, aveva ricevuto il governo della Spagna, della Gallia e della
Britannia, pose Tassedio a Gessoriaco appartenente a Carausio, e, chiuso con uno
steccato il porto, impedendo in tal modo le comunicazioni con Tisola, riusci ad
impadronirsi della citta. Intanto Carausio cadeva ucciso per opera di Alletto, suo
compagno (293); Costanzo, allestite due armate, Tuna sulla spiaggia di Gessoriaco,
1'altra presso la foce della Senna, e dato il comando di questa ad Asclepiodoto pre-
fetto del pretorio, muoveva contro Alletto, e lo vinceva, sicche la Britannia veniva
riconquistata (296) (1). Sembra che verso questo tempo il vecchio porto di Gesso-
riaeum sia stato definitivamente abbandonato per il nuovo, posto alia parte oc-
cidentale della citt& (2). In questo nuovo porto continuarono a trovarsi legni da
guerra: in fatti ivi s'imbarcarono Ursicino nel 360 e Teodosio nel 368, mandati
a reprimere i Barbari del settentrione deir isola , i quali con le loro scorrerie
infestavano i possedimenti romani della Britannia ( 3 ).
Dall'altra parte dello stretto, sulla spiaggia britannica, divisioni dell' armata
erano stanziate a Dubrae (Dover) e nel vicino Portus Lemanae (Lymne) (4), sic-
'come ne fanno fede i mattoni col nome della elassis Britannica, scoperti in questi
due luoghi (n. 8), nel secondo de' quali si rinvenne pure Tiscrizione del prefetto Au-
fidio Pantera (n. 517).
513.
CL BR
CK BR
<X2 BR
Ci)
T
B o K
in circulo
(1) Mamertino, Paneg. Maxim. , 12 ; Eumenio, Pa-
neg* Constantd, 6, 12 e segg. ; Paneg. Constantini,
5 ; Eutropio, IX, 21, 22; Aurelio Vittore, De Caes., 39.
(2) Desjardins, p. 373.
(3) Ammiano Marcellino, XX, 1 ; XXVII, 8. Dalla
Britannia Giuliano fece venire un gran numero di
navi sulle spiaggie della Gallia (Giuliano, Epist. ad
S. P. Q. Athen., 11).
(4) Sull'antico nome di Lymne vedi Hiibner nel
C. J. L., VII, p. 20.
513. a. Trovato a Dover nel 1778. Sembra peri to.
Lyon in Archaeologia, V, 1779, p. 330, tab. XXVII,
fig. T , da cui parecchi.
b. Lymne. Ivi si trovarono molti mattoni nelle pa-
ret i di un castello romano. Nel museo of the Kent
archaeological society , at Chillington-house, Maid-
stone, e a Londra, nel museo britannico. C. I. L., VII,
n. 1226
d e. Sembra indicata la elassis Britannica.
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514.
PED
C L B R T
515.
PED • CLA
B R I
— 175 —
A settentrione del vallo di Adriano un'iscrizione di Tredermaine
castle (nelle vicinanze dell'antica Amboglauna (Birdoswald), duo-
decima stazione sulla linea del vallo) ricorda un terreno apparte-
nente all'armata britannica, soldati della quale forse ebbero parte ai
lavorrdel vallo.
A Netherby poi, a nord-ovest del vallo, venne trovata un'iscri-
zione simile, la quale probabilmente fu cola trasportata, benche
nulla si opponga a far credere che l'armata avesse terreni si a Tre-
dermaine castle, come a Netherby.
I prefetti deH'armata britannica sono ricordati da tre sole iscrizioni, di cui Tuna
mancante del nome del prefetto.
516.
E T M IS S
BR1TAN
I • H I S P A N
ALAE
M • MAENIO C • F • COR • AG RIP
PAE L • TVSIDIO CAMPESTRI
HOSPITI DIVI HADRIANI PATRI
SENATORIS • PRAEF • COH • H • F L
BRITONN • EQVITAT • ELECTO
A DIVO HADRIANO
IN EXPtDITIONEM
NICAM • TRIB • COH
EQVIT • PRAEF
GALLOR
ET PANNONIOR CATAFR-
PROC • AVG • PRAEF • CLASSIS
BRITANNICAE- PROC- PROVINCIAE • BRITANNIAE- EQVO PV
BLICO • PATRONO • MVNICIPl
VICANI CENSORGIACENSES M • P • L •
CONSECVTI AB INDVLGENTIA
OPTIMI MAXIMIQVE IMP • ANTO
NINI AVG • PII BENEFICIO INTER
PRETATIONIS BIVB PRIVI LBGI A
QVIBVS IN IVRE CIVIVM AVCTI
CON FIRM ATIQVE SVNT
L • D • D • D •
514. From Tredermaine castle, out of the vault;
altri in Naworth garden, in the south-east wall.
Ora perita. Bruce, Lapidarium septentrionale, New-
castle, 1870-71, n. 401. — C. I. L„ VII, n. 864.
Ped(atura) *cl(assis) Brit{annicae). Sulla voce pe-
datura in sen so militare vedi Vegezio, III, 8.
515. Bruce, The romanwall, 3 d edition, London,
1867, p. 416. — C. I. L., VII, n. 970.
516. Presso Camerino. Reinesius, p. 462, 128; Gu-
dius, p. 175, 1; Donati, p. 229, 19; Colucci, Antich.
picene, t. XII, p. 120; Orelli, n. 804. Una parte
delTiscrizione fu riferita dall'Hubner (ad C. I. L.,
VII, n. 379), secondo la restituzione del Bormann, che
in qualche punto si scosta dagli editori anteriori.
M. Maenio C. f. Cor[nelia tribu) Agrippae L. Tusidio
Campestri, hospiti dim Hadriani, patri senatoris ,
praef(ecto) coh{ortis) II Fl(aviae) Britton(um) equi-
tat(ae), electo a divo Hadriano et misso in expedi-
tionem Britannicam, trib[uno) coh{ortis) I Hispa-
n[orum) equit(atae) , praef[ecto) alae Gallor[um) el
Pannon\or\um\ catafr(actariorum) proc[uratori) Au-
g[ustijf praef{ecto) classis Britannicae,proc(uratori)
provinciae Britanniae, equo publico, etc.
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— 176 —
1. M. Maenius Agrippa Tusidius Campestris (n. 516), il quale' fece parte
della spedizione britannica di Adriano, occupo varie cariche militari, fra cui la pre-
fettura deirarmata britannica, ed e menzionato in altre lapidi deirisola (*).
51*.
I//// TV
ARAM
o • AVFIDIVs
P A NT E R A
PR AEFECT
CLAS • BRIT
2. C. (?) Aufidius Pantera. Un'iscrizione scolpita in un'ara venne dedicata,
forse a Nettuno, da questo Aufidio Pantera, il quale, secondo il Mommsen (2), pro-
babilmente fu un discendente di quel Cneo Aufidio tribuno della plebe, dalla cui legge
fu permesso di portare in Italia pantere africane (3) .
3. Una inutila epigrafe di Roma (n. 518) spetta ad un persbnaggio ignoto, che
ebbe, oltre ad altri ufficii, la prefettura delle armate britannica, mesica, pannonica,
e di altra sconosciuta e la sottoprefettura di una delle due armate pretorie.
518
PRAEF • CLASS • BRIT • ET germanicftj et
MOESIC • ET • PANNONIC • • •
PROC • ET • PRAESIDI • ALPIVM cottiarum (1)
SVB • PRAEF • CLASS • PRAET misenens (vel raven)
TRIB • LEG • XVI • FL • ET • PRAEPoS • klae ...
Un passo del giureconsulto Giavoleno nelle Pandette fa menzione di un Seius Sa-
turninus archigubernus ex classe Britannica e di un Valerius Maximus trie-
rarchus (4).
(1) C. I. L., VII, n. 379-382. 3) Plinio, N. H., VIII, 17.
(2) In C. /. £., VII, n. 18. (4) Fr. 46 D., Ad S. C. Trebell. (XXXVI, 1).
519. Lymne. «Ara non magna reperta a. 1850 i^ NepTYno t. — 3, T Smith, C Htibn.
« prope portam castri ; nunc servata Londinii in mu- M g ^ GruteFf p ^ 6 . 0relli> n 3^
seo Britannico.» C. I. L., VII, n. 18. Cf. C. R. Smith, q. I. L. VI, n. 1643.
Excavations at Lymne (1852), p. 25, tav. VII.
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— 177 —
In fine il capo di un deposito deirarmata (praepositus reliquationi) sembra che
sia menzionato nelTiscrizione di un musaico scoperto nelle rovine di un edificio qua-
drangolare presso Lydney, sui confini delle contee di Monmouth e di Gloucester,
edificio, che, per essersi ivi trovate alcune epigrafi col nome del dio Nodonte o No-
dente, si crede sia stato il tempio di questo dio, a cui probabilmente era pure dedicata
la iscrizione qui riferita.
619.
Guarini :
D-.
• FLAVIVS ■
• •
• SENILIS •
• POSSV
• •
C S :
A • • • •
Ormerod
):
VICTORINO
ANTE • •
D
• A • •
• FLAVIVS •
SENILIS • PR •
REL -EX •
STEPIBVS
POSSVIT
• • • • ANTE
• VICTORINO
• INTER
• • • ATE
619. « Lydney, in pavimento tessellato detecto in moirs relating to the district adjacent to the con-
c aedificio quadrangulari placed over a fanciful bor- fluence of the Severn and the Wye, London, 1861 ,
« der representing the twisted bodies of salmon, p. 37), donde Becker, Jahrb. des Vereins von Alter-
athe fish of the Severn. » C. /. L., VII, n. 137, ove thumsfreunden im Rheinland, XLII, Bonn, 1867,
sono riportate la lezione del Guarini (Comm. IX, p. 5) p. 106; e la seconda e spiegata cosi : D(eo) [N(odonti) ?]
e quella dell'Ormerod (Proceedings of the archaeol. Flavins Senilis pr(aepositus) rel(iquationi) ex ste-
insu, 1849, p. 62; Strigulensia , archaeological me- pibus possuit (sic) [cur]anteVictorino Inter[amn]ate t
Fbrrero. 23
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CLASSIS SAMBRICA
Delia classis Brltannica tace la Notitia dignitatum, la quale ricordauna clas-
sis Sambrica. Sub disposiiione viri spectabilis ducis Belgicae secundae... prae-
f actus classis Sambricae, in loco Quartensi swe Hornensi (1). Intornoalla stanza
di quest 'armata vennero emesse tre opinioni. Secondo la prima essa debbe collocarsi
a Sombre, presso Wissant, a settentrione di Boulogne. Seguendo la sec6nda, la clas-
sis Sambrica avrebbe avuto stanza sulla Sambra, affiuente della Mosa, da Cesare
chiamato Sabis (2); e corroborerebbe quest' opinione Tesistenza presso tale flume dei
villaggi di Notre Dame de Quartes e di Hargnies (nelle vicinanze di Bavay, dipar-
timento del Nord), i quali ricorderebbero il locus Quartensis e VHornensis. La terza
opinione pone tale armata presso la foce della Somma , fiume die , oltre ai nomi di
Somena, Sumena e Sumina, ebbe pure quello di Samara, siccome lo attesta l'an-
tica denominazione di Amiens, Samarabriva. II Booking (3), nel ricordare coloro che
di cio disputarono, fra cui il Bucher (4), il Valois (5), il d'Anville ( 6 ), propende per
quest' ultima opinione, la quale sembra doversi accettare, ove si consideri che il nome
Sambrica puo qui essere solo una varieta di Samarica, e che, quando la Britannia
apparteneva ancora ai Romani, era impossibile chel'antica classis Britannica fosse
stata totalmenteabolita, e non le fosse stata sostituita un'altraper la difesa della spiag-
gia belgica e per il passaggio dello stretto.
Ne pare debbasi ammettere la supposizione del Desjardins (?), il quale, collocando
la classis Sambrica sulla Sambra, chiede se Boulogne al tempo della Notitia non
pote essere stanza dell 9 armata del dux tractus Armoricani et Neraicani o di
quella del dux Belgicae secundae. II comando del dux tractus Armoricani et
Nervicani, secondo il Booking, terminava alia Somma; di qui principiava quello del
(1) Not. dign. y Occ, XXXVIII, 8. (6) Not. de V ancienne Gaule, Paris, 1760, p. 373.
(2) Bell. Gall. , II, 16, 18. Questi colloca il locus Quartensis a Notre Dame de
(3) Not. dign.) Occ, p. 837* e segg. Quartes e VHornensis a Marchienne-au-Pont (presso
(4) Belg. Rom. , p. 494. Chaiieroi nel Belgio).
(5) Notitia Galliar., Parisiis, 1675, p. 499. (7) Gdogr. de la Gaule rom,, t. I, p. 375 e seg.
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— 179 —
dux Belgicae secundae (1); percio se il primo ebbe un'armata propriamente detta
sotto un praefectus (cio di cui tace la Notitia), essa non poteva avere stanza in un
porto dipendente da un altro duca. Sotto il dux Belgicae secundae la Notitia anno-
vera, oltre al praefectus classis Sambricae, gli equites Dalmatae Marcis in li-
tore Saxonico ed il tribunus militum Nermorum portu Epatiaci, il che, men-
tre prova la giurisdizione di questo duca sulla spiaggia, mostra pure che altra armata
esso non ebbe sotto di se, eccetto la Sambrica (2).
II Valois voile identificare il locus Quartensis con Le Crotoy, presso la foce della
Somma; ed il Booking, quantunque non si mostri disposto ad accettare quest'inter-
pretazione, come neppure quella del locus Hornensis per Hornoy (dip. della Somma),
dichiara pero : apud Ambianos potius quam apud Nervios Quartensem Hor-
nensemque locos quaesierim. E, notando che a poca distanza dalla foce della Somma
e presso quella della Canche (ant. Quantia) esisteva il porto di Quentavic (oraSaint-
Josse-sur-mer), importante al tempo dei Carolingi (3), afferma non essere improbabile
che in vece di Quartensis si debba leggere Quantensis o Quantiensis, e qui collo-
care una delle stazioni dell'armata sambrica, succeduta alia britannica, che, abbiamo
visto, era stabilita nella vicina Boulogne.
(1) Pag. 817*.
(2) II nome di litus Saxonicum, al tempo della No-
titia, si dava alle due spiaggie della Manica, britan-
nica e gallica, e nella Gallia sembra cbe compren-
desse anche il tratto della spiaggia occidentale fino
alia foce della Loira (vedi Desjardins, p. 295 e segg.).
Marci, secondo il d'Anville, seguito dal Backing, cor-
risponderebbe a Marck, tra Calais e Gravelines. Sul
portus Epatiaci, che alcuni vollero corrispondente a
Gessoriacum (Boulogne), il Booking espone una sua
congettura, che cioe debbasl leggere portu Levaciaco
o Levaciorum, e collocarlo presso la foce della Ta-
buda (Schelda occidentale). lvi infatti sembra abitas-
sero i Levaci, ricordati come clienti dei Nervii da Ce-
sare (Bell. Gall., V, 39).
(3) « Portum cui nomen est Quentavic. » Beda, Hist.
Eccl.) IV, 1. Gli Annali di Saint-Bertin ricordano
uno sbarco di Normanni neir anno 842 in emporio
quod Quantovicus dicitur (Ann. Benin., in Pertz,
Mon. Germ, hist., Script, t. I, p. 439). Alcuni so-
stengono che questo porto fosse rimpetto a Saint-
Josse, ad Etaples , ove si scoprirono avanzi romani.
Vedi su ci6 e sulle altre memorie di Quentovic i Mi-
moires de la socidte des antiquaires de la Morinie,
t. VI, Saint-Omer, 1841-1843, p. 191-215 ; t. VIII, 1849-
1850, p. 511-534 ; t. IX, 2* partie ; 1854, p. 257-304.
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CLASSIS LIBYCA
6tO.
c a r r i o
p r ae f atr ar i
CVRATORIBVS • ET •
PRIMO CONSTITVTO
q u ir
s a t u r n i
a n t o n i n o
praet de
TVTOrrtuS • DANDIS
CVRATORI NOLA
Un'iscrizione (n. 520), scoperta negli scavi della caserma dei gianizzeri a Costan-
tina nella Algeria, ricorda la classis nova Libyca.
Quest'epigrafe, comunicata dal sig. Costa alia Societa archeologica di Costantina
(14 gennaio 1874) e dal comm. de Rossi all'Instituto di corrispondenza archeologica di
Roma (20 marzo 1874), venne de-
dicata dal trierarco Caio Giulio
Libone ad un personaggio, di cui
manca ilnome, mache debbesi giu-
dicare essere stato quel Caio Arrio
Antonino,lacui lapide concordiese,
illustrata dal Borghesi (1), corri-
spondeper laseriedegli onori quasi
perfettamente con la riferita. L'o-
rigine de\\&*classi$ nova Libyca,
secondo THenzen (2), si puo con
qualche probability riportare al
tempo delle scorrerie dei Mauri
sulle coste della Spagna, sotto
Marco Aurelio (3). Secondo il Wad-
dington ( 4 ), Caio Arrio Antonino
peri probabilmente nel 188; eppero
Tepigrafe di Costantina non puo essere posteriore agli otto primi anni del regno di
Commodo (180-188).
NORVM • FRATRI • ARVALI • AVGVR • SODALI MAR
CIANO ANTONINIANO • IVRIDICO REGIONIS
TRANSPADANEAE • CVRATORI
SIVM • CVRATORI • CIVITATVM •
AM • AEDILI • CVRVLI • ABACUS
VIRO EQVITVM • ROMANORVM
VRBANO • TRIBVNO • LEG • III1
QVATTVORVIRO • VIARVM
RVM • PATRONO • 1 I 1 1 •
C • IVLIVS • LIBO • TRIERarCHVS
VAE • LYBICE • PATRONO • D
F-
• ARIMINIEN
PER AEMIL1
SENATVS SE
QVaEST
• SCYTH1CAE
• CVRANDA
C O L oniarum
• CLASSIS NO
• D • IIIINO sie
(1) (Euvr. , t. V, p. 383 o seg. Cf. C. I. L., V, (3) Capitolino, M. Antoninus, 21.
n. 1874. (4) Fastes des prov. asiat. de Vemp. rom., in Yoy,
(2) Citato nel Bull deWlnst. , 1874, p. 115. arch., t. Ill, p. 736.
520. Costantina. Recueil des notices et mdmoi- Klein nel Rhein. Museum, N. F., XXX, 1875, p. 288
res de la Sociite arche'ologique de la province de e segg. , p. 480.
Constantine, vol. XVI, 1874, p. 460; de Rossi nel Mon.: 3 fine, ND. — 5 pr. , RVM; fine, MA. —
Bull. deWlnst., 1874, p. 114. Cf. Revue arche'ol. , q fi NI
nouv. sene , 1874 , vol. XXVIII , pag. 333 e segg. ; '
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CLASSIS GERMANICA
L'origine dell'armata germanica risale al tempo delle guerre di Druso (742-746
di Roma; 12-8 av. C), il quale navigo nel mare Germanico, passando dal Reno nel-
Ylssala (Yssel) per mezzo del canale, da lui fatto scavare (fossa Drusiana), con-
giungente i due fiumi, ed entrando dairissala nel lago Flevo, divenuto nel secolo XIII
il golfo detto Z aider see (1). Lo stesso cammino fu seguito da Germanico, allorquando
con Tarmata di mille legni, riunita nell'isola de' Batavi, si avanzo fino alia foce
deWjjimisia (Ems), ove sbarco con le legioni, e, penetrato neirinterno, combatte
co' Germani, vinse Arminio, vendicando nuovamente la sconfittadi Varo. Per ritor-
nare alle stazioni del Reno imbarco parte delle legioni suir Amisia ; ma, assalite da
una fierissima procella, le sue navi furono o inghiottite dalle onde, o sbalestrate su
lidi remoti (2).
Con Tassodarsi del dominio romano sul Reno Tarmata germanica, comandata da
un prefetto, rimase stabilmente ordinata in parecchie stazioni su questo fiume. Nella
sollevazione di Civile (70) si fa menzione di un'armata sul Renopresa per tradimento
dai Batavi (3); ma il numero delle navi ristretto a ventiquattro lascia supporre che
(1) Svetonio, Claud., 1 ; Dione Cassio, LIV, 32, 33.
Sembra che abbia con ci6 relazione il passo di Floro:
« Bormam et Caesoriacum poutibus iunxit (Drusus)
« classibusque firinavit > (11,30 (IV, 12)). Cosi i ma-
noscritti, e, dopo quella di Otto Jahn (Lipsia, 1852),
le edizioni piu recenti di Floro (Halm, Lipsia, 1853 e
1872 — Legouez, Parigi, 1874). Si voleva da qualcuno
fra gli antichi editori scorgere Bononiam et Qesso-
riacum, il che e impossibile ; si propose pure di leg-
gere Bonnam, Moguntiacum, Geldubam, ecc.
(2) Tacito, Ann., II, 6 e segg.
(3) « Pars remigum e Batavis, tamquam imperitia,
u officia nautarum propugnatorumque impediebant.
a Mox contra tendere et puppes hostili ripae obiicere,
c ad post re muni gubernatores centurionesque, nisi
« eadem volentis, trucidant, donee universa quatuor
u et viginti navi urn classis transfugeret aut capere-
o tur. » Tacito, Hist., IV, 16.
Ho citato questo passo a pag. 41, nota 5, per mo-
strare come anche sotto Timpero si trovano distinti i
remiges, i nautae e i propugnatores (o classici
milites). I Batavi, che compiono Pufficio di reraiganti
su queste navi , non si devono credere prigionieri di
guerra; poiche tra le coorti ausiliarie (composte, sic-
come e noto, di peregrini) se ne trovano di Batavi,
di Canninefati, ecc. fi detto inoltre in questo passo che
vennero trucidati dai remiganti i gubernatores e i
centuriones. Se nei centuriones sono indicati non solo
i comandanti di centurie di propugnatores , ma gli
stessi capitani delle navi , si avrebbe una prova per
affermare che questi ultimi furon detti centurioni
prima di Antonino Pio (vedi pag. 38). Nondimeno
ci6 mi parve dubbio, epper6 non ho creduto di dedurne
conseguenze dove ragionai de' comandanti delle navi
e de' loro titoli.
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— 182 —
esse costituissero soltanto una divisione dell'armata germanica. Insierae co' presidii
disposti lungo il fiume Tarmata germanica serviva per difendere le provincie cisre-
nane dalle scorrerie barbariche (1); edalla testimonianza di due epigrafi si puo asserire
che in Moguntiacum (Magonza) ne esistessero gli arsenali (navalia) (2). L'armata
germanica, come alcunelegioni,ebbe il titolo dipiafidelisfi); ignoriamo quando abbia
principiato a valersene.
Cinque sono i prefetti dell'armata germanica, dei quali si ha notizia:
1. Iulius Bttrdoj al tempo in cui Vitellio fu acclamato imperatore (69) ( 4 ).
2. C. Manlius Felix, a cui appartiene l'iscrizione n. 521, dalla quale impa-
riamo essere egli stato da Tito adlectus in decurias iudicum selectorum, quindi
a' tempi di Traiano aver avuto la prefettura dei fabri e poscia quelle delle armate
pannonica e germanica, dopo i quali ufficii fu procuratore imperiale del Chersoneso
e della vicesima hereditatium.
5*1.
&««.
c .
MANLIO •
/F • Q
FELICI
• TRIB
• MIL •
LEG • Vli
G • P
• F •
ADLECT
• IN DECVR
IVDIC
• SELECTOR •
ADIVO •
TITO •
PRAEF
. • FABR
• IMP •
CAESARIS •
NERVAE • TRAI
GERM •
DACICI
• IT PRAEF • CLASS -
PANN • ET • GERM • PROC • AVG • REG
CffiRS • PROC • AVG • XX IERED
D D
DIIS « MAVRICIS «
M « POMPONIVS • VI
TELLIANVS • TRIBVS $
MILITIISPERFVNCTVS $
PROC • AVG • ADCVRAM
GENTIVM • PRAEF • CLAS
SIS • GERMANICAE $
3. P. Helvius Pertinax, nato da oscuri genitori presso Alba Pompeia, dopo
avere per qualche tempo insegnato grammatica, entro nella milizia col grado di cen-
turione, comando sotto Marco Aurelio Tarmata germanica (5) e sali ai piu alti ufficii,
finche nel 193 fu assunto alia dignita imperiale.
4. M. Pomponius Vitellianus } il quale dedico a' dei Mauricii in Cesarea di
Mauritania l'iscrizione n. 522.
(1) Nel 280 lusoriae del Reno vennero distrutte dai
Barbari; perci6 Bonoso governatore del limes Rhe-
ticus, temendo di doverne scontare la pena, si ribell6
e si rives ti della porpora. « Hie idem [Bonos us) quum
« quondam tempore in Rheno Romanas lusorias Ger-
a mani incendissent, timore, ne poenas daret, sumpsit
« imperium. » Vopisco, Bonosus, 15. Le lusoriae sul
Reno sono anche ricordate da Ammiano Ma reel lino
(XVIII, 2; cf. Eumene, Pan. inConstantin., 13), che
accenna inoltre a lusoriae sulla Mosa (XVII, 2), le
&21 . Burne*ri presso Lysimachia nella Tracia. Mu-
ratori, p. 717, 5, p. 2023, 2. — C. I. Z., Ill, n. 726 :
« Scriptus est titulus ante a 114, quo Traianus ad-
a sumpsit nomen Optimi. » Mommsen.
quali e probabile costituissero una divisione dell'ar-
mata germanica.
(2) N. 532, 533.
(3) N. 523, 526, 528, 529, 531.
(4) Tacito, Hist., I, 58.
(5) a Classem Germanicam rexit. Mater eum usque
« in Germaniam prosecuta est, ibique obiit: cuius se-
ct pulcrum stare nunc dicitur. » Capitolino, Pertin.^
2. Cf. pag. 32.
522. Cherchell [Caesarea). A Hare ora nel museo
di Algeri. Renier, Inscr. de VAlg. y n. 4033.
1, AV mon. — 5, RO id. — 6, VM id.
"N
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— 183 —
5. M. Aemilius Crescens, a cui appartiene l'epigrafe di Colonia n. 523.
I due ultitni sono di eta incerta.
5*5
5*4.
5*3.
I M
r £ HERC • SAX
VEXIL • CL • G • SV
B CVRA • RVFRI
CALENI • TR
■e • ivl • l • mil
SlLM
I • O •
M • AEMILIVS
PRAEF • CLASS
CVM • AEMILIO
FILIO • HIC •
M •
• CRESCENS
GERM • PF
• MACRINO
SVSCEPTO
H v r c V S A
vexIllaA
LIMFLVIV ICT
LXOPETAL CO/
CLQSOAC VT
SV CVMI VL I
cossvn|>] lfi
VIC PI
Oltre a quelle citate de'prefetti abbiamo ancora le epigrafin. 524-534, chericordano
la elassis Germaniea. Le quattro prime sono titoli votivi ad Ercole Saxanus, il
culto del quale era diffuso nella regione renana (1), posti 1'uno dai vexil(larii) cl(assis)
G(ermanicae) sub eura Rufri Caleni tr(ierarchi) (n. 524); Taltrodai vexillarii
l(egtonis) I M(inerviae)f(idelis), l(egionis) VI viet(ricis), l(egionis) X g{emi-
nae)p(iae) et al(arum) eoh(ortium) cl(assis) q(ui) s(ub) Q. Acut(io sunt) (num.
525) (2); il terzo dai vexil(larii) l(egionis) VI vic(tricis) p(iae)f(idelis), l(egio-
nis) X g(eminae) p(iae) f(idelis) con quelli delle ale, delle coorti e dell'armata
(n. 526); il quarto{n. 527) dai medesimi vexillarii, ma con l'aggiunta di quelli della
5*6
5*1.
I M
T H • E Rf
ET • HER SAX
L • VI • VI • PF • L • X
VEXIL •
GP • F • L • XXII PRP
L • VI VIC PF LXG PF
ET • AL CO • CL •
ET • AL • C0H • CLAG
Q • S • Q • ACVT
PF QSO ACVT
SV • CV M • I •
S V • C V • M IVL
C S S V T I
COSSVTI •> •
IIHX L V I VIC
• L • VI VIC • PF
P F
(1) Vedi Freun den berg, Das Denkmal des Hercules
Saxanus in Brohltahl, Bonn, 1862.
(2) Cosl e da leggersi col Marquardt (Rom. Staats-
verw,, vol. II, p. 489, n. 4. II Brambach (cf. op. cit.,
593. Colonia (Colonia Agrippinensis) , scoperta
neH'ottobre 1845. Ora nel museo. Brambach, Corp.
inscr. Rhen., n. 355.
5, suscipere = to Here, Henzen, n. 6867.
594. Scoperta presso Brohl. Brambach, C. I.
Rhen., n. 665.
5 fine, TR mon.
595. Scoperta presso Andernach (Autunnacum).
Brambach, C. I. Rhen., n. 680, che soggiunge :
u Litterae pleraeque omnes perditae sed atramento
« refictae sunt, e quibus eae tantum mihi certae ap-
a paruerant, quas rectas repraesentavi. n
ind. xui) inesattamente interpreterebbe: vexillarii
l(egionis) I M(inerviue) f(idelis) l(egionis) VIvict(ri-
cis) l(egionis) X g(eminae) p(iae) et al[ae) coh(ortes)
cl(assis) (genitivo) q(uae) s(ub) Q(uinto) Acut(io sunt).
6-8 su(b) cu(ra) M. Iuli Cossuti [(centurionis)]
l(egionis) VI tict(ricis) p[iae) f\idelis). Non parmi
che il SV si possa col Marquardt interpretare per
su(nt) f la qual voce credo sottintesa, ma per su(b), e
quindi non deve unirsi con le parole precedent!, ma
con la seguente cura.
52G. Scoperta presso Brohl. Brambach, C. I. RJien.,
n. 662.
4, PF mon. - 5, OH id.— 6 pr., PF id.— 9 fine, PF id.
— 5, 6, cla(ssis) G(ermanicae) p[iae) f(idelis).
599. Ara scoperta presso Brobl. Ora nel museo di
Colonia. Brambach, C. I. Rhen., n. 660.
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— 184 -
legione XXII primigenia. Anche in questi due ultimi titoli i vexillarii appaiono
trovarsi s(ub) Q. Acut(io).
Delle altre iscrizioni due spettano a trierarchi (n. 528, 529), una ad un proreta
(n. 530), una ad un soldato (n. 531) e due a due optiones naoaliorum di Magonza,
che entrambi erano signiferi nella legione XXII. Di queste due epigrafi la prima e
del 185 e la seconda del 198 (1). Infine il frammento n. 534 devesi anche attribuire
a quest'armata.
5*8.
5*t>.
531.
D M
T • AVR • PROVIN
CIAL • VET • TRI
EX • CL • G • P • F
H • F • C
530.
D
L • DOMIT • DOMITIANI
EXTRlERARCMI • CLASS • G3*M
PF COCCEIA • VALENTINA
CONIVGI • PIENTISSIM
M
MATRIBVS
S V I S
SIMILIO MIL
ES-EX CASSEGe
BMANICA P F D
PLER CRESIMi
V S L L M
53*
HOR VS P ABEC
I • F • PRORETA • AI
EXSANDRIN
iTS • EX CLASSE
ANN • LX • MILIT
AVIT • 4j™
534.
JRTIS
A • CIASS
F • F
I • • M
ET • IVNONI
REGINAE
533.
rete
» impletum
malleus
T • ALBANIVS
PRIMANVS • SIG
LEG-XXII-PR-P-F
rete
corbie
patera
I • O • M
3T • GENIO • LOCI
OPTIO • NAVA
L • SEPTIMIVS • BELLVS
LIORVM • PRO
SIG • LEG • XXII • *R
f remits
SE • ET • SVIS
tintinnabu-
OPTIO • NAVALI
V • S • L • L • M
lum
V • S • L • L • M
MATERNO • ET
SATVRNINO • ET
BRADVA • COS
GALLO • COS
(1) Per riscrizione , in cui altri pens6 fosse men-
zionato un dolabrarius dell'armata germanica , vedi
598. Munstereifel. Ora perita. Da altri Brambach,
C. I. Rhen., n. 522.
590. Aries, nel museo. Muratori, p. 811, 1, e
p. 880, 5; Seguin, Antiquite's d' Aries, p. 6; Millin,
Voyage dans les ddpartements du midi de la France,
p. 582, da cui Orelii, n. 3600.
530. Museo di Colonia. Lersch nei Jahrb, des
Vereins der Alter thumsfreun den im RheinL, V-VI,
p. 317, n. 95; Brambach, C. I. Rhen. y n. 410.
II proreta appartiene evidentemente all'armata ger-
manica. La sua patria era Alessandria, e anche i nomi
di lui e del padre rivelano Torigine egizia. Har
{Horus) era nome comune presso gli Egizii, tratto da
quello del dio figlio di Osiride e di Iside. Pabek in-
contrasi eziandio neH'onomastica de* tempi faraonici.
Cf. Lieblein, Dictionn. des noms httroglyphiques,
Christiania, 1871, p. 259, n. 788.
pag. 62, nota 9; e per riscrizione con l'indicazione del
velarius vedi pag. 60, nota 8.
531. Scope rta presso Andernach. Brambach, C. I.
Rhen., n. 684.
Matribus suis Similio miles eos c[l)asse Germanica
p(ia) f(ideli) d(e) pler(omate) Cresimi t(otum) sol-
vit) l(ibens) l[aetus) m[erito). L'interpretazione della
linea 6 a si deve al Marquardt, vol. II, p. 489, nota 2*.
1, TR mon.
539. Scope rta a Magonza. Fuchs, Alte Gesch. von
Mains, Mainz, 1771, I, p. 6, 2. — Ora perita. Bram-
bach, €. J. Rhen., n. 1301.
533. Scoperta a Magonza. Fuchs, Alte Gesch,, I,
p. 16, 5. — Ora perita. Brambach , C. /. Rhen. ,
n. 1302.
2, 3T mon.
534. Colonia, nel museo. Brambach, C. I. Rhen.,.
n. 420 /*.
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NVMERVS BARCARIORVM
(CONFLVFNTIBVS SIVE BRECANTIA)
II praefeetus numeri barcariorum , Confluentibus sive Brecantia, posto
sab dispositione mri spectabilis ducts Raetiae primae et secundae, trovasi men-
zionato solamente dalla Notitia dignitatumW. Confluentes dicesi ora Coblenz,
nel cantone di Argovia (Svizzera), al confluente deWArola (Aar) e del Reno. Bre-
cantia o Brigantium corrisponde all'attuale Bregenz, nel Tirolo austriaco, sul
lago di Costanza (Brigantinus lacus).
CLASSIS PANNONICA — CLASSIS MOESICA
Le guerre combattute sul Danubio fin dagli ultimi tempi della repubblica e dagli
inizii dell'evo imperiale resero necessario lo stanziaraento di navi da guerra su questo
grande fiume, che, al pari del Reno, segnava in Europa verso oriente i confini del-
Timpero. Dal nome delle provincie di Pannonia e di Mesia, istituite sotto Augusto (2),
si appellarono le due armate del Danubio, la classis Pannonica cioe e la classis
Moesiea , entrambe rette da un prefetto particolare. Nel 50, essendo Claudio im-
(1) Occ, XXV, 32. due provincie, inferiors e superiore: cost anche la
(2) La Mesia, imperante Domiziano , fu divisa in Pannonia, sotto Traiano, fra il 102 ed il 107.
Fbrrbro. 24
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186 —
peratore, Tacito menziona una classem in Danubio 0): una legge di Domiziano del
92, di cui si ha un estratto in un diploma ( 2 ), concesse la cittadinanza ed il connubio
its qui militant in elasse Flavia Moesica. II nome di Flavia, da uno de' tre Fla-
vii (Vespasiano, Tito, Domiziano), fu assunto da amendue le armate danubiane; per
la mesica lo sappiamo dal diploma ricordato ; di sei iscrizioni della pannonica quattro
la chiamano elassis Flavia Pannonica (3).
Le armate del Danubio, come quella del Reno, avevano non lieve ufficio nel pro-
teggere i confini dalle scorrerie de' Barbari. Ebbero parte nelle guerre daciche di Tra-
iano; e le loro piccole navi trovansi rappresentate ne'bassirilievi della colonna inal-
zata in Roma per le vittorie deirimperatore, che spinse le conquiste al di la del Da-
nubio, aggiungendo nuove terre all'impero e portando la civilta romana in regioni,
dove la memoriadel grande principe ancor si conservanella tradizionepopolare, e dove
l'idioma palesa stretta fratellanza con quelli, ch'ebbero a madre la lingua del Lazio.
Nellaguerra contro i Marcomanni, sotto Marco Aurelio,necessariamente si trovarono
le armate danubiane. Ad imposizioni straordinarie per allestire navi in questa guerra
accennerebbe, secondo il Mommsen ( 4 ), Tiscrizione di Publio Lucilio Gamala, il quale
fece un ricco dono alia citta di Ostia, allorche essa vendeva i suoi terreni ob pollici-
tationem belli navalis. Gli venne posta un'iscrizione onoraria, che altri epigrafisti
pensano appartenga al tempo della guerra marittima fra Ottaviano e Sesto Pompeo,
per terminare la quale il triumviro avea dovuto ricorrere ad
imposte di uomini e di danaro per l'apprestamento della sua
armata. Avendo pertanto le armate del Danubio singolare im-
portanza per il sistema di difesa del confine dalle irruzioni barba-
riche, allorche queste si facean piu frequenti e piu formida-
bili, grimperatori si davano pensiero a provvedere al manteni-
mento di questi navigli ed aH'apparecchiamento di lusoriae,
ossia di quei legni, che, siccome g\k dissi, venivano adoperati sui
fiumi. Una costituzione di Onorio e di Teodosio II del 412 da
ordini in tal proposito al magister militum per Thracias (5).
Tre epigrafi fecero conoscere prefetti della elassis Panno-
nica:
535
////OMPONIAE
GE R M A N I L
LAE$CL$F$CON
$IVGI$
CL$ CL AVD I
ANI$COS$
DVARVMtf PAN
noniarvm
l • corneLvs
restit vtvs
praef <$ clas
sis $ flaviae
PANNOlJcAE
R ARISSIMAE
FEMINAE
D D
1. C. Manlius Felix, il quale visse sullo scorcio del
primo e sul principio del secondo secolo; poich& Tiscrizione a
lui spettante, gi& data fra quelle dell' armata germanica (n. 521),
(1) Ann., XII, 50 cf. Nov. Theodosii II, tit. xxn, De ambitu, § 5 ;
(2) N. 540. Vegezio, IV, 46.
(3) N. 535-538. Sul luogo di Zosimo (III, 10), donde si voile dedurre
(4) Ephem. epigr., Ill, p. 330. Vedi sopra pag. 15, che Giuliano avesse avuttf tremila navi (trXota Troxdjuia)
nota 2. sul Danubio , vedi Marquardt , Rom. Staatsverw.,
(5) C. un. Th. C, De lusoriis Danubii (VI, 7); vol. II, p. 489, nota 5.
535. Rusicada, presso Stora (Algeria). Sopra un dado di piedestallo. Renier, Inscr. de VAlg., n. 2165.
8, VM mon.
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— 187 —
ricorda ch'egli fu adlectus in decurias iudicum selectorum a Divo Tito, e poscia
praefectus fabrum imp. Caesaris Nercae Traiani Germanici Daeici } dopo la
quale prefettura comando le armatcpannonica e germanica.
2. L. Cornelias Restitutus, il quale dedico la lapide n. 535 a Pomponia Ger-
manilla, moglie di Claudio Claudiano consolare delle due Pannonie. L'iscrizione non
e anteriore al terzo secolo.
3. La mutila epigrafe n. 518, riportata fra quelle dell'armata britannica, spet-
tava ad un prefetto, che comando le annate di Britannia, di Mesia e di Pannonia,
forse anche quella di Germania, e fu sottoprefetto di una delle annate d'ltalia.
Tre altre iscrizioni sono di trierarchi.
63?.
639/0.
I • • M
L • IVL
M A X I MV *
fRfiRARCHA
CL • FL • PAN
N N I C A E
V • S • L • M
636.
T • FLAVIO • V • • • •
TRIERARcho
CLASS • ¥ h avi a e
PANN • EX • BF -Cos
LIBER0 et UberAE
SAC
P MAGNIVS
V I C T R I N
f~R C L F T - *
viae pannonicae
Delia classis Moesica abbiamo tre diplomi: Tuno di Domiziano del 92 (n. 540),
estratto di una legge concernente eoloro qui militant in classeFlaviaMoesica, ecc;
gli altri due di Traiano del 99 e del 105. In questi insieme con le coorti e con le ale
stanti nella Mesia inferiore sono indicati i classici o la classis (n. 541, 542).
640.
Imp. Caesar, Divi Vespasiani /., Domitianus Augustus Germanicus, pontifex maximus,
tribunic{ia) potestat(e) XI, imperator XXI, censor perpetuus, co(ri)s(ul) XVI, p(ater)
p(atriae)
its qui militant in classe Flavia Moesica, quae est sub Sex. Octavio Frontone, qui sena
[et] vicena plurave stipendia meruerunt, item dimissis honesta missione,
636. Trovata nelle mine di Brigetio (6-Sz5ny ,
presso Komorn) nella Pannonia superiors. Gruter ,
p. 542,1. — C. J. Z., Ill, n. 4319.
4, ex b(ene)f{iciario) c[o(n)s(ularis)]. Sui benefi-
ciarii vedi p. 59.
639. Trovata il 10 agosto 1829 a Oberpettau (Poe-
tovio nella Pannonia superiors). Ora nel museo. C. J.
£., Ill, n. 4025.
63&/9. Patka presso Stuhlweissemburg (Ungheria).
Mommsen nella Eph. epigr., II, p. 366, n. 610.
640. Scoperto nel 1547 a Bereczk presso Ke'zdi-
Vasarhely, nella Transilyania. Bongars , Rer. Hun-
garic. script, varix, Francofurtii, 1600, p. 628 ; Gru-
ter, p. 575, 1. — Cardinal!, Dipl. t n. VIII; C. I. L.,
Ill, priv. XV, p. 858; Renier, Dipt., n. 43.
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- 188 —
quorum nomina subscripta sunt, ipsis liberis posterisque eorum civitatem dedit et conu-
bium cum uxoribus, quas tunc habuissent, cum est civitas its data, out si[qui] c\a\elibes
essent, cum its, quas postea duxissent, du[m] taxat singuli singulas.
[A.] d. XVIII kal. Iulias Celso Polo Metino (?) (D [L. Stertin]io Avito (2) co(n)-
[s~\(ulibus)
[Descriptu]m et recognitum [ex tabula] aenea, qu[aejixa est]. . . .
A. Lappi
C. Mi .
M. Cali.
Gn. Matici
Q. Orfici
L. Pulli
L. Bulli ,
(1) [Ti Iulio] Celso Poleme[a]no. Borghesi, Renier.
Cf. Mom m sen.
(2) Cf. Henzen, n. 6446.
641.
Imp. Caesar, Divi Nervae f., Nerva Traianus Augustus Germanicus, pontifex maximus,
tribunic(ia) potestat(e) III, co(n)s(ul) II, p(ater) p(atriae)
equitibus et peditibus, qui militant in alis tribus et cohortibus septem, quae appellan-
tur (1) / Asturum et I Flavia Gaetulorum et I Vespasiana Dardanorum; et I Lepi-
diana c(ioium) R(omanorum) et I Tyriorum et I Lusitanorum Cyrenaica et II Flavia
Brittonum et II Chalcidenorum et III et VII Gallorum; et classi (2), et sunt in
Moesia inferiore sub Quinto Pomponio Rufo, item dimissis honesta missione, qui
quina et vicena plurave stipendia meruerunt,
quorum nomina ( 3 ) subscripta sunt, ipsis liberis posterisque W eorum civitatem dedit et
conubium cum uxoribus, quas tunc habuissent, cum est civitas Us data, out, siqui
caelibes essent, cum iis quas postea duxissent dum taxat singuli singulas.
A. d. XIX k. Sept. Q. Fabio Barbaro, A. Caecilio Faustino co(n)s(ulibus).
Alae I Asturum, cui praest Ti. Iulius T. f. Pup. Agricola, gregali, Metico Solae /.,
Besso.
Descriptum et recognitum ex tabula aenea, quae fixa est Romae in muro post templum
Divi Aug(usti) ad Minervam.
(1) appellautur est.
(2) classici est.
(3) nomia int.
(4) Non avendosi che una sola tavola, mane a no nella
faccia interna le parole dopo posteris.
641. Scoperto a Filippopoli in Tracia. Parigi, nel museo Saint-Germain. C. I. L., Ill, priv. XX, p. 863 ;
Renier, n. 44, pi. V, VI.
^
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- 189 —
5«.
[I]mp. Caesar, Dim Nervae f., Nerva Traianus Augustus Germanicus Dacicus, pontifex
maximus, tribunic(ia) potestat(e) Villi, imp(erator) IIII, co{n)s{ut) V,p{ater) p(atriae)
equitibus et peditibus, qui militant in alis tribus et cohortibus septem, quae appellan-
tur (1) / Claudia Gallorum et I Vespasiana Dardanorum et Gallorum Flaviana; et
I Flavia Commagenorum et I Lusitanorum Cyrenaica et II Lucensium et II Flavia
Bessorum (2) et II et III et IIII Gallorum (3), et sunt in Moesia infer iore sub A . Cae-
cilio Faustino, qui quina et vicena plurave stipendia meruerunt, item dimissis ho-
nesta missione, et classicis W,
quorum nomina subscripta sunt, ipsis liberis posterisque eorum civitatem dedit et conu-
bium cum uxoribus quas tunc habuissent, cum est civitas Us data, out, siqui cae-
libes essent, cum Us, quas postea duxissent dum taxat singuli singulas.
A. d. Ill idus Mai(as) C. Iulio Basso, Cn. Afranio (5) Dextro co(n)s{ulibus).
Coh(ortis) III Gallorum, cui praefuit P. Valerius Sabinus, pediti, Ambireno Iuvenci f.,
Rauric(o) (6).
Descriptum et recognitum ex tabula aenea, quae Jixa est Romae in muro post templum
Divi Aug(usti) ad Minervam (?).
Ti. Iuli
Urbani
Q. Pompei
Homeri
P. Cauli
Restituti
P. Atini
Amerimni
M. Iuli
Clementis
Ti. Iuli
Euphemi
P. Cauli
Vitalis.
(1) appeflantur est.
(5) Aeranio int.
(2) Bissorum int.
(6) Raurip int.
(3) et II . . . Gallorum manca nell'int.
(7) Descriptum . . . Minervam
manca neirint
(4) et classicis manca nell'int.
La serie dei prefetti noti deirarmata mesica si riduce a quattro, cioe:
1. Sex. Octamus Fronto nominato nel diploma di Domiziano del 92 (n. 540).
2. P. Aelius P.f. Marcianus, posteriore ad Adriano. Dopo varii altriufflcii
militari egli fu praepositus alle annate siriaca ed alessandrina e quindi prefetto
della mesica. A lui fu dedicata Tiscrizione algerina n. 543.
549. Museo di Pest. Ignorasi il luogo della sco- muse'e national hongrois, Buda-Pest, 1873, p. 91-92,
perta. C. 7. X., Ill, priv. XXII, p. 865 ; (cf. Ephem. pi. XLIV, XLV; Renier, n. 45.
epigr., II, p. 452); Desjardins, Monum. dpigr. du
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190 —
543.
P • AELIO • P • FIL • PALATI
NA • MARCIANO
PRAEF • COH • ? • AVGVSTAE
BRACARVM
PRAEPOSITO • N • ILLYRICORVM
TRIB • COH • AEL • EXPEDITAE
PRAEF- AL • AVG • !!• THRACVM
PRAEPOSITO • AL • GEMIN
Blll/ll/llllllll/
PRAEPOSITO • CLASSIB
SYRIA CAEETAVGVSTAE
PRAEF • CLASSIS • MOESIACAE
L • CAESIVS • MARCELLVS
VETER • EX • DEC
AL • IT • THRACVM
64M.
Q • ATATINO • Q • F
Q V I R • MODESTO
PRAEF • FABR • BIS
TVBICI NI • S ACROR V
FLAM1NI • ROMAE • PRAE
FECTO • CLASSIS • MOESIC
P • ATATINVS • FLACCVS
FRATRI • OPTIMO • AC • PIISSIM
3. Q. Atatinus Q.f. Modestus di eta incerta, al quale spetta Tepigrafe n. 544.
4. II personaggio anonimo, a cui appartiene il frammento n. 518.
Al tempo della Notitia dignitatum in vece delle antiche armate pannonica e me-
sica troviamo sul Danubio e sugli affluenti di questo flume molte armatette con pre-
fetti speciali, posti sotto i duchi delle provincie, nelle quali esse armate avevano stanza.
Sotto il dux Pannoniae primae et Norici ripensis incontransi nel Norico la chas-
sis Lauriacensis e la Arlapensis et Maginensis (1) . D&Lauriacum (oraLorch, sul
Danubio, presso Enns, nell'arciducato d' Austria) ebbe nome la prima; A rlapa chia-
masi ora Gross-Pochlarn, pure sul Danubio; presso Tuln era Tantica Comagenae
(menzionata dairitinerarioAntoniniano e dalla tavolaPeutingeriana),donde la elassis
Comagenensis o Maginensis (2). Sotto il medesimo duca stavano ancora nel No-
ricum ripense@)i\ praefeetus legionissecundaeltalicae militum liburnariorum,
Ioviaco (forse Aschach sul Danubio ( 4 )) , il praefeetus leg ionis primae Nor ieorum
militum liburnariorum cohortis quintae partis superioris, Adiuvense (secondo
alcuni, tra cui il Booking (5), corrispondente a Iovavium deli'itinerarioAntoniniano,
ora Salzburg sul flume Salza, tributario dell'Inn, affluente del Danubio; opinionenon
ammessa dal Mommsen (6)) ed il praefeetus legionis liburnariorum primorum
Noricorum, Fafianae (forse presso Ips, vicino a Gross-Pochlarn f7)).Nella prima
Pannonia poi dipendevano da questo duca ilpraefectus elassis Histricae } Carnunto
(1) Not., Occ, XXXIV, 42, 43.
(2) C. /. L., Ill, p. 689.
(3) Not., Occ, XXXIV, 37, 40, 41.
(4) Backing, Not., Occ, p. 743*.
543. Museo di Algeri. Sopra un dado di piede-
stallo. Renier, Inscr. de VAlg., n. 3885.
&44. Bagno (prov. di Abruzzo ulter. II). Gudius,
(5) P. 745*.
(6) C. I. L., Ill, p.
(7) Ibid., p. 687.
p. 108, 1; Fabretti, p. 697, 59; Muratori, p. 184, 2.—
Mommsen, I. R. JV., n. 5986: c Sine ulla causa fal-
« sam credidit Orellius, n. 3602. »
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— 191 —
sive Vindobonae (1) [a Carnunto translata] (Petronell e Vienna), il praefectus
legionis quartaedecimae geminae militum liburnariorum cohortis quintae par-
tis superioris, Carnunto, ed il praefeetus legionis decimae et quartaedecimae
geminarum militum liburnariorum, Arrabonae (Raab) (2).
Sub dispositione viri speetabilis ducis provinciae Pannoniae secundae ripa-
riensis et Saviae trovavansi nella Pannonia seconda la elassis Histriea, Mursae
(Eszeg) sul Dravus (Drava), la elassis prima Flavia Augusta, Sirmi (Mitrovic)
sul Savus (Sava) e la elassis secunda Flavia, Graio (luogo sconosciuto); nella Savia
sul Savus la elassis prima Pannoniea, Servitii (Gradiska) e la elassis Aegeten-
sium sive seeunda Pannoniea, nune Siseiae (Siszek) (3). Sotto il duca
della Valeria ripense abbiamo la elassis Histriea, Florentiae ( 4 ) (che il Becking
reputa verosimile siasi trovata nelle vicinanze di Mohacz sul Danubio (5)).
Le armatette accennate, appartenenti airimpero di Occidente, avevano le loro sta-
zioni in provincie formatesi dalla divisione delle due antiche Pannonie, e derivavano
dalla primitiva elassis Pannoniea, il cui nome di Flavia ancor si mantieneper due
di esse, una delle quali e altresi appellata Augusta. Nell'impero d'Oriente abbiamo
altre piccole annate succedute alia elassis Moesiea. Due stanno sotto il duca della
Mesia prima, cio& la elassis Histriea, Viminaeio (Kostolatz presso il fiume Mlava,
nella Serbia) e la elassis Stradensis et Germensis^ Margo (presso il Margus, ora
Morava) ( 6 ). Una praefeetura navium amniearum et militum ibidem deputato-
rum (manca il nome del luogo) e posta sotto la dipendenza del duca della Mesia se-
conda 0). Quello della Dacia ripense ha sotto di se la praefeetura elassis Histrieae,
Aegetae (sul Danubio, presso il ponte di Traiano) (8) e quella della elassis Ratio-
riensis (9) (Ratiaria ora dicesi Arcer). In fine sotto il duca della Scizia stanno la
legio seeunda Hereulia musculorum Scythieorum et elassis, Inplateypegiis,
luogo sconosciuto presso le bocche del Danubio ( 10 ).
(1) Vindomanae nei mss. Cf. C. /. £., Ill, p. 550. (7) Ibid., XL, 36.
(2) Not., Occ, XXXIV, 26-28. (8) BOcking, Not., Or., p. 497. Cf. la elassis Aege-
(3) Ibid., XXXII, 50-52, 55, 56. Neiritinerario di tensium nella Savia.
Antonino (p. 131) leggiamo : Taurunum : elassis." (9) Not., Or., XLII, 42, 43.
Taurunum e l'attuale Semlin. (10) Ibid., XXXIX, [35. II Mommsen leggerebbe :
(4) Not., Occ, XXXIII, 58. elassis musculorum Scythieorum (Not., ed. Seeck,
(5) P. 704*. p. 88).
(6) Not., Or., XLI, 38, 39.
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ARMATA DELLEUFRATE
SulTEufrate, come sul Reno e sul Danubio, stette certamente un'armata parti-
colare, la quale sara stata denominata da una delle provincie bagnate da questo fiume.
Ma niuna memoria a noi resta di essa, fuorche nel ricordo delle navi costrutte da
Traiano, e con le quali questi navigo sul Tigri e sul golfo Persico (1); e nel racconto di
Ammiano Marcellino intorno alia spedizione di Giuliano contro i Persiani (363),
in cui ben mille navi da trasporto e cinquecento da guerra sono dallo storico an-
no verate (2); numero che, siccome ben osserva il Marquardt (3), era richiesto sol-
tanto dalla necessita della guerra.
ARMATE DEI LAGHI E DEI FIUMI DELL' ITALIA
E DELLA GALLIA
AL TEMPO DELLA NOTITIA D1GNITATUM
Al tempo della Notitia dignitatum parecchie piccole armate neiritalia e nella
Gallia, anteriormente non menzionate, si trovavano sotto particolari prefetti, i quali
insieme co' prefetti delle due armate di Miseno e di Ravenna, risalenti all'eta au-
(1) Dione Cassio, LXVIII, 26-28.
(2) « Dumque hos adloquitur , Xersis illius poten-
« tissimi regis instar, classis advenit tribuno Con-
<( stantiano cum comite Luciiliano due tan te, quae la-
< tissimum flumen Euphraten artabat , in qua mille
« erant onerariae naves ex di versa trabe contextae ,
« commeatus abunde ferentes et tela et obsidionales
a machinas; quinquaginta aliae bellatrices totidem-
« que ad conpaginandos necessariae pontes. » (XXIII,
3. Cf. XXIII, 5 ; XXIV, 1). Cf. la fabrica arma-
mentaria a Edesa presso TEufrate. (Not., Or., XI,
23). Forse il Marzio Agrippa, qui classi praeerat,
che prese parte alPuccisione di Caracalla, avra coman-
dato alle navi dell'Eufrate (Sparziano, Car. y 7).
(3) Rom. Staatsv., II, p. 490, nota 12.
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gustea, dipendevano dal magister militum praesentalis a parte peditum. Delia
elassis Venetum in Aquileia e dei milites museularii, risiedenti in Marsiglia, gia
abbiamo fatto parola: ci rimane di accennare alle armatette dei laghi e dei fiumi delle
due contrade. Esse sono cosi indicate dalla Notitia:
In Italia:
In provincia Liguria:
Praefectus elassis Comensis eum euris eiusdem civitatis, Como.
[In Gallia:]
In provineia [Gallia] Riparensi:
Praefectus elassis fluminis Rhodani, Viennae sive Arelati.
Praefeetus elassis bareariorum, Ebroduni Sapaudiae.
In provineia Lugdunensi prima:
Praefeetus elassis Ararieae, Caballoduno.
In provineia Lugdunensi Senonia :
Praefeetus elassis Anderetianorum^ Parisiis (l).
Classis Comensis. Era stanziata sul lago di Como, e col Booking (2) & da cre-
dere fosse destinata particolarmente ai trasporti militari dall'Italia Superiore nella
Rezia. Alle attribuzioni del prefetto di quest'armatetta era pure riunita la cura
della citta di Como, nella stessa guisa che per Ravenna il medesimo ufficio compe-
teva al prefetto dell'armata ivi stabilita ( 3 ).
Classis fluminis Rhodani. Aveva stanza a Vienna ( nel Delfinato) e ad
Arelas (Aries).
Classis barcariorum Ebroduni Sapaudiae. Ebrodunum od Eprudunum od
Eburodunum corrisponde all'odierna citt& di Yverdon sul lago di Neufchatel in
Isvizzera. Si noti poi che la Sabaudia o Sapaudia in questi tempi aveva piu ampii
confini dell'odierna Savoia, estendendosi al nord al di la del Lemano, come appare
anche da Ammiano Marcellino (4). II Panciroli, il Valois (5) ed il Cellario (6) confu-
(1) Occ, XLII, 8, 9, 12-15, 20-23. Flavio Mariano praef. classis et curatori reip. Mi-
(2) Not, Occ, p. 1009*. senatium (n. 20).
(3) a Praefectus classis Ravennatium cum curis eius- (4) XV, 1 1 .
c dem civitatis, Ravennae. > Not., Occ, XLII, 7. (5) Not. Gall., p. 184, 503.
Intorno alle attribuzioni comprese nella cura vedi (6) Not. orb. ant., Lipsiae, 1731, I, p. 199.
B0* eking, p. 998* e segg., e cf. l'iscrizione dedicata a
Ferrbro. 25
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— 194 —
sero Telvetico Ebrodunum con Eburodunum (Embrun) nel paese degli antichi Ca-
turigi, presso il fiume Duranza (dipartimento delle Alte Alpi), e col& dissero stanziata
questa classis bareariorum.
Classis Ararica. Essa non ha relazione alcuna co' nautae Ararici menzionati
dalle epigrafi, i quali, come i nautae del Rodano e di altri fiumi, costituivano col-
legii privati. La classis Ararica (cosi appellata dal fiume Arar o Araris, detto
anche Sauconna da Ammiano Marcellino (l), donde per altre variazioni il nome
moderno di Sadne), stanziava a Caballodunum, luogo in cui sembra indicate Ca-
billonum, ora Chalons-sur-Saone.
Classis Anderetianortim. Gli Anderetiani si denominarono da Anderetia o
Anderecia, nome che, secondo il Booking ( 2 ), debbe aver avuto il comune odierno
di Andr&y, posto presso la foce della Senna e della Oise, a poca distanza da Parigi,
ove il prefetto di quest' armatetta risiedeva.
NVMERVS BARCARIORVM TIGRISIENSIVM (ARBEIA)
Al tempo della Notitia dignitatum stava nella Britannia, sotto il duca di questa
provincia, un numerus bareariorum Tigrisiensium, Arbeiafi). La posizione di
Arbeia non e certa; forse corrisponde ad Ireby, suU'Ellen, nel Cumberland (4) ; si
puo per 6 affermare che non era sulla linea del vallo di Adriano, poiche la Notitia
anno vera questo numerics bareariorum fra le milizie, che antecedono quelle disposte
per lineam valli.
(1) Loco cit. La lezione 6 poco certa; ma non e improbabile che
(2) P. 283*, 1023*. nelle tre ultime linee si debba leggere p[rae)p[ositus)
(3) Occ, XL. 22. et milit[es) n[umeri) barc(ariorum) s(ub) [c(ura)]
(4) Vedi B6cking, Occ, p. 864*. — A Lancaster eiius p(onendum) (c)(uraterunt), e che Tiscrizione ap-
venne scoperta la iscrizione , ora piu non esistente: partenga ad un numerus bareariorum cola slabilito,
DEO I MART**** I SABINV*** I P«P«ET«MILIT | N* ^ quale ebbe forse relazione con quello di cui sopra
BARC-S--- | EIIVS-P-O- •• (C. I. L. y VII, n.285). si d V* vl * Xo -
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CLASS IS INCERTA
544 bis.
AEE • M •
f 7 N C T <)
P *AEF • CL •
proc. prov. gal A T I A E
per 'UMIDIAM
proc. PR ov
545.
PRAEF • PRA
PRAEF • MESOP • IV
VICE • PRAEF • AEG
MACBD • PROC • PRO
VBIQ • VIC • PRAES
VEXILLATION • INDI
GORDIANO • LEG • I •
v EXILL • CLASS • PR
P • CIT • PROC • PR
ROV • I
V
544 ter.
c N • OCTAVIO • A f
PRAEF • CLASSIS
AED • PR • n • VIR
CAVDINA • C • F • AVONCVLO suo f. e. f
in latere dextro litteris inclinatis :
BONO REJP
NATO
540.
TI
549.
TI • CLAVDI
TRIARCHI •
M
• MAXIMI
CLASSIS
CL • PRISCIANo
PROC • AVG
PROC • PROVINCIAE
PANNONIAE
SVPERIORIS
PROC • REGNINORICI
PROC • XX HEREDITA* VM
PROC • PROVINCIAE
Q//////N////////IO
RIVS • SEVER V S
PRAEF • COH
SIGAMBRO
RVM • PRAEPO
SITVS • CLAS
SIBVS
544 bis. Roma. Lastra di marmo con lettere del se-
condo secolo, scoperta nel 1862 presso la via Latina.
Ignorasi dove ora si trovi. C I. L., VI, n. 1644.
1, ae e(gregiae) tn[emoriae) v(iro). — 2,
forse [omnibus, equestribus militiis perf]uncto.
544 fer.Pietra di forma parallelepipeda,alta m. 0,88,
larga e grossa m. 0,63 con avanzi, sopra due lati, di
iscrizioni, apparteaenti a tempi diversi, scoperta, nei
primi giorni di luglio del 1878, presso il LV miglio
dell'Appia nelPagro pontino , nel luogo detto Capo
selce. Lanciani nel Bull, delta comm. arch, comun.
di Roma, 1878, p. 131, n. 107.
545. Roma. Scoperta nel 1779 nel giardino di Santa
Pudenziana. Ora nel museo di Napoli. Mommsen, /.
R. N., n. 6806; Fiorelli, Cat., n. 93; C. I. L., VI,
n. 1638.
540. Cherchell, neir Algeria (Caesarea). « Sur nn de'
de pie^lestal. » Renier, Inscr. rom. de VAlg^n. 3889.
549. Ceri. P. E. Visconti. Intorno gli antichi
monum. sepolcr. scop, nel due at o di Ceri , nelle
Diss, delta pont. Ace. rom. di arch., VII, 1836,
p. 273.
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— 196 —
549.
54S.
551.
D M
M • PLOTI PAVLI QVI BT
ZOSIMVS • TR • AVG • MIL
ANN • XXIX • ET PLOTIAE
ISoCHRYD I P A T R o N
B • M • PLOTI A ALEXANDRIA
LIB • FEC • ET • PLOTIAE
ALEXANDRIAE • FIL • PIEN •
B • M • VIX • ANN • XIII •
MENS • VII • DIEB • XVII
ET POSTERIS • MEORVM
IN AGR • P • VI • IN FR • P • VI •
550.
C • POPPAEVS
TRIERARC • V •
EPPIA • PRIMA
• APRILIS
A • XXX
• CONIVGI
SVO • BENEMERENTI
FECIT
TI • MAGIO • CAENINIANO
TRIERARCHO • ET
ALSIAE • POSTVMAE • VXORI
N F • N S • N C
559.
DIVS PRIM
TRIARCHVS
555.
D M
IVLIO FELICINA
AFER MIL AN XIIII
GYBERNATOR
FLAVIA NICOPOLIS CoIVGI
B M F
OBMEMORIAM
MARITISVIVALSI
LVANITRIIRARCHI
CELI A M ONNATA
CVPVLMASVPER
STIFENROGVSEIVS
VIXITANXLIMVDX
553.
RA SESTIA
ONS L1NI • TR
T LIB • AVG
554.
S • IGNi
GVBER
fil CoRC
556.
559.
n m vas utrimque M ,
" ansa turn M
T • TITINIO
IVLIANO • GYB*
Iill • FORT • NAT •
PARAETONIO
V • A • XLII • MIL •
A • XIX • VAL • Zo
SIME • CONIVG
B • M • P • C •
D M
MENANDRO
H ORTATORI
circulus
FE '?* CIT
cum
quinqus
globulis
MERCVRIVS
FRATRI
B • M
548. Area. Gemona (provincia di Udine). In co-
dici ed in Gruter, p. 551 , 11 (da cui Bertoli, Ant. di
Aquileia, Venezia , 1739, p. 249, n. 331). — C. /.
L., V, n. 1813.
4, n(on) f(ui) n[on) s[um) n(on) c(uro).
549. Roma. Nel chiostro del monastero di S. Croce
in Gerusalemme. C. /. L., VI, n. 3621.
3, tr(ierarchus) Aug(usti).
550. Roma. Scoperta nel 1876 nella via delle mura
press o porta Salara. Martha nella Rev. arch. % n. s.,
1876, vol. XXXII, p. 104; C. L L., VI, n. 3911.
551. Cherchell (Caesarea). Ren ier, Inscr. de VAlg.,
n. 3939.
Ob memoriam mariti sui Val(erii) Silvani tri(e)-
rarchi Celia Monnata cupulma (sic) supersti(t)e (m)
rogus eius. Viooit an[nis) XLI % m{ensibus) V, d(ie-
bus) X.
559. Palermo. Torremuzza, Le iscr. ant. di Pal. y
Palermo, 1762, p. 20, n. 39.
553. Aquileia. C. I. L., V, n. 1048 e meglio in
addit., p. 1025.
2, 3, tr[ierarchi) [e]t lib[erti) Aug(usti). Cf. n. 41.
554. Aquileia, nel museo gia Bertoli ora Cassis.
C. I. £., V, n. 960.
555. a Nuper inventum, habuique a CI. V. Ios.
a Fiorelli. » Garrucci. CI. pr. Mis., n. 38.
556. Zara. Marini , Iscr. Alb. , p. 132. C. I. £.,
Ill, n. 3165.
559. Cento. Muratori, p. 2102, 1, da cui Orelli,
n. 3646.
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197
559.
559.
5€1.
1L0«PINTHSI D • M •
F-DE-TRIERE M • NAEVIO • PROCVLO
QVADRIG-VIXIT */ c OPT • CONV • IfTT • VEhER
AN-XXXV-H-S MIL • ANN • III • QVI • VIX • AN
SYMPHONI A XXI-M- II • D •XV-PARENTES
CVS FILIO-DVLCISSIMO
C • RVFIVS
DVPL LIB N
M • STATILIO
EX III PE
AMICO BENE
50*.
500.
504.
D M N A B
SACRVM
SEX • BAEBIVS
BAI«F«VET • EX • CLASSE
VESTIARIVS
V • S • L • M
C • OCTAVIVS • FRONTO •
QVONDAM • MEDICVS •
DVPLICAR • EX- III -TIGR-
NATIONS • CILIX • C • IVLI
VS • FAVIANVS • MANIP •
FRATRI • SVO • B -M • FEC«
D • M
M • ANTONIVS
VALENTINVS • III
IOVE • VIX • ANN
XXXV-MIL- AN'XV
ELVIA • SPES • POS
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505.
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SBX • AVFIdio ■ • •
MIL • CLA . p r - • • •
VIXIT • ANN • • • •
MILIT • AN • Xa •
C DINN.uS VALENS
H • B • M fECIT
503.
D • M
M • AEGNATIVS • DI
OGENES • EX • m • CA
PRICORN • NATIO
ALEXAND • VIXIT
ANNIS • XXI • MI
LITAVIT • ANNIS • III
HERBS • CAMVLI
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NVS • BEN • M
506.
baTolae iDOrisp
DELIBVRiVCLVPEO
T • F • I
PAIVS • VE22ZONIS • F
DE • MARTE
BICiZOTA
•V-F • SIBI • ET • SVIS
LIB • LIBQ
558. Londra, nel museo Britannico. Description
of the collection of ancient marbles in the British
Museum, part V, London, 1826, p. 8, pi. I, fig. 3.
3, CONV forse da leggere CORNtctnt, Klein nella
Jen. Literaturzeit., 1876, p. 384; ma io penso che sia
da leggere CENT, oppnre I'indicazione dell'armata ,
quindi opt[ioni) (cent)(uriae), oppure {cl. . . . ) ////
Veneres).
559. Brindisi. Mommsen, I. R. N., n. 457.
1, NTH raon.
500. Parigf, nella biblioteca nazionale. Briau, Le
service de santd militaire chez les Romains, Paris,
1866, p. 89.
501. Roma. C. /. L., VI, n. 3169.
509. Aquileia. In codici. Doni, p. 332, 74 (da cui
Muratori, p. 941, 4) ; Del Torre, Mon. vet, Antii,
p. 333 (da cui Muratori, p. 33, 6) ; Bertoli, p. 432,
n. 642 (da cui Donati , p. 56, 3). — C. L L., V,
n. 774.
« Henzenus (in add. Orelli , n. 3643) condemnat
c immerito. » Momms. Non credo che, la voce vestia-
rius indichi un ufficio classiario.
503. Arezzo. Marini, Art., p. 410, da cui Gar-
rucci, CL pr. Mis., n. 137.
504. Porto. Garrucci, CL pr. Mis., n. 162 (exscr.
a I. B. de Rossi).
505. Roma « in coenobio S. Pauli, via Ostiensi. »
C. I. £., VI, n. 3164.
500. Gia a Caorle (presso l'antico Portus Liquen-
tiae) y ora a Portoguaro in casa Muschetti. C. I. L.,
V, n. 1956: « descripsi quod superest. »
1, id moo.
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198 —
569.
5€9.
D1S • MN • C CAECILIO • Va
LENTI • QVI • CHILO • B1THI
F • • VALERI • RVFI • III • NEPT •
VIX • ANN • XXXII • MILIT •
ANN • XVII • SIB1 • ET • VENE
RIA • LIBERTA • EIVS • HEREDES •
BENE • MERENTI
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• CLAS PRA«t • •
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D • M - T - DOM*
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MIL • AN - XIII -
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IDIOPANTVS AIE
X A N D R I F
D LIBVRNA • M V R
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S • XXXVIII • MIL1TAVI
T ANOS XVI
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593.
D • M
LACCE VALENTIS
IUL • CLAS PR ANN III
OPE AXO NATI GRAB
V • A • XXXVI • MIL • AN • XVI
sic H K M F E C
5€9. Parigi, gia nel museo Durand, ora in quello
del Louvre. C. J. L., VI, n. 3161 : a Incertum num
« urban a sit. »
1, MN mon.
54»S. Roma, nel museo Lateranense. C. I. L., VI,
n. 3167.
4, Clem(entia) nome della nave.
569. Civitavecchia. De Rossi nel Bull, dell' Inst.,
1865, p. 44, n. 6.
590. Gia a Trieste, ora a Venezia nella Marciana.
C. /. L., V, n. 541.
591. Tra le iscrizioni.di Lodi. Vignati, Storie lo-
dig., Milano e Lodi, 1847, p. 249. — C. J. £., V,
n. 6379.
599. a Reperta Salon is a. 1827. Illata in museum,
a ubi non repperi. » C. I. L., V, n. 2034.
593. Roma, nel museo Vaticano. Garrucci, CL pr.
Mis., n. 188 ; C. /. L., VI, n, 3168.
3, « litteris PRANN fortasse latent corrupta verba
« Vraetoriae RAveNNaft*. % Corp.; il Garrucci spiega
pr(aetoriae) ann(onarius) . — 4, AXO, Oaccus citta
dell'isola di Creta. — 6, K errata per B.
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S94.
— 199 -
m » I € i
L • MEMMIO • IDEN • HEBRENI
MIL • CLASS • > • SABINI • QYI • VIXIT • ANN • XXX
MILITAViT • ANN • XII • HERED • EIVS • FECER
IARSA • FRATER • SVVS • PAVLVS • Q • CVSFIFIA PER
L • CORANVM • VRSVIVM • FIDVC • HER
595.
EX • III
D I M E D
IN • F • P • XII • IN • A • P • XII
596.
L • TREBIVS • T • F L • TREBIVS • L • F • RVSO
PATER FIERI • IVSSIT
NATVS • SVM • SVMMA • IN • PAVPERIE • MERVI • POST • CLASSICVS • MILES
AD • LATVS • AVGVSTI • ANNOS • SEPTEMQVE • DECEMQVE
NVLLO • ODIO • SINE • OFFENSA • MISSVS • QVOQ • HONESTE
L • P • Q • XVI
599.
599.
D • M
C • TVRELLIO • RVrO
Hi • VENERE • N • SARD
V • A • XLV • M • A • XXV
Q • SPEDIVS • MERCATOR
EX • EAD • H • B • M • P
d III DIANA N
VCORSVS VIX AN
XXXV MIL ANN XVIII
H B M F
594. Padova. In codici e Gruter, p. 532, 2 (donde
Furlanetto, Le ant. lap. patav., p. 189, n. 183). —
C. 1. L., V, n. 2834: a fortasse origine Ravennas. »
575. Benevento. De Vita, Thes. ant. 2?ew., cl. IX,
n. 185.— Mommsen, /. R. N. % n. 1474; Garrucci,
Iscr. di Benev., p. 132, n. 153.
1, 2, nella prima EX 111 mostra che queato e un
frammento di un'epigrafe dr un classiario, ma non
si pu6 credere che il DIOMED nella seconda indichi il
nome della nave Diomedes. II Garrucci dichiara essere
impossibile che dinanzi a questa parol a vi fosse il segno
del centurione (>), perche, secondo lui, i soldati indicano
o solo la nave o solo il nome del centurione. Ma noi
sappiamo dalPiscrizione n. 567 che queste due iodi-
cazioni si possono trovare ri unite ; e nemraeno accet-
teremo l'affermazione dello stesso Garrucci che i trie-
rarchi, i centurioni e i piloti nominassero solo la nave
in cui si trovavano, poiche, sebbene ci6 sia vero per
i primi ed i secondi (ne in fatti potrebbe essere altri-
menti), per gli ultimi abbiamo V esempio di un gu-
bemator o piloto , che designa la centuria di un
Ar. . . ., a cui egli apparteneva. E cio, siccome cercai
di dimostrare, perche ogni nave equivaleva ad una
centuria (p. 39).
594». Cervignana, presso Aquileia. Da codici. —
C I. L., V, n. 938.
6, l(ocus) p[edibus) q[uadratis) XVI.
599. Venezia. Nel cod. Neap., XIV, D. 8, § 56. —
C. I. L. y V, n. 8819.
599. Roma, nel museo Lateranense. C. /. L., VI,
n. 3172.
2, B forse b[eneficiarius). — 4, ANN mon.
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599.
— 200 —
5SO.
MIL • C • • •
III • SO le
N • SARDVS
V • A • XLIII
MIL • A • • IX
THVRBATIVS
ARISTO
5SO bis.
A€KANa)NTCON€NCTOAC0nPAITC0Pl0) .
0eCONKAICAPCON€NTHA€THCTHAH .
KAICAPOCA'AYPHAIOYOYHPOYCeBAC .
TOY6KT0)
SIVMi
* EN ATVS • LAE1 •
eo SPAGE • IMA •
MBELLO • IVDAE
QVA LIBVRNI
cLASSIS • ORNATV
S • ORAE • MARI
timae 1ARVM • *~
561.
A. rf. VII k. Ian. Marcello et Gallo co{n)s(ulibus).
Ex g regale L. Valerio Cainenis f. Tarvio Opino ex Cors
M.
Servili
Getae
L.
Pulli
Chresimi
M.
Sentili
Iasi
Ti.
Iuli
Felieis
C.
lull
Silvani
L.
Pulli
Velocis
P.
Ocil.
Prisci.
599. Ostia. Garrucci, CI. pr. Mis., n. 206 (exscr.
J. B. de Rossi).
58©. Frammento di una grande tavola marmorea
con lettere del tempo degli Antonini. Roma, nel museo
Capitolino. C. I. L., VI, n. 1565: « fortasse fuit elo-
« gium Pompei Magni.» Of. ibid, la nota del Mommsen,
il quale osserva che nella guerra giudaica del tempo
di Vespasiano avvenne un combattimento navale ri-
cordato dalle medaglie con la leggenda Victoria na-
valis. B potrebbe pure, secondo lui, essere probabile
che il titolo ostiense di Lucilio Gamala abbia relazione
con qualche guerra navale del tempo di Adriano o di
Antonino Pio, e forse del tempo della guerra giudaica
combattuta sotto il primo. Salle altre opinioni dello
stesso Mommsen riguardo all'iscrizione di Lucilio
Gamala v. pag. 15, nota 2 e pag. 186.
5$0 bis. Alessandria. Scoperta tra le rovine del-
VAugusteum. a Petite stele en marbre blanc, de celles
c qu'on appelle ordinairement en 6gypte proshind-
a mes. » Neroutsos-bey nel Bull. delVInst. igyptien^
1874-1875, p. 176. Vedi sopra p. 161.
591. Frammento di diploma scoperto a Cremona,
poscia a Venezia col n. 25 e dagli stessi autori trascritto.
— Cardinal!, Dipl., n. XXIX; C. I.L. Ill, priv. XLI,
p. 883; V, n. 4092; Renier, Dipt., n. 18.
a Classiarii fuerit necesse est cum propter patriam
a turn maxime propterea quod numerus nullus enun-
c tiatur ante militia nomen. 'Omvol inter populos Cur*
« sicanos recensentur a Ptolemaeo, III, n, 6, "Otnvov
a inter oppida insulae ab eodem, III, u, 7. De aetate,
« cum consules ignoti sint, tamen in universum constat
a propter testium nomina, quae eadem fere sunt atque
c diplomatis praecedentis (n. XL) scrip ti imperante
« Pio anno ut videtur 157. » Mommsen.
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INDIGI
DELLE ISCRIZIONI
Ferrero. 28
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NOMI DI UOMINI E DI DONNE
E not at o il grado agli uomini apparfnenti alia marineria — m = miles; v ~- vtteranus; M = classis Mistnensit;
R == classis Ravenna s
T.
C.
Q.
M.
Q.
M.
C.
P.
P.
c.
Q.
P.
P.
P.
P.
P.
H.
C.
M.
Abudius Verus subpraef. R., 365.
Acilius Bassus med. dupl. M., 126.
Acutius, 525-527.
Aculius Faustinus m. M., 146.
» Leo m. M., 147.
Aegnatius Diogenes m. cl. inc., 563.
Aelius, 92.
Aelius , 213.
» Abascantus, 22.
Aelius Aemilianus praef. M., 28.
Aelius Alexander m. M., 10.
i> Alexander arm. cust. M., 92.
» Carpophorus, 372.
» Diogenes m. M., 148.
» Exoratus strig. M., 105.
» Iunianus nav. M„ 36.
» lustus m. R., 411.
Aelius P. p. Palatina Marcianus praepos. cl.
Syr. et Alex., praef. cl. Moes., 543.
Aelius Maximus trier. R., 373.
» Quinlus, 375.
» Romanus, 315.
» Rufinus, 22.
Aelia Aquileia, 377.
d Chryseis, 40.
» Claudia, 388.
» Maxima, 373.
» Nicolais, 91.
> Sot...., 230.
Aemilius Amandus, 448.
» Calpurnianus y. R.,412.
Aemilius Crescens praef. cl. Germ., 523.
Aemilius Dolens, 302.
L.
L.
M.
M.
C.
C.
L.
L.
T.
C.
Cn
T.
C.
Aemilius Iungus cos. a. 127 p. C. n., 370.
Aemilius Kapilo, 378.
d Macrinus, 523.
Aimilius M. f. L. n. Paullus pro cos. a. 254
a. C. n., 2.
Aemilius Pudens gub. v. M., 57.
» Quadratus arm. cust. M., 102.
» Severus cent. R., 376.
> Successus subopt. R., 398.
Aemilius Sullectinus praef. R., 364.
Aemilius Vitalis m. M., 185.
Aemilia Amabiles, 57.
> Chrisis, 412.
Aequius Verus m. M., 149.
Aeternius Rufus m. M., 289.
. Afranius Dexter cos. a. 105 p. C. n., 542.
Afranius Zoilus m. M., 150.
Agathopus, 52.
Agisinus, 26.
Aimilius v. Aemilius.
Albanius Primamus opt. nav. cl. Germ., 532.
Albanus, 330.
Alburnius, 279.
Alexander, 572.
Alexandria, 450.
Alfknius Senecio subpraef. H., 22.
Alfius Labeo, 466.
Alsia Postuma, 548.
Ambirenus luvenci f., 542.
Ammo laso, 416.
Ammonius Ammonianus m. M., 278.
Amonius Bassus m. H., 151.
Ammonius Montanus m. M., 152.
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— 204 — -
Haramonius Aristo opt. M., 80.
> Fortis ra. M., 228.
Ampelides, 455.
T. Amydius Severus m. M., 153.
Amyna, 321.
M. Annius Apulus, 471.
T. » Dexter, 567.
C. * Draco v. M., 154.
M. » Felicissimus m. M., 155.
L. » Sp. f. Priscus, 122.
L. » Severus m. M., 156.
Annia Dionisias, 154.
» Eutyc..., 128.
M. Anteius Bassus m. M., 157.
C. Antestius Longus m. M., 158.
M. » Rufus m. R., 427.
Anti...., 297.
C. Antislius [Secujndus m. M., 159.
Sex. » Varus m. M., 184.
Antoninus Pius.
Imp. Caesar Divi Hadriani f. Divi Traiani
Parthici nepos Divi Nervae pronepos T\
Aelius Hadrianus Antoninus Aug. Pius pont.
max. trib. pot. VIII imp. II cos. IIII p.
p., 27. — Imp. Antoninus Aug. Pius, 516.
— Divus Pius, 33; TDivus] Pius, 29.
M. Antonius imp. ter. cos. des. iter et ter. Ill vir
r. p. c. (con alcune varieti), p. 17-19,
n. 10-19.-— Ant(onius) aug. HI vir r. p. c,
p. 19, n. 20.
M. Antonius, 167.
Antonius...., 232.
» ;...m. R., 413.
» Adauctus, 102.
C. » Antoninus m. H., 160.
M. > Apol... gub. M., 58a.
M. » Aristo m. M., 161.
M. » Athenodorus m. M., 162.
C. » Atinianus trier. M., 39.
M. » Capilo v. M., 163.
* Colo, 98.
M. » Gemellus m. M., 163.
» Iherax nauph. M., 68.
C. » Iulianus v. dupl. M., 140.
C. » Karminianus Valentinianus v. R.,414.
L. » Leo qui et Neon Zoili f. m. M., 165.
» Longus m. M., 166.
H. » Longus opt. M., 76.
M. » P....nus v. M., 167.
H. » Paulinus princ. M., 335.
» Priscus cent. M., 251.
M. » Priscus, 164.
H. » Rufinus m. M., 168.
» Rufus m. R., 415.
C. » Saturninus m. M., 346.
M. » Sopater m. R., 416.
M. » Statius cent. M., 47.
C. » Super, 447.
M. Antonius Valens, 255.
M. i> Valens v. M., 169.
M. i> Valentinus m. cl. inc., 564.
» ...cenus m. M., 170.
» ...hgus m. M., 257.
M. > ...nous m. M., 171.
Antonia Domina, 98.
» Ecloge, 169.
» Elpidia, 69.
» Latiche, 116.
d Politice, 483.
» Prisca, 164.
» Restituta, 163.
> Statia, 47.
» Theodota, 123.
» Viclorina, 76.
Apollonopolius, 236.
H. Apponius Firmus, 86.
Aponius Maximus, 179.
T. Appaeus T. f. Vel. Alfinus Secundus subpraef.
R„ 367.
Appius Hon.... m. M., 101.
Apuleius Nepos scr. M., 111.
Appuleius Secundus, 207.
M. Aquilius M. f. Faiia Felix praef. R., 362.
M. Aquilius Valens v. M., 172.
Aquilia Felicula, 172.
» M. f. Valentina, 172.
Ar... cent. M., 58.
T. Arenius Cordus m. R., 481.
Q. Arrenius Verecundus trier, cl. Brit., 508.
C. Arrius Ammonianus v. arm. cust. H., 93.
M. * Antoninus m. M., 173.
C. » Capito m. H., 174.
P. > P. 1. Castor, 390.
> Isidorus m. M., 175; v., 176.
P. d P. f. Montanus, 390.
C. » Montanus v. corn. dupl. M., 125a.
Cn. » Myro v. cent. M., 48.
P. * Pollux, 390.
P. » P. 1. Primigenius, 390.
Sex. » Romanus med. dupl., 404.
Arria Zosime, 93.
Q. Arrunlius Aquila m. M., 177.
C. » Crysantus, 391.
C. » Clemens opt. M., 77.
D. » Clemens m. M., 178.
M. » Longinus, 342.
» Pelronianus, 114.
Arruntia Genna, 122.
Artemidorus, 42.
L. Artorius Iustus praep. M., 30.
P. » Pastor m. M., 179.
d Sabinus opt. M., 78.
Artoria Euphraenusa, 78.
C. Arule. Restitutus m. M., 180.
Asclepiodotia, 451.
ASPER V. Tl. lULIUS ASPER.
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— 206 —
P. Atatinus Flaccus, 544.
Q. Atatinus Q. f. Quir. Modestus praef. cl. Moes.,
544.
Athenio coron. R., 403.
Atilius Chelido, 133.
» Modestus m. M., 181.
L. » Xenonis f. Pudens scr. v. M., 133.
C. Atilius M. f. M. n. Regulus cos. a. 257 a.C.
n., 2.
P. Alinius Amerimnus, 542.
C. » Eutyches ben. stol. M., 107.
C. » Seleucus opt. R., 386.
Alinia Secunda, 386.
Alius Cneius, 126.
L. Atratinus t>. L. Sempronius Atratinus.
L. Atteius AUeianus, 25.
L. Attius Macro cos. a. 134 p. C. n., 26.
T. Attius Nepos qui Zecaeus m. M., 182.
P. » Severus, 26.
Sex. Aufidius m. cl. inc., 565.
x> Livianus opt. R., 387.
C (?) Aufidius Pantera praef. cl. Brit., 517.
Quarta Aufidia, 431.
Q. Augusius Varus nav. M., 37.
Augustus.
Imp. Caesar Aug., 12.
Q. Avidius Aprilis arm. cust. M., 94.
Avidia Rocula, 272.
Sex. Aulienus Sex. f. Ani. praef. M., 12.
C. Aulius Successus, 392.
M. Aurelius.
Imp. Anto Pii p. p. Alius, 29 (cf. 33).
M. Aurelius.... 186.
M. » m. R.> 417.
» Aepictetus v. M., 183.
» Alexander, 11.
» Candidus nav. archigub. M., 38.
M. » Castus m. R., 418.
M. i> Domitius trier. R., 374.
M. » Exoratus m. M., 184.
Q. » Festianus v. R., 419.
L. » Fortis fab. dupl. M., 114a.
M. » Fuscus m. M., 185.
» laso, 74.
M. » lettis arm. cust. M., 95.
» Marinus arm. cust. M., 96.
M. » Marinus Seleucus v. opt. R., 388.
» Martinus, 381.
j> Marullus nauph. M., 69.
L. » Maximus m. M., 186.
M. » Mus m. R., 459.
L. » Nigrinus m. R., 420.
M. » Protatus m. R., 421,
T. » Provincialis v. trier, cl. Germ., 528.
M. Aurelius Rigulus praef. R., 363.
Aurelius Rodo, 183.
M. » Romanus m. R., 422.
M. » Romanus m. R., 422 (frater s. s.).
M. Aurelius Seleucus m. R., 423.
» Serene, 11.
M. » Speratus opt. R., 389.
M. » Theodotus m. R., 424.
M. » Theodotus, 424.
L. » Titus libr. dupl. M., 131.
C. » Turus m. R., 420.
M. » Vitalis m. R., 425.
> Vitellius nauph. M., 70.
M. » Zenodotus v. cent. R., 377.
Aurelia.... 138.
» Clauce, 419.
» Commodiana, 141.
» Demetria, 38.
» Ermogenia, 131.
» Fabia, 269.
» Fausta, 28.
» Paulina, 363.
» Proba, 189.
d Spes, 124.
» Tyche, 185.
* » Verecundinia Vera Agrippina, 32.
Autronius Pacatus arm. cust. M., 97.
P. Babbius Maturus m. M., 187.
Babu Tarsa, 416.
Sex. Baebius Bai. f. v. cl. inc., 562.
L. » Diogenes m. M., 188.
C. Bebius Hermes m. M., 189.
L. Baebius Phileros, 382.
» Serus v. R., 426.
L. » Silvanus v. nauph. R., 382.
Sex. Bebius Stolo, 189.
Bai..., 416.
Barbius Crescens v. cent. M., 295.
M. » Fronlo m. R., 427.
Barbia Calliste, 484.
Bardus, 83.
Basilius Germanus m. R., 475.
Basus Virti f. m. R., 428.
Bassus, 52.
Balo v. Cravonius Celer.
Bato Laedionis f. m. cl. inc., 566.
Beladius Talani f., 511.
Bennia Marcia, 429.
L. Bibulus M. f. v. L. Calpurnius Bibulus.
Bifonius Celestinus m. M., 224.
Bithus, 567.
P. Blaesius Felix, 500.
Bradua cos. a. 185 p- C. n., 532.
L. Bullius , 540.
Caecilius Celer m. M., 190.
A. Caecilius Faustinus cos. a. 99 p. C. n., 541.
A. Caecilius Faustinus, 542.
M. Cecilius Letus m. M., 203.
M\ Caecilius Valens qui Chilo Bithi f. m. cl. inc.,
567.
Q. Caes...., 230.
D. Caesernius Florus, 137.
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— 206 —
£. Caesius Marcellus, 543.
» Nemis m. M., 192.
Q. » Paternus scr. M., 134.
» Romanus, 25.
Gaesia Palerna, 134.
Caetenius Eucarpus, 10.
P. Caetennius Clemens, 368.
(Caetronius) Macer m. R., 384.
Caetronia Afrodisia, 384.
Caetronia Forlunata, 384.
Caia, 60.
Cainenis, 581.
C. Calbisius Cerealis m. M., 322.
G. » Secundus m. M., 103.
Cale, 426.
M. Calius, 540.
L. (Calpurnius) Bibulus M. f. praef. cl. (M. An-
tonii), p. 17, n. 10.
Calpurnius Justus, 494.
M. » Primus v. M., 194.
M. Calpurnius M. F. Gal. Seneca Fabius Turpio
Sentinatianus praef. R. , 361; praef. R.,
praef. M., 14. — Calpurnius Seneca praef.
M., 26.
Calpurnia Elpis, 194.
Camulius Claudianus, 563.
Camurius Colo arm. cust. M., 98.
Caracalla.
M. Aurelius Amoninus Caesar filius imp. L.
Septimii Severi Perlinacis Aug. etc., 34.—
M. Aurelius Antoninus, 17. — Marcus Au-
relius Severus Antoninus Pius Aug., 10.
L. Carisius Blandus m. M., 195.
M. » Fronlo, 114.
» Valens m. M., 196.
Carisia Forlunata, 195.
C. Carminius Provincialis m. M., 197.
Carpime, 56 b.
Casius Bilalis M., 198.
M. » Diogenes v. M., 198.
Casia Ianuaria, 198.
Cassius m. M., 308.
Cassius 232.
C. » Censorinus, 177.
L. » Cord us, 440.
P. » Heliodorus v. nauph. R., 383.
P. » Lucanus, 127.
L. » Phanias m. M., 199.
Q. » Romanus m. M., 273.
C. y> Seneca v. cent. R., 378.
» Vene [... f.] Venlius v. M., 200.
Cassia Martina, 225.
y> Valeria, 199.
C. Casto... opt. M., 79.
C. Castricius Myrio Talenti f. praef. cl., 20.
Q. Calius Firminus m. M., 201.
Catlius Sabinus Sossius, 135.
» Sossius Felix scr. M., 135.
L. Catlius Viator m. M., 202.
» Vitalis, 260.
Caudina C. f, 544 ter.
P. Caulius Restilutus, 542.
P. * Vilalis, 542.
Cedicius Memor, 53.
Cerellius Apollinaris, 10.
Cn. Cessius Cn. f. Col. Cestus, 24.
L. Cestius Felix v. R., 429 bis.
Chilo v. M'. Caecilius Valens.
Circenius Fronio m. R., 387.
Claudius.
Ti. Claudius Caesar Augustus Germanicus
pontifex maximus trib. potestate XII imper.
XXVII pater patriae censor co(n)s(ul) V, 23.
C. Claudius Agricula m. M., 204.
M. » Apollinaris m. M., 205.
Ti. » Apollinaris m. R., 430.
Claudius Clemens praef. cl. Alex., 494
Claudius Cnorimus, 10.
Ti. « Demosthenes, 24.
Ti. » Epaphroditus, 24.
» Gallicanus Diodes v. gub. M., 59.
« Inge(n)uus cent. M., 309.
[CHau[dius] Macer, 494.
Ti. Claudius Marinus nonag. M., 9i.
» Marinus m. M., 187.
Ti. » Maximus trier, cl. inc., 547.
Ti. » Menander, 25, 26.
T. » Paternus scr. M., 242.
Ti. Claudius Priscianus, 546.
C. Claudius C. f. C. n. Sardus praef. cl., 6.
Ti. Claudius Se . . . . m. R., 431.
Ti. n Seleucus trier, cl. Brit., 507.
[Claujdius Valens m. M., 206.
Ti. Claudius Valerianus, 156.
[Clajudius Ve . . . . m. M., 207.
Ti. Claudius Urbanus m. M., 207.
Ti. » Zeno m. M., 208.
Claudia, 204.
Claudia Auxesis, 205.
* Poe, 59.
* Prima, 508.
[Cla]udia Sympha, 206.
Clemens cent. M., 282.
T. Clodius Naso m. R., 432.
Clodia Fadiana, 54.
» Piroclea, 355.
» Secunda, 311.
Cluvius Glaber, 10, 11.
M. Cocceius Stephanus trier. M., 40.
Cocceia Valentina, 529.
Coelius Teres ?, 482.
Celia Monnata, 551.
C. Cogilatius Valentius m. M., 210.
Cominius . . . , 219.
P. Cominius P. f. Cl. Clemens praef. M. et R., 15.
M. Commatronius Fidelis, 386.
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— 207
COMMODUS.
Imp. Caes. Comfmodus Aug.] Pius Felix, 7.
Coniele Sandona, 96.
P. Coranus Crsulus, 574.
Corinthias, 156.
T. Cornasidius T. f. Fab. Sabinus subpraef. R., 366.
T. Cornasidius Vesennius Clemens, 366.
C. Cornelius Ampliatus, 23.
P. Cornelius P. f. Sab. Cicatricula praef. R., 360.
Cornelius Crescens m. M., 211.
Sex. Cornelius Sex. f. Arn. Dexter praef. cl. Syr.,
500.
Sex. Cornelius Dolabella Petronianus cos. a. 86
p. C n., 494.
Cornelius Priscus, 247.
» Priscus v. M., 212.
Lu Cornelius Restitutus praef. cl. Pann., 535.
L. Cornelius Simon, 24.
Faustus Cornelius Sulla Felix cos. a. 52 p. c, 23.
Cornelia Dionysias, 68.
i> Evhodia, 212.
Cravonius Celer qui el Bato Scenobarbi (f.) m.
M., 213.
Crescens Silvanio m. cl. Syr., 502.
Cresimus, 5^31.
L. Crispius Alexander nauph. M., 71.
Q. n Heraclides m. R., 433.
Q. » Maximus, 433.
Crispia Celerina, 394.
[Cr]itonia, 402.
Cronus, 494.
Curaso, 370.
Curtia Helpis, 297.
» Pelest., 297.
Cyrilla, 299.
» 343.
Dama, 24.
Dasia Vera, 435.
A. Dasiraius Severus, 449.
C. » Titinus m. R., 434.
L. » Valens m. R., 396.
Dassis Ca. . . . m. cl. inc., 568.
Dasumius m. cl. inc., 569.
M. » Licinianus, 413.
Q. Decimius Dacus opt. R., 390.
L. » Scava Dercelonis f. miss. M., 214.
Demelrius, 122.
» Ammon, 11.
M. » Epiteclus m. R., 435.
Dercelo, 214.
C. Didius Maximus m. R., 436.
M. » Pollio m. R., 453.
App. » Praxia, 24.
j> Salurninus m. R., 456.
» Valerianus, 320.
C. Dinnius Valens, 565.
Dinus, 256.
Diodes, 380.
Diocletianus.
[Persjicus max. Vll BriU. [max. Ca]r-
picus. max. Armeniacus m[ax. Medicjus max.
Adiabenicus max. [lr. pot.] XVIIII cons. VII
p. p., 19.
Dionysias, 155.
Diony .... rat. M., 130.
C. Dionysius Apollinari§, 462.
M. » Firmus vet. R., 437.
M. » • Firmus, 437.
Diophanes, 254.
Diophanes v. C. Iulius Silvanus.
Dius, 409.
Diuzenus, 24.
Domitianus.
Caesar Aug. f. Domitianus cos. a. 71 p. C.
n., 25, 368, 369. — Imp. Caesar Divi Ve-
spasiani f. Domitianus Augustus Germa-
nicus pontifex maximus tribunic. potestat.
V imp. XI censor perpetuus cos. XII p. p.,
494. — Imp. Caesar Divi Vespasiani f. Do-
mitianus Augustus Germanicus pontifex
maximus tribunic. potestat. XI imperator
XXI censor perpetuus cos. XVI p. p., 540.
Domilius, 182.
Domitius Crispus, 293.
L. » Demetri f. Demetrius subunc. M., 122.
L. » Domitianus trier, cl. Germ., 529.
Ti. » Gracilis m. cl. inc., 570.
M. » Nepos m. M., 215.
C. » Pollio v. M., 216.
» Priscus m. R., 402.
L. » Proculus m. M., 217.
C. » Reginus subopt. R., 395.
M. » Valens m. M., 218.
M. » Valentinus, 218.
t> ... ciunus. 402.
» ... cus, 402.
Domitia, 460.
Domitia Grapta,
t> Spes, 216.
C. Drav . . . everus m. R., 437 bis.
C. Duilius M. f. M. n. cos. a. 260 a. C. n., 2,
cf. 1.
C. Durrachinius An thus, 23.
Elvia Spes, 564.
C. Epidius Firmus m. M., 219.
» Pansa m. M., 281.
u Quadratus m. M., 220.
Eppia Prima, 550.
Erennius v. Herennius.
Euphemia, 142.
Q. Fabius Barbarus cos. a. 99 p. C. n., 541.
Faenius Iustus cent. M., 350.
T. Fanius Celer, 368.
Fannia Sabina, 135.
Felicissima, 409.
Felix, 258.
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— 208
Firmius Amuntianus, 10.
i Prolus, 200.
T. Flavius T. fil. Alexander opt. M., 28.
» Antiochus, 10, 11
T. » Antoninus p. p. leg. I adiutr. ex num.
princ. cl. (M.), 35.
T. Flavius Candidus m. R., 438.
» Diogenes dupl. M.,141.
T. » Euprepes med. dupl. M., 127.
» Iovinus, 11.
,» Iucundus Marcellus slrig. M., 105.
» Marcellus fab. dupl. M., 180.
» Marcus, 28.
Flavius Marianus praef. M., 20 a.
M. Flavius Martialis, 162.
T. » Maximus in. M., 221.
T. » Romulus, 26.
T. > Rufus cent M., 161.
Flabius Sabinus arm. cust. M., 66.
Flavius Saturninus, 10.
» Senilis praep. reliq. cl. Brit., 519.
T. » Terentianus trier. M., 249.
T. » V. . . . trier, cl. Pann., 536.
L. » Valens m. M., 222.
T. j> Valens m. M., 223.
Flavia Agathoclea, 204.
» Cara, 130.
» Detelia, 373.
» Epigone, 224.
» Fortunata, 263.
j> Marina, 121.
» Nicopolis, 555.
C. Fonteius Capito propr. (praef. cl. M. Antonii),
p. 19, n. 18, 19.
Fortunatus, 45.
L. Fronting..:, m. R., 439.
L. Fulvids AEMiuANuscos.a. 249 p. C. n., 371.
Cn. Fulvius Cn. F. Cn. n. Centomalus pro cos. a.
228 a. C. n., 2.
L. Fulvius Datius pror. M., 67.
T. » Nepos m. R., 440.
Ser. Fulvius M. f. M. n. Paetinus Nobilior pro
cos. a. 254 p. C. n., 2.
L. Fulvius Severus scr. R., 406.
> Socrates, 10.
M. Furnius Alexander m. R., 441.
Furnia Daphne, 441.
C. Fusius Curasonis f. m. R., 370.
Gallus cos. inc. anni, aetatis fere Antonini
Pii, 581.
C. Gallus cos. a. 198 p. C. n., 533.
Gamus, 12.
T. Gavius T. fi)., 225.
T. * Eminens v. M., 225.
Gavia Gorgonia, 372.
Gellia Excilata, 453.
C. Gemellus Croni f. m. cl. Al., 494.
Gemi... m. cl. inc., 571.
Geneius Epulanius Pius, 146.
Genialis, 305.
Gerroanus m. M., 226.
L. Germanus Asclepiades m. M., 277.
Gordianus Pius III.
[Imp. Caes. M. Antonius Gordianu]s Pius
Felix [Aug. pontif. max. trib. potest.] Ill
imp. II cos. p. [p...], 9.
Gracilia Galla, 107. •
P. Graecius Tertinus trier, cl. Brit., 509.
Graecia Terlia, 509.
Hadrianus.
Imp. Caes. Divi Traiani Parthici f. Divi
Nervae nepos Traianus Hadrianus Aug.
pont. max. trib. potest. XI cos. Ill, 370;
trib. pot. XIII cos. Ill, p. p., 25; trib. pot.
XVIII cos. HI p.p., 26.— Divus Hadrianus,
27, 500, 516.
Hammonius v. Ammonius.
Hedia, 50.
Helene, 444.
M. Helvius Alexander, 153.
Heraclida, 42.
C. Herennius Paulus pror. M., 66.
C. Herennius Ptolemaeus m. M., 229.
Herma, 321.
Hermes, 104.
Hordonia Primicenia, 59.
Hortensius Maximus m. M., 11.
Ortesia Celerina, 109.
Horus Pabeci f. pror. cl. Germ., 530.
T. Hurbatius Aristo, 579.
Hygia, 170.
Iarsa, 574.
Iconis, 184.
ldiopantus Alexandri f. m. cl. inc., 572.
Igna. . . (?)gub. cl. inc., 554.
C. Iu. . . m. M., 230.
Iulius, 42.
Iulius...m. M., 231.
C. Iulius . . ., 540.
C. Iulius Agathoclius, 24.
Ti. Iulius Ti. f. Pup. Agricola, 541.
Iulius Alexander opt. M., 81.
C. » Alexander m. M„ 232.
» Ammonianus, 178.
» Antiochus fab. dup. M„ 115.
» Apollinaris m. M., 233.
» Apollinaris m. M., 234.
» Apollinaris m. M., 235, 236.
d Apollinaris m. M., 338.
C. » Apollinaris m. M„ 237.
C. » Apollinaris m. R., 401.
L. » Apollinaris m. M., 168.
C. > Apuleius m. M., 238.
» Argius m. R., 442.
C. » Aristianus m, M., 239.
(Ti. Iulius) Asper. duo coss. a. 212 p. C. n., 10.
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— 209 —
Q.
C.
C.
C.
[Ti
C.
M.
G.
C
C.
C.
C.
Ti.
D.
Q.
Ti.
C
C.
Ti.
Ti.
C.
c
c.
c.
c.
c.
c.
c.
c.
c.
c
L.
M.
M.
M.
T.
Ti.
Ti.
C.
»
luuus Balbus cos. a. 129 p. C. n., 25.
» Bassus cos. a. 105 p. C. n., 542.
Iulius Capito m. M., 240.
» Cassianus, 82.
» Celenus, 494.
» Celer v. cent. M., 49.
» Celer m. R., 443.
Iuuus] Celsus Polus Metinus (?) (vel Pole-
maeanus) cos. a. 92 p. C. n., 540.
Iulius Clemens, 542.
» Constans, 475.
» Cossutius, 525-527.
» Creispinus, 151.
» Crispiis gub. M., 60.
» Crysantus, 391.
» Dexter v. M., 241.
» Diodorus m. M., 242.
» Diogenes gub. M., 61.
Diogenes, 61.
Aug. et August. K Diogenes trier. M., 41.
Doles v. arm. cust. M., 99.
Dolis ra. M., 270.
Domnio m. M., 10, 11.
Euphemus, 542.
» Favianus m. cl. inc., 540.
» Felix gub. cl. inc., 555.
» Felix opt. R., 391.
» Felix, 26.
» Felix, 581.
» Fiavianus, 379.
Iulius Fronto praef. M., 25.
Iulius Gemellinus m. M., 243.
» Germanus arm. cust. R., 397-
» Heraclida trier. M., 42.
d Hermogenes m. M., 326.
» Hilarus trier, cl. Syr., 501.
» lanuarius nauph. M., 74.
s> Libo trier, cl. Lib., 520.
» Lupercianus m. H., 244.
Maior m. R., 444.
Marcianus m. M., 245.
Marcianus lib. princ. M., 132.
Marinus, 246.
Maximus vel. dupl. M., 119.
Maximus v. nauph. M., 72.
Maximus v. M., 247.
Maximus, 494.
Maximus trier, cl. Pann., 537.
Maximus opt. R., 392.
Mercurius, 398.
Montanus m. R., 429.
Nepotianus opt. M., 82.
Numisianus m. M., 229.
Iulius Aug. l. Optatus Pontianus praef. M., 13.
— Ti. Iulius Augusti lib. Optatus id., 23.
Iulius Ti. f. Fab. Optatus, 13.
» Paniscus pitulus septesemodialis (?) M-,
111.
Iulius Paulus, 165.
C. » Petronianus m. M„ 248.
> Ponticus, 116.
C- » Ponticus fab. dupl. M.. 116.
C. » Postumius m. M., 249.
> Praesens, 244.
C. » Priscus m. M., 250.
C. » Priscus, 397.
» Proclus m. M., 279.
L. » Proculus fab. princ. M., 114 b.
C. y> Proculus m. R., 445.
» Quintinus cent. M., 338.
» Quintus cent. M., 182.
Sex. > Quirinus m. M., 312.
T. > Rufus, 368.
C. d Sabinianus, 252.
M. » ' Sabinianus m. M., 251.
M. d Satulius v. M., 50.
C. » Saturninus m. M., 252.
j> Serenus cent. M., 270.
» Severinus, 396.
L. » Severinus arm. cust. R., 398.
j» Severus m. M., 253.
Sex. luuus Severus cos. a. 127 p. C. n., 370.
C. Iulius Silvanus, 26; 581.
C. » Silvanus qui et Diophanes Diophani (f.),
254.
Sossianus, 404.
Theopompus, 24.
Valens cent. R., 379.
Valens dupl. caem. M., 121.
Valens m. M., 255.
Victor qui et Sola Dini f. m. M., 256.
Victorinus opt. M., 148.
Victorinus, 148.
Victorinus, 438.
Urbanus, 542.
» Ursio, 467.
^ 1. cin (?), 524.
Iulia Celestina, 278.
> Crescenlina, 245.
Iulia Domna.
Iulia Aug(usta) mater Aug(usli) n(ostri) et
castrorum, 10.
Iulia Epiteuxis, 238.
y> Filete, 72.
» Helpis, 266.
» Marcia, 245.
» Marciane, 63.
» Maxima, 433.
d Primilla, 49.
)) Rufina, 233.
» Rufina, 275.
» Semne, 57.
» Serapias, 235.
» Tyche, 167.
» Ulpiane, 115.
- » Veneria, 129.
M.
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Ti.
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C.
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L.
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M.
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C.
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y>
c.
i>
Ti.
»
Fkrrbro.
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- 210 —
Iulia Victoria, 88.
Iunius Philippus, 415.
» Rufus m. M., 257.
T. » Verecundus m. R., 446.
lunia Hygia, 55.
Ti. Iustus trier. M., 7.
C. Iustus Gemellus m. M., 258.
luvencus, 542.
P. Iuventius Celsus cos. a. 129 p. C. n., 25.
Iuventia Eutychia, 465.
I cianus pr. R.,
Karminia Aphrodisia, 448.
Lacce Valens m. cl. inc., 573.
Laecanius Largus ra. R., 447.
Laedio, 166.
Laelius Alexander m. R., 448.
» qui et Liccatus Rardi f. opt. M., 83.
Lappius...., 540.
Lensus, 369.
Liccatus v. Q. Laelius Alexander.
Licinius Maximus trier. R., 375.
Licinius Pansa cos. a. 134 p. C. n., 26.
Licinius Victor m. R., 449.
Licinia Iadis, 389.
> Prosdexis, 378.
Livia Reronice, 429 bis.
Lollius Valens med. M., 128.
Longinius Clemens m. M., 248.
Longinus Capito v. M., 222.
» Pude(n)s v. R., 450.
Lucceius Priscus, 313.
Lucceia Trofime, 81.
Lucius Valens m. M., 260.
Lucia, 80.
Sex. Lucilius Rassus praef. M., 24. — praef R.,
368.
Lucilius Marcianus, 10, 11.
» V(a)lens, 191.
Lucretius Capito, 157.
Lucrio, 330.
Lurius Moderatus, 368.
Lusius Rufus m. M., 261
Lutatius C. f. C. n. Catulus pro cos. a. 241
a. C. n., 2.
Lutatius Secundus, 201.
Madena, 446.
Maecius Rufus m. M., 53 a.
Maenius C. f. Cor. Agrippa L. Tusidius Cam-
pestris praef. cl. Brit., 516.
Ti. Magius Caeninianus trier, cl. inc., 548.
Magia Ianuaria, 160.
T. Magnius Victorinus trier, cl. Pann., 538.
Maia Donata, 203.
Mamilla Prisca, 142.
M. Manilius...., 417.
C. Manlius... f. Q. Felix praef. cl. Germ., 521.
L. Manlius A. f. P. n. Vulso Longus cos. a. 256,
p. C, 2.
Q.
L.
A.
L.
C.
C.
c.
C.
L.
P.
Q.
C.
Q.
M.
M.
[Man]suetus, 569.
Marcellus cos. inc. anni,aetatis fere Antonini
Pii, 581.
Marcius Alexander, 28.
C. » Volson. f. Serg. Maximus trier. M., 44.
M. » Menelaus v. scr. R., 405.
C. » Proculus. 368.
Cn. Marcius Cn. f. Stel. Rustius praef. M., praef.
R., 16. — Cn. Marcius Cn. filius Rustius
fRuFiNus] praef. M. R., 17.
M. Marcius Sempronius Ptolemeus except, dupl.
R., 405-
Marcia Agathe, 393.
h Procula, 28.
M(arcus) Damae f. m. M., 24.
Marion, 423.
Marius m. R., 451.
» Dexter m. M., 262.
» Hermogenes m. M., 263.
» Hospitalis, 196.
» Montanus m. M., 264.
» Montanus m. M., 265.
» Montanus m. M., 266.
» Pudens m. M., 267.
Martius Martialis m. M., 268.
Maternus cos. a. 185 p. C. n., 532.
Maticius...., 540.
Maximinus Successus, 157.
Melanun, 134.
Memmius Iden. Hebre. mil. c). inc., 574.
» Magnus m. M„ 269.
» Rufinus, 342.
» Valens m. M., 270.
Memmia Fortunata, 175.
» Nereis, 89.
Menander hort. cl. inc., 557.
Meniscus, 102.
Menophilus v, M. Seius Longinus.
Mercurius, 557.
Mesius Mucianus m. R., 452.
» Vitus m. M., 271.
Messea Ianuaria, 306.
Messius Proculus cent. M., 318.
L. Mestius L. f. Aem. Priscus, 23.
Mestria Evhodia, 323.
Meticus Solae f., 541.
L. Meltius, 484.
Mevia Quinta, 113.
M. Meus Atimetianus m. M., 272.
Mindius Titianus, 480.
Minicius Calvus, 394.
» Celer, 394.
» Certus, 394.
» Gratus, 394.
M. » Saturninus v. opt, R., 394.
Minicia Prisca, 394.
M. Minius Hyla, 23.
Minucius Aper scr. M„ 137.
P.
M.
L.
C.
C.
L.
M.
M.
Gn,
L.
L.
P.
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— 211 —
Mirlinius Valen(s) m. M., 273.
Misaus, 477.
Mocazia Helpis, 390.
3> Iucunda, 390.
T. Mucius Dento m. R., 452.
C. » Valens m. M., 274:
Munalius Priscus dupl. M., 142.
C. » Rufus vet. M., 275.
Munatia Pannychis, 158.
Murcius Zanatis f., 466.
L. Murranius Super, 570.
M. Musidius Petra m. M„ 289.
C. Mussidius Capilo m. M., 276.
L. Naevius Aquilinus cos. a. 249 p. C. n., 371.
Naevius Eulychianus m. M., 10, 11.
Q. $ Marcianus ben. M„ 108.
M. » Proculus opl. cl. inc., 558.
» Propincus scr. M., 254.
5> Sentianus m. M., 56 b.
Naevia Ammias, 56 b.
Nana, 136.
Q. Nasidius praef. cl. Sex. Pompeii, p. 16, 17,
n. 8, 9.
Nalalis Victor m. M., 210.
Nedymus, 12.
Neon v. L. Antonius Leo.
Nerva.
Divus Nerva, 25, 26, 27, 33, 370, 541, 542.
Nice, 380.
Nicobulus, 183.
Nicon..., 451.
Nigidia Eulycbia, 41.
Nigrinus cent. M., 330.
C. Nonius Calvisius v. evoc. M., 145.
Nonnius Sura, 254.
Numerius Albanus praef. R., 370.
[NJumerius [Ca]pito, 494.
C. Numidius Quadralus m. M., 277.
C. Numisius Heraclida m. M., 278.
L. » Liberalis m. R., 453.
» Romanus m. M., 279.
M. d Saionis f. Nomasius m. M., 25.
D. Numitorius Agisini f. Tarammo m. M., 26.
L. Nutrius Venustus, 23.
P. Ocilius Priscus, 581.
Cn. Octavius Cn. f. Cn. n. pro pr. a. 167 a. C.
n., 2.
Cn. Octavius praef. cl. inc., 544 ter.
C. Octavius Fronto med. cl. inc., 560.
Sex. Octavius Fronto praef. cl. Moes., 540.
C. Octavius Iulianus (?), 157.
Octabia Arescusa, 193.
Ofania Ianuaria, 339.
M. Oppius Capito pro pr. praef. class. (M. An-
tonii), p. 17, 18, n. 11-16.
Cn. Orficius..., 540.
0....us praef. M., 19.
Pabecus, 530.
Pacius Victor cent. M., 158.
P. Paconius Graptus, 117.
P. 3> Niger fob. M., 117.
Paius Verzonis f. m. cl. inc., 566.
P. Palpeluus P. F. Maec. Clodius Quirinalis
praef. R., 359.
Q. Panentius Quintianus m. H., 454.
P. Papirius Priscus m. R., 455.
L. > Ursio m. M., 280.
A. » Vernaculus m. R., 456.
Papiria Helpis, 304.
Lucia Papiria, 280.
Patulcius Diodes, 22.
Paulus q. CusGlia, 574.
Cn. Pedius Cascus cos. a. 71 p. C. n., 24, 368,
369.
Penenius Fronto, 398.
L. Percenius Maximus gub. M., 62.
Perses rex, 2.
Pestania Sozusa, 95.
C. Peticius Heraclius arm. cust. M., 100.
P. Petilius Exoratus, 432.
Petronius Afrodisius ex trier, nav. princ. R.,
372.
T. » Bilhus v. R., 457.
Ti. » Celer m. M., 281.
» Clemens opl. M., 228.
» Ferox, 209.
T. » Gemellus m. M., 282.
M. Pitronius Maximianus in. M., 284.
Petronius Memor., 271.
M. » Valens v. M., 283.
Lucia Petronia, 502.
Petronia Liberalis, 469.
» Prima, 283.
Peltia lusta, 85.
Phallaeus Dioclis f. gub. R., 380.
Philippus Senior.
Imp. Caes. M. Iulius Philippus Pius Felix
Aug. pont. max. trib. pot. 1111 cos. HI des.
p. p. proc, 28. — M. Iulius Philippus Pius
Felix Aug. cos. des. HI, 28.
Philippus Iunior.
Imp. Caes. M. Iulius Philippus Pius Felix
Aug. pont. max. tr. pot. Ml cos. (II) de- '
signat. p. p., 28. — M. Iulius Philippus Pius
Fel. Aug. cos. II des., 28.
Pieris, 380.
Pinnius Probus, 376.
Pinthsus, 559.
L. Plaetorius Bassus, 570.
Q. » Bassus arm. cust. R., 399.
Plarentius Gratus, 51.
D. » Gratus cent. M., 51.
M. » Syrio, 454.
Plator Veneti f. cent. R., 368.
Plautius Quintillus cos. a. 159 p. C. n., 20 b.
A. Plotius m. M., 285.
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— 212
Plolius Augustalis, 118.
P. » Celer m. M., 286.
M. » Firmus fab. M., 118.
T. » Maximus m. M., 287.
M. » Paulus qui et Zosiraus trier, cl. inc.,
549.
Plotia Alexandria, 549.
» Isochrys, 549.
» Tyche, 118.
Plutius Clo... opt. M., 84.
Q. Poblicius Crescens, 368.
M. Pompeius, 288.
L. v Asiaticus m. M., 288.
Q. » Homerus, 542.
(Sex. Pompeius) Magnus Pius imp. iter, praef. clas.
et oraemarit., p. 15, 16, n. 1-6. — S. Pomp.,
p. 16, n. 7.
M. Pompeius Saturninus m.-ft., 458.
M. » Seneca m. R., 459.
T. Pomponius Epaphroditus, 23.
G. » Felix gub. M., 63.
Q. Pomponius Rufus, 541.
L. Pomponius Varus m. M., 183.
M. Pomponius Vitellianus praef. cl. Germ., 522.
Pomponia Germanilla, 535.
Valentina, 218.
T. Pontius.... tus m. R., 460.
M. Popil . . . arm. cust. M., 101.
P. Popilius Maximus m. M., 290.
C. Poppaeus Aprilis trier, cl. inc., 550.
Poppeia Secundina, 424.
Poraedia Quarta, 147.
M. Postumius Secundus, 277.
C. » Valens pror. R., 454.
Precilius Salutaris cent. M., 162.
T. Priscius Sabinus, 437 bis.
Priscus, 7.
Priscus v. M. Statius Priscus.
Publicius Messor m. M., 291.
C- Publius Marinus sec trier. M., 110.
L. Pullius..., 540.
L. Pullius Chresimus, 581.
L. 9 Daphnes, 20.
L. » Velox, 581.
L. » Verecundus, 25.
Quintillus v. Plautius Quintillus.
C. Quintius Aprilis, 445.
Rogatus Aug. 1. tabu). R., 409.
C. Rufius . . . . dupl. c). inc., 561.
C. » Cassianus fn. M., 293.
» Verinus, 10.
Rufrius Calenus trier, cl. Germ., 524.
Rustius Numerius scr. M., 136.
C. Rulilius Celer arm. cust. R., 400-
C. Sabinius Nedymus, 23-
G. » Paulus, 114 b.
Sabinus cent, cl- inc., 574.
Saccidia Antiochis, 430.
Q. Saenius Spanus vet. M-, 294.
Saenia Lyche, 294.
Saio, 25.
Sex. Sallustius Faustus gub. M., 64.
Salluslia Secunda, 113.
L. Salvidienus Rufus Salvianus cos. a. 52 p.
C. n., 23.
L. Salbius Priscus nauph. M-, 73.
L Salvias Pudens m. M., 295.
Salvia Domnina, 73.
M- Satrius Longinus med. dupl. M., 129.
Saturius Gralus scr. M., 138.
(Ti.) Saturninus cos. a. 198 p. C. n., 533.
Saturnina, 426.
Scenobarbus, 213.
C. Secius Campanus cos. a. 86 p. C. n. f 494.
Secundus, 395.
M. Seius Hermes, 297.
M » Longinus qui el Menophilus Anti...
v. M., 297.
Selenius Severus cent. R., 4i3.
L. Seleucus seen, princ. M., 123.
T. Semonius Macedo m. M., 298.
L. (Sempronius) Atratinus augur praef. class.
(M. Antonii) p. 18, n. 17.
M- Sempronius Graptus, 225.
» Iuspus m. M., 299.
L. »» Proculus v. M., 300.
T. j> Severus, 145.
C- Senius Severus m. M., 302.
M. Sentilius Iasus, 581.
Sentius Maximus cent. M., 337.
» Maximus m. M., 303.
Sentia Serapis, 303.
L- Septimius Amonianus m. R., 461.
L. » Rellus opt. navaliorum cl. Germ.,
533.
Septimius Severus.
[L. Septimius] Severus Pius Pertinax, 17. —
L. Septimius Severus Pertinax Aug. Arabicus
Adiabenicus p. p. pontif. maximus trib. pot.
1111 imp. cos. II, 34.
C- Septimius Vegetus, 494.
Septimia Domitia, 70.
Septimus disp. M., 139.
C- Serenius Apollinaris m. R., 462.
C. » Maximus pitulus mviis M., 112.
P. Serlorius Celsus, 494.
Q. » Procillus m. R., 463.
C. r> Valens, 447.
Q. ServiliusGeta, 581.
M. » Iaso nauph. M., 74.
C. » Paulinus m. dupl. M., 143.
C. Sestius Capito v. R., 464.
C » Pudens cent. v. M., 57.
C. » Satyrus, 464.
Sestia Fuscina, 464.
Severa, 396.
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— 213 -
L.
M.
P.
C.
Cn
Qu
Q.
C.
Sexlilius v. M., 304.
Sextilius Felix, 85.
» Marcellus opt. M., 85.
» Severus, 437 bis.
Sexlilia Rufma, 304.
» Valeria, 304.
Silanus Pius m. M., 305-
intus Silbanus, 306.
Silicius Silbanus emer. M., 306.
Silius Fortis v. M., 307 bis.
Silia Eutychia, 44.
» Macaria, 307 bis.
» Onesime, 307 bis.
Silvanus, 176.
» 409.
Similio mil. cl. Germ., 531.
Sola, 541.
Sola v. C. lulius Victor,
Sossius Quietus m. ft., 476.
Sparticus Diuzeni f. Dipscurtus m. M., 23.
Spedius.... m. M., 308.
> Mercator m. cl. inc., 577.
Spedia Prisca, 487.
Slaberia C. 1. Margarita, 4(.
Statilius . . . m. cl. inc., 561.
» Valens m. ft., 465.
Statius Priscus cos. a. 159 p. C. n., 20 b.
Stalius Quadratus m. M., 153.
» ftufinus in. M., 309.
» Valens, 289.
Slonicia Ansia Heliana Onomaste, 39.
Suavis m. R., 466.
Succonia C. filia Rustica, 361.
Suellius Secundinus, 10.
Suillius Albanus qui et Timotheus Menisci f.
arm. cust. M., 102.
Suillia Eugenia, 102.
Sulgius ... 31.
» Apro..., 31.
» L. f. Pap. Caecilianus praep. rel. M., 31.
Sulgia, 31.
Sulpicius Artemidorus m. M., 310.
Superinius Severus m. ft., 467.
Surdinius Salurninus m. M., 311.
Suttis Valens cenl. M., 53.
Taesis, 236.
Talanus, 511.
Talentus, 20.
Tamudius Cassianus m. M., 312.
» Priscus m. M., 313.
Taronius Celer m. ft., 468.
» Verus v. R., 469.
Tarpalar, 26.
Tarquinius Iuvenalis m. R., 470.
» Valens m. M., 202.
Tarsinnius Fuscus, 340.
Tarullius Rufus, 53 a.
Tarulius Victor, 320.
C. Tarulius Vitalis cent. M., 289.
Tarulius Tatenti f. m. M., 314.
Tatentus, 314.
C. Terentius Longinus opt. fact, artificum M., 90.
L. Terentius Sabinus m. M., 315.
» Valens, 276.
Tiberius.
Ti. Caesar Augustus, 12.
T. Tiberius Marcus m. M., 316.
M. Timinius Ponticus, 262.
Timotheus v. T. Suillius Albanus.
T. Titinius Iulianus gub. cl. inc., 556.
M. Titius M. f. pro cos. praef. classis cos. desig.
a. 31 a. C. n., 4.
M. Titius Apulus m. ft., 471.
» Aquilinus m. M., 281.
M. » Honoratus m. R., 472.
M. » Severus m. R., 473.
Tilia Nice, 305.
» Trofime, 71.
Titus.
Divus Titus, 521.
Traianus.
Imp. Caesar Divi Nervae f. Nerva Traianus
Augustus Germanicus pontifex maximus ,
tribunic. poteslat. cos. II p.p., 541; tribu-
nic potestat. Villi imp. 1111 cos. V p.p.,
542. — Imp. Traianus Caesar Aug. Germ.
Dacicus, 139. — Imp. Caesar Nerva Trai.
Germ. Dacicus, 521. — Divus Traianus
Parthicus, 25-27, 370.
Traianus Decius.
Imp. Caes. C. Messius Quinlus Traianus
Decius Pius Felix Aug. ponlif. max. trib.
pot. cos. p. p. proc, 371 a. — Imp. Caes.
C. Messius Q. Tr. D. Pius Fel. Aug. ponl.
m. trib. pot. II, cos. des. Ill p. p. pr.,
371 b.
L. Trebius T. f., 576.
T. » Priscus v. sign. M., 106..
T. » Priscus, 106.
L. » L. f. Ruso v. cl. inc., 576.
C. Trebonius Lupus m. R., 474.
D. Tullius Aelianus cent M., 54.
» Titianus trier. M., 90.
C. Turellius Rufus m. cl. inc., 577.
T. Turranius Pollio m. M., 317.
M. » ftufus, 318.
Turrania Maxima, 72.
Valentina Nucherina, 119.
Valerius. . . . vel. dupl. M., 120.
C.
M.
C.
Q.
Q.
M
Achilleus m. M., 310.
Antoninus arm. cust. M., 103.
Apollinaris m. M., 325.
Apollonius m. M., 318.
Aquil., 331.
Asclepiades, 357.
Asper, 328.
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— 214 —
C. Valerius Bassus m. R., 475.
M. » Bassus in. M., 319.
A. » Cassianus m. M., 320.
» Clemens m. M., 77.
» Clemens arm. cust. M., 104.
C. » Clemens v. M., 321.
M. d * M. f. Claud. Colonus scr. R., 407.
» Colonus, 407.
L. » Dazas Hispanus cent. M., 55.
M. » Dexter m. M., 322.
C. » Dioscorus, 226.
Q. Valerius Q. f. P. n. Falto pro pr. a. 241 a.
C. n., 2.
G. Valerius Finitus opt. M., 86.
» Fortunalis, 321.
C. » Fronto m. R., 476.
» Geniai (?), 174.
j> Germanus opt. M., 87.
C. » Germanus m. M., 323.
L. » Germanus m. M., 324.
» Heraclida, 11.
» Hieracl., 87.
» Iulianus, 199.
L. > lustus, 120.
C. » Longinus m. M., 325.
C. » Macrinus trier. M, 45.
L. » Macrinus, 340.
M. » Marcinus, 326.
M. » Marianus, 327.
L. » Martialis in. M., 328.
» Maximus m. M., 329.
» Maximus, 330.
C. » Maximus m. M., 330.
C. Valerius] Maximus opt. M., 149.
Q. Valerius Maximus v. M., 331.
C. » Modestus m. M., 332.
» Neo . . . m. M., 333.
Valerius Paetus praef. M., 27.
L. Valerius Papirianus m. M., 334.
C. » Picentinus, 32.
C. » Plolianus princ. M., 335.
Q. » Pollio scr. M., 137.
» Priscus, 341.
Cn. » Priscus cent. M., 220.
L. » Priscus, 461.
M. » Priscus m. M., 336.
M. » Proculus m. M., 337.
Sex. » Pudens m. M., 338.
M. » Rufinus, 474.
» Rufus cent. cl. inc., 567.
P. Valerius Sabinus, 542.
Valerius Saturninus m. M., 146.
L. » Saturninus, 350.
» Saturnius m. M., 339.
» Secundus, 321.
» Silvanus trier, cl. inc., 551.
» Silvanus ben. M., 109.
M. >•> Similis m. M., 340.
Valerius Cainenis f. Tarvius m. cl. inc., 581.
» Torquatus, 267.
Valerius Valens praef. M., 18.
L. Valerius Valens m. M., 341.
Q. ft Valens m. M., 342.
ft Velox m. M., 210.
L * VerecunduSj 443.
L. » Victor vict. princ. M., 124.
» Vitalio m. M., 343.
» Vitalis, m. R., 458.
Valeria Arabice, 385.
» Casla, 99.
» Casla, 458.
» Crispina, 48.
» Doris, 125.
» Epiteuxis, 334.
» Faustina, 425.
» Festa, 106.
» Flavina, 376.
» Hieronis, 137.
» Marcia, 288.
» Marciane, 397.
» Nice, 211.
» Theodote, 100.
» Velonia, 56a.
» Zosime, 239.
» Zosime, 556.
Varenius Fortunatus, 11.
L. » Rufus trier. M„ 46.
Varinia Helena, 120.
Vatria Tyrannis, 382.
C. Velonius Macer. cent. v. M., 56 a.
C » Macer m. M., 56 a.
» Masclus m. M., 344.
Velonia Callista, 344.
Veneria, 567.
Venetus, 368.
C. Veratius Maximus m. M., 345.
» Umber m. M., 346.
M. Verecundinius Verus praep. rel. M., 32.
Veridia L. f. Flora, 94.
L. Verus, cf. 33.
Verus Misai f. m. R., 477.
Verzo, 566.
Vespasianus.
Imp. Caesar Vespasianus Aug. pont. max.
tr. pot. II imp. VI p. p. cos. Ill desig. MI,
24, 368, 369. — Divus Vespasianus, 494.
C. Vettienus Hermes, 25, 26.
C. ft Modestus, 25.
C. Vettius C. f. Claud. Gratus archil. M., 113.
Q. » Verecundus opt. M., 88.
Vettia Vetilla, 374.
T. Veturius Florus v. scr. R., 408.
» Pothinus, 408.
» Quintianus, 268.
Vibius Mansuetus, 65.
P. ft Maximus, 368.
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— 215 —
Valerius Primus, 65.
P. » Primus gub. M., 65.
» Varro m. R., 478.
Vivius Urbanus m. M., 348.
L. Vicerius Tarso m. R., 379-
Vindicius Felix, 10.
M. Vitelus Titianus m. R., 480.
Ulcia m. 1. Glaupr., 466.
G. Ulpius Licinianus arm. cust. M., 105.
» Marinus m. M., 187.
M. » Maximus m. M., 349.
» Sabinus, 28.
Ulpia Eufranlus, 97.
» Primigenia, 253.
» RuOna, 381.
Volceius Saturninus opt. M., 89.
C. Volcena Titus, 406.
Volcenia Severa, 406.
Volusius Inventus, 10.
L. Urbinrus Quartinus m. M., 350.
T. Ursinius Castor in. R., 481.
C. Uttius Verecundus m. M., 347.
Zecaeus v. T. Attius Nepos.
Zoilus, 165.
Zosimus v. M. Plotius Paulus.
.... nius Abascantus, 307.
Alburnius m. M., 279.
.... Alexander princ. M., 58 b.
Arrianus m. R„ 400.
. . . nia Chrysis, 307.
. . . nia M. f. Anie. Crispus, 307.
..... Draco, 296.
Longinus, 493.
... sonius Mar..., 230.
.... a Moschis, 200.
Paetus cent. M., 292.
. . . dius Primus trier, cl. inc., 552.
Quintianus m. M., 292.
us T. f. Ter. Rufus praef. M., 21.
Saturninus m. M., 296.
.... merinusL.f. Sempronianus libr. sesqu, R., 371.
. .. [merijnus Sempronianus, 371.
ius Seneca m. M., 301.
. . . ra Sestia, 553.
Q. . . . Severus praep. classibus, 546.
ius Sicillianus, 58 b.
. nius C. f. An. Silvanus vet. M., 307.
. nius M. f. An. Silvanus, 307.
. . . Tyche, 282.
. . ia Tyche, 485.
• ionius Zi... 197.
. . erodes, 75.
. . ilus Pintisii f. symph. cl. inc., 559.
. . ina, 144.
. . stus m. R., 485.
, . ustius, 486.
'AM^vioq, 497 d.
"Avvioq 'AjuiMUMavds, 497 b.
ANTQN6INOI KAICAP,497 b.
'AvtiOvioc;, 497 d.
'ApirdiiaK;, 497 a.
Ai6vuao<;, 497 c.
AOMITIANOI.
'AuTOKpdxujp Kataap AojuiTiavd^ l€0ao*Td<; Tep-
|naviKd<;, 498.
IoOXun; l€pr}vo<;, 497 d.
'lovXia 'Apia, 43.
Ti. KXduoioc;.
Ti. KXaubiou lefJaaxoO dTT€X€ii6€po<; Iflva trier, cl.
Pont., 498.
A. Kdmo<; Aoyyivo<; ra. cl. Syr., 503.
KXaubtcx; Kupeiva, 498.
» Aouiroq, 498.
» MdSijuoq, 498.
» lapivos, 498.
» lepfjvoq, trier. M., 43.
)> <t>ouxo0po<;, 498.
Kpiairetvoc; praef. (axoXdpxnO cl. Pont., 499.
A6KMOC AAIAIOI A6KMOY YIOC praef. class.
(Cn. Pompeii Magni), 3.
M€veO<;, 497 c.
OOaXepiwv, 497 d.
K. OY6TTIAIOI BAIIOI, 498.
A. OYHPOI.
Kataap A. 'AupnXioc; OOnpoq, 580 bis.
TTdxpav Zvo0q>i<;, 497 d.
TTdxvoupK, 497 c.
TT€T6pZfiTieiv, 497 d.
TT€ToupdnpK, 497 b.
TTjioueu;, 497 c.
lapaTrduv Mcoaav6 (<;?), 497 b.
lepairiujv TTdva, 497 a.
Z€VTrdYvouTTi<;, 497 b.
T&Xt\0\, 497 a.
TPAIANOC, 497 a.
MMcu;, 497 b.
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II
UFFICII CLASSIARII
E indicato ad ogni ufficio la pagina t nella quale di esso si « (raltalo.
Archigubernus (p. 39 e seg.) v. navarchus archi-
gybernes.
Archilectus (p. 60) M., 113.
Armorum custos (p. 59)
armorum custos M. , 94, 95, 102, 104; R.,
396, 397, 399, 400. — armorum M., 66, 92, 96,
97, 100, 101, 103, 105. — harm. M., 98. -
veleranus ex armorum M., 93. — armicustos
R.,398. — ex armicuslode veteranus R.,398.
Artifices (p. 60)
factio arlificnm M., 90.
Beneficiarius (p. 59)
beneficiarius M., 108,109; R., 401; cl. inc.,
578(?). — beneficiarius stolarchi , 107 —
trierarchus cl. Pann.ex beneficiario consu-
laris, 536.
Caementarius (p. 60)
dupl. caementarius M., 121.
Centurio (p. 34 e segg.)
centurio M., 47, 51-56, 158, 162, 196, 251,
270, 309, 318, 330, 337, 338 (cf. 220); R.,
368, 376, 379, 443; cl. inc., 567.- velera-
nus ex centurione II., 48-50; R., 377,378.
— veleranus ex centurionibus M., 295.
Classicus (p. 62)
classicus miles (cl. inc.) 576. — classici (cl.
Alex.), 494; (cl. Moes.), 542.
Cornicen (p. 61)
veteranus cornicen dupliciarius, 125.
Coronarius (p. 61, cf. p. 145,nota al n. 403) R.,403.
A€Kdvoi toO irpcuTiupfou ax6Xou(Mis.velRav.?)5806is.
Dispensator classis (p. 62, cf. p. 148, nola al n. 128)
M., 139.
Dupliciarius vel duplicarius (p. 56)
dupliciarius M., 141-143, 144, 303(?), cf. 7;
cl. inc., 561.— veteranus dupl. M., 140. —
faber dupl. M., 114 a, 115, 116, 180. - ve-
teranus ex fabro dupl. R., 402. — velarius
dupl. M., 119, 120. — dupl. caementarius
M., 121. — veteranus cornicen dupl. M., 125.
— medicus dupl. M., 126, 127, 129; R.,
404; cl. inc., 560. — librarius dupl. M., 131.
— exceptor dupl. R., 405.
Emeritus (p. 56) M., 306.
v €Trapxoq Meianvaiv ax6Xou v. praefectus.
Evocatus (p. 56)
veteranus evokatus H., 145.
Exceptor (p. 61)
exceptor dupl. R., 405.
Faber (p. 60)
faber M., 117, 119. - faber dupl. M., 114a,
115, 116, 180. — veteranus ex fabro dupl.
R., 402. — faber principalis, 114 b.
Factio artificum v. artifices.
Gregalis = miles
gregalis M., 23, 24. — ex gregale M., 25,
26; cl. inc., 581.
Gubernator (p. 57)
gubernator M., 58, 60, 61, 62, 65; R., 380;
cl. inc., 554. — gybernator M., 63; cl. inc.,
554, 556. — miles gybern. M., 64. — gu-
bernator veleranus M., 57. — veleranus ex
gybern. M., 59.
Gybernator v. gubernator.
Harm. v. armorum custos.
Horlator (p. 58) cl. inc., 557.
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217 —
Librarius (p. 61)
librarius dupl. M., 131. — ex librario sesqui-
pliciario R., 371.— librarius principalis M.,
^32. — scriba librarius M., 247.
Manipularis = miles (p. 62), passim.
= manipularis
302
257
175
193
manipularis ex triere...,
maniplarius \
roanuclaris
manuplarius
manupulares
miles ex classe.
193, 312.
Medicus (p. 61)
medicus dupl. M., 126, 127, 129; R., 404;
cl. inc., n. 560. — medicus triere... mani.
M., 128.
Miles, passim.
Missicius (p. 56)
missicius M., 176, 214 (?).
Navarchus (p. 34 e segg.)
navarchi M., 33, 34. — navarchus M., 31,
36, 37; R., 372. — navarchus archigyber-
nes, 38.
Naofylax, naufylax v. nauphylax.
Nauphylax (p. 58)
naufylax M., 68-70, 73-75. - naufulax R.,
381. — naofylax M., 71. — nauphylax R., 382
(383, 384). — veleranus ex naof. M., 72. —
(vet.) ex nauph. R., 385.
Nonagenarius (p. 59) M., 91.
Oplio (p. 58)
optio M., 76-89, 148, 149, 171 ; R., 386, 387,
389-392, 479; cl. inc., 558. - ex optione,
28. — veteranus ex optione R., 388, 389,
394. — optio factionis artificum M., 90. —
optio navaliorum cl. Germ., 532, 533.
Ordo proretarum (p. 58) M., 67.
Pitulus septes(em)odialis? (p. 60) M., 111.
Pitulus MV11S (m(odiorum) (septem) s(emissis)?)
(p. 60) M., 112.
Praefectus (p. 32 c segg., cf. p. 8 e segg.)
"€Trapxo<; <jt6Xou (Cn. Pompeii Magni), 3.— praef.
clas. et orae marit. ex s. c. , p. 15 e seg.,
n. 1-6. — praef. class. (M. Antonii), p. 17,
n. 10-18. — praef. classis (aevi liberae
reipublicae), 4-6.
praefectus classis (M.), 12, 13, 18, 23-28. —
praefect. classis Mis., 18. — praef. class,
praet. [Mis.] , 19; praef. classis et curatori
reip. Misenatium, 20. — praef. classis Mise-
nensis, praef. classis praetoriae Ravennatis,
14. — praef. classium praet. Misenens. et
Ravenn., 15. — praef. class, pr. [Mis.],
praef. class. Rav., 16. — praef. classium
praeloriarum Misenatium [et Ravenna-
lium], 17.
"€irapxos Meunivtiiv <jt6Xou, 18.
praefectus classis (R.), 359, 360, 368-371. —
praefectus classis praetoriae Ravennatis,
Ferrero
361. — praef. cl. pr. Ravenn., 362. — praef.
class. Ravenn., 363. — praefectus classis
Ravennatium, 364.
praefectus classis (Alex.), 494. - praef. classis
Alexandria, 496.— praef. classis Aug. Alex
495.
axoXdpxn? tovt(ujv fcXwv (cl. Pont.), 499.
praef. classis Syr., 500.
praef. classis Britannicae, 516, 517.
praef. classis Germanicae, 522, 523.
praef. class. Pann. et Germ., 521.
praef. classis Flaviae Pannonicae , 535.
praef. classis Moesiacae, 543. — praefectus
classis Moesic, 544, (540).
praef. class. Brit. et... Moesic. et Pannonic,
518.
praef. cl. (inc.), 544 to.- praef. classis (inc.),
544 lev.
Praepositus (p. 33)
praepositus M., 30. - praepositus classib.
Syriacae et Augustae, 543. - praepositus
classibus, 546.
Praepositus reliquationi vel reliquationis (p 34)
M., 31, 32; cl. Brit., 519(?).
Princeps (p. 34)
princeps M., 58 b, 335; R., 372. - hume-
rus) p(rincipum) cl(assis) M., 35.
Proreta (p. 57)
proreta M., 66, 67; R., 454; cl. Germ , 530.
— ordo proretarum M., 67.
Rationalis (p. 62) M., 130.
Reliquatio v. praepositus reliquationi.
Remex (p. 40 e segg., 62)
remiges M., 23.
Scenicus (p. 60)
scenicus principalis M., 123.
Scriba (p. 62)
scriba M., 134-138, 242, 254; R., 406, 407.
— veteranus scriba R., 408. — veteranus ex
scriba R., 405. — scriba veteranus M., 133.
— scriba librarius M., 247.
Seculor trierarchi (p. 59) M , HO.
Sesquipliciarius (p. 56)
ex librario sesquipliciario R., 371.
Signifer (p. 59)
veteranus signifer M., 106.
IxoXdpxrv; cl. Pont. v. praefectus.
Slolarchus (p. 33)
beneficiarius stolarchi M., 107.
Slrigilarius (p. 60) M„ 105.
Suboptio (p. 59) R., 395, 398.
Subpraefectus (p. 33)
subpraefectus M., 22; R., 365-367; cl. inc.,
518.
Subunctor (p. 60) M., 122.
Symphoniacus (p. 61) cl. inc., 559.
Tabularius (p. 62) R., 402.
Triarchus v. trierarchus.
28
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— 218 —
Trierarchus (p. 34 e segg.)
trierarchi M., 23, 34.— trierarchus M., 7,39,
41, 42, 44-46, 90, 249; R., 372-375 ; cl. Syr.,
501; cl. Brit., 507-509; cl. Lib., 520; cl.
Germ., 524, 529 ; cl. Pann., 536-538; cl.
inc., 548, 550, 551, 553. — veteranus trie-
rarchus cl. Germ., 528. — trierarchus Au-
gusti cl. inc., 549. — trierarchus cl. Pann.
ex beneficiario consularis, 536. — triarchus
cl. inc. , 547, 552. — Tpifyxxpxoc; M., 43 ;
cl., Pont., 498.
Velarius (p. 60)
velarius dupl. M., 119, 120.
Veteranus (p. 56)
Veteranus trierarchus cl. Germ., 528.— ve-
teranus ex cenlurione M., 48-50; R., 377
378. — veteranus ex centurionibus M. ,
295. — centurio veteranus M., 52, 56 a. —
veteranus ex gybernatore M., 59. — gu-
bernalor velranus M., 57. — veteranus ex
nauphylace M., 72, cf. 75; R. , 382, 383.
— veteranus ex optione R. , 388, 393 ,
394. — veteranus ex armorum M. , 93. —
ex armicustode veteranus M., 99. — vetera-
nus signifer M., 106. — veteranus cornicen
M-, 125. — scriba veteranus M., 133. —
veteranus scriba R., 408. — veteranus ex
scriba R., 405 — veteranus evokatus M., 405.
veteranus {pel velranus) vel miles veteranus,
passim*
Vexillarii (p. 55) cl. Germ., n. 521-527.
Vexillatio (p. 55) cl. inc., 545.
Victimarius (p. 61)
viclimarius principalis M-, 124.
Ill
NOMI DELLE NAVI
Vedi pag. 28-31.
IV
PATRIA DEI CLASSIARII
Vedi pag. 42-45.
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ISCRIZIONI FALSE SOSPETTE
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CLASSI8 AEVI LIBERAE
REIPVBLICAE
1*
d • m | q • lutat • c • f • pracf | clas • cos • des • ob
res | de poen • fel • gestas | c • lutat- catul |
fratri | pientissimo
CLASSIS MISENENSIS
ti*claudio • ilo praefecto-clas | sis praetoriae*
miseni • pub • proc | ludi • magni • proco •
claudi • dacii | procon • xx • hereditatium |
praefe • vehiculorum • proc | claudi • ale-
xandrine-praeto | riae trib-legr • vii • clau-
diae« piae | fidel • praef-con-ii-gallorum |
praef • con • ii • bosforanorum
p.avidi • p« f- pal • satullin | praefec-clas-mi-
senat • i d | o coh • iii • specul • antiquae |
stipend | m-avidius • heres-eius | ex« test-
f • p • c
3*
dianae cantianae | sacrum | t-cantius • t« f-
trom • felix | praefectus • class- misenat |
praefectus -vehiculation | ital*praefect>vis-
sil
in • b | fl- nonius • erastus | v- p« praef -class
rn marit | comes - o • ii • praes • campan |
turres • urb • muros • et • port | refecit j
dd-n-iustiniano • p- f- aug • ann | xxxii j
a • t •
ti • iulio • ti • f • stel | paetino | bassiano •
proc | aug • xx her • praef | clas • mis • trib-
leg-i | italicae • patr • colon | t • flavius
t • f • oufen | optatus ii vir f • coer •
1*. « Lutetiae Parisiorum in Museo Regis ex P.
« Montfauconio. » Muratori, p. 283: c spurium foe-
a turn sine hesitatione pronuntio. » Cf. Fabretti ,
p. 750, 571.
%*. Miseno. Gudius, p. 153, 3 (dal Ligorio); Doni,
p. 212, 3 (dalle schede di Cassiano Dal Pozzo), da cui
Muratori, p. 788, 1. — Mommsen, /. R. iV., falsae
vel suspectae, n. 395*; Garrucci, Cl.pr. Mis., n. 259,
tra le apocrife.
3*. t In agro Romano. » Gudius, p. 30, 4, dal Li-
gorio. — Garrucci, CI. pr. Afts., n. 256, tra le apo-
crife.
4*. Miseno, presso il porto Giulio in una grande
colon na marmorea scoperta nel 1575. Mazzella, Sito
ed antichitd delta citta di Pozzuolo, p. 212, donde
Gruter, p. 389, 7; Capaccio, Put. hist., p. 130; Neap,
hist.t 1. II, c.xxi, p. 679; Garrucci, Cl.pr. Mis.> n. 17.
— Dubitd dell*autenticit& di questa iscrizione il Car-
dinal!, Dipl. , p. 191 ; cf. Borghesi negli Ann. del-
VInst.j 1846, p. 321. La condann6 il Mommsen, J. R.
2V., n. 433*, il quale tuttavia osserva : « Haec fortasse
a interpolata potius quam falsa. »
5*. Cuma. Pratilli, p. 381. — Mommsen, I.R.N.,
n. 462*.
G*. Fabretti, p. 37, 182 (e schedis Barberinis), da
cui Gori, J. E., Ill, p. 85; Orelli, n. 3622; Garrucci,
Cl.pr. Mis., n. 14, tra le genuine.— £ da respingersi
come apocrifa.
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— 222 —
sex- iulio-q- fil-galer- priminiano | leg- leg-
x-aug-propraet provinciae | achaiae • prae-
fecto • aerari • militar • vii | viro • epulon •
navarcho • triarcho • et | princ-clas-misen-
m- valer • m-f I gal • muturinus • t • p- c-
8*
d • m | c • am | aponiani | trierarchi | class-
praet | misenens
caecilio leontio | caec- leonti lib | |
coll-fabr- nav • inise | nat • volturni • con-
sist | b • raer • fee
to*
conleg • dendrophor • et | classiar • misena-
tium | aurelio canusio q-fil | praenestino |
patrono optimo | ae • c • fieri cens
ft*
d-m- | m- staberius • m-f- quir-lacer | o-coh-
vi • speculat • class • misen | v • fecit-sibi
et- staberiae • veri | dianafr • matr--- et- 1-
stabe | rio • procillo • filio • dulcissimo |
vix • ann • xvi • m vii • d • iiii • hor • vi
1«*
apollini • pacifero | sacr | t • usavius • t • f •
pal | auctianus • proc | misenat- class | d-
d-pro • praed • s | iiii • kal • mart | q-nonio-
prisco • et | serg • scipione • or | fito • cos
d • m j ti • claudius | celer-scriba iii | cerere-
stip xxiii | vixit annis | xxiii cives I putio-
lanus | matiir | pientissima-
14*
dis • manib | cassiae verae | couiugi | c •
cassius c- f- vet | modestRavenna si aggiunga
il n. 437* Ms, alia nave incerta Diana il n. 488*, si noti inoltre alia detta armata la nave
incerta Hercules, 493; e si tolga dalle navi di classis incerta la liburna Armata.
NeU'elenco delle regioni, che fornirono uomini alle annate, si aggiunga a pag. 44, linea 9,
il n. 437*&te; dopo la linea 16 si aggiunga dom(o) Ateste, 371; e neU'ultima linea si tolga
il n. 575.
A pag. 50. Con la data del 1876 usci solamente nell'anno corrente (1878) la prima livraison
dell'opera, gik da parecchi anni preparata, di Leone Renier intitolata : Recueil des diplCmes
militaires. Questa prima parte non comprende che il testo dei diplomi e trentasette tavole
calcografiche. I diplomi non sono disposti cronologicamente come neU'edizione del Mommsen;
ma sono divisi secondo le milizie: in ciascuna milizia poi sono ordinati secondo Vetk loro.
II numero dei diplomi b di cinquantatr6 ; conviene osservare che al n. 4 troviamo una lapide,
secondo il Renier, equivalente ad un diploma, posta dalla moglie e dai figli di un veterano
della coorte III pretoria, per essere stati fatti cittadini romani per il connubio concesso al
veterano. Quest'epigrafe dell'anno 230 fu scoperta a Heddernheim presso Wiesbaden, e pub-
blicata, fra altri, dal Brambach (Corp. inscr. Rhen., n. 1444). Inoltre i numeri 16 e 17 cor-
rispondono al solo numero LVI del Mommsen (n. 371 della nostra raccolta). Percid mancano
nella collezione del Renier undici diplomi, che si hanno nel volume terzo del Corpus e nel
secondo della Epfiemeris epigraphica, tra cui quello del 71 dell'armata misenense, trovato
a Pompei nel 1874 (n. 24 della nostra raccolta). Attendiamo i supplementi ed i commenti alia
collezione del Renier, della quale b saggio elegante la parte pubblicata.
A pag. 58, note 13 e 14. Si aggiunga il n. 171.
A pag. 66. Tra i nomi deU'armata misenense si aggiunga a classis Misenensis il n. 125 a;
e si noti ancbra : classis Misenensis praetoria, 300, e classis praetoria Misenensium, 106.
A pag. 81, nota al n. 28, si aggiunga : Renier, n. 13.
A pag. 83, nota al n. 37, si aggiunga: Garrucci, CI. pr. Mis., n. 26.
A pag. 150, nota al n. 438, si aggiunga: Doni, p. 223, 9 (e schedis Vaticanis), che dice
essere la lapide stata rinvenuta: * inter viam Appiam et Latinam • , e che ha qualche variety
dal testo del Fabretti.
Si correggano le mende tipografiche seguenti :
A pag. 33 linea 3 in vece di (238-243) leggasi : (238-244)
38 • 35 » Platorio » Platore
40 nota 4 » Taverla usata • Taverlo usato
45 linea 3 » Opino • Opinus
133 * 10 • P. Palpellius Maecius » p. Palpellius P. f.
205 col. 2 1 linea 55 e a pag. 206 col. 2 a lin. 10 in vece di M\ leggasi: C.
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